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  1. #41
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    Predefinito Rif: A Napoli ormai la camorra la fa da padrone

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos Visualizza Messaggio
    De Magistris...un famoso Komunista :gluglu: Troppo mirto.
    I comunisti comandavano lasciando la camorra fare quello che voleva. Però così nessuno pagava e c'era il problema di immagine. Ora invece hanno messo su De Magistris che non conta nulla e lo useranno come capro espiatorio: essendo lui sindaco non può fare da critico esterno e quindi i camocomunisti si liberano di un oppositore e del danno di immagine contemporaneamente.

  2. #42
    Zemlja i Volja
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    Predefinito Rif: A Napoli ormai la camorra la fa da padrone

    Apri un 3D su Napoli e devi sempre leggere i soliti commenti dei mentecatti frustrati che no sanno fare di meglio che scagliarsi contro i giudici ed i cittadini. Gente tra l'altro sopratutto di destra che dimentca chi candidano alle elezioni.





    Questa gente candidate per cui evitate di dare fiato alla bocca.

    :giagia:
    "We intend to destroy all dogmatic verbal systems."
    William S. Burroughs

  3. #43
    Fun Cool
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    Predefinito Rif: A Napoli ormai la camorra la fa da padrone

    Citazione Originariamente Scritto da samba de amigo Visualizza Messaggio
    Penso che ci sia una serie di norme estremamente lassiste. "Con la mafia dobbiamo convivere" non è soltanto un'uscita infelice dell'ex ministro Lunardi, è proprio una mentalità, una cultura della nostra classe dirigente.
    Ovviamente solo di quella attuale, giusto?

    Mentre quelli che hanno deciso (di nascosto, da perfetti topi di fogna) di contrastare in maniera efficacissima la mafia, ad esempio togliendo il 41bis, sono esempi di strenua abnegazione e rifiuto di questa cultura...ostridicolo:
    Ultima modifica di Mauri61; 28-09-11 alle 15:05
    Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.

  4. #44
    Blut und Boden
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    Predefinito Rif: A Napoli ormai la camorra la fa da padrone

    Barra, dove la camorra si fa Stato

    Sacro e padrini insieme nella sfilata dei Gigli. Il quartiere risponde: cosa c'è di male. Tra i pochi coraggiosi c'è don Tanino Palmese che si ribella alla mafia e dice: "Via la camorra dalle feste religiose"
    “Ma voi che volete capire ancora? Qua la spiegazione è semplice: la festa dei gigli a Barra è una festa di cafoni in un quartiere dove la camorra comanda tutto ed è padrona di tutto. Pure di Cristo, dei santi e di chi si batte il petto alla ricerca del perdono. E mo statevi bene che non tengo tempo da perdere”.

    Poche parole, pronunciate con la fretta di chi non vuole farsi vedere insieme al giornalista venuto a chiedere notizie e fare domande su quella scena da Napoli irredimibile che da giorni è sotto gli occhi di tutta Italia grazie al lavoro di Claudio Pappaianni, bravo cronista de “L’Espresso”. Il Giglio, enorme, fallico, segno di devozione e potenza, issato su una folla di uomini, donne e bambini. Devoti di Sant’Anna e tifosi della “paranza” che ha costruito la macchina religiosa più bella. E poi l’automobile infiorata, bella, luccicante e sfarzosa. Simbolo di una potenza moderna sguaiata e pacchiana. E a bordo il padre del boss, a pochi passi il figlio che ha fatto il master della camorra a Poggioreale per dieci anni, e la banda che suona “Il Padrino” di Nino Rota. E applausi, urla, come allo stadio. “Si gruosso, si ‘o bene nuosto”. Sei grande. Il vecchio professore ci era stato indicato come esperto di tradizioni, usi e costumi locali, volevamo che ci facesse da guida in questa jungla di case vecchie e sgarrupate, palazzoni del dopo terremoto tutti uguali, capannoni dell’industria che fu abbandonati e arrugginiti, boutique, negozi cinesi tutto a un euro, pizza a metro e kebab. Ma non ne ha voglia. Ci saluta quando si accorge che troppi sguardi ci fissano, ma prima si raccomanda: “Non scrivete il mio nome sul giornale”.



