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Discussione: Crisi

  1. #61
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    Predefinito Rif: Crisi

    Citazione Originariamente Scritto da vanni fucci Visualizza Messaggio
    Sì, però - e senza peraltro pensare che Marx si riferisse proprio a un momento come questo, mutando spesso i rapporti cause/effetti come lui li indicò - non si può negare che abbia descritto diverse cose che la situazione attuale sembra davvero riflettere .

    MIA - Cervetto: La concentrazione del capitale nella fase imperialistica

    La concentrazione: caratteristica fondamentale del capitalismo
    [...] A misura che il capitale speso si accresce, il profitto, anche se diminuisce come saggio aumenta come massa. Questo implica tuttavia al tempo stesso una concentrazione di capitale, poiché ora le condizioni di produzione richiedono l'impiego di capitali molto forti: e per conseguenza la centralizzazione, vale a dire l'assorbimento dei piccoli capitalisti da parte dei grandi e la loro "decapitalizzazione"». (Il Capitale, III, 3, 15)
    [...] Anche sotto questo profilo Marx e inequivocabile quando definisce "le tre caratteristiche fondamentali della produzione capitalistica" che sono: 1) «La concentrazione in poche mani dei mezzi di produzione...
    2) L'organizzazione sociale del lavoro mediante la cooperazione, la divisione del lavoro e l'unione del lavoro con le scienze naturali.
    In seguito alla concentrazione dei mezzi di produzione e alla organizzazione sociale del lavoro, il modo capitalistico di produzione sopprime, sia pure in forme contrastanti e la proprietà individuale e il lavoro privato.
    3) La creazione del mercato mondiale». (Il Capitale, 111, 3, 15). Concentrazione, divisione del lavoro, soppressione della proprietà individuale, creazione del mercato mondiale: ecco gli aspetti interdipendenti del dialettico processo di sviluppo capitalistico, ecco il movimento dell'evoluzione storica che parte dalla proprietà privata e dal lavoro individuale ed approda al capitale sociale, negazione dell'una e dell'altro. Ad un certo stadio, il capitale sociale avrà un nome specifico: Imperialismo.[...]

    Qui a "imperialismo" basta aggiungere l'aggettivo "finanziario", nel senso "così esercitato".
    Cervetto era leninista, ovvio che legga il capitale da quel punto di vista lì.

  2. #62
    FREE FELIPE
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    Predefinito Rif: Crisi

    Citazione Originariamente Scritto da SteCompagno Visualizza Messaggio
    chiudi il libretto di economia Feliks, torna ad aprire gli occhi prima ancora che ad azionare il cervello

    tu sei quello che ha ammesso in passato di essere contento di essere precario, ma ti rendi conto ?

    Io sono contento di essere precario, ossia un lavoratore autonomo. Ho studiato molto (quando la maggior parte dei miei compari di università andava fuori corso per via delle feste e dei bagordi), continuo a studiare tuttora che lavoro da 20 anni, ho fatto mille esperienze e ho sempre accettato i progetti più impegnativi, anche all'estero. Ora ho un bagaglio di competenze (che va continuamente alimentato, guai a fermarsi) per cui i miei clienti sono disposti a pagarmi a peso d'oro. Per quale motivo dovrei lavorare "sotto padrone", con un compenso fisso e con orari stabiliti dal principale, quando posso guadagnare quanto voglio e gestire i miei orari a piacimento (permettendomi, ad esempio, di scrivere su PIR alle 4 del mattino)?

