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Discussione: l'Indipendensa

  1. #1541
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    24 Gennaio 2014

    Caravaggio (Bg), sparò al ladro. Processato ed assolto




    di REDAZIONE

    E’ stato assolto il commerciante di Caravaggio che aveva sparato a un ladro che aveva tentato di rubare nella sua ditta. La notte del 25 novembre 2012 Angelo Cerioli era stato svegliato dai rumori provenienti dal negozio di giardinaggio, che si trova al piano terra di casa sua. Si era affacciato e aveva visto dei malviventi prendere a mazzate la vetrina. Aveva quindi preso il revolver Taurus calibro 38 e aveva sparato dalla finestra in direzione dei ladri. Due colpi avevano ucciso sul colpo il rumeno Dumitru Baciu.
    Cerioli era stato in un primo momento accusato di omicidio volontario, accusa poi derubricatadal pm a eccesso colposo di legittima difesa. Oggi e’ stato assolto perche’ non c’e’ la prova della sua colpa: l’uomo ha sempre dichiarato di aver sparato a caso, solo per intimidire i ladri.

    Caravaggio (Bg), sparò al ladro. Processato ed assolto | L'Indipendenza

    Ultima modifica di Eridano; 24-01-14 alle 10:45
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #1542
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    24 Gennaio 2014

    Caravaggio (Bg), sparò al ladro. Processato ed assolto




    di REDAZIONE

    E’ stato assolto il commerciante di Caravaggio che aveva sparato a un ladro che aveva tentato di rubare nella sua ditta. La notte del 25 novembre 2012 Angelo Cerioli era stato svegliato dai rumori provenienti dal negozio di giardinaggio, che si trova al piano terra di casa sua. Si era affacciato e aveva visto dei malviventi prendere a mazzate la vetrina. Aveva quindi preso il revolver Taurus calibro 38 e aveva sparato dalla finestra in direzione dei ladri. Due colpi avevano ucciso sul colpo il rumeno Dumitru Baciu.
    Cerioli era stato in un primo momento accusato di omicidio volontario, accusa poi derubricatadal pm a eccesso colposo di legittima difesa. Oggi e’ stato assolto perche’ non c’e’ la prova della sua colpa: l’uomo ha sempre dichiarato di aver sparato a caso, solo per intimidire i ladri.

    Caravaggio (Bg), sparò al ladro. Processato ed assolto | L'Indipendenza

    Una volta tanto un giudice perbene.

  3. #1543
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    E' una cosa molto strana.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #1544
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Immigrazione, la battaglia non può essere di pancia. Ci vuole testa


