



Il famoso documento dei servizi americani che circolava nella rete anni fa che poi è scomparso senza lasciare traccia diceva due cose ( o meglio è quello che ricordo) dunque, prevedeva una grave crisi strutturale dell'itaglia con conseguente ridimensionamento dei trasferimenti al sud, e la rivolta delle regioni parassite con alla fine la secessione.
Ora, il sud è patriottico solo per il denaro che ci estorce, al nord è vero che siamo beoti ma è anche vero ( ricordo un sondaggo) che due terzi di settentrionali anche se non secessionisti considerano il sud un fardello.
Se una o più minoranze decise tenteranno un colpo di mano in senso secessionista ( tipo marcia su roma dei fascisti) nessuno muoverà un dito.
Ultima modifica di Quayag; 21-07-12 alle 11:33




Quando fallira' lo stato centrale le mafie secederanno dall'Italia perche' non avranno piu' interesse a condividere il potere con la Chiesa e i potentati economici centro-settentrionali.
Il sud tornera' alle origini ridiventando una nazione autonoma a guida mafiosa con uno stato di facciata e vivra' di traffici illeciti, turismo e aiuti americani ed europei.
La Sardegna si rendera' anch'essa indipendente non avendo piu' interesse a rimanere con un Italia a lei estranea e diventando un piccolo stato insulare dedito al turismo.
La Repubblica Italiana rimarra' come centro + nord e ricomincera' a crescere economicamente senza piu' la zavorra parassitico-mafiosa, ripagandosi il debito: i settentrionali contenti di dover solo piu' mantenere Roma e Abruzzo e di veder crescere di nuovo l'economia, si butteranno a capofitto a lavorare disinteressandosi di nuovo di tutto il resto mentre nelle citta' centro-settentrionalia a causa dell'immigrazione extraeuropea, si allarghera' sempre di piu' un nuovo fardello ma questa e' un altra storia...
Mi sembra lo scenario piu' probabile.
Ultima modifica di Italiano; 21-07-12 alle 14:20
Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.


Dalle mie parti si dice: "pùtost che gnenti, lè mei pùtost... quindi se questa fosse l'unica alternativa, potrei arrivare a considerare l'ipotesi di accollarsi lo stivale a sud del Rubicone sino a Roma, ma il mantenere il nome "repubblica italiana" proprio no!!!!!!!!!!
Ultima modifica di cgs71; 21-07-12 alle 21:28
Abbiamo lasciato sparire tanti sentieri, abbiamo lasciato incolti prati e boschi: siamo perduti in un esodo senza terre promesse. Ma la nostra terra promessa è qui, tra questi monti e questi sassi, qui per stillare latte e miele da questa dura terra


Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.


Onore a Cesarino Monti. Disprezzo per chi si è nascosto dietro di lui
di GILBERTO ONETO
É sempre difficile parlare con serenità di qualcuno che è morto, con cui si è condivisa una lunga parte di strada, e dal quale ci si è poi separati, magari con contrasti. Di Cesarino Monti si possono però sicuramente ricordare almeno tre aspetti positivi. É stato un ottimo amministratore: la sua Lazzate è oggi un paesino svizzero. Ha sempre mostrato una sua corrusca coerenza anche assumendo posizioni dure: ricordiamo i suoi contrasti col prefetto circa le modalità di assunzione per il Comune. Era uno con le palle che ha sempre avuto atteggiamenti decisi: non metteva la bandoliera tricolore e sosteneva fino all’estremo le sue posizioni. Lo ha fatto fino a pochi giorni prima di morire, quando si è candidato alla segreteria della Lega Lombarda come rappresentante di una fazione piuttosto invisa alla base e destinata alla sconfitta.
In quella occasione ha dimostrato il suo coraggio, la sua grinta e la sua determinazione, che ne sono usciti ingigantiti a fronte della pochezza dei suoi sodali. Non ci si può infatti che indignare per l’atteggiamento cinico, meschino e vigliacco di chi lo ha mandato allo sbaraglio ben conoscendo il suo drammatico stato di salute e approfittandosi ancora una volta del suo ardore, moltiplicato proprio dalla straordinaria forza con cui Monti combatteva la sua malattia. Ma che gente è quella che si nasconde dietro a un uomo sofferente – diciamolo pure, morente – per difendere una causa per la quale nessun altro ha avuto il coraggio di mettere la faccia? La sua candidatura è stata certamente decisa da personaggi che da anni non provano alcun rimorso a nascondersi dietro a un altro uomo malato, che viene mandato in giro nonostante le sue evidenti debolezze fisiche e mentali a difendere la causa e gli interessi di una comitiva di personaggi davvero inqualificabili. Come usano il corpo di Bossi, non hanno esitato a mandare Cesarino Monti allo sbaraglio, a prendersi riprovazione e fischi che non erano indirizzati a lui ma a quelli che si sono nascosti dietro alla sua malattia e alla sua straordinaria forza d’animo. Nessuno dei figuri che da Bossi ha avuto posti, fama, soldi e potere ha avuto il coraggio di brandire l’impresentabile bandiera della conventicola e salire sul palco del Congresso. Lo ha fatto solo Cesarino Monti. Anche solo per questo merita il nostro rispetto e il nostro affettuoso ricordo. Per gli altri non ci può essere che disprezzo.
25 Luglio 2012
Onore a Cesarino Monti. Disprezzo per chi si è nascosto dietro di lui | L'Indipendenza
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.




Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Appunto!!! Mantenere un nome che, per noi rappresenta solo il peggio dello statalismo terone e che all'estero è ampiamente sputtanato, sarebbe proprio imbecille!!!
L'unico limite sarebbe la perdita del marchio "made in italy", ma in quel caso non penso che il "made in Padania" ci metterebbe molto a rimpiazzarlo nell'immaginario internazionale...
P.S. @sciadurel: ne sono fermamente convinto anche io... porta una sfiga terribile... (il dirigibile di Nobile, la ferrari che prendeva fuoco)...![]()
Ultima modifica di cgs71; 25-07-12 alle 21:46
Abbiamo lasciato sparire tanti sentieri, abbiamo lasciato incolti prati e boschi: siamo perduti in un esodo senza terre promesse. Ma la nostra terra promessa è qui, tra questi monti e questi sassi, qui per stillare latte e miele da questa dura terra