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Discussione: Un colpo di stato

  1. #81
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    venerdì 25 novembre 2011
    ________________________________________

    Mario Monti controllato dai Gesuiti


    Vi stavate forse chiedendo, cari lettori di questo blog, se l'uomo del momento, il candidato premier e novello senatore a vita Mario Monti (nominato dal fautore del Nuovo Ordine Mondiale Giorgio Napolitano), sia stato istruito dai Gesuiti?
    Certo che si!
    Messaggio a tutti coloro che stanno festeggiando la dipartita di Berlusconi (messo al potere dal Vaticano): stiamo cadendo dalla padella alla brace. A Monti dell'Italia non gliene frega niente. Monti è uno dei peggiori globalisti in circolazione. Possiamo solo immaginare come Monti potrà ridurre il nostro paese se la sua formazione e i suoi ideali sono sempre stati quelli della distruzione delle nazioni e della lode alla Governance Globale Vaticano-Gesuita. Lui ha altri referenti, non certo gli elettori di una nazione sovrana come l'Italia. Dopo il mio post "I Gesuiti che in Italia allevano la classe dirigente, compreso Mario Draghi" dove citavo degli articoli del corriere.it nei quali si parlava di molti nomi eccellenti istruiti dai Gesuiti, compreso Mario Draghi, vi propongo adesso la lettura di un altro articolo, sempre del corriere.it, dal titolo "Fassino, ma anche Rutelli, Dell' Utri e Monti Tutti a scuola dai gesuiti. Compreso Castro" in cui scopriamo che molti altri protagonisti del panorama politico ed economico italiano sono stati allevati dai Gesuiti.

    In questo articolo, contornato dalla solita propaganda buonista, (l'ipocrisia gesuitica si esprime in frasi del tipo: "Forte è il richiamo verso i problemi delle minoranze - spiega padre Bartolomeo Sorge.") scopriamo, tra gli altri, i nomi di Carlo Azeglio Ciampi (ex capo della Banca d'Italia ed ex Presidente della Repubblica), Francesco Rutelli, Marcello Dell' Utri, Giuseppe de Rita, Piero Fassino, Gianni de Gennaro, Luca di Montezemolo, Luigi Abete, Massimo Moratti, Leoluca Orlando, Gabriele Albertini e, appunto, Mario Monti. Quindi constatiamo che i Gesuiti hanno educato l'intero spettro politico destra-sinistra. Alcuni nomi erano già citati nel precedente post e altri no. L'articolo cita anche Castro:"Nessuno sospetterebbe che Fidél Castro è un prodotto del liceo Belén dei gesuiti all' Avana". Beh, noi di nwo-truthresearch ce ne siamo accorti già da un po.
    Nell'articolo si dice che Mario Monti, Presidente dell'Università Bocconi, si è diplomato alla scuola dei Gesuiti Leone XIII, la scuola dell'alta borghesia milanese.



    Adesso andiamo avanti nella biografia di Monti.
    Monti ha conseguito la specializzazione all'Università di Yale, quell'Università dove ha sede la Skull and Bones.
    Monti è stato eletto Presidente Europeo della Commissione Trilaterale nel 2010. Per chi non lo sapesse, la Commissione Trilaterale è uno delle massime organizzazioni globaliste che riunisce l'élite statunitense, europea e nipponica. Essa fu fondata nel 1973 da David Rockefeller e Zbigniew Brzezinski, a quanto pare entrambi Cavalieri di Malta del Papa. La Commissone Trilaterale si batte da decenni per una riduzione della democrazia e per l'instaurazione di un governo mondiale.



    Mario Monti fa parte del Comitato Direttivo del Gruppo Bilderberg, altro gruppo globalista, i cui meeting sono riservati; anche questo gruppo lavora per un governo mondiale. Il Gruppo Bilderberg è stato fondato dall'istruito dai Gesuiti Joseph Retinger e dal Principe Bernardo d'Olanda, un Ufficiale delle SS naziste e Cavaliere di Malta al servizio del Vaticano-Gesuiti.



    Mario Monti fa parte del Comitato Esecutivo dell'Istituo Aspen, altro think tank non democratico la cui missione è l'internazionalizzazione e la globalizzazione. Il metodo antidemocratico dell'Aspen è anche sbandierato nel loro sito, infatti leggiamo che "Il 'metodo Aspen' privilegia il confronto ed il dibattito 'a porte chiuse'... in condizioni di assoluta riservatezza e di libertà espressiva.". All'Aspen appartengono politici sia di destra che di sinistra. Nel comitato esecutivo troviamo affiancati nomi come quelli di Romano Prodi, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Fedele Confalonieri e Giuliano Amato, tanto per fare un esempio; per usare le parole di Gaber: ma cos'è la destra? Cos'è la sinistra?.



