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Discussione: l'Indipendensa

  1. #1591
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    che io sappia, Zaia era pronto al salto della quaglia con le sue truppe al tempo del vecchio Panto, prima che morisse nell'incidente aereo. il tempo era anche quello dell'operazione Ducario, caldeggiata da Oneto. ora sta lì a riflettere, cercando di guadagnare tempo per vedere se gli conviene. non capisce che come politico è finito se non si muove ora.

  2. #1592
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    E' un pò un demoKristiano, allora e credo che perderà l'occasione, che mai più passerà.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  3. #1593
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Zaia potrebbe fare molte cose, ma non le farà.
    sklöpp & kanù

  4. #1594
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da dimecan Visualizza Messaggio
    che io sappia, Zaia era pronto al salto della quaglia con le sue truppe al tempo del vecchio Panto, prima che morisse nell'incidente aereo. il tempo era anche quello dell'operazione Ducario, caldeggiata da Oneto. ora sta lì a riflettere, cercando di guadagnare tempo per vedere se gli conviene. non capisce che come politico è finito se non si muove ora.
    Visti i nomi, i tempi ed i progetti, c'è da chiedersi sempre più se l'incidente IN QUEL MOMENTO sia stato tale.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #1595
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Scarpon Visualizza Messaggio
    Zaia potrebbe fare molte cose, ma non le farà.
    Esatto.
    E non solo.
    Le ostacolerà e le affosserà, come da sempre compito dei legaioli.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #1596
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Visti i nomi, i tempi ed i progetti, c'è da chiedersi sempre più se l'incidente IN QUEL MOMENTO sia stato tale.
    Come quello di Haider.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #1597
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    2 Aprile 2014

