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  1. #1
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    Predefinito Una casa, non una chiesa

    Non potrei mai identificarmi con la sinistra perchè la considero una setta religiosa: una religione dell'antifascismo, del pacifismo, dell'antiproibizionismo, del terzomondismo, etc etc. Ma sempre e comunque una religione. I cui accoliti osservano gli stessi riti, hanno le loro feste, i loro giornali, il loro linguaggio, i loro morti. Come i fascisti e come i cattolici. Come i leghisti. Come i radicali.
    Cambiano le sigle e i riferimenti, ma l'approccio è lo stesso. Questi partiti politici si presentano come delle sette religiose e io ricordo di essermi avvicinato, ormai un bel po' di tempo fa, a Forza Italia proprio perchè non era una setta. Perchè chiamava a raccolta tutti i non comunisti, non fascisti, non leghisti, non radicali e non cattolici clericali. Era perciò un partito nel quale potevo riconoscermi anch'io, che non ero nulla di tutto quello. Poi arrivò il Popolo della Libertà col suo culto del capo e allora non riuscii ad identificarmi più nemmeno in quella gente, così diversa dall'allegra combriccola di comuni borghesi che si raccoglieva sotto la bandiera rosso-verde. Col senno di poi è ovvio che quella bandiera non la sventolerei più, ma sarebbe un peccato mortale buttare via il bambino insieme all'acqua sporca. Un partito "liberale di massa" forse è un ossimoro, però è un modo efficace per affratellare chi non sente il bisogno di vivere la politica come una religione. Un partito laico ma veramente, postideologico senza per questo risultare meramente tecnocratico. In fondo Forza Italia era il partito della generazione cresciuta negli anni Ottanta con le tv berlusconiane. E la cosa in sè, checchè ne dicano molti antiberlusconiani, non era cattiva. Adesso pure quel collante generazionale è andato perduto e noi, ormai non più giovani, laici borghesi non abbiamo più nulla per riconoscerci in uno schieramento alternativo alle chiese.
    Ultima modifica di Florian; 03-10-11 alle 07:52

  2. #2
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    Predefinito Rif: Una casa, non una chiesa

    ottimo intervento, che condivido

  3. #3
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    Predefinito Rif: Una casa, non una chiesa




    1999: l'anno in cui, deluso da Fini, mi avvicinai a Forza Italia. E ancor oggi non cambierei nulla di quella campagna elettorale che ci fece davvero sognare un'altra Italia.

    Ma il punto è questo, caro Candido... dove sono andate a finire quelle facce pulite, sorridenti e allegre? Che ne è stato di quel programma che intendeva essere innovatore e conservatore al tempo stesso?

    Io ricordo un premier che era ironico senza essere volgare, a capo di un'ottima famiglia borghese e patron di una televisione che aveva modernizzato l'immaginario di noi italiani.
    Ricordo una coalizione in cui le spinte localiste erano bilanciate da quelle nazionali, lo spirito imprenditoriale dalla dottrina sociale cristiana... nel 1999 non soltanto questo schieramento - non mi piace parlare infatti di "popolo" - si apprestava ad andare trionfalmente al governo, ma anche a infondere linfa nuova ad una politica statica e obsoleta.

    Ecco, ricordo con rimpianto come allora noi si rappresentasse il "nuovo". Una novità beninteso non rivoluzionaria o radicale ma nel segno della storia politica della nostra nazione. Tanto che gli appelli a Sturzo o Einaudi non sembravano ipocriti e privi di senso.

    Ed invece oggi, questo Berlusconi con più rughe e più capelli, questo Berlusconi che non riesce più a sorridere senza ghignare, e a comunicare senza usare espressioni scurrili e gesti volgari, questo Berlusconi che si pavoneggia tra centinaia di ragazzine, che ostenta la camicia nera solleticando nostalgie neofasciste, questo Berlusconi non più leader inter pares ma padre-padrone, feudatario e sultano... questo Berlusconi duro e imperioso così diverso dal "cumenda" milanese un po' briccone ma pieno di fantasia e capacità manageriale, questo Berlusconi che ha sottratto al suo vecchio nemico Borrelli l'arma spuntata del "resistere resistere resistere", questo Berlusconi che oggi resiste grazie ai Romano, i Moffa e gli Scilipoti, questo, e non quel Berlusconi che ho ricordato all'inizio, non lo riconosco più come colui che avrebbe potuto rappresentare me e magari cambiare l'Italia.

