
Originariamente Scritto da
Florian
1999: l'anno in cui, deluso da Fini, mi avvicinai a Forza Italia. E ancor oggi non cambierei nulla di quella campagna elettorale che ci fece davvero sognare un'altra Italia.
Ma il punto è questo, caro Candido... dove sono andate a finire quelle facce pulite, sorridenti e allegre? Che ne è stato di quel programma che intendeva essere innovatore e conservatore al tempo stesso?
Io ricordo un premier che era ironico senza essere volgare, a capo di un'ottima famiglia borghese e patron di una televisione che aveva modernizzato l'immaginario di noi italiani.
Ricordo una coalizione in cui le spinte localiste erano bilanciate da quelle nazionali, lo spirito imprenditoriale dalla dottrina sociale cristiana... nel 1999 non soltanto questo schieramento - non mi piace parlare infatti di "popolo" - si apprestava ad andare trionfalmente al governo, ma anche a infondere linfa nuova ad una politica statica e obsoleta.
Ecco, ricordo con rimpianto come allora noi si rappresentasse il "nuovo". Una novità beninteso non rivoluzionaria o radicale ma nel segno della storia politica della nostra nazione. Tanto che gli appelli a Sturzo o Einaudi non sembravano ipocriti e privi di senso.
Ed invece oggi, questo Berlusconi con più rughe e più capelli, questo Berlusconi che non riesce più a sorridere senza ghignare, e a comunicare senza usare espressioni scurrili e gesti volgari, questo Berlusconi che si pavoneggia tra centinaia di ragazzine, che ostenta la camicia nera solleticando nostalgie neofasciste, questo Berlusconi non più leader inter pares ma padre-padrone, feudatario e sultano... questo Berlusconi duro e imperioso così diverso dal "cumenda" milanese un po' briccone ma pieno di fantasia e capacità manageriale, questo Berlusconi che ha sottratto al suo vecchio nemico Borrelli l'arma spuntata del "resistere resistere resistere", questo Berlusconi che oggi resiste grazie ai Romano, i Moffa e gli Scilipoti, questo, e non quel Berlusconi che ho ricordato all'inizio, non lo riconosco più come colui che avrebbe potuto rappresentare me e magari cambiare l'Italia.
Circa invece lo spot di FI del '99, può darsi che le parole fossero propaganda, ma le facce presenti erano quelle giuste. Erano facce di persone normali, facce di quella piccola e media borghesia che rappresenta in fondo antropologicamente quella che vorrei che fosse la mia casa politica. Ecco, Forza Italia ebbe il merito di sostituire a vecchie e ideologiche bandiere le immagini di persone comuni, di famiglie comuni. Il partito di un'Italia di mezzo, cattolica ma non clericale, liberale ma non libertaria, decisionista ma non fascista. Poi la cosa ha preso la piega che sappiamo, ma ripeto le intenzioni non andrebbero nè disprezzate nè dimenticate.