    La branca italiana dell'Istituto Aspen è stata fondata da Gianni Letta, Gentiluomo di Papa Benedetto XVI, l'unico politico italiano al quale è stato concesso di entrare in uno dei "club" più esclusivi del mondo, per secoli riservato alla nobiltà papalina. Gianni Letta è anche Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Piano (Città del Vaticano).

    Dal 2005 Monti è Consulente Internazionale per la famigerata Goldman Sachs dei Gesuiti e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute. Tempo fa Papa Benedetto XVI disse che "la Goldman Sachs stà compiendo l'opera di Dio".

    L'articolo del corriere, che riportiamo sotto, afferma anche:
    "La scuola gesuita è una mamma che coccola i suoi virgulti per la vita intera. Li tiene legati a sé con associazioni di ex alunni ramificate in tutto il mondo. Celebrano insieme anniversari, fanno congressi."
    Se Mario Monti è arrivato dove è arrivato non c'è alcun dubbio che la "mamma gesuita che coccola i suoi virgulti per la vita intera" ha fatto molto bene il suo dovere.


    IL CASO
    Fassino, ma anche Rutelli, Dell' Utri e Monti Tutti a scuola dai gesuiti. Compreso Castro
    Fassino è in buona compagnia. Le scuole dei gesuiti hanno forgiato uomini politici, banchieri, industriali. Molti bei nomi della classe dirigente italiana hanno affinato il cervello con il severo metodo di Sant' Ignazio, che unisce l' asprezza del combattente alla disciplina degli esercizi spirituali. Il più illustre allievo dei padri gesuiti siede sul supremo colle, il presidente Ciampi. Un laico, nell' immagine popolare. In realtà anche lui, come Fassino, rivelò in un' intervista la sua fede. Abbiamo appreso dalle sue parole che prega e va regolarmente a messa. Non se ne meraviglia Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, ex studente del Massimo, istituto dei gesuiti a Roma. «Ci impegniamo nel mondo, ma la nostra religiosità, la fede interiore non ci abbandona». Ne è la prova il leader della Margherita Francesco Rutelli, che è entrato in politica come radicale accanto a Pannella, un laico che più laico non si può, ma poi ha sentito il richiamo dell' educazione gesuita, ha confessato la sua fede, e ha voluto celebrare il matrimonio in chiesa. Chi studia dai gesuiti spesso esce con idee di sinistra. «Forte è il richiamo verso i problemi delle minoranze - spiega padre Bartolomeo Sorge -. Anche i figli di buone famiglie da noi si appassionano ai drammi degli emarginati sociali e sviluppano una passionalità che li guida poi nella vita civile». De Rita segnala un altro connotato, ed è la fedeltà. «Siamo straordinariamente fedeli all' impegno che ci siamo assunti». Come una missione. Un esempio di fedeltà è Gianni De Gennaro, sempre nella polizia, fino a diventarne il capo. Specialità dei gesuiti è formare sfruttando al massimo le qualità di ogni allievo. Ne possono sortire risultati davvero sorprendenti. Lo scrittore James Joyce, dopo aver subito le angherie degli insegnanti, poi li fece neri nelle sue opere. Il generale Jaruzelski, che dominò la Polonia negli anni Ottanta, ebbe un caratteraccio. Nessuno sospetterebbe che Fidél Castro è un prodotto del liceo Belén dei gesuiti all' Avana. Un figlio degenere può capitare, ma mai come il mangiapreti Voltaire, frutto del liceo Louis-le-Grand di Parigi. La scuola gesuita è una mamma che coccola i suoi virgulti per la vita intera. Li tiene legati a sé con associazioni di ex alunni ramificate in tutto il mondo. Celebrano insieme anniversari, fanno congressi. In Italia gli istituti sono distribuiti sapientemente nei centri nevralgici. A Roma il Massimo ha sfornato scienziati come Enrico Medi, Pierluigi Nervi, genio dell' architettura, il manager Luca di Montezemolo. E poi l' imprenditore Luigi Abete, il direttore generale del Tesoro Mario Draghi, il rappresentante dell' Onu Steffan de Mistura. In Rai siede il consigliere d' amministrazione Marco Staderini, dell' Udc. Rinomati sindaci recano l' impronta della scuola ignaziana, Gabriele Albertini a Milano, due ex a Roma, Salvatore Rebecchini e Amerigo Petrucci, e Leoluca Orlando a Palermo, da tempo risucchiato nell' ombra. Nel capoluogo siciliano hanno ricevuto l' imprinting gesuitico anche Marcello Dell' Utri ed Enrico La Loggia, entrambi di Forza Italia. Milano vanta allievi di prestigio, dal presidente dell' Inter Massimo Moratti, all' economista Mario Monti. Prima di loro il Leone XIII aveva istruito Cesare Merzagora, ex presidente del Senato. Gloria dell' istituto Sociale di Torino è adesso Fassino, ma in precedenza vi hanno sgobbato sui libri l' ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, Giovanni Conso, per un breve periodo ministro della Giustizia, ed Edgardo Sogno. I gesuiti sono riusciti a piazzare nel recente passato perfino un papa, Giovanni Battista Montini, Paolo VI, che respirò aria devota nel collegio Arici di Brescia. Lo stesso in cui si è acculturato l' ex senatore leghista Vito Gnutti.
    Marco Nese
    ALLIEVI FAMOSI: VOLTAIRE
    Voltaire, filosofo illuminista e scrittore, fu mandato a studiare dai gesuiti all' età di 10 anni: frequentò il rinomato liceo Louis-le-Grand di Parigi . FIDEL CASTRO Il «lìder máximo» cubano Fidél Castro fu allievo della famosa scuola gesuitica Belén di L' Avana, dove si distinse per la brillante capacità di argomentazione. MARGHERITA. Entrambi allievi dei gesuiti: iI leader della Margherita Francesco Rutelli e l' ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando. FORZA ITALIA. Frequentarono le scuole ignaziane anche Gabriele Albertini a Milano e Marcello Dell' Utri a Palermo
    Nese Marco
    Pagina 15
    (29 settembre 2005) - Corriere della Sera