    di GILBERTO ONETO



    Il fronte contro l’invasione viene presidiato in Parlamento solo dalla Lega.
    La cosa “rende” in termini di consenso (i sondaggi danno la Lega in – sia pur moderata – crescita), riscuote l’approvazione della gente e ringalluzzisce la base in astinenza di leghismo da troppi anni di cloroformio maronita. Assieme alla crisi economica, alla criminalità, allo statalismo e al degrado ambientale, quello dell’immigrazione è uno dei grandi temi che generano preoccupazione e paura fra i cittadini, ma è anche quello tenuto più in sordina dai mezzi di comunicazione e accantonato dalle forze politiche più grandi. Fa perciò bene la Lega a sventolare questa bandiera e fanno malissimo tutti gli altri a ignorarla, sottovalutarla o – addirittura – farla passare per fenomeno innocuo o positivo. La gente non ne può più degli immigrati e di tutto quello che ci sta attorno: retorica, disordine, degrado, machete, ministre, criminalità, sprechi di risorse e sgretolamento della qualità della vita. Chi difende e protegge l’invasione rischia pesanti perdite di consenso elettorale, i grillini hanno fatto uno sciagurato autogol e i “moderati” si stanno perdendo un’occasione.
    La Lega si getta in questi spazi e cerca di trarne vantaggio. Ci riuscirà ma non nella misura che le generali condizioni potrebbero permettere. I suoi interventi sono infatti sempre molto improvvisati e dilettantistici: impiega argomenti “da bar” che possono far breccia solo sulla “gente da bar”. La grande maggioranza dei cittadini, soprattutto padani, merita e cerca delle elaborazioni un po’ più articolate e sofisticate.
    L’altro giorno, nel corso del dibattito parlamentare animato dall’ostruzionismo leghista, è intervenuta anche la senatrice Bonfrisco di Forza Italia che ha dichiarato la sua contrarietà al provvedimento elencando una serie di dati statistici sulla criminalità anche foresta. L’intervento si è caratterizzato per il tono “scientifico” e statistico che rafforza l’idea di fondo. Per contro la Lega ha effettuato interventi appassionati ma solo “di cuore e di pancia” mostrando lo stesso limite che caratterizza gran parte delle sue attività. Il disagio “percepito” per l’immigrazione ha bisogno di essere fortemente supportato da dati, informazioni, numeri e statistiche che sappiano trasformare le sensazioni in opinioni radicate. Non è possibile che un partito che combatte l’inforestamento, e che in questo momento fa di questa battaglia il punto centrale della sua attività, non abbia un ufficio studi, un gruppo di lavoro, qualche esperto, qualche parlamentare “specializzato” e neppure una squadra di gente di buona volontà che si occupi esclusivamente del fenomeno e che sappia produrre documenti e strumenti di consenso e di propaganda. Ogni giorno l’ottimo Pellegrin su Radio Padania combatte una sua intelligente e solitaria battaglia di informazione: è possibile che “la potentissima” non abbia neanche trovato la forza di mettere assieme tutte le informazioni raccolte da questo coraggioso giornalista per farne un poderoso e semplicissimo oggetto di convinzione? Che non ne abbia tratto un “libro bianco” e neppure un manifestino? Negli anni passati un numero dei Quaderni Padani aveva raccolto ed esaminato i dati reperibili sull’immigrazione traendone, con semplici operazioni aritmetiche, delle conclusioni agghiaccianti. “La potentissima” non se ne è procurata neanche una copia: antica paura per “i libri” o radicata diffidenza nei confronti di chi non è un ossequioso lacchè di Bellerio? L’altro giorno, su La Stampa, Massimo Gramellini ha pubblicato un amaro ma purtroppo realistico “Buongiorno” titolato “La leghitudine” sulle occasioni perse dalla Lega per dabbenaggine, superficialità e incultura, e lo ha concluso con un “è sempre consigliabile aggiungere alla pancia un po’ di cuore, e magari anche di testa”. Come dargli torto?

    Immigrazione, la battaglia non può essere di pancia. Ci vuole testa | L'Indipendenza
    Ultima modifica di Eridano; 26-01-14 alle 20:55
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  5. #1545
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    27 Gennaio 2014

