



Se solo avessimo un governo in grado di essere credibile dicendo queste cose basate sui dati di fatto:
Visco: "Debito italiano sostenibile anche con i tassi all'8%"- LASTAMPA.it


IN questo momento sia a 440 di spread e l'Euro recupera sul dollaro.
Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF


Se non era per le vicende di questa mattina in Grecia, da come si era avviata la giornata oggi lasciavamo sul campo il 5% minimo in borsa e i titoli arrivavano minimo al 6,5% di rendimento.
Anche oggi c'è andata bene, ora vediamo se Silviuccio al G20 riuscirà a raccontare bene le sue solite 4 cazzate. :gluglu:
Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?
Mangio sempre i bambini bolliti.




Sembra che il referendum sugli aiuti non si faccia più. Quando è arrivata la notizia le borse, che erano partite in vertiginosa picchiata, hanno iniziato a risalire. Anche il rendimento dei BTP decennali e lo spread, che stavano salendo rapidamente, hanno invertito la rotta.
Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?
Mangio sempre i bambini bolliti.




"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Praticamente titoli con tasso all'8% sarebbero sostenibili solo, e solo in teoria, dopo aver raggiunto il pareggio di bilancio. Non certo allo stato attuale.Bankitalia, Visco: "Tassi all'8% esercizio teorico, ma sostenibili solo con risanamento"
Il neo governatore di via Nazionale precisa che le conclusioni dell'ultimo rapporto dell'Istituto sono un "esercizio quantitativo fondato su una ipotesi importantissima che tutte le misure di consolidamento vengano pienamente attuate".
Ottimisti sì, ma fino a un certo punto. Sull'ultimo Rapporto di Bankitalia "non c'è scritto" che eventuali rendimenti dei bond italiani sarebbero sostenibili in qualsiasi condizione. D'altra parte, non è nemmeno detto - e speriamo non avvenga mai - che i nostri titoli di Stato debbano necessariamente arrivare ad avere degli interessi così alti.
Queste le precisazioni arrivate stamane dal neo governatore di via Nazionale, Ignazio Visco, a proposito degli ultimi studi finanziari pubblicati da Bankitalia.
Si trattava di un "esercizio quantitativo fondato su una ipotesi importantissima - ha spiegato giungendo al Consiglio direttivo della Bce a Francoforte - che tutte le misure di consolidamento vengano pienamente attuate. Mirando a un bilancio in pareggio anche tassi all'8 per cento sono non in contrasto con una discesa del debito pubblico". Ma appunto "è fondamentale buttare giù il rapporto debito-Pil", ha insistito il governatore.