    Fonte

    Mario Monti controllato dai Gesuiti - INFORMARMY.com
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #82
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    giovedì 24 novembre 2011
    ________________________________________

    Il drago rosso dell'Apocalisse, Draghi e Monti.


    Amici miei, complottisti immaginari.
    Dopo il governo Berlusconi, arriva, come i “complottisti” avevano previsto, un governo tecnico. Vediamo il curriculum di Mario Monti, presidente dell’Università Bocconi, per capire chi è e cosa ci aspetta. Cito solo gli incarichi più significativi per noi, paranoici complottisti:
    1) Presidente europeo della Commissione Trilaterale.
    2) Consigliere di Goldman Sachs, la stessa banca d’affari di rilevanza mondiale da cui provengono Tremonti, Prodi, Draghi.
    3) Membro del Bilderberg Group.
    4) E’ ovviamente un accanito sostenitore dell’Unione Europea, tanto che nel 2010, su incarico di Barroso, ha anche preparato il libro bianco dell’UE.
    5) La sua attività si è sempre svolta in ambito bancario; tra le sue pubblicazioni ci sono libri come “Gli obiettivi delle banche”, “Ricerca sul sistema creditizio” e altri testi assolutamente indicativi della formazione e dell’ambiente culturale–politico da cui Monti proviene.
    Insomma… nessuno meglio di lui, dopo l’inizio dello sfascio del paese e dell’Europa in generale, era indicato alla guida dell’Italia per sfasciarla completamente e definitivamente.
    Era assolutamente ovvio che dopo Berlusconi nessun altro poteva governare, se non un governo tecnico. Berlusconi infatti, con tutti i difetti che possono attribuirglisi, ha comunque il grosso pregio di avere la stoffa del leader e la personalità idonea ad aggregare attorno a sé diverse fazioni. Nessuno, a sinistra, ha lo stesso carisma e potrebbe trovare un largo consenso (essendo la sinistra composta solo di decerebrati che ripetono la stanca litania di Berlusconi origine di tutti i mali); ma anche a destra pochi sono i politici che avrebbero potuto cercare di succedere a Berlusconi con una personalità altrettanto forte.
    Il governo tecnico, soprattutto, è una grande opportunità politica per poter operare quelle riforme che nessun altro politico avrebbe il coraggio di effettuare, per paura di perdere anche quel poco consenso che rimane a ciascun partito.
    Quindi il governo tecnico, e solo un governo tecnico, potrà attuare le seguenti riforme; liberalizzazioni delle professioni, aumenti delle tasse, soppressione dei carabinieri per farli confluire in Eurogendfor, imposizione di restrizioni alla libertà di stampa, di siti internet, e di manifestazione, completamento dello sfascio della giustizia e della scuola operando tagli di tutti i tipi.
    In conclusione.
    I complottisti sono paranoici e io sono un complottista.
    Noi complottisti paranoici vedevano un complotto ovunque, un complotto della Trilaterale, del Bilderberg e delle banche; noi complottisti paranoici pensavano che il problema mondiale più grosso fosse lo strapotere delle banche e la centralizzazione degli stati nell’UE.
    Sempre noi paranoici complottisti dicevamo che destra e sinistra sono sempre state d’accordo per condurre allo sfascio il paese, e che dopo il governo Berlusconi sarebbe venuto un governo tecnico, di larghe intese, approvato da destra e sinistra (basta vedere la mia conferenza di Verona di qualche settimana fa per ascoltare che avevo appunto previsto questo).
    Oggi, per pura coincidenza, ma solo per coincidenza, le loro previsioni si avverano e alla guida della nazione va un uomo che appartiene alla Trilaterale, al Bilderberg, e che è emanazione diretta del potere bancario. E che ovviamente ha il gradimento di destra e sinistra.
    Veramente una incredibile coincidenza.