    L’Ucraina è esplosa! Ma non per essere governata dagli Eurocrati






    di ALESSANDRO VITALE

    L’esplosione della situazione politica in Ucraina è diventata oggetto in pochi giorni di una martellante quanto nauseabonda propaganda dell’Europa di Bruxelles e dei suoi più fidati ideologi a tempo pieno. Si sono schierati in prima fila, non a caso, i giornalisti italiani. Nella fantasmagorica fiera dell’ipocrisia che ne è scaturita, si sono sentite e lette unanimi espressione ridicole quali: “oppositori filo-europeisti” del governo ucraino, “a Kiev si muore per l’Europa” o “la lotta di martiri dell’Europa” – come se UE e Europa fossero la stessa cosa. Alla faccia di bronzo non c’è limite. Non solo ricercatori seri che nell’Europa occidentale, negli ultimi quindici anni, avevano previsto l’esplosione di quella pentola a pressione portata a un grado di ebollizione intollerabile e senza sbocchi, soprattutto a causa delle politiche UE, sono stati sbeffeggiati ed emarginati, ma ai danni irreparabili si sono volute aggiungere anche le beffe.
    L’UE rimane figlia della guerra fredda. È nata dalla più antieuropea delle condizioni (la spaccatura bipolare fra Europa Occidentale e Europa Orientale, che è stata la sua stessa ragion d’essere), è proliferata su quella e ha cercato, all’atto del crollo dell’URSS, di mantenerla in vita con tutti i mezzi, facendosi passare per la più fulgida espressione dell’Europa storica, per autolegittimarsi e per non mandare a casa uno sterminato esercito di costosissimi eurocrati. All’Ucraina è stato sbattuto in faccia un confine eurocomunitario trincerato, sorvegliato da radar e cani, che ha paralizzato i processi spontanei transfrontalieri, iniziati negli anni Novanta, di passaggio di uomini, merci e capitali. L’ex Presidente Viktor Yushenko ha abolito unilateralmente i visti per i cittadini UE e a distanza di dieci anni non è mai stata rispettata la più elementare regola internazionale della reciprocità.
    Anzi: sono peggiorate le condizioni di attraversamento del confine. L’agricoltura ucraina, che prima della Rivoluzione del ’17 consentiva all’Impero di esportare grano in Canada e negli USA (le fertilissime e immense “terre nere” potrebbero nutrire tre quarti del mondo intero), a vent’anni dalla fine della guerra fredda è ancora paralizzata dall’impossibilità di riprendersi, a causa del protezionismo UE di eurocrati e lobbisti, spaventosamente costoso per i consumatori dell’Europa Occidentale e distruttivo per gli Ucraini. Quella barriera confinaria inoltre ha favorito, nella fascia occidentale delle Repubbliche ex sovietiche, la permanenza di nomenklature corrotte, padrone dell’economia, la stagnazione politica-economica, la restaurazione del dominio di strutture (come i servizi segreti) che per quasi un secolo hanno devastato l’Ucraina. I rivoltosi ucraini pretendono accordi con l’UE, non certo per finire sotto le mire pianificatorie e socialiste degli eurocrati, ma per vedere finalmente calare quella vergognosa e antistorica barriera (alla quale aveva cercato di opporsi il Parlamento polacco, ricattato da Bruxelles con la minaccia di “non far entrarela Poloniain Europa”) che provoca un disastro nella regione e che sottopone l’Ucraina ai ricatti della nomenklatura russa, favoriti dai legami interrepubblicani creati a tavolino a suo tempo da Stalin, per impedire che le Repubbliche un giorno potessero diventare indipendenti. La lotta degli Ucraini è contro un governo aberrante, erede del sistema sovietico, favorito da quelle chiusure comunitarie, che emana leggi liberticide e uccide gli oppositori senza pensarci due volte. Nessuno di loro pretende l’associazione all’UE, ma l’abbattimento, mediante accordi elementari, di quel confine-barriera che sta portando l’Ucraina a un ennesimo genocidio per immiserimento. L’abbattimento di quelle barriere – anche economiche – possibile da un giorno all’altro, non danneggerebbe affatto l’economia russa, come va raccontando il protezionista Putin, con argomenti risibili nel campo della teoria economica, già distrutti nella prima parte del Novecento.
    Il solo fine di quest’ultimo, di mentalità fascista (“numero-potenza” e autarchia) è infatti quello di impedire la formazione anche in Russia di piccole e medie imprese e di uno strato medio che sarebbe pericoloso per il regime. La realtà è invece che l’abbattimento di quelle barriere volute da Bruxelles depotenzierebbe i dittatori che prosperano al loro oriente. I morti di Kiev ricadono sulla coscienza sporca degli eurocrati di Bruxelles. Così come i metodi dilaganti di squadracce fasciste protette dalla bestialità legale che con stile sovietico prelevano gli oppositori dagli ospedali e li massacrano nei boschi ucraini. Un regime di tipo bielorusso anche in Ucraina (con persino infiltrazioni dei servizi nelle file degli oppositori) è il bel risultato, il capolavoro, il miracolo di politiche eurocomunitarie demenziali e interessate, protrattesi per vent’anni, che hanno portato l’Ucraina al collasso e alla tragedia. Quella degli oppositori ucraini non è affatto una rivolta “controla Russia”. È una rivoluzione contro la permanenza di un mondo che sarebbe dovuto scomparire con il 1989-91 e che burocrati interessati ai loro posti e alle loro prebende hanno cercato di mantenere in vita con una propaganda martellante, finanziata dai loro cittadini, scandalosa e parassitaria, occultandone le vere ragioni.
    La responsabilità di quello che sta accadendo in Ucraina non ricade affatto solo sul governo autoritario di una cricca di mezze figure sopravvissute al collasso dell’Impero sovietico, che ne stano utilizzando l’eredità più violenta. Ricade invece, in pieno, su coloro che dalla permanenza di un’Europa spaccata in due, nonostante i legami storici e la ricchezza etnoculturale intrecciata, che si estende fino alla Russia, hanno continuato a prosperare mantenendo privilegi, istituzioni decrepite, barriere confinarie distruttive, coltivando un’ideologia che non corrisponde più alla realtà dei cambiamenti mondiali avvenuti alla fine degli anni Ottanta. Il danno è già stato fatto e peggiorerà in futuro. Ci risparmino almeno la loro insopportabile ipocrisia.




