
Originariamente Scritto da
JohnPollock
DI ARTURO DOILO
Siamo stati facili profeti nel sostenere che il governo di Mario Monti avrebbe – con la pacatezza tipica che contraddistingue i malintenzionati e con l’uso scientifico di termini neolinguistici tipo “equità” e “solidarietà” – puntato sull’aumento della pressione fiscale e sull’inasprimento dei controlli, al fine di realizzare quello Stato di polizia tributaria che è nemico della libertà, del progresso e della prosperità.
Ciò che sta trapelando dai giornaloni amici del presidente del Consiglio è che è probabile un aumento dell’Iva di uno o due punti percentuali, la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa (patrimoniale), la tracciabilità dei pagamenti (vietando l’uso del contante al di sopra dei 300 euro), l’obbligatorietà per tutti gli esercizi commerciali dell’installazione dei bancomat.
A sostenere le scelte politiche del bocconiano c’è la CGIL, che non appena intravede un benestante gli va il sangue al cervello. E sull’Ici – ad esempio – plaude con mani e piedi il ritorno della gabella. Di più: quelli che pensano comunista – come i cigiellini – strepitano affinché tale imposta venga fatta pagare anche alla Chiesa che – e questo è vero – del privilegio dell’esenzione per via dei fabbricati adibiti a luoghi di culto.
Ma il sindacato trinariciuto, la paga l’Ici?
Riprendiamo dal sito “ilfazioso.com”: “Una casta, quella dei sindacati, che succhia soldi allo Stato da decenni. Nel silenzio generale. Protetti da un Parlamento che nella scorsa legislatura contava su ben 80 parlamentari provenienti dalla Triplice. Una lobby che censura qualsiasi tentativo di intervenire sui privilegi sindacali. Lo sapete che hanno un patrimo¬nio immobiliare immenso ma non pagano un euro di Ici? E’ così grazie a un decreto del 1992 del governo Amato. Tremila sedi, niente Ici, niente guadagni per lo Stato. Uno scandalo. Sedi che tra l’altro gli sono state regalate, senza tasse, dallo Stato stesso. Inoltre i sindacati per legge non presentano bilanci consolidati ma autocertificazioni. Per legge possono creare i centri di assistenza fiscale, di cui ogni pratica è pagata dallo Stato (uno spreco/business di 330 milioni l’anno). Ogni sindacato ha un patronato finanziato dallo 0,226 dei contributi obbli¬gatori incassati dall’Inps, dal¬l’Inpdap e dall’Inail. Hanno 20 mila dipendenti. Un impero fatto di favori e privilegi. Nel silenzio generale”.
Capito? Questi sono i Camusso ed i Cremaschi boys, che pretendono la spremitura altrui, ma il salvacondotto per sé stessi. Altro che Vaticano!
Che dire se non a lì “Montacci” loro!
LA CGIL NON PAGA L’I.C.I. | Movimento Libertario