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    Predefinito Studenti e sindacati di base in piazza

    Agli studenti non piace
    il governo dei rettori
    Roberto Ciccarelli
    17.11.2011

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    Sessanta cortei oggi nelle città italiane per chiedere il ritiro delle riforme Gelmini. Ma il neoministro dell'Istruzione Profumo difficilmente li ascolterà. Tre studenti su cinque non credono nel nuovo esecutivo




    Roberto Ciccarelli - 17.11.2011
    Con la vita sospesa allo spread tra Bund e Btp, stamattina gli studenti e i Cobas tornano in piazza a Roma dalle 9,30 per dare vita alla prima contestazione dell'era Monti. Nelle stesse ore in cui al Senato si voterà la fiducia al nuovo governo che vede un'alta partecipazione di rettori che siedono nel consiglio di sorveglianza di Banca Intesa-San paolo (al Miur Francesco Profumo del Politecnico di Torino, presidente del Cnr) o dirigono grandi atenei privati (ai Beni culturali Lorenzo Ornaghi che guida la Cattolica di Milano), il book bloc si affaccerà nel centro storico della Capitale fermo per lo sciopero dei mezzi pubblici. Il corteo partirà dalla Sapienza e si unirà al corteo dei Cobas diretto da piazza della Repubblica a piazza Santi Apostoli. Una delegazione di 300 persone appartenenti a quest'ultimo corteo è stata autorizzata a raggiungere piazza Sant'Andrea della Valle, a due passi dal Senato. «Il governo Monti - sostiene Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas - vuole imporre la libertà totale di licenziare, il collocamento dei dipendenti pubblici in esubero in Cassa Integrazione, pagare i docenti in base ai grottechi quiz Invalsi, annullare i contratti nazionali, eliminare le pensioni di anzianità e il residuo sistema retributivo».
    «Crediamo che nessuna restrizione degli spazi di manifestazione sia legittima - hanno scritto gli studenti in una lettera indirizzata alla cittadinanza e alle autorità - vogliamo che il sindaco Alemanno e il prefetto Pecoraro cancellino ogni ordinanza». Non sarà così, visto che già domani ne verrà promulgata un'altra. «Su richiesta della questura - ha confermato Alemanno - ho fatto un atto di fiducia e mi auguro che non ci siano abusi». «Opporremo i nostri book bloc ad ogni divieto - questa la risposta degli studenti - rifiutando il clima di intimidazione del 3 e dell'11 novembre. L'occupazione di strade e piazze è un atto di riappropriazione dei luoghi collettivi». Segnali distensivi sono giunti nel frattempo dalla Questura secondo la quale gli studenti non hanno però comunicato un preavviso di tre giorni, cosa che invece i Cobas hanno fatto. «Il nostro corteo non è stato autorizzato perché non abbiamo chiesto alcuna autorizzazione - confermano gli studenti - Se vorranno unirsi a noi fino al Senato ben vengano». È probabile che a piazza Venezia inizieranno le trattative per sbrogliare questa matassa.
    Nella giornata di oggi si celebra il diritto allo studio a livello internazionale. Solo in Italia sfileranno almeno 60 cortei. Per la prima volta dal 2008, gli studenti dovranno affrontare un ministro che conosce a fondo il mondo della formazione e della ricerca. Francesco Profumo crede nella «ricerca come merito», non esclude di rifinanziare scuola e università (tagliate di 8 e di 1,3 miliardi dal duo Tremonti-Gelmini) ed auspica un incontro con studenti e ricercatori. La prima risposta degli studenti non è stata incoraggiante per il ministro in pectore. Da quanto emerge da un sondaggio sul sito Skuola.net, il 60% degli intervistati non crede che rivedrà integralmente le riforme Gelmini delle scuole superiori o dell'università. E tre studenti su 5 non vedono alcuna inversione di tendenza nella politica dell'edilizia scolastica o nelle politiche al diritto allo studio.
    Opinioni suffragate da chi, come il torinese Luca Spadon, portavoce del coordinamento universitario Link, Profumo lo conosce da vicino: «È un rettore che tende a impersonare il modello-impresa nell'università e la gestiscein maniera accentratrice e personalistica - sostiene Spadon - A parole è sempre andato contro il ministro Gelmini, minacciando le dimissioni, ma nella pratica ha realizzato in tempi rapidi, e spesso anticipandola, la sua riforma: privati nel cda, chiusura delle sedi decentrate, sostenitore della quota premiale alle università e del prestito d'onore. Quello che cambia è il suo quadro politico di riferimento: Profumo era in lista per la candidatura a sindaco di Torino per il centro-sinistra». Anche nelle reazioni delle altre sigle studentesche (interlocutoria quella degli studenti del Pd o del Pdci, combattiva quella delle facoltà occupate della Sapienza) emerge l'esigenza di ritirare le riforme di scuola e università. Giudicheranno dai fatti, ma per loro il governo Monti oggi è l'espressione del potere finanziario, equivalente ad una riunione della Crui.