    L?Ucraina è esplosa! Ma non per essere governata dagli Eurocrati | L'Indipendenza
    Ultima modifica di Eridano; 27-01-14 alle 11:14
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  6. #1546
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    30 Gennaio 2014

    Arimortis e riprendiamo la strada della secessione per salvarci


    di GILBERTO ONETO

    L’attacco alle libertà da parte dello Stato-Mafia avviene su tre fronti: contro le ricchezze dei cittadini, contro le autonomie e contro la rappresentatività democratica.
    1 – Gli espropri fiscali sono evidenti e quotidiani.



    2 – In questi giorni Renzi vuole abolire la modifica del Titolo V fatta dai suoi compagni tredici anni fa. Berlusconi si rimangia tutte le finte concessioni della devolution e del federalismo fiscale. Le Province sono in corso di smantellamento. È pesantemente cominciato anche l’attacco alle Regioni, considerate causa di ogni spreco e nequizia e ci si mettono tutti assieme: destra, sinistra, giornali e televisioni, aggrappandosi a scandali e piccole e grandi schifezze. Ma è piuttosto evidente che l’obiettivo è l’indebolimento delle istituzioni e delle autonomie locali. Sotto attacco sono anche le Regioni a statuto speciale ma neppure i Comuni possono stare tranquilli: si è cominciato nel delegittimare quelli più piccoli ma piano piano si erode l’idea stessa delle libertà municipali.
    3 – Renzi e Berlusconi (finta sinistra e finta destra, italianità vera) stanno “mettendo mano” alla legge elettorale inventandosi sbarramenti a scala nazionale che nessun movimento autonomista o localista può sperare di superare se non accettando avvilenti compromessi e – di fatto – rinunciando ai propri progetti di cambiamento.
    Insomma si sta profilando una pesante stagione centralista e statalista, un ritorno alla grande dei prefetti e del prefettismo, che, in verità, non è mai stato davvero scalfito. Mentre il resto del mondo sembra avviarsi verso la rinascita di autonomie schiacciate per secoli, qui si fa l’esatto contrario. Al nefasto accordo reazionario partecipano tutti: patrioti di destra, e nazionalisti di sinistra (finalmente ricongiunti sotto i comuni colori giacobini), finti liberali, malavitosi e faccendieri, e ci si mette anche il mondo cattolico che in un lontano passato aveva cercato di resistere all’alluvione della brodaglia massonica, mafiosa e patriottica. Sono tornati tutti gli incubi democristiani, socialisti e comunisti.



    La sciagurata comitiva è ringalluzzita dalla debolezza del mondo autonomista e indipendentista
    , “sputtanato” dall’insipienza e dal cadreghismo della Lega e sminuzzato in cento rivoli litigiosi, micronazionalisti e microcefali.
    Come dare torto alla tracotanza degli italianissimi? Come cercare di trattenere i loro appetiti e la loro voglia di rivalsa quando sono i nostri che hanno dato loro ogni possibilità di farlo? Se l’autonomismo padano si è inzuppato di Calderoli, Cota, Tosi, Belsiti, mardani e terroni vari, perché gli italianissimi non devono infierire sulle nostre comunità indifese? Se i cespugli isterici passano il loro tempo a litigare, a dividersi e a scindere il nulla, perché gli italianissimi non devono diventare più arroganti e prepotenti? Aumenteranno tasse e miseria, cresceranno i foresti e diminuiranno i nostri già smilzi spazi di libertà. La Padania diventerà una pozzanghera mediterranea perché troppi padani si credono italiani, perché troppi padanisti sono stupidi, e perché troppi indipendentisti credono di non essere padani e si inventano un delirante campionario di appartenenze e di distinguo.
    C’è però tanta gente che ha voglia di sentirsi di nuovo dire parole di libertà e di indipendenza.C’è una prateria infinita che non può essere percorsa da comunisti travestiti, vecchi democristiani col lifting, finti liberali, leghisti tricoloruti e indipendentisti da pollaio. La Lega si ripulisca e la smetta di cercare l’indipendenza in giro per la Calabria o l’autonomia fra gli appalti truccati dell’Expò. Gli altri partitini la smettano di litigare e di sezionare capelli. Gli indipendentisti diventino seri e tralascino romantiche velleità e onirismi rivoluzionari da tastiera. I padani si convincano finalmente che non ci sono alternative all’indipendenza dall’Italia. Gridiamo “Arimortis!” e cerchiamo di riprendere a marciare dove in troppi si sono messi a ballare. La strada è quella della secessione e la sola arma che abbiamo è il consenso della gente. C’è tanto da fare.

