bah, si manifestano come al solito in tutta la loro pochezza e insignificanza, con queste offese ai cristiani.


bah, si manifestano come al solito in tutta la loro pochezza e insignificanza, con queste offese ai cristiani.
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@Imperium
Guarda che in Italia è già stato rappresentato nell'ottobre 2010 a Roma
Programma RomaEuropa Festival 2010
- Qui c'è anche un commento:
Sul concetto di volto nel figlio di Dio: ovvero il destino dei Padri secondo Romeo Castellucci
Culture Teatrali promuove la libertà di espressione artistica e sostiene Romeo Castellucci e il Théâtre de la Ville di Parigi
Il teatro contro il fanatismo
Comitato di sostegno per la libertà di rappresentazione dello spettacolo di Romeo Castellucci al Théâtre de la Ville.
Dal 20 ottobre, data della prima parigina di "Sul concetto di volto nel figlio di Dio", le repliche dello spettacolo di Romeo Castellucci al Théâtre de la Ville danno luogo a una serie di gravi eventi. Un gruppo organizzato di cristiani fondamentalisti, dichiarandosi dalla parte dell'Action française, ha tentato di impedire l'accesso al Théâtre de la Ville, bloccandone le porte, aggredendo il pubblico, minacciandolo, sporcandolo con olio di scarico, gas lacrimogeni, lanci di uova e bombolette puzzolenti, mentre i loro complici entrati nella sala hanno interrotto la rappresentazione sin dall'inizio, occupando il palco e sventagliando la loro parola d’ordine: "BASTA con la cristianofobia!".
Essi avevano richiesto per vie giudiziarie il divieto di rappresentazione dello spettacolo, ma la loro richiesta è stata respinta da parte dall’Alta Corte dei Tribunali il 18 ottobre 2011.
La polizia deve pertanto intervenire ogni giorno all'ingresso del teatro, e ci siamo visti costretti a chiederne l’intervento all'interno della sala per ben due volte per far evacuare coloro che occupavano la scena, cosa che si è svolta senza danni solo perché noi abbiamo fatto in modo di evitare qualsiasi scontro tra gli occupanti e il pubblico indignato per una simile condotta.
Il personale del teatro si è dimostrato risoluto ed efficiente in queste circostanze penose, e nonostante i numerosi incidenti e interruzioni che hanno generato notevoli ritardi, le rappresentazioni hanno potuto, finora, avere luogo. Che questi gruppi di individui violenti e organizzati si proclamino fedeli della religione cristiana è affar loro; che facciano parte di gruppi religiosi o politici richiede un'indagine; per noi, in ogni caso, questi comportamenti sono chiaramente manifestazioni di fanatismo , questo nemico della ragione e della libertà contro il quale, in un’epoca gloriosa, la Francia ha saputo così coraggiosamente lottare. D’altro canto il teatro ha saputo svolgere, spesso, per queste lotte, un ruolo decisivo.
Non possiamo fermarci qui. Atti simili sono gravi, essi prendono una nuova piega, chiaramente fascista. Questi gruppi di persone si affrettano per di più , a dichiarare blasfemi, per via automatica, spettacoli che in realtà non sono diretti né contro i credenti né contro il cristianesimo. Basta leggere le intenzioni di Romeo Castellucci, pubblicate nel programma che viene distribuito ogni sera al pubblico per comprendere il suo proposito d'artista.
Noi non intendiamo, dunque, cedere a queste odiose minacce, e lo spettacolo continuerà le repliche fino alla fine della sua programmazione. Invitiamo pertanto il pubblico ad assistervi, in piena libertà come noi ci auguriamo.
Vale, poi, la pena di notare che questo spettacolo è stato presentato senza problemi in Germania, Belgio, Norvegia, Paesi Bassi, Grecia, Svizzera, Polonia e Italia, e che è solo in Francia che accadono questi moti di intolleranza.Abbiamo creato, quindi, un gruppo di sostegno che si rivolge a tutti gli uomini di buona volontà – e questa espressione è, dato il caso, particolarmente benvenuta - per sostenere al di là stesso del caso specifico dello spettacolo di Romeo Castellucci al Théâtre de la Ville, la libertà di espressione, la libertà degli artisti e la libertà di pensiero, contro questa rinascita del fanatismo. :giagia:
Il teatro contro il fanatismo
Ultima modifica di vanni fucci; 31-12-11 alle 01:09


