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Discussione: l'Indipendensa

  1. #491
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Eva Klotz polemizza con Grillo, Travaglio e chiede l’indipendenza

    di REDAZIONE

    Eva Klotz è Consigliera della Provincia autonoma Bolzano e Regione — Sud Tiroler Freiheit. Pensava di essere molto vicina alle idee di Grillo, ma quando ha sentito parlare di ottenere il 100% del consenso, il suo parere è cambiato.
    La Klotz si rende poi protagonista di una concitata polemica con Beppe Grillo.

    GUARDA IL VIDEO



    IN MERITO ALLA POLEMICA DI TRAVAGLIO RELATIVA A QUELLI CHE FAN PARTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE (“ha visto le facce di quelli andati in Parlamento?”), RIPORTIAMO QUANTO SCRITTO DA LA VOCE D’ITALIA IN UN ARTICOLO INTITOLATO “EX MISSINI NEL MOVIMENTO 5 STELLE”.
    Sono almeno quattro i camerati neo-eletti con il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. Si tratta di un senatore, due deputati e un consigliere regionale in Lombardia, che hanno militato nella Fiamma tricolore di Pino Rauti fino al 2002 ma che, anche successivamente, hanno mantenuto saldi contatti con l’area della destra radicale, sopratutto, con gli ambienti culturali come il Centro studi Polaris di Gabriele Adinolfi, il Movimento Zero di Massimo Fini ed il comitato Destra per Milano di Roberto Jonghi Lavarini”.
    Lo afferma l’avv. Vincenzo Forte, gia’ dirigente Msi ed Unione patriottica, che ora si dichiara “elettore del Movimento 5 stelle”. Forte, tuttavia, non fa i nomi dei 4 parlamentari lombardi di estrema destra eletti nelle liste del partito di Beppe Grillo. Il comico genovese non ha mai nascosto le sue simpatie per i neofascisti, e a gennaio, davanti al Viminale, in occasione del deposito dei contrassegni elettorali, aveva invitato Casa Pound a unirsi al suo movimento.
    Del resto, e’ lo stesso Beppe Grillo ad avere, piu’ volte, detto che senza di lui, la protesta sarebbe andata verso l’estrema destra, come, in Grecia, con Alba Dorata.
    “Non si tratta affatto di singoli casi isolati ma di un fenomeno molto piu’ ampio, profondo e radicato” dichiara l’esponente della destra lombarda, secondo il quale si tratta di “una precisa strategia di intrusione nel movimento grillino, attentamente studiata ed organizzata, a tavolino, e portata avanti, nella massima riservatezza e discrezione, da alcuni gruppi neofascisti locali, legati all’ex capo carismatico di Avanguardia nazionale, Stefano Delle Chiaie” specifica l’esponente neofascista. (FONTE ORIGINALE QUI)

    5 Aprile 2013

    Eva Klotz polemizza con Grillo, Travaglio e chiede l?indipendenza | L'Indipendenza
    Ultima modifica di Eridano; 06-04-13 alle 09:38
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  2. #492
    email non funzionante
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Sono schifato.
    Appena partito il video ho visto l'intervistata Klotz in un palco di tralicci ( come nei palchi degli impiccati in Iran o in messico) alla stregua della gogna.

    Poi che la Klotz critichi la guerra armata e la violenza e RIDICOLO.
    Mi fermo qui.......per non sparare a 0!
    Ultima modifica di animal; 06-04-13 alle 11:38
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  3. #493
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    ma partirei dal presupposto che nessuno ha chiesto a noi del Tirolo se siamo d'accordo a riunirci,e già questa è manca nza di rispetto,come se tutto fosse dovuto...poi se vogliono fare cosa a sè,allora è un altro discorso.

  4. #494
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    8 Aprile 2013

    La Lega che verrà? Una corsa a due fra Salvini e Zaia

    del DIRETTORE

    Un raduno di Pontida discretamente affollato ma non oceanico (Calderoli ha parlato di 25 mila presenti, forse abbondando un tantino…) è riuscito a riscaldare gli animi del popolo leghista un po’ frastornato da un anno vissuto pericolosamente? Beh, scaldare gli animi è una espressione un po’ forte, soprattutto se il paragone avviene con le Pontide degli anni d’oro di Umberto Bossi. Roberto Maroni è notoriamente altra cosa e non si può chiedere a lui quello che non gli appartiene, cioè essere un carismatico aizzatore e trascinatore di folle. Il massimo che ieri ha concesso al “teatro dell’evento” è stato lo sventolio delle buste con i tredici diamanti recuperati dalle grinfie dell’ex tesoriere Belsito e ora destinati a finanziare le sezioni leghiste più attive e benemerite (come saranno indivuate immagino già sarà motivo di frizioni e scontenti).