    Arimortis e riprendiamo la strada della secessione per salvarci | L'Indipendenza

    Ultima modifica di Eridano; 30-01-14 alle 09:45
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  7. #1547
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Poveri italiani, credono ancora nel Quirinale e nella magistratura | L'Indipendenza

    Cittadini e Istituzioni sempre più lontani. Secondo il tradizionale Rapporto Italia dell’Eurispes esiste uno scollamento tra i cittadini e le Istituzioni, che si manifesta attraverso un grado di sfiducia diffuso e generalizzato. In sette casi su dieci (70,6%) gli italiani indicano che la propria fiducia nelle istituzioni è diminuita. Tra le singole istituzioni considerate si salvano con fatica, mantenendo i risultati dell’anno precedente e non superando comunque il 50% dei consensi, il Presidente della Repubblica (44,2%) e la Magistratura (41,4%).
    Governo e Parlamento raccolgono solo il 16% dei consensi. Resistono come punto di riferimento le forze dell’ordine e di sicurezza raccogliendo largo consenso: arma dei carabinieri (76,3%),marina militare (67,7%), aeronautica militare (65,2%),corpo forestale (62,6%), polizia di stato (61,8%),esercito (59,3%), guardia di finanza (58,8%). In salita nei consensi la chiesa (+12,4%) e la scuola che arriva al 53,6%. Le associazioni di volontariato rimangono le più apprezzate (74,5%).

  8. #1548
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da von Dekken Visualizza Messaggio
    Poveri italiani, credono ancora nel Quirinale e nella magistratura | L'Indipendenza

    Cittadini e Istituzioni sempre più lontani. Secondo il tradizionale Rapporto Italia dell’Eurispes esiste uno scollamento tra i cittadini e le Istituzioni, che si manifesta attraverso un grado di sfiducia diffuso e generalizzato. In sette casi su dieci (70,6%) gli italiani indicano che la propria fiducia nelle istituzioni è diminuita. Tra le singole istituzioni considerate si salvano con fatica, mantenendo i risultati dell’anno precedente e non superando comunque il 50% dei consensi, il Presidente della Repubblica (44,2%) e la Magistratura (41,4%).
    Governo e Parlamento raccolgono solo il 16% dei consensi. Resistono come punto di riferimento le forze dell’ordine e di sicurezza raccogliendo largo consenso: arma dei carabinieri (76,3%),marina militare (67,7%), aeronautica militare (65,2%),corpo forestale (62,6%), polizia di stato (61,8%),esercito (59,3%), guardia di finanza (58,8%). In salita nei consensi la chiesa (+12,4%) e la scuola che arriva al 53,6%. Le associazioni di volontariato rimangono le più apprezzate (74,5%).
    Errata corrige: poveri beoti polentoni.
    Gli italiani etnici fanno bene ad avere fiducia in napolitano.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #1549
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Errata corrige: poveri beoti polentoni.
    Gli italiani etnici fanno bene ad avere fiducia in napolitano.
    già

  10. #1550
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    4 Febbraio 2014