    Circa invece lo spot di FI del '99, può darsi che le parole fossero propaganda, ma le facce presenti erano quelle giuste. Erano facce di persone normali, facce di quella piccola e media borghesia che rappresenta in fondo antropologicamente quella che vorrei che fosse la mia casa politica. Ecco, Forza Italia ebbe il merito di sostituire a vecchie e ideologiche bandiere le immagini di persone comuni, di famiglie comuni. Il partito di un'Italia di mezzo, cattolica ma non clericale, liberale ma non libertaria, decisionista ma non fascista. Poi la cosa ha preso la piega che sappiamo, ma ripeto le intenzioni non andrebbero nè disprezzate nè dimenticate.
    Ultima modifica di Florian; 03-10-11 alle 13:14

  4. #4
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    Predefinito Rif: Una casa, non una chiesa

    Allo stesso tempo, però, non potrei mai confondermi con gli antiberlusconiani di sinistra, che usano altri mezzi per umiliare, costringere ed ingannare...

    Non credo di sbagliarmi anche perchè la sinistra l'ho frequentata a tal punto da conoscerne appieno il vocabolario. La sinistra è quella cosa lì, dai partigiani a Bella Ciao, da Moretti a Santoro, da Report a RaiTre, da Scalfari a Pannella, da Vendola ai centri sociali. E' un rosario.

    Il comunismo si propone come una eresia cristiana, una dottrina che promette non solo giustizia, equità e pace, ma anche l'elevazione della natura umana. Ragion per cui la gente di sinistra si considera la più intelligente, la più colta, la più capace... si sente in diritto di infrangere le regole come di imporre quelle di suo piacimento. E' un mondo che si alimenta di se stesso ma che al tempo stesso riesce ad avere una incredibile attrattiva per coloro che sentono il bisogno di una "religione laica".

    Ecco, per me qualsiasi cosa venga fatta passare per religione laica è un imbroglio. La laicità non può essere religiosa, perchè non esiste religione che non abbia dogmi e osservanti. E il popolo di sinistra qualunque cosa faccia è religiosissimo.

    Mi spiace ma non sento il bisogno di un papa laico, piuttosto mi tengo quello che c'è già. Idem per le regole e le convenzioni: non ho messo in discussione i Dieci Comandamenti per ritrovarmene degli altri. Per quanto possa sembrare paradossale nella mia vita le convenzioni cattoliche hanno pesato meno dei dogmi libertari o politicamente corretti. Non è questione di capitalismo o socialismo quanto del ruolo oppressivo che esercitano i cosiddetti philosophes, allora come oggi i falsi chierici di un mondo uguale e contrario a quello che vorrebbero combattere.
    Ultima modifica di Florian; 03-10-11 alle 14:12

  5. #5
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    Predefinito Rif: Una casa, non una chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio



    1999: l'anno in cui, deluso da Fini, mi avvicinai a Forza Italia. E ancor oggi non cambierei nulla di quella campagna elettorale che ci fece davvero sognare un'altra Italia.

    Ma il punto è questo, caro Candido... dove sono andate a finire quelle facce pulite, sorridenti e allegre? Che ne è stato di quel programma che intendeva essere innovatore e conservatore al tempo stesso?

    Io ricordo un premier che era ironico senza essere volgare, a capo di un'ottima famiglia borghese e patron di una televisione che aveva modernizzato l'immaginario di noi italiani.
    Ricordo una coalizione in cui le spinte localiste erano bilanciate da quelle nazionali, lo spirito imprenditoriale dalla dottrina sociale cristiana... nel 1999 non soltanto questo schieramento - non mi piace parlare infatti di "popolo" - si apprestava ad andare trionfalmente al governo, ma anche a infondere linfa nuova ad una politica statica e obsoleta.

    Ecco, ricordo con rimpianto come allora noi si rappresentasse il "nuovo". Una novità beninteso non rivoluzionaria o radicale ma nel segno della storia politica della nostra nazione. Tanto che gli appelli a Sturzo o Einaudi non sembravano ipocriti e privi di senso.