    Barra, San Giovanni e Ponticelli: il triangolo della camorra. Qui anche le pietre sanno raccontarti dei morti uccisi nelle varie guerre tra i clan. “Un minuto di silenzio per i morti nostri”, hanno chiesto i boss al passaggio del giglio. E sono stati accontentati. Perché non si può dire di no quando a chiederti una cosa è uno dei Cuccaro. Sono loro, insieme agli Aprea che comandano a Barra, “quartiere-stato” della camorra. Controllano il mercato della droga, il racket delle estorsioni, si occupano di lavori nell’edilizia e rapine ai tir. Tutto è nelle loro mani. “Guagliò, qua le cose non stanno bene, questa è l’imbasciata, portala ai tuoi titolari. Noi torneremo a breve e il primo che abbusca (viene picchiato a sangue, ndr) sei tu”. Erano queste le parole che Raffaele Cuccaro e i suoi uomini usavano per convincere un imprenditore a pagare il pizzo, la “tassa della tranquillità”. E i loro alleati, gli Aprea, non sono certo da meno. A don Vincenzo, il boss, fratello di Giovanni, amabilmente chiamato “pont’e curtiello” (punta di coltello), bastarono poche parole per risolvere “’o problema”. Portare l’attacco finale a quelle “cape pazze” dei Guarino e degli Alberti che volevano fare “gli scissionisti”, mettersi in proprio. Cuccaro, Aprea, clan sterminati. Figli, cognati, parenti, compari e cumparielli. L’anno scorso le donne degli Aprea (Giuseppina, Lena e Patrizia, le sorelle di don Vincenzo) furono arrestate e portate a via Medina. “Erano loro a gestire l’economia del clan – scrissero gli agenti della Mobile – loro che pagavano gli stipendi degli affiliati”. Camorra potente, che ama stare in prima fila.

    E la festa dei Gigli è un palcoscenico. Tradizione che non esisteva a Barra. I Gigli, si portavano solo a Nola, nell’entroterra dei “cafoni”, ma nel 1882 i “barresi” decisero che pure loro dovevano averli, più alti e più belli. La Chiesa, all’inizio, si disse contraria (il Giglio rimandava troppo a simboli fallici e pagani), poi decise di chiudere un occhio. Oggi li ha chiusi entrambi. Il Giglio è il simbolo della potenza, se conti a Barra il tuo dovrà essere il più maestoso. L’organizzazione della festa è in mano alle “paranze”. Mondiale, Insuperabile, Formidabile, Amici Miei, Ultras Barrese. Si chiamano così. I loro capi sono i “mast’e festa”, “i padrini”, “i caporali”. Ruoli e simbologie che richiamano le gerarchie del clan e che piacciono alla camorra. La festa è sfarzosa, i capiparanza arrivano a bordo di macchine fuoriserie, Bentley, Ford Mustang, un anno hanno usato anche un elicottero. E la chiesa lascia fare. “Di fronte a fatti del genere ho sempre una tentazione radicale – ci dice don Tonino Palmese, prete e anima di Libera a Napoli – un paese diventa civile quando riesce a purificare queste manifestazioni popolari. Via la camorra dalle feste religiose! Il quartiere di Barra vive nella sudditanza dei boss. Lo dicono gli arresti, la topografia con zone off-limits, lo dice la paura della gente”. Marino Niola, antropologo della contemporaneità, analizza da anni il ventre moderno di Napoli. “Si stupisce chi non conosce questi fenomeni, chi non sa che certe dinamiche religiose sono strettamente intrecciate con la cultura criminale. I camorristi sono presi da una forte ortodossia religiosa. L’architettura della festa è molto complessa, c’è di tutto, come in un condominio, il devoto sincero e il malacarne. E a Napoli, città delle compresenze, convivono realtà dominate da questi codici e pezzi di modernità. È la città che a maggio ha votato e ha stupito l’Italia, e che oggi sembra ricadere in questo abisso”. Le immagini della processione con i boss fanno il giro del web e il sindaco Luigi de Magistris è infuriato: “È un episodio vergognoso, come vergognosi sono coloro che, rivestendo ruoli istituzionali laici o religiosi, prendono parte a simili occasioni, di fatto avallando il tentativo del crimine organizzato di controllare il tessuto sociale anche per mezzo di comportamenti simbolici assolutamente inaccettabili”.

