Il Corriere Adriatico
Gang con il profilo Facebook
I capi due adolescenti albanesi, la procura indaga su un clan
Castelfidardo Un pentacolo su sfondo nero come segno distintivo. La foto con tirapugni in mano quale biglietto da visita. Poi immagini che ricordano la guerriglia islamica corredate da scritte in arabo sul profilo Facebook. Nell’ambiente degli under 18, tra Osimo e Castelfidardo, circola da mesi un nome che, per incutere paura, fa riferimento a un Clan. Una baby gang itinerante, composta da ragazzini per lo più stranieri, spesso tacciata di essere al centro di episodi di micro-violenza e da tempo tenuta sott’occhio dalle forze dell’ordine.
La lite sfociata in rissa, nel piazzale della Stazione ferroviaria di Osimo la notte del 9 gennaio scorso, ad esempio, era finita con una denuncia a carico di ignoti sporta da un minorenne della zona medicato dal 118 dopo la colluttazione con alcuni coetanei di nazionalità albanese.
Già allora, però, la descrizione degli aggressori e la dinamica del pestaggio avevano allungato più di un sospetto sul gruppetto di ragazzini che viene dall’Est. Da quell’episodio, nei mesi a venire, una serie di scorribande, piccoli atti vandalici, aggressioni, risse e tante segnalazioni senza poter risalire a un nome e a un volto.
La svolta arriva solo nei giorni scorsi, con l’avviso di garanzia della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Ancona notificata a due giovani albanesi di 17 e 16 anni, nati a Durazzo e residenti a Castelfidardo. Le indagini sono ancora in corso ma a finire nei guai, nel caso del rinvio a giudizio, potrebbero essere proprio le due punte di diamante del Clan.
I due sono accusati di minaccia e lesioni personali ai danni di un ventiduenne di Castelfidardo - P.B. le iniziali - che mesi fa era stato picchiato a sangue mentre usciva dalla discoteca in compagnia della fidanzata. Futili i motivi: uno sguardo mal digerito scambiato nel parcheggio del Komedia che aveva scatenato la reazione del branco. Un tutti contro uno, davanti agli occhi atterriti e impotenti della ragazza. A sferrare calci e pugni sarebbero stati però i due minorenni, individuati dai carabinieri dopo la denuncia raccolta in caserma il lunedì successivo.
Tra gli atti potrebbero finire anche le foto e alcuni immagini postate sui profili del popolare social network, usato come vetrina dalla cricca di duri. Un primo piano dove uno dei due adolescenti mostra un tirapugni di ferro, il logo esoterico usato dal clan e un volantino che raffigura un militante islamico con un mitra in mano.
giovedì, 24 novembre 2011
arianna carini,




Rispondi Citando
repapelle:

