Ma questo punto, perché non copiare questo?


Ma questo punto, perché non copiare questo?
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Peccato che i 90 miliardi sarebbero solo di nuova emissione aumentando il debito, dato che diversamente lo Stato dovrebbe comprarsi i btp in circolazione con somme che non possiede. E che gli imprenditori non li venderebbero è ridicolo, alla prima notizia allarmistica sui TG correrebbero in banca per liberarsene.
Una proposta assurda che finirebbe per ritorcersi contro lo Stato, ma del resto Passera esponendo Banca Intesa su un solo tipo di titoli senza diversificare ha dimostrato di non essere uno stratega.
Ultima modifica di Cesare; 03-12-11 alle 15:47
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Quando te ne esci con queste sparate rasenti il ridicolo.
L'augurio a fame e miseria è rivolto a tutti, me compreso. Avendo votato anch'io PD, cosa di cui mi vergognerò a vita, merito anch'io la mia dose di dolore.
E sarà fame e miseria comunque, solo che tu sei troppo rincoglionito dalle puttanate mainstream per rendertene conto. Vatti a leggere la manovra, e poi ne riparliamo...se non sbaglio eri uno di quei geni che facevano festa per l'arrivo di Monti.
Fate ridere tanto quanto i bananas.
Ultima modifica di nicolaj198vi; 03-12-11 alle 15:48


ho fatto festa per la fine di berlusconi, l'arrivo di monti l'ho semplicemente ritenuto il minore dei mali.
e l'ho sottolineato da subito. nei mille thred aperti contro monti.
quanto alla fame e la miseria augurarli ad altri o a se stessi è una assoluta follia. augurio che, quello si che rasenta il ridicolo.


Il minore dei mali sta per trasformarsi nel peggiore degli incubi, ma non importa.
Tu la chiami follia semplicemente perchè sottovaluti il valore pedagogico della sofferenza. Questo Paese ha già guardato in faccia l'Abisso, agli inizi dei '90. Dopo decenni di spese folli, di sprechi e di malaffare aveva l'opportunità di cambiare totalmente strada, in maniera anche abbastanza poco traumatica, se vogliamo...
Ti sembra che qualcuno sia rinsavito? No. Né nella classe dirigente, né tra i cittadini.
Abbiamo corso il rischio serio di finire in bancarotta, l'abbiamo sfangata e al posto di metterci finalmente col culo in carreggiata abbiamo continuato con il solito andazzo. Anzi, se possibile siamo riusciti nella mirabolante impresa di portare avanti una classe dirigente nettamente peggiore della precedente, che pure non brillava per onestà e capacità.
Ergo, arrivare ad un filo dal burrone non ha insegnato nulla a nessuno.
Serve un ulteriore passettino, sennò qui nessuno impara nulla.


quello che vedo è il semplice proseguimento di politiche ventennali. solo, al limite 'accelerate' con la scusa del momento di crisi acuta.
politiche che sono state portate avanti da pd e pdl con piccole e non sostanziali differenze.
politiche che ho sempre avversato. anche quando erano i miei referenti politici (prc) ad appoggiarle in cambio di poltrone o di vaghe dichiarazioni di intenti da parte delle coalizioni cui erano alleati.
a me fondamentalmente che me la metta in culo il potere forte internazionale o quello locale, che ci sia un complotto fotte assolutamente sega.
e mi fa sorridere questa (non necessariamente tua) levata di scudi da parte di gente che fino a ieri, finchè era il loro leader era in sella tutto bene, oggi che non lo è più grida e strepita parlando di macelleria sociale e poteri forti.
io, a differenza loro, visto che ho sempre gridato contro questo scempio posso permettermi di vedere quelle due tre cose positive del governo monti e sottolinearle. nella certezza assoluta che questo è e rimane un governo a me nemico.
il 90% delle persone che QUI si augura miseria e fame la augura al prossimo. la augura al presunto fancazzista della PA al fannullone della fiom, a chiunque tranne che a se stesso. nella assoluta convinzione (spesso fondata) che a LUI non accadrà nulla. per fortuna personale (o più spesso familiare) o per autosopravvalutazione delle proprie capacità o per assoluta sottovalutazione delle conseguenze di quello che va augurando a questo paese.Tu la chiami follia semplicemente perchè sottovaluti il valore pedagogico della sofferenza. Questo Paese ha già guardato in faccia l'Abisso, agli inizi dei '90. Dopo decenni di spese folli, di sprechi e di malaffare aveva l'opportunità di cambiare totalmente strada, in maniera anche abbastanza poco traumatica, se vogliamo...
Ti sembra che qualcuno sia rinsavito? No. Né nella classe dirigente, né tra i cittadini.
Abbiamo corso il rischio serio di finire in bancarotta, l'abbiamo sfangata e al posto di metterci finalmente col culo in carreggiata abbiamo continuato con il solito andazzo. Anzi, se possibile siamo riusciti nella mirabolante impresa di portare avanti una classe dirigente nettamente peggiore della precedente, che pure non brillava per onestà e capacità.
Ergo, arrivare ad un filo dal burrone non ha insegnato nulla a nessuno.
Serve un ulteriore passettino, sennò qui nessuno impara nulla.
nessuno con 2 grammi in zucca firmerebbe oggi per 'miseria e fame' sapendo di avere la certezza di esserne personalmente coinvolto in maniera PESANTE. cioè vivendo un periodo MISERO E coi morsi della fame.
e si. mi riferisco anche a te quando parlasti di 'si, ma in argentina la crisi nera durò SOLO due anni'. vorrei davvero vederti per due anni nelle condizioni del 10% della popolazione più povera dell'argentina. quella che ha visto persone MORIRE LETTERALMENTE DI fame. quella che non riusciva a mettere insieme due pasti al giorno. E chiederti DOPO del VALORE PEDAGOGICO della TUA sofferenza. sofferenza magari necessaria per salvare il culo ad altri.
tutto qui.
Ultima modifica di -----; 03-12-11 alle 19:19


