

(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


Ho chiesto al presidente della Camera di mettere all'ordine del giorno con la massima urgenza il dibattito relativo a questo problema.
Mi auguro che non solo chi è alla Camera ma anche chi è al Senato faccia pervenire delle proposte di soluzione attraverso i propri rappresentanti.


(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


Dovresti dirlo a cascista, non a me. Personalmente, però, preferisco non pensare troppo a tutte le conseguenze che sorgerebbero se veramente si volesse andare fino in fondo a questa assurdità.
Senatore. Non so in base a cosa parla.
Nella Costituzione pirriana NON esiste una procedura per recepire i trattati internazionali, solo per dirne una. Non potremmo neanche rifarci alla Costituzione Italiana, stando al suo eventuale ricorso.
Quindi....che vorrebbe dire "discuterne al Senato"?
Al massimo dovremmo discutere alla Camera di quali eventuali modifiche alla Costituzione sarebbero necessarie per recipire il trattato d'adesione. Dopodiché DOVREMMO discuterne IN AMBEDUE LE CAMERE, come in qualsiasi ordinamento Parlamentare bicamerale.
Insomma: smettiamola di giocare agli azzaccagarbugli, forse non ci rendiamo conto che:
1) Rischiamo di abrogare un buon 30% delle leggi approvate
2) Rischiamo di trovarci a dover discutere di COME recepire i trattati
3) Rischiamo di dover instituire un referendum per l'UE.
Siamo seri: questo eventuale ricorso quanto meno bloccherebbe il gioco per qualche mese. E' questo che vogliamo?
Il ritorno del ronnismo degli azzeccagarbugli senza ronnie?
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Nessun ronnismo se ho dovuto riccorrere al formalismo giuridico ronniano e solo per difendere il diritto a discutere di politica pura: quella sull'europa che lei voleva impedire perfino di discutere al Senato operando una censura di stampo politico.Si tratta di politica pura da discutere al senato su: vogliamo una legge per stabilire l'adesione all'Italia dell'europa? se si con che limiti? nelle modalità esistenti nella forma odierna nella realtà politica? in forma diversa?
Ultima modifica di C@scista; 22-11-11 alle 16:27


Evidentemente mi sono spiegato male o non mi vuoi capire.
Leggi bene, cascio. Per aderire all'UE servirebbe aderire ai trattati europei. Per aderire ai trattati europei servirebbe quanto meno che ci fossero i mezzi Costituzionali per farlo. La Costituzione pirriana, che sembra tu voglia far diventare l'unica legge a cui sia possibile rifarsi, NON prevede la possibilità di recepire i trattati internazionali. Il che vuol dire che SE vuoi trattare di quel tema devi come minimo modificare la Costituzione pirriana per consentire l'adesione ai trattati internazionali e quindi a quelli per aderire all'UE.
Ergo se ne dovrebbe discutere PRIMA alla Camera, decidendo come modificare la Costituzione per consentire la recezione dei trattati e che rapporto avrebbero quei trattati e l'ordinamento europeo con quello pirriano (insomma: devi scrivere un Art. 10 della Costituzione pirriana) E DOPO aver eventualmente recepito i trattati UE e quindi aver aderito (entro i mezzi previsti dalle modifiche alla Costituzione pirriana che dovremmo approvare alla Camera, il che non esclude un referendum) POTREMMO discutere dei nostri rapporti con L'UE. Ma SEMPRE alla Camera, perché i nostri rapporti con L'UE sarebbero regolati per Costituzione e SOLO la Camera può modificare la Costituzione.
Non nego che sia una discussione politica, ma da come è posta i "rapporti con l'UE" comporta che si tratti del rapporto tra ordinamento pirriana e ordinamento europeo. Ovvero della Costituzione pirriana.
Il che vuol dire che volete modificare la Costituzione pirriana per aderire all'UE e poi poter discutere di come modificare la Costituzione per modificare i rapporti con L'UE.
In tutto questo il Senato non c'entra nulla.
Il tutto non considerando che, come ha evidenziato frankie, porterebbe a mettere in discussione tutte le leggi approvate che facciamo riferimento all'ordinamento UE.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Questo lo stabilirà domani il Presidente del Senato Haxel (l'unico competente a farlo) se accettare o no la richiesta di APL di trattare il tema dell'Unione europea in questo turno (e tranquilli per parte mia non farò ricorso alla Corte contro la sua decisione questa volta)


C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Non ha senso questa cosa.Legge Costituzionale sulla recezione delle norme Italiane europee o di un qualsiasi Stato
Se una legge del Senato di transatlantico recepisce una o piu norme penali italiane europee o di un qualsiasi Stato viene automaticamente recepito nell'ordinamento giuridico di Transatlantico tutto il codice penale a cui ci si riferisce a meno che la legge del senato non preveda esplicitamente di recepire unicamente una parte. Se una legge del Senato di transatlantico recepisce un ente di un istituzione italiana europea o di un qualsiasi Stato o una singola norma di un trattato internazionale viene automaticamente recepito tutta l'istituzione o tutto il trattato a meno che la legge del senato non preveda esplicitamente di recepire unicamente una parte.
Non si possono recepire i trattati solo in parte, gli si deve recepire per interno e siccome essendo un accordo tra due contraenti è evidente che siccome per recepirne una sola parte deve esserci l'assenso di ambedue (e anche in questo caso ho dubbi che secondo il diritto internazione si possa fare) sarebbe necessario negoziare la cosa con l'altro contraente. Ma non potendolo fare è evidente che questa possibilità di negoziazione viene a mancare.
Per quanto riguarda il recepimento dei codici penali, civile, militare e quant'altro quelli penso possano essere recepiti solo in parte. Ovviamente così facendo vanno completati nelle loro parti non recepite.
Le istituzioni invece sono riconosciute, la appartenenza ad esse invece è regolata da trattati e quindi vale il mio discorso iniziata


Ritengo comunque interessante la possibilità di discutere in Senato l'adesione, da parte della Comunità di PIR, all'ONU o all'UE...
Ad esempio nel primo caso sarei favorevole, ma nel secondo solo a precise condizioni...
Si potrebbe pensare ad esempio all'inserimento, nella "legge di adesione", di limiti e precisazioni che cambino - se la maggioranza dei senatori vuole, ovviamente - certe cose del Trattato reale...senza specificare e riprodurre con esattezza gli articoli di quest'ultimo da mantenere, o abrogare o modificare, ma richiamando comunque dei principi...
Boh non so se mi sono spiegato![]()