"A tre giorni dalla pubblicazione del rapporto, il prossimo 8 novembre, i funzionari dell'Agenzia si sono confidati in forma anonima con i giornalisti, "
Ma per piacere...


"A tre giorni dalla pubblicazione del rapporto, il prossimo 8 novembre, i funzionari dell'Agenzia si sono confidati in forma anonima con i giornalisti, "
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io ci lavoro difianco una base merda, se parte la guerra all iran so da che parte stare e ho impresse in testa anche le facce delle merde
e la aprono al pubblico 1 volta l anno
siiiii insegnamo ad essere merde anche ai nostri figli!
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Ultima modifica di DrittoSN; 06-11-11 alle 09:54


I PENNIVENDOLI INIZIANO A TREMARE...
Pericolo nuclare, se Israele attaccherà l’Iran rischiamo davvero la terza guerra mondiale
I timori degli Usa: bombe su Teheran senza preavviso. Kamikaze in Irak, Afghanistan ed Europa, rivolte popolari e una crisi energetica senza precedenti se Gerusalemme prendesse l’iniziativa. Il conflitto arriverebbe in fretta in Libano, Siria e Striscia di Gaza
Gli americani temono che Israele bombardi l’Iran senza avvisarli e che la rappresaglia colpisca i soldati Usa in Irak e nel Golfo Persico. Gli ayatollah sembrano non prendere sul serio la minaccia di attacco, ma sui media iraniani fanno trapelare le possibili ritorsioni. Tutti attendono le rivelazioni dell’Agenzia atomica dell’Onu con foto satellitari che proverebbero i test iraniani per far esplodere ordigni nucleari. Propaganda o meno, un attacco israeliano all’Iran apre scenari da far tremare i polsi. «È possibile un’incursione aerea di 24 ore, ma neppure gli israeliani riuscirebbero ad evitare la ritorsione» ha sottolineato Mario Arpino, ex capo di stato maggiore e comandante italiano durante la guerra del Golfo nel ’91. La prima reazione sarebbe una pioggia di missili contro Israele.
Gli Shabab 4 possono raggiungere lo stato ebraico e altri vettori sarebbero in grado di colpire l’Europa meridionale. «Tutte le installazioni nucleari sul territorio sionista sono nel nostro raggio d’azione. Se saremo attaccati risponderemo con i missili all’aggressione» ha dichiarato da tempo il generale Mohammed Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione.
I vettori iraniani possono trasportare sia testate convenzionali che chimiche o batteriologiche e addirittura nucleari. Se venissero utilizzate armi di distruzione di massa la risposta israeliana non si farebbe attendere grazie ai missili balistici Jericho con una gittata di 4mila chilometri. Non solo: le testate nucleari miniaturizzate a bordo dei sottomarini con la stella di Davide potrebbero colpire Teheran dal golfo dell’Oman.
Lo scenario «regionale» prevede tra l’altro una reazione iraniana contro obiettivi americani in Irak e Afghanistan, ambedue paesi confinanti. Teheran ha sicuramente nel mirino la base aerea di Shindad nell’Afghanistan occidentale, settore Nato sotto comando italiano. I gruppi di miliziani, non solo sciiti, nei due paesi confinanti, finanziati e armati da anni dai Pasdaran, verranno mobilitati per operazioni di guerriglia o terrorismo. Il governo iracheno e quello afghano si sono riavvicinati agli iraniani e non hanno alcuna intenzione di farsi trascinare in un conflitto regionale.
Anche i paesi arabi del Golfo temono rappresaglie e rivolte della propria popolazione sciita, a cominciare dall’Arabia Saudita che considera una minaccia strategica il nucleare iraniano. Teheran ha spesso messo in dubbio la sovranità del Bahrain, considerata provincia iraniana, che ospita il comando della Quinta flotta Usa.
Ieri i media iraniani sottolineavano che l’Iran «domina lo stretto di Hormuz, strategico per il petrolio». La Repubblica Islamica potrebbe «tagliare alcune arterie petrolifere o bloccare lo stretto influenzando il 50% delle forniture mondiali di greggio, in un periodo in cui l'Occidente è in grave crisi».
La forza al Qods dei Pasdaran, specializzata in missioni all’estero, attiverebbe tutte le cellule terroristiche filo iraniane in giro per il mondo. Attentati e attacchi suicidi potrebbero colpire obiettivi come ambasciate e centri ebraici all’estero, pure in Europa. L’altro grande fronte di guerra coinvolgerebbe il Libano, la Siria e la striscia di Gaza. In caso di attacco all’Iran le milizie sciite di Hezbollah in Libano colpirebbero Israele.
I nuovi missili forniti dai siriani sono in grado di raggiungere qualsiasi città ebraica. Alcune stime parlano di un migliaio di testate contro Israele lanciate da Hezbollah e dall’Iran nei primi giorni di guerra. La Siria, alleata con un patto di difesa a Teheran ed i palestinesi di Hamas a Gaza sarebbero pronti ad unirsi al fronte anti israeliano. L’ex ambasciatore iraniano Nasser Saghafi-Ameri, del Centro di studi strategici di Teheran, sostiene da tempo che «attaccarci sarebbe una follia. Potrebbe scoppiare una specie di terza guerra mondiale con effetti devastanti nella regione, ma pure in Europa».
Pericolo nuclare, se Israele attaccherà l’Iran rischiamo davvero la terza guerra mondiale - Esteri - ilGiornale.it
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Gli umori corrodono il marmo