    Le tante espressioni di solidarietà per gli arrestati e gli indagati

    di REDAZIONE



    MARIO BORGHEZIO, eurodeputato Lega Nord
    : “Ho ritenuto doveroso, all’apertura dei lavori d’aula a Bruxelles, di chiedere alla Presidenza di intervenire sulla grave violazione in atto in Italia, con l’arresto di circa 30 indipendentisti veneti, a tutela dei diritti di libertà così pesantemente conculcati dallo Stato centralista italiano. Cioè da un Paese membro di quell’UE che fa di questi diritti di libertà uno dei suoi valori portanti. Bruxelles non può ignorare che Roma sta attuando nei confronti dei patrioti veneti comportamenti simili a quelli che condanna in tutte le altri parti del mondo…”.
    MARA BIZZOTTO, eurodeputato Lega Nord: ”Il blitz contro i venetisti è l’ennesima dimostrazione di uno Stato alla deriva e ormai senza vergogna che, invece di perseguire i veri delinquenti, se la prende con chi rivendica la propria libertà e il proprio diritto all’autodeterminazione. A Roma si mettano l’anima in pace: non arresteranno mai la voglia d’indipendenza del Popolo Veneto. Guarda caso questi blitz arrivano proprio a ridosso delle elezioni e delle straordinarie iniziative pro indipendenza che in queste settimane hanno coinvolto tutto il Veneto, sia a livello istituzionale sia a livello popolare. Siamo in presenza di uno Stato che ogni anno libera migliaia di delinquenti con svuota carceri, amnistie e indulti, che cancella il reato di clandestinità, che intavola trattative persino con la mafia: e questo stesso Stato arresta chi chiede e vuole l’indipendenza del Veneto…”.
    NOI VENETO, Luca Azzano CantaruttI, Fabrizio Comencini, Antonio Guadagnini e Stefano Valdegamberi: La nostra solidarietà ai Veneti ed agli altri sostenitori della causa che oggi, merc. 02 aprile hanno dovuto subire l’accusa di aver operato per l’indipendenza del Veneto. Attendiamo con curiosità di vedere precisate le accuse che, dalle prime immagini, consisterebbero nell’aver riadattato il famoso “tanko” ad uso ruspa pronta ad assaltare non meglio precisati obiettivi strategici, forse Piazza San Marco. Lo Stato italiano deve prendere atto che il percorso dei Veneti verso l’indipendenza è un percorso, legale, democratico ed istituzionale, che non ha alcun bisogno di scorciatoie violente o paramilitari. Respingiamo ogni tentativo di accreditare un’immagine dei Veneti come violenti od eversivi, frutto di una visione distorta dell’azione politica indipendentista che trova consensi ogni giorno maggiori. Da ultimo (per ora), dispiace annotare la singolare coincidenza con la recentissima approvazione da parte della prima commissione del Consiglio regionale del Veneto del Progetto di legge 342. Un percorso istituzionale che deve proseguire a tutela della libertà del Veneti di decidere del proprio destino.
    FABRIZIO CECCHETTI, vicepresidente Consiglio regionale Lombardia:Roma e Bruxelles devono capire che l’epoca degli stati nazione e padroni è finita. In Veneto è in corso da tempo un processo alle intenzioni e il rischio è quello di costruire arresti ideologici, questi fatti sono la prova della voglia di indipendenza e manifestano un orgoglio identitario. Esprimo massima solidarietà e vicinanza al popolo Veneto, che ha tutto il diritto di autodeterminarsi: la Lombardia sarà sempre al fianco di chi vuole pacificamente un’Europa dei popoli e non delle monete”. “E’ vergognosa una reazione di questo tipo da uno stato che uccide i nostri lavoratori con tasse e burocrazia, crea esodati, cancella il reato di clandestinità e libera i delinquenti. Domenica, inoltre, sarò presente alle ore 18.00 in piazza dei Signori a Verona con le bandiere di tutti i popoli come segno di solidarietàal Popolo Veneto”.
    EMILIANO BAGGIANI, Toscana Stato: Stamane, con l’arresto di una ventina di attivisti per l’indipendenza del Veneto , fra cui Franco Rocchetta fondatore della Liga Veneta (da non confondersi con l’attuale Lega Nord) , lo stato italiano torna a manifestare la sua ansietà per il montante desiderio di indipendenza del Veneto (e non solo). Lo fa usando una vecchia tattica delle Brigate Rosse , “colpisci uno per educarne cento” , che tradotto in termini moderni significa che si cerca di spaventare il più possibile tutti quei veneti, e sono la maggioranza , che vogliono andarsene da questo stato fallito economicamente (e non dimentichiamolo, moralmente). Lo stato italiano è controllato in maniera asfissiante da una burocrazia statale con sede a Roma che per mantenersi al potere impone una pressione fiscale allucinante,e senza paragoni al mondo, e per ripianare il deficit non esista a mandare alla “morte civile” milioni di persone ed intere generazioni. Nasce quindi il problema per questa “mega struttura” di carattere parassitario di colpire senza indugio tutti quei moti indipendentisti che possono portare alla disgregazione della famigerata unità . Colpire prima che la situazione diventi ingestibile ed inarrestabile, a costo di scadere nel ridicolo e sfidare il buonsenso come è accaduto stamane : sono addirittura intervenuti i Reparti Operativi Speciali (!!!!) che fuori dalle residenze di questi normalissimi e pacifici cittadini, avevano il mitra spianato e il colpo in canna, manco dovessero acciuffare il Bel René. L’intento di spaventare , anzi di terrorizzare, è chiaro , e lo si deduce dalle inquadrature dei tg nazionali, fatte apposta per lanciare un chiarissimo messaggio minatorio , e mafioso, a tutti, non solo ai veneti, non solo agli indipendentisti , ma a tutti coloro che si oppongono alla dittatura della burocrazia italiana. Evidentemente il recente referendum sull’indipendenza del Veneto ha fatto scattare una molla nella mente di qualche eminenza grigia, questo è evidente. Ventiquattro persone messe in galera, per un trattore modificato con delle lamiere , che a me personalmente sembra un residuato bellico del Carnevale di Viareggio e non certo un’arma, tanto meno un carrarmato (e poi sarà vero?). Ripetizione del copione del ’97 quando i cosiddetti serenissimi occuparono , o meglio liberarono, il campanile di San Marco, ammainando l’odiato tricolore, ed issando l’unica bandiera legittima a sventolare in quel luogo, quella della Serenissima. Con una sola differenza rispetto al ’97 , non trascurabile: ora molti non hanno più niente da perdere , come nell’Ulster, e la tattica dello stato italiano di “seek and destroy” rischia di non essere più vincente. Gli ordini di cattura partono dalla procura di Brescia , la stessa che non è stata in grado di prendere gli assassini di Yara Gambirasio, forse perché troppo impegnata ad inchiodare i serenissimi alle loro “gravissime” responsabilità. A questo punto è necessario che tutti gli indipendentisti , e non solo , ma in questo caso anche gli amanti della giustizia e della libertà , facciano vedere in maniera chiara e definita che non si fanno spaventare, non facendo mancare la solidarietà alle persone in carcere ed organizzando una grande manifestazione pacifica ed unitaria contro lo stato italiano , per riaffermare il nostro diritto all’autodeterminazione contro la barbarie e la follia. E’ l’unica risposta possibile che possiamo dare , visto che oggi certi personaggi credono ancora che siamo disposti un’altra volta ad abbassare la testa.