    Alcune rosee previsioni per il futuro.
    Cosa ci aspetta quindi nel prossimo futuro?
    - peggioramento della crisi economica e fallimento della maggior parte delle imprese;
    - aumento delle tasse e diminuzione dei salari;
    - perdita di potere di acquisto della moneta a favore della moneta cinese soprattutto;
    - aumento del potere invisibile delle banche: molte di esse falliranno apparentemente, ma considerando che sono tutte sostanzialmente in mano agli stessi poteri economici, non sarà un vero fallimento ma un sostanziale rimescolamento delle carte;
    - giri di vite autoritari su quella poca libertà di informazione e perdita delle libertà fondamentali: giustificheranno queste misure con la necessità di prevenire e punire i disordini (come è successo a Roma di recente) ma di fatto si tratterà di un giro di vite sull’informazione e sulle libertà fondamentali.
    - sfascio definitivo del sistema della giustizia. Se non fosse bastata la riforma della prescrizione, la mediazione civile, la riforma del meccanismo dei concorsi e dell'esame da avvocato che ha mandato in vacca i criteri di selezione, e se non bastasse il recentissimo decreto stabilità che aumenta i contributi unificati in alcuni casi del 100 per cento, ci penseranno le successive riforme a creare un disastro totale: riforma delle professioni, riforma dei codici, cambiamento delle regole per l'accesso alla magistratura.

    Delirio complottista finale.
    Ora, in un delirio complottista paranoico, non solo non crediamo che sia una coincidenza che l’uomo delle banche per eccellenza sia stato posto alla guida del paese, ma pensiamo che non siano casuali neanche le date:
    11.11.11 (numero che contiene tre volte l’11, il numero della giustizia, e la cui somma finale è 33, il numero per eccellenza della massoneria): proposta alla presidenza del consiglio.
    13.11.11 (ove il 13 iniziale indica il cambiamento): nomina a presidente del consiglio.
    Probabilmente è anche un caso che lo sfascio dell’Europa venga dal sistema bancario e dall’Unione Europea, e che il simbolo della BCE, il cui attuale presidente è Draghi, siano dodici stelle attorno al simbolo dell’Euro, e che l’Apocalisse al capitolo 12 dica:
    Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso.
    E al capitolo 13:
    Il drago operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia …. e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia. Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.

    Fine del delirio e ritorno alla normalità.
    Il delirio ora è finito. Ho preso la mia pillola quotidiana per evitare di vedere rose rosse, omicidi rituali, e complotti ovunque, e sono tornato sereno.
    Ora mi rendo conto che sicuramente sarà un caso che Draghi si chiama Draghi, e che Monti provenga dal sistema bancario di cui sia la massima espressione.
    Se lo votano sia la sinistra che la destra, sicuramente è perché vuole il bene del paese. Loro, i politici, si sa, in fondo lavorano per il bene del paese.
    Ora leggiamo il giornale, e vediamo cosa dicono i giornali. Quelli sì che fanno informazione. No come tutti questi siti internet complottisti che pensano che i politici siano tutti d’accordo sullo sfascio del paese.
    Sì a governo Monti, ma con paletti, dice il PDL.
    Voteremo il governo Monti, solo se lavorerà per il bene del paese, dichiara Di Pietro.
    Il governo Monti dovrà durare il meno possibile per poi andare a libere elezioni, dichiarano Bersani e Bertinotti.
    Sì a governo Monti, perché rappresenta una soluzione tecnica condivisa, dichiara Pannella, il leader della Rosa nel pugno.
    Meno male.
    Tiro un sospiro di sollievo.
    Per un momento, quando ho iniziato a delirare, ho pensato che la nomina di Draghi alla BCE e Monti alla Presidenza del Consiglio, rappresentassero la fine definitiva, il sigillo finale messo dal potere ai diritti dei cittadini.
    Ma sentire Bertinotti, il paladino dei poveri, che è dalla parte dei deboli, mi rassicura.
    Ma ancor di più mi rassicura Pannella, che ha sempre combattuto per i diritti civili. Figurarsi che quando non prendo la pillola per i deliri penso che non sia un caso quella Rosa nel pugno che è il simbolo del suo partito.
    Ora vado a festeggiare la fine del governo Berlusconi. Il problema del paese è risolto.