Iran: Francia, uso forza destabilizzante
Teheran tuona contro Aiea, rapporto senza fondamento
(ANSA) - PARIGI, 6 NOV - Un attacco contro le installazioni nucleari iraniane creerebbe una situazione "totalmente destabilizzante": lo ha sottolineato il ministro degli Esteri francese, Alain Juppe', spiegando che la Francia punta piuttosto a inasprire le sanzioni contro Teheran. Dalla Repubblica islamica intanto, il ministro degli Esteri Ali Akbar Salehi bolla il rapporto Aiea sul nucleare di Teheran, che verra' presentato a giorni, come "privo di fondamento e autenticita'", si tratta di dossier "contraffati". (ANSA).
Iran: Francia, uso forza destabilizzante - Top News - ANSA.it
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Gli umori corrodono il marmo


Guardate cosa ho letto alcune settimane fa:
"Russian PM to top generals: Prepare for Armageddon"
http://pakistancyberforce.blogspot.c...epare-for.html
Russia e Cina in alerta massima per un possibile prossimo attacco dell´Occimerda sionista nell´Asia Centrale: Un macroatacco simultaneo contro l´Iran e il Pakistan, che ovviamente coinvolgerebbe la Siria, il Libano, ecc...
Davvero molto preoccupante: la Terza Guerra Mondiale nucleare, voluta dai parassiti e dai suoi "shabbat-goyim" (i fondamentalisti protestanti) da tanti anni.
I fanatici giudei vogliono provocare l´apocalisse perche così arriverà il suo "Messia" (che in realtà é l´Anticristo; il Dajjal nella tradizione islamica) per schiavizzare definitivamente tutti i popoli della Terra, nella era di Piombo (la fase terminale del Kali Yuga, era del Fierro).
Questa gente ha troppo potere economico e politico (il risultato di secoli di usura e sfruttamento), ed é molto pericolosa e non scherza. Guardate qui il leader messianico del Chabad Lubavitch, la potentissima setta chassidica ebrea, con il adesso primo ministro israeliano Netanyahu parlando sull´arrivo del Moshiach (Anticristo, Dajjal):
Ecco quello che scriveva il filosofo musulmano Imran Hosein, esperto in escatologia islamica, qualche settimana fa nella sua web:
POSTPONEMENT OF THIRD INTERNATIONAL ISLAMIC RETREAT
Due o tre anni fa, lui aveva predetto il "Arab Spring" (i suoi video sono a Youtube)
Io personalmente, come voi, penso che prima o poi una guerra contro l´Iran sarà... Ma spero che sia più "poi" che "prima"... Che ancora manchino alcuni anni...
Ultima modifica di Avversario; 06-11-11 alle 16:11
LIBERTAD - JUSTICIA - DIGNIDAD
PATRIA - SOCIALISMO - REVOLUCIÓN
http://adversariometapolitico.wordpress.com/


Sono capaci di scatenare la terza.
Dopo aver scatenato la seconda (la prima invece fu voluta dalla massoneria).
Comunque stanno iniziando a moderare i termini..
Israele avverte Teheran: "E' il principale pericolo, non esclusa opzione militare" - Adnkronos Esteri
Da "attacco probabile" si è tornati a "non esclusa"