    IL MANIFESTO - attualit
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

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    Predefinito Rif: Studenti e sindacati di base in piazza





    LA PROTESTA

    Studenti nelle piazze di 60 città
    Feriti in scontri a Palermo e Milano


    Il giorno dopo la formazione del governo Monti ricominciano le manifestazioni "per il diritto allo studio". L'Udu: "Gioiamo della fine del governo Berlusconi e dei disastri della Gelmini, ma è importante che il nuovo ministro all'Istruzione Francesco Profumo accetti le nostre priorità". Disordini e risse in diverse città

    Il corteo degli studenti a Napoli

    ROMA - "Denunciare ancora una volta la drammatica situazione in cui versa l'istruzione e la condizione giovanile nel nostro Paese e delineare quello che secondo noi deve essere il percorso di rilancio di un'intera generazione e di tutta l'italia". Questi in poche parole gli obiettivi con cui gli studenti oggi scendono in piazza in più di 60 città italiane. Da Bolzano a Palermo, da Padova a Pavia, Brescia, Bologna, Parma, Ancona, Ascoli, Grosseto, Arezzo, Firenze, Lucca, Perugia, Frosinone, Roma, L'Aquila, Teramo, Potenza, Matera, Napoli, Barletta, Caltanissetta, Catania e Cagliari. Il giorno dopo la formazione del governo Monti le proteste ricominciano, con la stessa determinazione "per il diritto allo studio e il libero accesso ai saperi".

    Ieri, dicono gli studenti della rete e dell'Udu, "sono stati comunicati i nuovi ministri del prossimo governo Monti e, se da una parte come studenti gioiamo della fine del governo Berlusconi e dei disastri del ministro Gelmini, non vogliamo abbassare la guardia ma anzi, nell'apprendere il nome del nuovo ministro all'istruzione Francesco Profumo, indicare a lui e al governo quali secondo noi siamo le priorità per far ripartire istruzione e il nostro Paese. Chiediamo prima di tutto di investire sull'istruzione, chiudere definitivamente l'era dei tagli indiscriminati e trasversali, che hanno distrutto le scuole e le università in questi anni, rimettere al centro il ruolo dei saper per costruire veramente una società basata sulla conoscenza".

    Già
    ieri il neo ministro dell'Istruzione in un'intervista aveva dichiarato la sua intenzione a ripartire con il dialogo. "E' necessario dare corso a tutta la fase regolamentare della riforma universitaria, manca la parte attuativa. Molti atenei hanno già approvato nuovi statuti e sono in attesa di risposte. E' necessario partire", ha detto al Secolo XIX Francesco Profumo. "Dovremo fare una profonda riflessione sull'utilizzo delle risorse in generale. Ci sarà la massima attenzione all'ascolto. Per prima cosa ascolterò gli studenti e i ricercatori per capire quali sono i loro desideri, le loro incertezze e le loro difficoltà. E gli insegnanti, e tutti coloro che lavorano per l'istruzione, l'università, la ricerca".

    CLICCA SUI NOMI DELLE CITTA' PER SEGUIRE LE PROTESTE
    IN DIRETTA

    A Roma la 'marcia' 1 non autorizzata è quella dei licei. Studenti di Mamiani, Tacito, Talete, Virgilio e Caravillani si sono dati appuntamento a viale Giulio Cesare per partire verso l'università La Sapienza e unirsi alla manifestazione principale degli universitari che poi raggiungeranno i Cobas in piazza della Repubblica (LA MAPPA DEI PERCORSI 2).