    Le tante espressioni di solidarietà per gli arrestati e gli indagati | L'Indipendenza
    Ultima modifica di Eridano; 02-04-14 alle 21:43
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #1598
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    2 Aprile 2014

    Operazione contro i secessionisti: un monito per tutti coloro che non ci stanno

    di GIANLUCA MARCHI



    Sgombriamo subito il campo: non mi interessa farne una questione personale,
    ho subito una perquisizione in casa e nel box da parte di sette o otto carabinieri che si sono presentati alle cinque del mattino. Sono stati anche molto gentili e hanno cercato di non creare disordine. Loro eseguivano un mandato e basta. A casa mia, come nelle abitazioni degli altri 51 indagati, cercavano (secondo il decreto di perquisizione): armi, munizioni, veicoli blindati o comunque modificati, divise di tipo militare e attrezzatura idonea al compimento dell’azione quali cannocchiali, visori notturni e ricetrasmittenti, disegni tecnici per la costruzione di armi artigianali, documenti e targhe false e via discorrendo. Se ne sono andati con il mio pc personale sul quale lavoravo per tenere aggiornato questo giornale. Non poteva essere diversamente, perché io non sono associato a nessun gruppo o sigla di quelle di cui parlano i magistrati, nemmeno a un club di bridge per il vero.
    Quel che solleva più di un sospetto è la tempistica di questa operazione contro i secessionisti:essa matura dopo il plebiscito veneto che tanta attenzione, soprattutto internazionale, ha richiamato su ciò che sta avvenendo in quella regione; dopo il pronunciamento di ieri della Commissione del consiglio regionale che ha votato il pdl per l’indizione del referendum consultivo sull’indipendenza; nell’anno in cui la Scozia e la Catalogna si apprestano a votare per la loro autodeterminazione; a ridosso di elezioni europee dove il malcoltento e la rivolta verso l’Europa che si è andata configurando sono in continua crescita.
    L’effetto di tutto questo quale può essere? Spostare l’attenzione dei media e dei cittadini dal malessere profondo della gente del Nord e dall’aspirazione di molti di essi a volere l’indipendenza verso le presunte imprese di un “gruppo di esaltati” che progettavano azioni definite violente dagli inquirenti. Un bel messaggio da parte dello Stato per mandare a dire ai cittadini: guardate cosa succede a tutti coloro che solo immaginano e pensano di ribellarsi all’ordine costituito!

    Operazione contro i secessionisti: un monito per tutti coloro che non ci stanno | L'Indipendenza



    Ultima modifica di Eridano; 02-04-14 alle 21:44
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  9. #1599
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    2 Aprile 2014

    Siamo tutti Gianluca Marchi


    di GIOVANNI SALLUSTI*



    Alzarsi, primo caffè, il boato acefalo del notiziario da cui ricavare un’idea, un’idea purchessia una, setacciare i territori, aggiornare il sito e il titolo, soprattutto il prossimo titolo… È la vita di chi dirige, crea, produce (il giornalismo è molto più che un mestiere intellettuale, è qualcosa che ha a che fare con la fattura e con l’azione) un quotidiano online d’opinione, non posso dirvi sia bella, perché sarei parte in causa, posso assicurarvi che è interessante. Solo che stamattina Gianluca Marchi, direttore de L’Indipendenza e vero uomo del mestieraccio, non si è svegliato come al solito. È stato svegliato alle cinque di mattina da otto carabinieri, che in casa sua, prima dell’alba, cercavano: armi, munizioni, veicoli blindati, divise militari, mappe strategiche, documenti falsi, forse persino la bomba H… A Marchi, già direttore de La Padania e caporedattore di Libero nella splendida stagione degli albori, sotto Vittorio Feltri, contestano i reati che contestano a tutti gli altri indagati “secessionisti” della giornata (mappa inappuntabile della vicenda nel pezzo della nostra Francesca Carrarini). Sostanzialmente, terrorismo con finalità eversive. Ma non voglio parlare dell’intera umanità coinvolta, sicuramente vi s’annida del folklore facilone che non fa il gioco di una cosa serissima comel’autodeterminazione personale e collettiva, anzi. Forse ci troverete, ci troveranno, anche oggettive istanze violente, che se saldate alla singola dimostrazione di singoli reati andranno perseguite.
    No, lo dico chiaro, a me qui interessa solo il caso di Marchi, sarò ancora padrone di scegliere il tema di un editoriale, in questo Stato grottesco. Sì, è grottesco, è una scena tragica in una cornice comica, è un aborto del diritto, quello Stato che inchioda gli individui al reato d’opinione. Perdipiù, vigliaccamente, senza avere il coraggio di chiamarlo tale, negandoci perfino l’ammissione della propria illiberalità, e nascondendolo dietro altro. A costo di rottamare la logica e prima ancora la decenza, l’estetica minima delle istituzioni. Massì, in fondo Marchi potrebbe anche essere un terrorista… Capiamoci, se non è così, se davvero ci credono, alle accuse mosse, è ancora peggio. Se per loro davvero costruire quotidianamente un giornale attorno a idee eccentriche, tambureggianti, fastidiose (vi sono idee degne di questo nome che non lo siano?), non arretrare, portare il diritto di critica alle sue estreme, e legittime, conseguenze, è terrorismo, perfetto, siamo tutti terroristi. E le armi, sono i pc e le tastiere. Con quello sono usciti da casa di Marchi, con un pc. Capite, cosa gli rimprovera, il sistema marcio del burocraticamente corretto, non certo i singoli, e immaginiamo imbarazzati, carabinieri? Di scrivere, di comporre quella particolare specie di prodotto che sono le notizie e i commenti, forse di pensare. Gli contestano di fare un giornale d’opinione dissonate, troppo dissonante, dall’opinione dominante, di credere nell’indipendenza dei popoli come diritto originario e di saldare sopra questo libero convincimento un’attività di mobilitazione intellettuale, di affrontare il guazzabuglio dell’attualità dimorando in questo punto di vista, orgogliosamente, tanto da dichiaralo nel nome della testata. Gli contestano, cioè, l’esercizio del pensiero e la pratica della sua espressione. Quello che non gli contesterebbero mai in nessuno Stato moderno e liberale. Cari giudici, procure e tribunali italici, date un occhio oltre le vostre lenti ideologiche, date un occhio alla più grande democrazia del mondo. C’è una famosa sentenza della Corte Suprema americana, che assolse un gruppo di contestatori accusati di aver dato fuoco alla bandiera a stelle e strisce. Proprio in quella bandiera, a dire dei giudici, c’erano le ragioni inoppugnabili della loro assoluzione: la libertà d’espressione, che ovviamente può manifestarsi anche contro la bandiera stessa. Purtroppo noi siamo italiani, direbbe col suo sorriso normalizzatore Gianluca, oggi. Caro Gianluca, avresti ragione. E noi, da giornale che si colloca in un altro punto di vista, seppur contiguo al tuo, quello del diritto individuale e della libertà d’intrapresa, oggi siamo interamente con te. Siamo tutti Gianluca Marchi.
    * Direttore de L’Intraprendete