    da Il Fatto Quotidiano del 28 settembre 2011


    Barra, dove la camorra si fa Stato | Enrico Fierro | Il Fatto Quotidiano
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #45
    Blut und Boden
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    Predefinito Rif: A Napoli ormai la camorra la fa da padrone

    Con il benestare del clero cattolico romano.

    Quello che tuona contro l'immoralità della politica.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #46
    Blut und Boden
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    Predefinito Rif: A Napoli ormai la camorra la fa da padrone

    Bagnasco pensa ai preti pedofili e a quelli camorristi.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #47
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito ormai è ufficiale, sei un troll

    Citazione Originariamente Scritto da orpheus Visualizza Messaggio
    Io so soltanto che sono nato e cresciuto sui "Quartieri Spagnoli" dove mai ho avuto occasione di vedere "de visu" la camorra in azione .... mai .

    Oggi il sol nominare quei quartieri fa venire brividi alla schiena , là dove una volta si dormiva con la porta aperta ed oggi invece sbarrata non con il solito "palo di ferro" ma anche cancelletto esterno . Là dove una volta la Chiesa della Concordia era considerata sede di fratellanza e riunione del vicinato ed oggi minacciata dalla manovalanza della Camorra , successo non molto tempo fa al parroco mio amico d'infanzia .

    Inutile stare a tergiversare , la Napoli di oggi è imbastardita ed incattivita , che poi vogliamo metterla a "tarallucci e vino" fate pure . Da parte mia non faccio che confrontare la bellissima e civilissima Napoli di ieri con quella che oggi non riconosco e ben felice starci lontano :giagia:
    ostridicolo:ostridicolo:ostridicolo:


    tu sei nato e cresciuto nei quartieri spagnoli, come io sono nato e cresciuto nell'isola di pasqua
    in quale zona dei quartieri spagnoli saresti cresciuto?
    Io i quartieri spagnoli li conosco abastanza bene, e non consoco luoghi che negli anni settanta, ottanta e novanta erano angoli di paradiso, dove era impossibile vedere de visu la camorra in azione, e soprattutto non rendersi conto della presenza camorrista nel quartiere, io pur non abitando proprio nei quartieri, me ne resi conto una volta quando da bambino negli anni settanta andando a trovare la sorella di mia nonna che abitava a largo marinelli, mi disse che il salumiere di fronte casa, era stato costretto a chiudere poiché non aveva abastanza soldi per pagare il pizzo.
    Visto che sei nato e cresciuto ai quartieri spagnoli, come hai fatto a non accorgerti della querra avvenuta a metà degli anni ottanta tra il clan dei picuozzi di ciro mariano ed i supersiti dei cutoliani?
    e la guerra di camorra tra i il clan mariano ed il clan russo e l'alleanza di secondigliano?
    non ti ricordi la guerra di camorra tra il clan mariano e gli scissionisti cardillo-ranieri?
    Non ti ricordi le sparatorie tra i clan dei quartieri spagnoli e quelli delle zone limitrofe, dovute spesso a scicchezze come semplici sconfinamenti?
    Non ti sei accorto delle sparatorie frequentissime in quegli anni?
    A quei tempi anche se non abitavo proprio ai quartieri, nei pressi di casa mia comandava la camorra dei quartieri, e mi ricordo le sparatorie, i locali notturni destinati alla prostituzione ed allo spaccio di droga, gestiti dapersone vicine ai camorristi dei quartieri fortunatamente ormai quasi tutti chiusi.
    Oggi ai quartieri spagnoli la camorra ha molto meno potere e consenso di quanto non ne aveva un tempo, anni fa quando durante gli attentati la camorra uccideva degli innocenti, la gente del posto aveva paura di testimoniare, solo due anni fa quando la figlia del boss salvatore terracciano, a capodanno per sbaglio uccise a colpi di pistola un ragazzo affacciato al balcone, tutti i vicini di casa non ebbero alcuna paura a testimoniare contro di lei
    sono il più regressista del forum, percolato dei bassifondi, peppa pig