    A Milano la protesta 3 per dire: "no al governo delle banche", è cominciata con una rissa che ha coinvolto circa una ventina di persone. I giovani si sono incontrati in piazza Cairoli, ma alla partenza del corteo due gruppi di ragazzi si sono scontrati, prima a parole, poi con le mani. Ne è nata una vera e propria rissa tra manifestanti, con un reciproco lancio di fumogeni ad altezza volto. Un operatore tv è stato ferito. La situazione è tornata in breve alla normalità senza che nel frattempo fossero intervenute le forze dell'ordine. L'intenzione di alcuni manifestanti è quella di dirigersi alla Bocconi con lo slogan: "né Monti né Tremonti" contro il governo che ha giurato ieri sera (Foto 1 4-2 5).

    A Torino gli studenti 6hanno lasciato un mazzo di crisantemi davanti all'Unione industriale. Partiti da piazza Arbarello i manifestanti si dirigono verso l'assessorato regionale al Lavoro di via Magenta e verso Porta Palazzo. A parte il disagio al traffico tra piazza Statuto e corso Regina Margherita, la situazione è tranquilla (SEGUI la diretta TWITTER 7).

    Gli studenti medi sfilano anche a Bologna 8. Partiti da diverse scuole in gruppetti si sono diretti verso le 'Porte' più vicine che delimitano l'accesso al centro storico della città. Il traffico lungo i viali è stato bloccato, cori e striscioni hanno colorato le vie del centro.

    Tensione a Palermo tra studenti 9 che manifestano e forze dell'ordine. Nel corso del corteo i manifestanti hanno lanciato uova e fumogeni. Un senzacasa che si era mischiato alla folla, è rimasto ferito lievemente alla testa. Il corteo ha fatto tappa davanti Palazzo delle Aquile, sede del Comune, presidiato dalle forze dell'ordine, e deve giungere in piazza Indipendenza.

    A Bari circa mille persone 10 hanno partecipato al corteo organizzato in concomitanza con lo sciopero di Cub e Cobas. Al suono di tamburi, i precari e i ragazzi - con i volti colorati - sono partiti da piazza Umberto, percorrendo poi via Dante e Corso Vittorio Emanuele, via De Rossi, per concludere la manifestazione in Piazza Cesare Battisti (FOTO 11).

    Firenze: Un migliaio 12 di persone stanno partecipando alla manifestazione a Firenze che ha come bersaglio principale le banche e le misure adottate contro la crisi. Il corteo, partito da Piazza San Marco si concluderà in Fortezza da Basso. "Non siamo black bloc ma precari sfruttati e arrabbiati", scandiscono i manifestanti. Incatenata la sede fiorentina della Banca d'Italia in via dell'Oriuolo. Mille in corteo da piazza San Marco 13.

    Protesta anche Napoli 14 dove l'effetto Gelmini non si è ancora esaurito. L'ex ministro dell'Istruzione è tuttora presente nei pensieri e negli striscioni del corteo degli studenti napoletani, che si è mosso da piazza del Gesù alle 10 diretto verso la zona Universitaria: "Neurini, neurini, basta Gelmini" (FOTO 15). E ancora: "Hanno esaurito la scuola siamo esauriti noi studenti" e "chi non conosce la storia è destinato all'estinzione". Ma c'è anche chi ricorda gli scontri di Atene con un "Atene non dimentica". Sono in tremila, quasi esclusivamente ragazzi delle scuole medie superiori: molti indossano la maschera di "V per vendetta", simbolo degli Indignandos di tutto il mondo. Presenti anche i Cobas. L'atmosfera è goiosa e chiassosa, è una bella giornata di sole (VIDEO 16).

    A Parma, circa 700 studenti universitari 17e delle superiori si sono dati appuntamento alle 9 in barriera Bixio per manifestare contro i tagli, la crisi del sistema bancario e l'incertezza sul futuro. Una protesta per il diritto allo studio a cui partecipano Udu, alcuni movimenti politici, i giovanio di Artlab - lo stabile occupato in borgo Tanzi e i Draghi (VIDEO La preparazione delle maschere 18). Il corteo si è snidato per le vie del centro sino a terminare in piazza dove i ragazzi si sono simbolicamente accampati per un paio d'ore.

    Studenti nelle piazze di 60 citt
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