
Originariamente Scritto da
Francpolitik
Questa impostazione, priva di una visione ideologizzata della questione, è un'analisi lucida sulla quale si può ampiamente ragionare.
Potrebbe essere un'alternativa, certo è che bisognerebbe vedere come allocare risorse sul territorio anche ai comuni che non hanno i bilanci in attivo. Altrimenti si va ad alimentare disparità sociale e disomogeneità territoriale.
La legge olivo sul fisco va in una buona direzione, purtroppo però il problema è più ampio, come facevo notare in Senato.
Siamo di fronte a un credit crunch, ovvero una paralisi del sistema creditizio che vede le banche privati impossibilitate, in parte per ragioni di bilancio in parte per terrore dovuto a una serie di fattori cumulatisi, che ci porterà nel 2012 a perdere tra il mezzo punto e l'1,6% del Prodotto Interno Lordo.
Tutti sappiamo cosa comportrebbe una nuova crisi per le famiglie e per le imprese, sarebbe un disastro. Due recessioni nell'arco di tre anni sono una mannaia che costringerebbero alla fame centinaia di migliaia di cittadini.
Il livello di disoccupazione salirebbe alle stelle e ci ritroveremmo in una soluzione stile Grande Depressione con un rischio reale per lo stesso sistema democratico.
E' questo che vogliamo? Vogliamo ripetere i miopi errori del passato?