    Abusivismo edilizio: il vizio dell’Italia verace di stampo meridionale


    di GILBERTO ONETO



    È di questi giorni lo scandalo dell’abusivismo edilizio in Campania:
    70mila abitazioni che dovrebbero essere abbattute e altre 200mila circa che sono sotto esame. Naturalmente non si muoverà neppure una ruspa: i grandi partiti politici (che sono tutti a maggioranza meridionale) si stanno già mobilitando per inventarsi qualche sanatoria, condono, perdono o scappatoia che lasci tutto com’è. Le case, soprattutto se costruite di sfroso, “so’ piezz ’e core” anche più dei figli e di tutto il resto e quindi resteranno dove sono. Sarà già da considerarsi un grande successo se una parte dei volumi abusivi verrà accatastata.
    Quello dell’abusivismo edilizio è una robusta costante dell’Italia verace e costituisce una realtà che di fatto sfugge a ogni controllo. Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia del Territorio, al 31 dicembre 2011 ci sarebbero stati in Italia 1.081.698 edifici costruiti abusivamente, molto meno di un terzo dei quali (287.920) in Padania. La concentrazione sarebbe stata molto alta in alcune regioni meridionali: 92mila in Calabria, 153mila in Sicilia, 102mila in Puglia e 129mila in Campania. Oggi si scopre che l’effettivo numero campano è superiore di quasi tre volte e si ha conferma della vaghezza dei dati ufficiali dovuta: 1) all’evanescenza del fenomeno: se qualcosa è abusivo sfugge ai controlli e quindi alle statistiche; 2) in latitudini diverse cambia il significato dell’abuso: a Nord riguarda modifiche interne o limitati aumenti di cubatura degli edifici e al Sud intere case, stabili multipiano e addirittura quartieri. A Nord è il risultato di piccole-medie furberie di singoli (che molto spesso hanno legami recentissimi col territorio), a Sud è il prodotto di un sistema di relazioni, di connivenze e di gestione del potere.
    Perché l’abusivismo è un problema e – soprattutto – perché dei liberali non dovrebbero leggerlo come una sorta di espressione di libertà individuale?
    1 – Per una evidente ragione fiscale. Se il Catasto è stato inventato anche per registrare la ricchezza immobiliare (quella che gli svizzeri chiamano “sostanza”), esso può funzionare solo se è sistematicamente aggiornato. La tassazione sugli immobili è una delle più antiche e consolidate forme di contribuzione alla finanza pubblica ed è – se applicata con correttezza e onestà – una delle più eque perché tiene conto dell’utilizzo di un bene comune che è l’ambiente, inteso nella sua più ampia accezione di sommatoria di innumerevoli funzioni vitali.
    2 – Per una evidente ragione di giustizia sociale. Le comunità che non registrano e tassano la propria “sostanza” fanno del male a sé stesse nel caso siano indipendenti, ma danneggiano le altre comunità cui sono in qualche modo collegate. L’abusivismo meridionale favorisce il “nero” locale e restringe la base impositiva dell’Imu (e con ciò danneggia il Comune) ma costringe le comunità settentrionali a sopperire gravando sui propri cittadini per colmare le mancate rendite statali e per “aiutare” gli Enti locali del Sud a fronteggiare i loro cronici deficit.
    3 – Perché impedisce la virtuosa gestione del territorio. La pianificazione dovrebbe servire – attraverso piani e norme – a razionalizzare e ordinare l’utilizzo del territorio subordinando gli utilizzi funzionali delle aree alle necessità della comunità ma anche al rispetto delle vocazioni oggettive del paesaggio. All’interno di questi schemi viene pianificata la realizzazione delle infrastrutture, delle reti di comunicazione e dei centri di servizi. Costruire al di fuori del disegno complessivo significa creare scompensi e ulteriori problemi: si pensi al dissesto idrogeologico, al consumo di aree agricole e alle varie forme di inquinamento. In Italia c’è una antica tradizione di pessima pianificazione ma la cosa non può giustificare l’anarchia ambientale.
    4 – Il territorio costituisce il contenitore fisico delle comunità e l’espressione della loro cultura e del loro grado di civiltà. Esso è la vetrina con cui una comunità si presenta ma è anche lo spazio in cui vive e dalle cui valenza trae stimoli negativi o positivi in funzione della sua qualità. Un territorio ordinato e ben gestito è testimonianza di una società civile e libera ma è anche garanzia e aiuto alla comunità per continuare a essere civile e libera. La qualità del territorio è una positiva affermazione di identità: non è un caso che chi vuole snaturare un popolo ne distrugge il territorio e la cultura architettonica che vi si è stratificata.
    Per tutto questo oggi una forza davvero autonomista, liberale e identitaria deve combattere con fermezza ogni forma di abusivismo sul proprio territorio ma deve accompagnare questo impegno con la decisa affermazione e difesa dei linguaggi culturali, delle forme di utilizzo e delle cadenze generali di gestione che sono il risultato della propria storia e il più vero esempio di fisicizzazione della sua identità. Ed è essenziale che rompa ogni legame con chi non rispetti le stesse regole.

    Abusivismo edilizio: il vizio dell?Italia verace di stampo meridionale | L'Indipendenza



    Ultima modifica di Eridano; 04-02-14 alle 12:20
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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