    Sono contento di essere precario. Anzi, lo sarei se lo stato non mi massacrasse di imposte e tasse. Anche per pagare il sussidio ai miei compari di università che si perdevano in bagordi e ora non trovano lavoro.
    I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)

  3. #63
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    Predefinito Rif: Crisi

    Citazione Originariamente Scritto da Theremin Visualizza Messaggio
    Io sono contento di essere precario, ossia un lavoratore autonomo. Ho studiato molto (quando la maggior parte dei miei compari di università andava fuori corso per via delle feste e dei bagordi), continuo a studiare tuttora che lavoro da 20 anni, ho fatto mille esperienze e ho sempre accettato i progetti più impegnativi, anche all'estero. Ora ho un bagaglio di competenze (che va continuamente alimentato, guai a fermarsi) per cui i miei clienti sono disposti a pagarmi a peso d'oro. Per quale motivo dovrei lavorare "sotto padrone", con un compenso fisso e con orari stabiliti dal principale, quando posso guadagnare quanto voglio e gestire i miei orari a piacimento (permettendomi, ad esempio, di scrivere su PIR alle 4 del mattino)?

    Sono contento di essere precario. Anzi, lo sarei se lo stato non mi massacrasse di imposte e tasse. Anche per pagare il sussidio ai miei compari di università che si perdevano in bagordi e ora non trovano lavoro.
    Il fatto che tu ti trovi bene in questa situazione è dettato bene o male dalla tua condizione favorevole.

    Siccome però il 90% di chi lavora in condizione di precariato non raggiungerà mai una situazione del genere non vedo perché imporgli comunque questo sistema.

    Allora, anche io lavoro da quando avevo 19/20 anni facendomi pure 4 anni di università...ho fatto almeno 20 lavori diversi come tipologia o mansione e comunque sono sempre qui a faticare per mettere insieme il pranzo con la cena...questo perchè non sono in grado di fare l'ingegnere aerospaziale o il consulente economico o l'amministratore delegato.

    Non tutte le persone sono uguali, anche fosse solo per capacità ed attitudini...c'è qualche darwinista economico che li vedrebbe schiantare felicemente coloro che non hanno nel dna la ricerca dell'arricchimento.

  4. #64
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    Predefinito Rif: Crisi

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    Il fatto che tu ti trovi bene in questa situazione è dettato bene o male dalla tua condizione favorevole.

    Siccome però il 90% di chi lavora in condizione di precariato non raggiungerà mai una situazione del genere non vedo perché imporgli comunque questo sistema.

    Allora, anche io lavoro da quando avevo 19/20 anni facendomi pure 4 anni di università...ho fatto almeno 20 lavori diversi come tipologia o mansione e comunque sono sempre qui a faticare per mettere insieme il pranzo con la cena...questo perchè non sono in grado di fare l'ingegnere aerospaziale o il consulente economico o l'amministratore delegato.

    Non tutte le persone sono uguali, anche fosse solo per capacità ed attitudini...c'è qualche darwinista economico che li vedrebbe schiantare felicemente coloro che non hanno nel dna la ricerca dell'arricchimento.
    Il problema non è che non si faccia "schiantare la gente": una rete minima di protezione sociale è infatti indispensabile in ogni società umana.
    Il problema è che oltre alla "tassa di solidarietà", si impedisce anche alla gente di perseguire il proprio interesse con leggi fatte per "proteggere" qualcuno o qualcosa.

  5. #65
    FREE FELIPE
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    Predefinito Rif: Crisi

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Il problema non è che non si faccia "schiantare la gente": una rete minima di protezione sociale è infatti indispensabile in ogni società umana.
    Il problema è che oltre alla "tassa di solidarietà", si impedisce anche alla gente di perseguire il proprio interesse con leggi fatte per "proteggere" qualcuno o qualcosa.

    Infatti. Io sono per una tassazione minima, che comprenda, oltre al finanziamento di ciò che sarebbe difficilmente gestibile da privati (difesa, un minimo di fdo, giustizia), anche il sostegno a chi veramente non ce la fa (disabili, persone che non dispongono di una rete di assistenza locale/famigliare, disoccupati per contingenza temporanea). Tutti gli altri, adulti con due braccia, due gambe e un cervello, si devono arrangiare. A ciascuno secondo le proprie possibilità (sei svogliato o incapace? Invece dello standard di vita occidentale ti accontenterai di mangiare pane e cipolle. Non sta scritto da nessuna parte che tutti debbano accedere a tutti i comfort).
    I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)

 

 
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