Il tuo discorso ha molto senso, e in larga parte lo condivido. Però vedi, bisogna anche cercare di trarre delle conclusioni basate possibilmente sulle evidenze: il 99% degli Italiani continua a pensare che questa crisi possa passare in un modo o nell'altro, che si possa tornare a quella che per loro è la normalità.
Soffriremo per parare il culo ad altri finchè il sistema attuale, basato esclusivamente sul debito, non verrà cestinato. Punto e basta. Non capire questo, vuol dire mettere la tua, la mia e almeno la prossima generazione nelle condizioni di doversi spaccare la schiena pur di far continuare ad andare avanti un sistema che ha arricchito pochi in maniera smodata, sulle spalle dei molti che saranno chiamati a ripagare i debiti.
Allora ti dico una cosa, io non ci sto a coprire il culo a chi ha investito in maniera scellerata, buttando soldi peraltro non suoi nell'immenso calderone del debito.
Parliamoci chiaro: c'è in giro una quantità di debito tale da permetterci di considerare insolvente tutto il sistema finanziario, e a stretto giro ogni singolo Stato del pianeta.
E allora qui le cose sono due: o continuiamo a stampare e "salvare", subendo poi tutte quelle misure di austerity forzata necessarie a tenere in equilibrio il culetto dorato dei soliti noti, oppure una buona volta ci decidiamo a sederci un attimino in riva al fiume, facciamo fallire chi deve fallire, e poi vediamo di ricominciare in maniera più sensata.
Sono due scenari comunque dolorosi. Magari il primo prevede legnate in dosi più piccole ma parecchio protratte nel tempo, mentre il secondo sarebbe un vero shock.
Però considera una cosa: alla fine del secondo scenario, ti ritrovi con un sistema molto più sano di questo che si sta sfasciando. Alla fine del primo, ti ritroverai con un problema infinitamente più grosso di quello attuale.


Investito in titoli di Stato? Di una delle più grosse economie al mondo? Non è che ha investito nel ribasso del cacao (cosa normalissima, peraltro)...ha investito in titoli di Stato, investimento ordinariamente considerato free risk. Dove dovrebbero metterli i soldi, nel materasso?


Il fatto che sia "considerato" free risk non vuol dire che lo sia realmente. E infatti lo si sta vedendo adesso.
Ora dimmi una cosa: tu investiresti in un'azienda che da vent'anni non fa utili, è guidata da dei dirigenti inetti e disonesti ed ha già un debito superiore al suo intero valore, debito che peraltro non fa nulla per ridurre, anzi continua ad incrementare?
Faresti sul serio un investimento del genere? Saresti un cretino, te lo dico senza peli sulla lingua.
Poi se quell'azienda si chiama Vattelapesca SpA o Italia, importa poco. Il succo rimane quello.


Il fatto che il debito passi nelle mani degli italiani in che modo dovrebbe cambiare le sorti della partita? Il debito va pagato comunque, e con soldi buoni possibilmente. L'unico modo per uscire dal rischio di default è ridurre il debito passando dal 120% al 90% sul PIL.
Il problema è che ricorrendo alla tassazione si disincentiva la crescita del PIL, già in recessione. Quindi il debito nominale diminuisce, ma non quello percentuale. Puntare sulla sola crescita senza interventi di consolidamento e stabilizzazione non è pensabile, perché siamo già oltre la soglia di solvibilità e i mercati non intendo più farci credito.
L'unica alternativa sensata sarebbe quella di un piano di cartolarizzazioni massiccio (patrimonio immobiliare e mobiliare), che ci permetta di far cassa senza mettere le mani nelle tasche degli italiani e ricomprarci parte di debito. Penso a case, terreni, oro, ma anche a ENI, ENEL, Finmeccanica, Fincantieri, Rai, Posteitaliane etc. Non è detto che si debba cedere tutto, ma una parte considerevole di quote si.
Questo piano potrebbe essere affiancato da un controllo della spesa futura, con una riforma pensionistica, del pubblico impiego, degli enti locali e della Pubblica Amministrazione, e con una lotta ingente all'evasione fiscale (pagare meno, pagare tutti).
Nel frattempo, per sperare in un rilancio dell'economia, bisogna agire sulla riduzione della burocrazia, sui tempi e i costi della giustizia civile, sulla lotta alla corruzione, sull'energia, su ingenti crediti d'imposta, su nuove regole nella concertazione sindacale, sull'abbattimento della tassazione d'impresa e sul costo del lavoro, studiando partite di giro tra IRAP e IRPEF da un lato, imposte patrimoniali e sui consumi dall'altro.
Se vuoi far ripartire il sud bisogna infine abolire i contratti nazionali, e introdurre contratti aziendali basati sul costo della vita, che nel meridione è inferiore, e sul tasso di disoccupazione, che è superiore. Se vuoi che un'impresa vera, che paga le tasse, vada a investire in Campania, il lavoro deve costare meno, molto meno. Il resto sono pie illusioni.
Ecco, qualsiasi altra strategia mi pare destinata a non centrare il risultato.