    Grazie, Giovanni. Troppa grazia, queste tue parole financo mi imbarazzano un po’. E comunque ho deciso di riprendere il tuo editoriale non tanto per la mia persona, ma per il ragionamento che sviluppa, indipendentemente da chi ne è oggi involontario protagonista. E’ vero, purtroppo siamo italiani, e queste sono le conseguenze…
    glm

    Siamo tutti Gianluca Marchi | L'Indipendenza



    Ultima modifica di Eridano; 02-04-14 alle 21:46
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #1600
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    2 Aprile 2014

    Secessionisti arrestati, La Lega: “Solidarietà e bandiere di San Marco in vista”




    di REDAZIONE

    La Lega Nord non ha nulla a che vedere con i fatti che hanno portato all’arresto di oltre 20 persone da parte della procura di Brescia.Ciononostante, scende in campo: ”Domenica prossima a Verona alle ore 18 manifestazione della Lega per protestare contro gli arresti e l’indagine anti indipendentista. Pacificamente liberi. Lo Stato libera mafiosi e clandestini, e processa le idee”. Ad annunciarlo e’ il segretario della Lega Nord Matteo Salvini.
    Da Bergamo, il segretario Daniele Belotti si dice pronto a partecipare ad una manifestazione in Veneto: “Da Bergamo saremo in molti a partire per portare la solidarietà agli arrestati”. In Veneto, si leva la voce del senatore Bitonci: “Invitiamo i veneti e tutti coloro che non sopportano piu’ l’insostenibile vessazione dello Stato centrale a esporre la bandiera di San Marco dalle loro abitazioni, per far sentire la loro vicinanza ai veneti e ai lombardi ingiustamente incarcerati”. E’ l’appello di Massimo Bitonci, capogruppo della Lega Nord a palazzo Madama, per una “dimostrazione pacifica, come e’ nella natura dei nostri popoli”. “Lo Stato – prosegue – puo’ cercare in ogni modo di fermarci ma non ci riuscira’ perche’ la strada verso l’indipendenza ormai e’ tracciata. Conosco personalmente Rocchetta, Faccia e Contin, persone determinate ma di certo non pericolosi terroristi. Auspico che si faccia chiarezza e che siano immediatamente scarcerati”. “Uno Stato – parola che nella nota dell’esponente leghista ha sempre l’iniziale minuscola – che cancella il reato di immigrazione clandestina e approva ben 4 svuota carceri non puo’ coprirsi di ridicolo facendo incarcerare chi, magari con azioni eclatanti ma inoffensive come fu quella dei Serenissimi del 1997, si batte per la liberta’ del proprio popolo”.

    Secessionisti arrestati, La Lega: ?Solidarietà e bandiere di San Marco in vista? | L'Indipendenza



    Ultima modifica di Eridano; 02-04-14 alle 21:48
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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