Mai scritto che sia mia intenzione aiutarvi a fargli o non fargli pubblicità, era solo un consiglio.
Più ne fate un polverone, più qualcuno vorrà andare a vederlo per verificare se le vostre critiche sono giustificate o meno.
Certa gente atea, forse, sarebbe meno aggressiva ed offensiva se voi vi dimostraste più tolleranti verso chi, come è suo diritto, NON crede.
Non fate agli altri ciò che non volete venga fatto a voi.


Ultima modifica di TEBELARUS; 31-12-11 alle 14:59
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Ultima modifica di Icestar; 31-12-11 alle 16:02


mi pare sia quella la filosofia alla base dei tuoi post.
questa è una discussione su uno spettacolo offensivo contro i cristiani; da parte tua sarebbe bastato scrivere qualcosa tipo "sbagliano a essere blasfemi"; invece ho visto solo tuoi post tendenti furbescamente a non farci commentare ("gli fate pubblicità") oppure a giustificare ("sarebbero meno aggressivi se voi blablabla").
Ultima modifica di TEBELARUS; 01-01-12 alle 12:57
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Quella che a te "pare" la filosofia dei miei post, o prova le parole che mi hai attribuito citandomi, oppure si chiama diffamazione.
Se ci sono persone che NON condividono la chiesa, è giusto che lo esprimano, anche duramente, anche mediante spettacoli (che potrei comunque criticare, ma non vietare).
Se un cattolico si offende per questo tipo di libera espressione, fa benissimo a criticarla e a non andare a guardarla.
Può anche decidere, liberamente, di "suggerire" agli altri di fare altrettanto.
Perciò, sono liberi i contestatori vs la chiesa, è libera la chiesa di criticarli.
Poi ho aggiunto, certo che se la chiesa avesse dimostrato, in generale, non specificatamente a questo spettacolo, un po' più di tolleranza verso chi non la condivide, avrebbe, a mio avviso, "più" diritto a risentirsi.
Faccio un esempio, se io atea, (non lo sono), omosessuale (non lo sono) avessi avuto sempre la chiesa intromessa tra i miei diritti di cittadina, forse avrei meno motivi di "condannarla".
Altro esempio, se la chiesa non fosse stata protagonista di uno degli scandali più grandi di tutti i tempi (quello sulla pedofilia e peggio ancora sui tentativi di coprirlo, fin dall'inizio), forse oggi non sarebbe così duramente criticata.
Per tanto, visto che la chiesa, quasi sempre, pretende che le sue ragioni debbano valere anche per coloro che non ci credono o non le ritengono valide, di certo non può "pretendere" la tolleranza che lei stessa non concede.
Per me è offensiva la pretesa della chiesa (e lo fa) di intromettersi in questioni politiche.
Per la chiesa è offensivo lo spettacolo in questione.
La libertà di espressione vale per tutti, saremo noi a valutare se condividiamo o meno ciò che leggiamo/vediamo/sentiamo.
Non si impongono le proprie ragioni, le si esprimono.
IO, non avrei mai abortito (perché per me non sarebbe stato corretto, non perché me lo imporrebbe la chiesa), ma sono favorevole affinché sia permesso a chi lo ritenesse opportuno, di praticarlo.
E così per tante altre cose: le leggi della chiesa valgono e devono valere SOLO per coloro che liberamente decidono di rispettarle.
La chiesa pretenderebbe che valessero per tutti.
Perciò il MIO pensiero, che adesso puoi quotare, è:
ateo che insulta i cattolici = libertà di espressione
cattolico che insulta gli atei = libertà di espressione
Sono stata più chiara, ora?