    Ed invece oggi, questo Berlusconi con più rughe e più capelli, questo Berlusconi che non riesce più a sorridere senza ghignare, e a comunicare senza usare espressioni scurrili e gesti volgari, questo Berlusconi che si pavoneggia tra centinaia di ragazzine, che ostenta la camicia nera solleticando nostalgie neofasciste, questo Berlusconi non più leader inter pares ma padre-padrone, feudatario e sultano... questo Berlusconi duro e imperioso così diverso dal "cumenda" milanese un po' briccone ma pieno di fantasia e capacità manageriale, questo Berlusconi che ha sottratto al suo vecchio nemico Borrelli l'arma spuntata del "resistere resistere resistere", questo Berlusconi che oggi resiste grazie ai Romano, i Moffa e gli Scilipoti, questo, e non quel Berlusconi che ho ricordato all'inizio, non lo riconosco più come colui che avrebbe potuto rappresentare me e magari cambiare l'Italia.

    Circa invece lo spot di FI del '99, può darsi che le parole fossero propaganda, ma le facce presenti erano quelle giuste. Erano facce di persone normali, facce di quella piccola e media borghesia che rappresenta in fondo antropologicamente quella che vorrei che fosse la mia casa politica. Ecco, Forza Italia ebbe il merito di sostituire a vecchie e ideologiche bandiere le immagini di persone comuni, di famiglie comuni. Il partito di un'Italia di mezzo, cattolica ma non clericale, liberale ma non libertaria, decisionista ma non fascista. Poi la cosa ha preso la piega che sappiamo, ma ripeto le intenzioni non andrebbero nè disprezzate nè dimenticate.
    ormai si tratta di tener duro per non essere spazzati via e per un tempo lunghissimo perchè non ci possiamo fare illusioni, se vincerà la sinistra inizierà una caccia alle streghe tutta demagogica e strumentale che ai conservatori e ai moderati non resteranno neanche gli occhi per piangere, ci sarà da vergognarsi a essere conservatori e non allineati al neoulivismo mondiale...al peggio non c'è limite

    Percio' penso che bisogni tener duro il piu' possibile per costruire qualcosa di nuovo dall'interno del PDL stesso, a prescindere da Berlusconi e non Berlusconi che a 75 anni non puo' prospettare di governare troppo alungo

    Non facciamo gli autolesionisti Florian e per un attimo pensiamo ai nostri interessi, che interesse abbiamo ad associarci al carro di chi vuole demolire questo governo e questa maggioranza? Ben che ci vada andrà al governo la maestrina dalla penna rossa Enrico Letta... mal che ci vada la Rosy Bindi...

    l'importante per me è di non lasciare l'iniziativa agli avversari, tantomeno al duo Casini-Fini, quelli sono i peggiori

    In Francia lo hanno capito: abbiamo Fillon e Juppé che si odiano e sanno che se uno di loro due si presentasse alle presidenziali avrebbe ottime possibilità di vincere le elezioni nell'aprile 2012, eppure il Capo ha detto che vuole correre per un altro mandato e volenti o nolenti gli stanno tirando tutti la volata e forse di misura riuscirà anche a vincere, perchè se va al potere il socialistume, con il clientelismo che hanno tengono il governo 15 anni...
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 03-10-11 alle 15:51

  6. #6
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    Predefinito Rif: Una casa, non una chiesa

    Florian, sei tornato in fase anticlericale?
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  7. #7
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    Predefinito Rif: Una casa, non una chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Florian, sei tornato in fase anticlericale?
    Non sono mai stato e mai sarò anticlericale, almeno nel senso in cui intendi tu, ovvero pannelliano. Tuttavia, pur non avendo nulla contro i cattolici e contro la Chiesa sono convinto che i partiti dovrebbero essere laici, privi cioè di quei dogmi, quei riti e quei miti che hanno purtroppo segnato la politica del nostro Novecento. E in tal senso devo addirittura riconoscere che la Democrazia Cristiana fu nel complesso più laica di partiti come il PCI o l'MSI che in teoria avrebbero dovuto esserlo del tutto.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Una casa, non una chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    ormai si tratta di tener duro per non essere spazzati via e per un tempo lunghissimo perchè non ci possiamo fare illusioni, se vincerà la sinistra inizierà una caccia alle streghe tutta demagogica e strumentale che ai conservatori e ai moderati non resteranno neanche gli occhi per piangere, ci sarà da vergognarsi a essere conservatori e non allineati al neoulivismo mondiale...al peggio non c'è limite

    Percio' penso che bisogni tener duro il piu' possibile per costruire qualcosa di nuovo dall'interno del PDL stesso, a prescindere da Berlusconi e non Berlusconi che a 75 anni non puo' prospettare di governare troppo alungo