Domani sapremo di più, è un giorno cruciale per la questione. Diciamo che in questi giorni c'è la questione della crisi dei debiti sovrani che ha evitato che la maggior parte dei politici occidentali si esprimesse.
«Iran vicino all'atomica». Teheran nega - Corriere della Sera
Atteso per domani il rapporto dell'Aiea. Potrebbe aprire la strada a nuove sanzioni
«Iran vicino all'atomica». Teheran nega
Washington Post: nel rapporto Aiea le prove. Il russo Lavrov: «Un blitz sarebbe molto grave»
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Washington Post: nel rapporto Aiea le prove. Il russo Lavrov: «Un blitz sarebbe molto grave»
MILANO - L'Iran sarebbe ormai a un passo dall'atomica. Secondo il rapporto che l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) dovrebbe divulgare domani, Teheran è riuscita a superare tutti i maggiori problemi tecnici che la separavano dallo sviluppo di armi nucleari. A scriverlo è il Washington Post e la notizia rilancia con forza l'ipotesi di un attacco israeliano contro le installazioni nucleari iraniane, ipotesi già alimentata nei giorni scorsi dalle indiscrezioni trapelate sul dibattito in seno al governo Netanyahu. Da Teheran, la leadership iraniana nega con forza di lavorare all'atomica. L'ayatollah, Ahmad Khatami ha avvertito l'Aiea della gravità di pubblicare «documenti falsi» e ha esortato l'agenzia a non farsi strumento degli Usa. La Russia con il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, ha avvertito che un attacco sarebbe «un errore molto grave».
L'AIUTO DI UN ESPERTO RUSSO - L'Iran dunque, secondo l'Aiea, dispone adesso delle conoscenze necessarie per costruire armi nucleari: l'obiettivo è stato raggiunto grazie all'assistenza ricevuta da scienziati stranieri, che gli hanno fornito la tecnologia e il know-how necessari. Sul rapporto trimestrale sul processo di arricchimento dell'uranio da parte iraniana sono uscite diverse indiscrezioni: sabato era trapelato che gli ispettori dell'agenzia Onu avrebbero fornito le prove dell'esistenza a Parchin, una trentina di chilometri a sud-est di Teheran, di un impianto utilizzato per la sperimentazione di esplosivi ad alto potenziale, utilizzati quale innesco per testate atomiche. Adesso - rivela il Washington Post - emerge che un esperto in armamenti sofisticati, originario dell'ex Unione Sovietica, avrebbe istruito i colleghi iraniani sul confezionamento di detonatori a elevata precisione, del tipo impiegato appunto per avviare il processo di reazione nucleare a catena. Il regime degli ayatollah si sarebbe avvalso anche della collaborazione di ricercatori pakistani e nord-coreani, riuscendo a raggiungere la soglia della vera e propria capacità nucleare.
Una circostanza confermata dallo stesso presidente israeliano, Shimon Peres, quando ha affermato che Teheran potrebbe arrivare all'atomica entro sei mesi. In attesa dell'ufficializzazione del rapporto, l'Iran continua a negare. Il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha affermato che Israele e Usa «temono il ruolo e le capacità crescenti dell'Iran» e perciò «stanno cercando di ottenere il sostegno internazionale per un'operazione militare» contro Teheran.
LE SANZIONI - Dal rapporto dell'Aiea potrebbe venire una spinta all'approvazione di nuove sanzioni contro Teheran, chieste a gran voce da Usa e Ue. Ma l'adozione all'Onu di una quinta tornata di misure dirette contro il regime degli ayatollah appare in salita, a causa dell'opposizione di Pechino e Mosca. Secondo alcuni osservatori, le voci sempre più insistenti di un attacco militare israeliano in Iran verrebbero fatte circolare proprio per favorire l'approvazione di sanzioni più dure che servirebbero a fermare un blitz dalle conseguenze imprevedibili. Dal 2006 Teheran è finita nel mirino di quattro tornate di sanzioni decise dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, l'ultima nel 2010, che hanno colpito soprattutto le industrie militari, alcune banche e aziende collegate ai pasdaran, oltre ad estendere il bando legato alla vendita di armi. Il prossimo passo, come spiegano fonti diplomatiche, dovrebbe essere l'adozione di misure nel settore del petrolio e del gas ma la mossa appare difficile da realizzare: «Se ci si inoltre nel settore petrolifero e del gas, si incontra ovviamente l'opposizione di Cina e Russia. Soprattutto della Cina», spiega una fonte diplomatica occidentale. La rampante economia di Pechino - che in qualità di membro permanente del Consiglio di Sicurezza è in grado di oppore il veto alle risoluzioni - dipende in grossa misura dalle esportazioni petrolifere dell'Iran, che rappresenta il suo terzo fornitore dopo Arabia Saudita e Angola. Solo nella prima metà del 2010 il flusso di greggio iraniano arrivato in Cina è stato di 9 milioni di tonnellate.
Redazione online
07 novembre 2011 17:16
Ultima modifica di Avanguardia; 07-11-11 alle 21:46


Se ci sarà la guerra l'occidente pagherà un prezzo caro.
L'Iran al 90% bloccherà lo stretto di Hormuz vitale per
l'economia europea.
Siamo quindi al paradossale: dobbiamo dissanguarci noi..
per i capricci di una massa di fanatici!
Perlomeno aumenterà l'odio verso i sionisti guerrafondai
e i loro complici..almeno spero.