ma a parte che parla di "tutte le misure di consolidamento" e non del pareggio di bilancio, che sarebbe un obiettivo da conseguire con le misure, ma anche senza parte di esse, visto che era già previsto con la finanziaria precedente, nel 2013.
Ma poi parla anche di altre cose, che se venissero sottolineate e portate all'attenzione degli investitori da un governo con una credibilità appena superiore a quello in carica basterebbero ad abbassare tutte le tensioni che ci sono sul nostro debito pubblico, perché sono dati di fatto, non propaganda un tanto al chilo come quella propalata l'attuale esecutivo la cui attendibilità è pari zero. Infatti le nostre difficoltà sul debito pubblico sono quasi, quasi, tutte quante dovute alla bassa credibilità del governo e quasi per nulla ai nostri fondamentali economici. Questo dovrebbe essere sempre tenuto ben presente, non per nulla sarebbe opportuno un passo indietro da parte del cav, e non per nulla glielo stanno chiedendo anche membri e parlamentari del suo partito.
------------------------------------------[...] A dispetto dei suoi tradizionali punti deboli, alto debito e bassa crescita, l’economia italiana presenta anzitutto «elementi di forza» sottolinea Visco nella presentazione: «La tendenza al riequilibrio dei conti pubblici; il basso indebitamento privato; l’assenza di squilibri sul mercato immobiliare; il contenuto debito estero».
Aspetti colti anche dal Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria (Cssf) che si è riunito ieri, presieduto dal ministro dell’Economia Tremonti, dove Visco ha illustrato i principali contenuti del testo. Nella nota stilata al termine si legge inoltre che anche se le banche stanno soffrendo gli effetti dell’instabilità finanziaria e della crisi dei debiti sovrani (più che in altri Paesi, puntualizza Bankitalia), hanno «ampi margini per aumentare il ricorso al finanziamento presso l’Eurosistema grazie alle attività stanziabili ancora disponibili». Hanno insomma la possibilità di ricapitalizzarsi, come chiedono gli accordi europei. Per dirla con le parole di Visco, «il sistema bancario italiano non è fonte di instabilità: la sua posizione patrimoniale è solida; sarà ulteriormente rafforzata nell’ambito delle iniziative in corso a livello europeo».
In questi giorni di forti tensioni sui titoli di Stato italiani, il Rapporto spiega che picchi di differenziale sui titoli più sicuri sono determinati anche da una corsa a comprare bond tedeschi o americani che ha determinato un calo degli interessi di questi ultimi. Ma il fattore che rappresenta una lieve schiarita all’orizzonte è la prospettiva per i prossimi anni. Secondo l’Fmi nel prossimo biennio solo Italia e Germania non subiranno un aumento del debito pubblico. E dal 2013 inizierebbe anche a calare, grazie a un deficit al 2,4 per cento e un avanzo primario al 2,6 per cento - tra i più alti in Europa.
Anche spulciando le tabelle emergono dettagli interessanti. La vita media residua dei nostri titoli di Stato è di 7,2 anni, più alta che in Germania (5,6), Francia (7) Portogallo (6), o gli Usa (5,1). Un altro segreto per capire la solidità, se così si può definire, del debito è quanto è in mano agli stranieri. Il Giappone non è in balia delle tempeste finanziarie anche perché soltanto il 6,5 per cento del suo gigantesco debito che supera ampiamente il 200 per cento del Pil è fuori dal Paese. La nostra quota è aumentata negli ultimi anni ma è sempre al 42,4 per cento contro la media europea del 52 (Germania 50,1; Francia 57,9; Grecia 55,1; Irlanda 55,6; Portogallo 50,3). Infine, anche un altro nostro tradizionale punto debole, il deficit delle partite correnti «si ridurrebbe in misura significativa nel medio termine».
Un dettaglio interessante è che l’esposizione delle cinque principali banche italiane nei confronti dello Stato ammontava a giugno a 173 miliardi di euro. Si tratta del 63 per cento dell’esposizione complessiva verso gli Stati sovrani. Via Nazionale ha simulato poi una situazione estrema, per capire qual è la soglia di sostenibilità degli interessi sul debito. Oltre il 7 per cento Grecia, Portogallo e Irlanda hanno chiesto notoriamente un prestito all’Europa e al Fmi. Nei giorni scorsi quelli sui Btp italiani hanno superato il 6,3. Ebbene, per la Banca d’Italia in Italia si può arrivare all’8 per cento. In un primo scenario si ipotizza un incremento dei tassi di 2,5 punti rispetto al «quadro di base» di circa 5,5 punti da gennaio 2012.
Un secondo scenario immagina che gli interessi alti annullino il Pil nel triennio 2012-14, tagliando l’avanzo primario di mezzo punto e facendo lievitare la spesa dello 0,2-0,5 per cento nel triennio. In entrambi i casi, conclude Bankitalia, partendo dalle stime governative, gli effetti sarebbero sostenibili. Nel primo scenario il debito scenderebbe comunque «fino al 115,5 per cento nel 2014». Nel secondo scenario «si stabilizzerebbe poco al di sopra del 120 per cento del Pil», cioè al livello attuale. In ogni caso è importante tenere a mente uno dei moniti principali di Bankitalia: per riconquistare la fiducia degli investitori non basta più solo risanare: «Con pari determinazione vanno rimossi gli ostacoli a uno sviluppo sostenuto dell’economia».
Visco: "Debito italiano sostenibile anche con i tassi all'8%"- LASTAMPA.it