



Finora si ma ora la situazione sta cambiando
l'antieuropeismo sta per diventare una esigenza di una parte non piccola dell'elettorato e fidatevi qualcuno risponderà prima o poi a questa esigenza e se non lo farà nessun altro lo farà Grillo prima o poi (per questo sarebbe meglio che il tema fosse fatto proprio da altri)comincio a pensare che il vento stia cambiando in Italia sull'europa (vedrete che ora tutti capiranno sulla propria pelle cosa vuol dire davvero Unione Europea)
Ultima modifica di C@scista; 25-10-11 alle 12:06


Tra l'altro, secondo me, o PDL e Lega - dopo la fine di Berlusconi e Bossi - avranno un'evoluzione in senso sempre più destroide e populista o finché esisteranno quei due partiti lì la vedo dura che possa sorgere un soggetto politico come quello che dicono c@scista e amerigodumini.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Non vedo un futuro per il PDL francamente.
Se sopravvivesse al tramonto berlusconiano sarebbe clamoroso e una grande beffa ad ogni minima teoria politologica.
La Lega invece potrebbe produrre qualcosa di buono a patto di ripensare il secessionismo radicale in termini storicamente più seri e tradizionali.


Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Il PDL è un enigma: finito Berlusconi, bisognerà vedere se tutta quell'accozzaglia e quel groviglio di correnti e correntine di livello locale e nazionale, assieme alle varie e solite clientele del nord, del centro e del sud, rimarranno unite in nome dell'interesse comune o preferiranno confluire in soggetti come l'UDC, il PD, la Lega Nord o La Destra o magari dare vita a nuove aggregazioni trasversali sia al centro che a destra.
Altro interrogativo: finito il berlusconismo ci sarà il post-berlusconismo, parodia del passaggio dal fascismo al post-fascismo?
Riguardo alla Lega, sinceramente la vedo sempre peggio in quest'ultimo periodo: la lotta fra il cosiddetto "cerchio magico" bossiano e Maroni è sempre più intensa. Tosi, Gentilini e Cota sembrano accodarsi al secondo, piuttosto che al primo. Bisognerà vedere cosa ne uscirà fuori.
La situazione rischia di essere esplosiva.
Ultima modifica di Giò; 25-10-11 alle 12:16
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).






Cerchiamo di essere ancora più chiari.
Se qualcuno avesse da arricciare il naso nei confronti delle prospettive egemoniche anglo-franco-tedesche (statalismo bancario, multirazzialismo totalizzante e indiscriminato, alienazione laicista) deve ripartire da un focolaio di resistenza reale, tangibile e concreto.
Personalmente e spassionatamente lo individuo nell'area tosco-padana e nell'arco alpino e potenzialmente per spazio alpino intendo non solo le alpi italiane ma auspicabilmente anche la Germania meridionale e via di questo passo.
Questo servirebbe di primo acchito a destabilizzare il moloch franco-tedesco creando un intesa fra il mondo del lavoro nord italiano e quello a settentrione della valpadana e delle sue alpi.
L'Italia che vuole sopravvivere deve rinunciare ad ogni destino mediterraneo.
Deve concepirsi solo come spazio essenzialmente continentale e neoindustriale.
Ci vuole uno sfondamento economico e politico a nord.
La "padania" è la "neo-Baviera" del corpus "neo-germanico" costituito dal sistema europeo attuale.
Ne eredita la funzione conservatrice e rivoluzionaria.
Ultima modifica di amerigodumini; 25-10-11 alle 12:42


Ma cosa ridono quei due mentecatti? Quando noi scrivevamo in versi, loro si dipingevano la faccia di blue.