    Dipinto di William Blake, il Drago Rosso dell'Apocalisse.





    Fonte
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    Il drago rosso dell'Apocalisse, Draghi e Monti. - INFORMARMY.com
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  3. #83
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  4. #84
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  5. #85
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  6. #86
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  7. #87
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Si fanno con quelli come te.
    repapelle: repapelle: repapelle: UP!!!
    Abbiamo lasciato sparire tanti sentieri, abbiamo lasciato incolti prati e boschi: siamo perduti in un esodo senza terre promesse. Ma la nostra terra promessa è qui, tra questi monti e questi sassi, qui per stillare latte e miele da questa dura terra

  8. #88
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    Una volta il colpo di stato metteva al governo un grande numero di ufficiali dell'esercito. I tempi sono cambiati. In questo colpo di stato italiano vi è un solo ufficiale dell'esercito che lo hanno fatto giurare il giorno dopo, anche per non dare una cattiva immagine al popolo che deve essere spennato

    Si è compreso che nel governo sono tutti massoni e questo potrebbe determinare cattivi giudizi.

    La gente ha il sentore che Massoneria e Mafia sono una la continuazione dell'altra.

    Pertanto qualcuno cattivello potrebbe sussurrare che questo nuovo governo non sia contro al Mafia. Ed allora per necessità di immagine, nei giorni antecedenti, che il governo sia sotto il primo giudizio ( della sua opera) di votazione da parte degli pseudo rappresentanti del popolo, hanno arrestato un capo della Camorra.

    Non si poteva arrestare uno della Mafia perché la Mafia e la Massoneria inglese hanno sempre avuto una sinergia fin dai tempi quando operava in italia il pirata Garibaldi.

    Pertanto è stato arrestato il capo della mafia ””più della Mutua”” che è la Camorra. Non si poteva arrestare uno della ndrangheta perché questa ha grossi interessi con i partiti che dominano in Padania.

    Il nuovo governo ha fatto una bella figura e si è arrestato un latitante.
    I latitanti vengono solamente arrestati quando le associazioni mafiose decidono di cambiare i capi ed allora lo stato si assume il compito di stabilire il turnover.

    I latitanti non si arrestano mai e per facilitare la loro latitanza è sufficiente non cercarli a casa loro o nel loro comune .

    Un vero latitante gode della protezione politica quando viene cercato non nel suo paese.

    Adesso con l'arresto del latitante l'immagine del governo ha avuto una ulteriore sciacquata e si può andare avanti.
    O si taglia o il caos

  9. #89
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    Pertanto qualcuno cattivello potrebbe sussurrare che questo nuovo governo non sia contro al Mafia.
    Ridicola a questo proposito la visita odierna del subalterno americano che è volato fino a Milano per rendere omaggio alla potenza della Trilaterale e del Bilderberg.
    Ed ora il presidente negro del Paese che tutela la Mafia itagliota annuncia che bisogna aiutare l'itaglia.
    Altro che sperare che vogliano dividerci!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #90
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Ridicola a questo proposito la visita odierna del subalterno americano che è volato fino a Milano per rendere omaggio alla potenza della Trilaterale e del Bilderberg.
    Ed ora il presidente negro del Paese che tutela la Mafia itagliota annuncia che bisogna aiutare l'itaglia.
    Altro che sperare che vogliano dividerci!
    Se non ci dividono nessuno è in grado di mantenerci.
    La Padania ha fatto molto, però essendo condotta da meridionali (adesso anche da Albanesi) non riesce più a mantenere il sud.
    Infatti sono decenni che facciamo debiti.

    Non riescono a pareggiare il bilancio.
    Problemi economici avanzano.
    Devono dividere o mettere i soldati per le strade.
    Ultima modifica di jotsecondo; 09-12-11 alle 11:42
    O si taglia o il caos

 

 
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