    Non facciamo gli autolesionisti Florian e per un attimo pensiamo ai nostri interessi, che interesse abbiamo ad associarci al carro di chi vuole demolire questo governo e questa maggioranza? Ben che ci vada andrà al governo la maestrina dalla penna rossa Enrico Letta... mal che ci vada la Rosy Bindi...

    l'importante per me è di non lasciare l'iniziativa agli avversari, tantomeno al duo Casini-Fini, quelli sono i peggiori

    In Francia lo hanno capito: abbiamo Fillon e Juppé che si odiano e sanno che se uno di loro due si presentasse alle presidenziali avrebbe ottime possibilità di vincere le elezioni nell'aprile 2012, eppure il Capo ha detto che vuole correre per un altro mandato e volenti o nolenti gli stanno tirando tutti la volata e forse di misura riuscirà anche a vincere, perchè se va al potere il socialistume, con il clientelismo che hanno tengono il governo 15 anni...
    Ma appunto perchè al peggio non c'è mai limite bisogna stare attenti ai venticelli prima che si trasformino in vere e proprie burrasche. Tu dici che bisogna tener duro fino a fine legislatura, ma cosa ti fa sperare di poter invertire in questi ultimi 14 mesi un trend negativo ormai consolidato e che vede il Pdl sceso al 26-24% circa dei consensi? Non è più ragionevole pensare che ogni giorno che trascorre invano la percentuale dei delusi si ingrossi ai danni di un partito che serve ormai a Berlusconi solo per mantenerlo lontano dalle procure?
    Ecco, se tu sei come sei sinceramente preoccupato delle sorti del nostro centrodestra dovresti a mio avviso valutare il pericolo di questa difesa ad oltranza dell'attuale leadership. A prescindere da ciò che io e te possiamo pensare dell'uomo e del politico, è evidente (lo dici anche tu) che il suo tempo è finito e la sua immagine rovinata ormai irrimediabilmente. Ora, pensi davvero che un Alfano possa salvare la baracca? Io non lo credo. Credo anzi che fino a quando Angelino verrà identificato come il sottopanza di Berlusconi sarà sommerso dalla stessa ondata di disistima popolare pronta a riversarsi contro il Cavaliere.

    Se tu mi dici quali alternative abbiamo io alzo le braccia. Tutto è difficile nella situazione in cui siamo combinati. Personalmente credo che più si cambi registro e più si abbiano chance di un recupero elettorale comunque difficilissimo. Le alternative sono due: Casini o Montezemolo. Il primo darebbe vita ad una neo-DC mentre il secondo potrebbe mettere in gioco un partito liberale postideologico sulla scia di quello che doveva rappresentare Forza Italia ai suoi esordi. Per questo motivo, per evitare cioè un salto indietro di qualche decennio, vedrei oggi con favore un passaggio di consegne da Berlusconi a Montezemolo (che purtroppo non avverrà per la testardaggine e gli interessi in gioco del primo).
    Ultima modifica di Florian; 03-10-11 alle 17:27

  9. #9
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    Predefinito Rif: Una casa, non una chiesa

    Caro Florian, come non convenire su quanto hai scritto ?

    D'accordo con te che la coppia Casini-Fini non rappresenta una soluzione per il governo dellì'Italia.

    Ma, purtroppo, neppure Montezemolo...

    Come spero tu sappia, Montezemolo e Draghi erano compagni di scuola, nella stessa classe, nello stesso Istituto... quello dei gesuiti, a Roma, per intenderci.

    Ora noi ci troviamo di fronte ad una opposizione a Berlusconi che è molto articolata : da un lato le sinistre che tu hai descritto così bene, dall'altra proprio Draghi (ovvero il battistrada di Montezemolo) che con le sue letterine ( ben diverse da quelle di passa parola) mette in crisi tutta la nazione.

    Ora, è chiaro da quanto ha scritto che anche tu, come me, nella scelta di un nuovo capo del governo non vuoi superare il bipolarismo...
    Purtroppo è proprio questa la meta che vogliono i poteri forti e tra questi anche il Cardinal Bagnasco...

    I poteri forti non solo hanno coinvolto Casini e Fini, ma anche il vecchio, buon Pisanu, che è evidentemente entrato nel bipolarismo senza capire che si trattava di una svolta storica cioè di una forma di progresso dell'Italia verso l'autentica democrazia...

