OMNIA SUNT COMMUNIA
Sindacati di base. Da oggi una settimana di scioperi
Scatta oggi lo sciopero di 24 ore dei lavoratori del trasporto pubblico locale proclamato dalle RdB/Cub. L'astensione dal lavoro, informa una nota, sara' cosi' articolata: movimento urbano ed extraurbano, dall'inizio alla fine dei servizi del primo dicembre con rispetto delle fasce garanzia stabilite a livello locale; impiegati, impianti fissi, officine, dalle ore 00.00 del primo dicembre alle ore 24. "Questa giornata di agitazione", aggiunge la nota, "segue lo sciopero del 30 settembre e lo sciopero generale di tutte le categorie indetto dal sindacalismo di base il 17 ottobre scorso. E' stata indetta per il rinnovo del Ccnl degli autoferrotranvieri 2008/2011, scaduto il 31 dicembre 2007".
Nel corso della settimana e prima delle vacanze natalizie sciopero a macchia di leopardo anche per i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore Giustizia, con manifestazioni nelle maggiori città. Lo stesso giorno stop dei 24 ore negli Enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca. E' fissato per il 7, Sant'Ambrogio, giorno tradizionale della prima alla Scala di Milano, lo sciopero degli orchestrali. Il 12 è quindi il giorno del fermo generale della Cgil: fermi per 24 ore trasporti, scuole, amministrazioni pubbliche, aziende private. Assieme alla Cgil, lo stop è stato proclamato anche dai sindacati di base Cobas, Sdl e da una parte della CUB. "Lo sciopero del 12 è un errore" afferma Pierapolo Leonardi, uno dei due coordinatori nazionali della CUB "non solo per le caratteristiche dello sciopero del 12 e per le valutazioni sul nostro del 17 ottobre, ma perché subordina l’agenda del movimento alle scelte della Cgil anche quando sono palesemente “interessate” e dettate da esigenze politiche a noi del tutto estranee, perché obbiettivamente ritarda la prosecuzione dei processi unitari in campo, disegna il sindacalismo di base e il movimento come incapace di affrancarsi e di mantenere la rotta sul piano politico e delle mobilitazioni e condizionato dal fascino delle masse in piazza, a prescindere dai contenuti".
ARDITI NON GENDARMI




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