

"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)




Ultima modifica di Edmond Dantés; 29-11-11 alle 18:46
"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)




Acqua scrivi anche te un esempio di come vorresti le cose.
Andando a memoria del passato direi che un gruppo svogliato non funziona nemmeno se sulla carta gli dai i superpoteri.
Se invece funziona influenza anche se non c'è la regola scritta. Solo che a quel punto rischia di essere sciolto o commissariato da chi sta sopra e non vuole opposizioni.


Ci provo...
Il circolo è l'unità di base in cui i simpatizzanti entrano in contatto col partito (inteso come associazione di cittadini e non come centro di potere) e consente agli iscritti di conoscersi e discutere tra loro. Raccoglie le idee e le proposte dei simpatizzanti e degli associati, idee che provengono dal mondo di tutti i giorni, dalle esigenze reali dei cittadini. Un luogo dove possano anche essere criticate in maniera costruttive le posizioni o le decisioni dell direttivo.
Anzi io farei proprio uno sportello libero dove chiunque, anche in forma anonima possa lasciare opinioni e consigli, segnalare esigenze e carenze.
Insomma circoli territoriali LEGATI al territorio, alle sue esigenze.
Esigenze che dovranno LORO influenzare le decisioni politiche del direttivo provinciale, e quindi del partito.
Ultima modifica di acquazzurra; 29-11-11 alle 20:54


Allo stato attuale o hai già qualcuno a cui fare riferimento (per esempio a Padova attualmente alcuni militanti di movimenti di destra stanno entrando nel PdL su nostro suggerimento), o sostanzialmente la tua adesione è personale.
Però per farsi la tessera bisogna pur chiederlo a qualcuno, quindi diciamo che hai un'idea precisa del tuo gruppo a cui scegli di fare riferimento e un'idea almeno di massima degli altri.
È una buona definizione di cosa dovrebbe essere concretamente il circolo/sezione: uno spazio autonomo, tendenzialmente omogeneo politicamente, che basta a sé nell'organizzazione di eventi culturali/politici di minore momento decisionale, come i volantinaggi di opposizione sulle tematiche giudicate dal circolo più urgenti, o come abbiamo fatto noi contro la guerra in Libia. Le campagne maggiori, posto che dubito che ce ne siano, dovrebbero essere organizzate dal Provinciale o dal Cittadino, organo di pari livello, e attuate dai Comunali/territoriali.
Quanti poi ce ne siano, di vividi e di operanti non lo so.
Parlando della Giovane Italia, che è di fatto la maggior parte degli attivisti/militanti, a volte il Presidente Provinciale, cioè l'ex presidente provinciale AG, è il coordinatore comunale/cittadino del capoluogo.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


Dunque, per ora vedo che Dantes e Defender si ispirano a una forma partito tradizionale, che indubbiamente è già collaudata e realisticamente realizzabile.
Mentre Acquazzurra ha una concezione più innovativa che però richiederebbe molto lavoro per funzionare e ha pochi precedenti che permettano di valutare l'efficacia.
Visto che mi sono autonominato maieuta di questa discussione, ai primi due devo chiedere:
Il sistema normale ha sempre funzionato, ma senza dare risultati eccellenti, ci sono tanti partiti che si sono organizzati in questo modo e pure sono morti o hanno perso il contatto con la realtà. Per voi perchè questa volta le cose dovrebbero andare meglio ? Cosa possiamo fare in più rispetto agli altri partiti ?
A Acquazurra devo chiedere: E' realizzabile la tua visione ? Come minimo per avere il partito sportello bisognerebbe pagare gente per stare a questo sportello tutti i giorni.
Poi c'è da convincere gli iscritti a partecipare in maniera intensiva, discutere, sintetizzare.
Ci si riuscirebbe ?


Mi rifaccio all'esperienza islandese.
C'è necessità di svegliare le persone, far loro capire che la politica sono loro. Basta burattini. Ormai siamo tutti online, il futuro è on line. I circoli devono avere anche un sito efficiente ed organizzato.
Ultima modifica di acquazzurra; 29-11-11 alle 21:53


Io credo che proprio la caratteristica del PdL, cioè quella di essere una grossa sommatoria di forze e di culture diverse possa permettergli di preparare un approccio di più aderente alla realtà. Il PdL potrebbe essere un buon partito di massa, e tutto sommato la DC funzionò alla grande per 30-35 anni, prima di incrinarsi e di consentire al suo gruppo dirigente di isolarsi dalla realtà, questo perché pur nella diversità c'era la garanzia della persistente unità dei cattolici. Allo stesso modo un "minipartito di massa" come l'MSI divenne avulso dalla realtà e nominò Fini alla sua testa perché ormai i ruoli erano ingessati. Nel PdL questa garanzia non ci sarebbe più (o almeno non sembra) e quindi i gruppi dirigenti sarebbero più stimolati a non blindarsi in un Silviobunker d'avorio e d'oricalco (tripla citazione).
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.