  8. #48
    Navigare necesse est
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    Predefinito Rif: ormai è ufficiale, sei un troll

    Citazione Originariamente Scritto da don Peppe Visualizza Messaggio
    ostridicolo:ostridicolo:ostridicolo:


    tu sei nato e cresciuto nei quartieri spagnoli, come io sono nato e cresciuto nell'isola di pasqua
    in quale zona dei quartieri spagnoli saresti cresciuto?
    Io i quartieri spagnoli li conosco abastanza bene, e non consoco luoghi che negli anni settanta, ottanta e novanta erano angoli di paradiso, dove era impossibile vedere de visu la camorra in azione, e soprattutto non rendersi conto della presenza camorrista nel quartiere, io pur non abitando proprio nei quartieri, me ne resi conto una volta quando da bambino negli anni settanta andando a trovare la sorella di mia nonna che abitava a largo marinelli, mi disse che il salumiere di fronte casa, era stato costretto a chiudere poiché non aveva abastanza soldi per pagare il pizzo.
    Visto che sei nato e cresciuto ai quartieri spagnoli, come hai fatto a non accorgerti della querra avvenuta a metà degli anni ottanta tra il clan dei picuozzi di ciro mariano ed i supersiti dei cutoliani?
    e la guerra di camorra tra i il clan mariano ed il clan russo e l'alleanza di secondigliano?
    non ti ricordi la guerra di camorra tra il clan mariano e gli scissionisti cardillo-ranieri?
    Non ti ricordi le sparatorie tra i clan dei quartieri spagnoli e quelli delle zone limitrofe, dovute spesso a scicchezze come semplici sconfinamenti?
    Non ti sei accorto delle sparatorie frequentissime in quegli anni?
    A quei tempi anche se non abitavo proprio ai quartieri, nei pressi di casa mia comandava la camorra dei quartieri, e mi ricordo le sparatorie, i locali notturni destinati alla prostituzione ed allo spaccio di droga, gestiti dapersone vicine ai camorristi dei quartieri fortunatamente ormai quasi tutti chiusi.
    Oggi ai quartieri spagnoli la camorra ha molto meno potere e consenso di quanto non ne aveva un tempo, anni fa quando durante gli attentati la camorra uccideva degli innocenti, la gente del posto aveva paura di testimoniare, solo due anni fa quando la figlia del boss salvatore terracciano, a capodanno per sbaglio uccise a colpi di pistola un ragazzo affacciato al balcone, tutti i vicini di casa non ebbero alcuna paura a testimoniare contro di lei

    Tu dei "quartieri spagnoli" non conosci un cazzo visto che io ti ho citato la "Chiesa di Santa Maria della Concordia " del 1550 che trovasi nell'omonima piazzetta ...e l'attuale parroco Don Mario è mio amico d'infanzia , anch'egli nato e cresciuto sui quartieri spagnoli .

    Io sono nato e vissuto alla salita Cariati , su in cima Taverna Penta e ribadisco che ai "miei" tempi non ho mai ... mai assistito ad alcuna azione "bellica" della camorra e posso assicurarti che dei quartieri spagnoli conoscevo centinaia di persone ad iniziare da quelli che abitavano nei bassi , persone amabilissime con cui spesse volte da ragazzo amavo conversare la sera "assettato su una seggiolella" . Usavano darmi l'appellativo : " 'O cumandant" sol perchè frequentavo l'istituto nautico di via Tarsia .

    Sui "quartieri spagnoli " ho avuto il piacere di apprendere le prime lezioni di sesso da imberbe giovinetto , c'erano i "casini" più rinomati di Napoli : il " 10 " (Largo Baracca )... il " 15 " ecc. ....erano contraddistinti da un numero illuminato su in cima alla porta d'ingresso

    Tu mi hai citato le guerre tra bande degli anni ottanta-novanta , cioè quando io da qualche lustro avevo già lasciato Napoli e fortuna mia non ho avuto modo di vederla andare in rovina ... assistendo appunto al "varo" di Napoli.

    La "mia " Napoli si ferma alla metà degli anni '70 , quella Napoli bellissima e vivibilissima che ho avuto il piacere di conoscere , dalle macerie del dopoguerra alla sua rinascita .

    Il "dopo" lo lascio a voi estimatori della Napoli attuale , quella del "cesso a cielo aperto" , abortita dai vostri emeriti politici sinistrati .iaociao:
    Ultima modifica di orpheus; 28-09-11 alle 17:47
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  9. #49
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    Predefinito Rif: A Napoli ormai la camorra la fa da padrone

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Bagnasco pensa ai preti pedofili e a quelli camorristi.
    Cerca di dire meno stronzate...ed abbi un po di rispetto

  10. #50
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    Predefinito Rif: ormai è ufficiale, sei un troll

    Citazione Originariamente Scritto da orpheus Visualizza Messaggio
    Tu dei "quartieri spagnoli" non conosci un cazzo visto che io ti ho citato la "Chiesa di Santa Maria della Concordia " del 1550 che trovasi nell'omonima piazzetta ...e l'attuale parroco Don Mario è mio amico d'infanzia , anch'egli nato e cresciuto sui quartieri spagnoli .

    Io sono nato e vissuto alla salita Cariati , su in cima Taverna Penta e ribadisco che ai "miei" tempi non ho mai ... mai assistito ad alcuna azione "bellica" della camorra e posso assicurarti che dei quartieri spagnoli conoscevo centinaia di persone ad iniziare da quelli che abitavano nei bassi , persone amabilissime con cui spesse volte da ragazzo amavo conversare la sera "assettato su una seggiolella" . Usavano darmi l'appellativo : " 'O cumandant" sol perchè frequentavo l'istituto nautico di via Tarsia .

    Sui "quartieri spagnoli " ho avuto il piacere di apprendere le prime lezioni di sesso da imberbe giovinetto , c'erano i "casini" più rinomati di Napoli : il " 10 " (Largo Baracca )... il " 15 " ecc. ....erano contraddistinti da un numero illuminato su in cima alla porta d'ingresso

    Tu mi hai citato le guerre tra bande degli anni ottanta-novanta , cioè quando io da qualche lustro avevo già lasciato Napoli e fortuna mia non ho avuto modo di vederla andare in rovina ... assistendo appunto al "varo" di Napoli.

    La "mia " Napoli si ferma alla metà degli anni '70 , quella Napoli bellissima e vivibilissima che ho avuto il piacere di conoscere , dalle macerie del dopoguerra alla sua rinascita .

    Il "dopo" lo lascio a voi estimatori della Napoli attuale , quella del "cesso a cielo aperto" , abortita dai vostri emeriti politici sinistrati .iaociao:
    ostridicolo:ostridicolo:ostridicolo:

    la metà degli anni settanta, quando c'era la guerra tra i camorristi ed i marsigliesi, ntoriamente a quei tempi i bordelli(adesso scomparsi da anni) che frequentavi li gestivano le opere pie, la camorra nei quartieri non esisteva, i commercianti ai quartieri non pagavano il pizzo ed erano posti vivibilissimi dove non esistevano delinquenti
    LA Napoli che risorgeva dalle macerie ai tempi delle mani sulla città, con la cementificazione selvaggia delle colline del vomero, di posillipo ed in seguito dei camaldoli, dei voti comprati con le scarpe.
    Dato che da Napoli manchi da anni, e che della napoli attuale non sai nulla, se non quello che leggi sui giornali, resta nel tuo paradiso ed esempio di vivibilità a roma(dove dall'inizio dell'anno ci sono stati più omicidi che a Napoli) , tanto della tua presenza a Napoli nessuno sentirà la mancanza
    sono il più regressista del forum, percolato dei bassifondi, peppa pig

 

 
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