  10. #10
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    Predefinito Rif: Una casa, non una chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da DanielGi. Visualizza Messaggio
    Caro Florian, come non convenire su quanto hai scritto ?

    D'accordo con te che la coppia Casini-Fini non rappresenta una soluzione per il governo dellì'Italia.

    Ma, purtroppo, neppure Montezemolo...

    Come spero tu sappia, Montezemolo e Draghi erano compagni di scuola, nella stessa classe, nello stesso Istituto... quello dei gesuiti, a Roma, per intenderci.

    Ora noi ci troviamo di fronte ad una opposizione a Berlusconi che è molto articolata : da un lato le sinistre che tu hai descritto così bene, dall'altra proprio Draghi (ovvero il battistrada di Montezemolo) che con le sue letterine ( ben diverse da quelle di passa parola) mette in crisi tutta la nazione.

    Ora, è chiaro da quanto ha scritto che anche tu, come me, nella scelta di un nuovo capo del governo non vuoi superare il bipolarismo...
    Purtroppo è proprio questa la meta che vogliono i poteri forti e tra questi anche il Cardinal Bagnasco...

    I poteri forti non solo hanno coinvolto Casini e Fini, ma anche il vecchio, buon Pisanu, che è evidentemente entrato nel bipolarismo senza capire che si trattava di una svolta storica cioè di una forma di progresso dell'Italia verso l'autentica democrazia...
    Caro Daniel, purtroppo - e non per nostra volontà - a me sembra che il bipolarismo, che tanto faticosamente avevamo tentato di affermare in un paese recalcitrante alle scelte nette, abbia finito col deragliare sulla polemica riguardante Berlusconi, finendo con l'identificarsi con essa. E poichè oggi siamo stanchi di una contrapposizione infinita giocata sulla testa del Cavaliere, una guerra civile che sta affossando la nazione, è inevitabile che il superamento dell'attuale fase politica pregiudichi lo stesso bipolarismo.

    Questo sarebbe un male, anche a mio avviso, ma la colpa di tutto ciò non sarebbe forse del Cavaliere? Non è stato lui a sovrapporre gli interessi suoi a quelli legittimi del centrodestra? E non è stato lui a minare il progetto fusionista tra le forze che componevano l'allora Casa delle Libertà legando a sè la Lega di Bossi pregiudicando così il consolidamento di quel PPE italiano che ogni tanto viene artificiosamente evocato ma al quale stavano lavorando assiduamente Adornato, D'Onofrio e Malgieri?

    Chi va per questi mari, questi pesci piglia... dice un famoso proverbio. E Berlusconi ha sempre privilegiato il proprio tornaconto a quello della coalizione cambiando gli alleati come fossero birilli. Negli ultimi anni abbiamo visto sfilare via Follini, Casini e Fini a vantaggio di Storace, Romano e Scilipoti... dimmi un po' tu se nel cambio ci abbiamo guadagnato.

    Arriviamo infine al capitolo Montezemolo. Non ho nulla da obiettare a quanto dici tu, ma io sono propenso a cercare soluzioni possibili piuttosto che inseguire sogni irrealizzabili. I nomi che circolano per una possibile sostituzione del Cavaliere li conosciamo tutti e sono quelli che ho elencato con l'aggiunta di Formigoni e della Marcegaglia. Anche qui non si fuoriesce dal duplice schema, quello di una leadership maggiormente connotata in senso cattolico e un'altra di segno liberal-tecnocratico. Delle due opzioni preferirei la seconda per il solo fatto che in questo caso le tentazioni di un balzo all'indietro all'era pre-Tangentopoli sarebbero meno forti. Ma la verità è che nessuno di noi sa immaginare cosa realmente accadrà nel momento in cui Re Silvio uscirà dalla scena politica.

    Sarebbe molto sciocco però impuntarsi nella impossibile difesa dello status quo, impedendosi così di agire quale parte attiva nel processo di transizione che prima o poi si avvierà. E che solo in questo caso, con la programmata uscita di scena di Silvio, potrebbe preservare il bipolarismo e con esso il nostro centrodestra. Ma se Berlusconi non molla e subito la leadership del Pdl il destino del bipolarismo è oggettivamente segnato. A prescindere da Montezemolo.
    Ultima modifica di Florian; 03-10-11 alle 18:38

 

 
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