    E dunque, a parte gli appelli all’unità del movimento – per il momento salva ma non assicurata per i giorni a venire – e all’abbozzatura, per altro ancora un po’ vaga, della fatidica Macroregione, divenuta la panacea per tutti i mali, argomenti già trattati in altri articoli, quale sensazione e intuizione sono rimaste lasciando Pontida? La sensazione è che il Carroccio cerchi di buttare il cuore oltre l’ostacolo, tentando di lasciare alle spalle fallimenti e debacle del passato più o meno recente, ma che nel suo corpaccione siano ancora diffusi veleni tra maroniani e bossiani, veleni affatto smaltiti anche a causa dell’atteggiamento un po’ troppo padronale assunto dalla fazione attualmente vincente. Fa un po’ sorridere che l’appello a una vera democrazia interna venga oggi da Umberto Bossi, il quale durante il suo regno ha governato in maniera assoluta, ma oggi la situazione interna è un po’ diversa da quella di allora. Insomma, i prossimi mesi non si preannunciano proprio in discesa.

    Ma veniamo all’intuizione che, sia detto per inciso, non è poi la scoperta dell’America. Per farla breve: se oggi dovessimo fare una previsione sul superamento della segreteria Maroni, i due candidati che si ergono su tutti per concorrere alla guida di via Bellerio ci sembrano Matteo Salvini e Luca Zaia. Sono loro che ieri sul pratone hanno fatto i discorsi più leghisti e sono anche i soli che sanno esaltare il popolo padano. In difficoltà sembra invece Flavio Tosi che, dopo i commissariamenti a destra e a manca in Veneto (che gli hanno procurato la reprimenda di Bossi), si è pure beccato in diretta qualche invito a lasciare la Lega.

    Il segretario dellla Lega Lombarda, prendendo spunto da don Milani e dalla sua battaglia per l’obiezione di coscienza, ha rimarcato la necessità della disobbedienza da parte dei sindaci e degli amministratori leghisti rispetto alle regole capestro imposte da Roma, una disobbedienza che si deve estendere a tutti i singoli leghisti. “Dobbiamo essere tutti disposti a disobbedire – ha detto – e ad andare in galera. Basta essere ubbidienti e pazienti. Siete pronti a didisubbidire?” e dal pratone s’è levato un coro di sì. Salvini sembra già proiettarsi a dopo il 31 dicembre prossimo, mettendo in conto che Roma risponderà no alle tratative proposte dalla Lega sul 75% di tasse sul territorio, e dunque tratteggia il futuro braccio di ferro.

    Il governatore del Veneto ha esordito dicendo che, se fosse per lui, si farebbe il referendum per l’indipendenza e così il Veneto se ne andrebbe e ciao. Poi però è rientrato nei ranghi macroregionali affermando: “Per noi Macroregione significa che vogliamo risposte chiare. Il Veneto lascia ogni anno allo Stato italiano 18 miliardi di euro che servono solo a finanziare gli sprechi: mi si spieghi perché da noi una siringa costa 6 centesimi e al Sud costa 25, perché un pasto servito negli ospedali veneti costa 6,5 euro mentre in quelli meridionali si arriva a 60 e persino 80 euro, manco fossero ristoranti con stella Michelin. Si applichino finalmente i costi standard, che farebbero risparmiare 30 miliardi di euro e si dica ai siciliani che anziché avere 25 mila forestali si accontentino di 400 come fa il Veneto”.

    “Il patto di stabilità – ha incalzato Zaia – è un’invezione tutta italiana per ottenere un’equa suddivisione del malessere: cioè il Nord paga per il Sud. E intanto in Veneto abbiamo avuto 65 suicidi di imprenditori anche perché la pubblica amministrazione non può pagare i debiti verso le aziende. Nel decreto varato l’altro giorno dal governo per versare 40 miliardi alle imprese ci hanno infilato il fatto che ai siciliani restino le tasse pagate dalle società che operano in Sicilia ma che hanno sede altrove: la cosa non mi sta bene e subito intendo convocare l’Avvocatura regionale per verificare se esiste la possibilità di fare ricorso alla Corte costituzionale contro i siciliani”.

    Non so prevedere se, al momento opportuno, la battaglia per la segreteria federale avverrà effettivamente fra Salvini e Zaia, perché da qui ad allora (teoricamente il 2015) molte cose potrebbero cambiare. Ma oggi come oggi i due appaiono essere i meglio posizionati.

    La Lega che verrà? Una corsa a due fra Salvini e Zaia | L'Indipendenza
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #495
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    7 Aprile 2013

    Bossi: non è vero che va tutto bene. Ma per ora la Lega non si spacca

    di GIANLUCA MARCHI

    Non è stata la Pontida che in molti si aspettavano, anche per via delle anticipazioni giornalistiche che quasi prefiguravno botte fra leghisti e che invece si sono rivelate sbagliate. Sì, alcune contestazioni ci sono state, uno striscione che dava del pinocchio a Maroni è stato esibito, ne sono seguti spintoni ed insulti fra le due fazioni, ma tutto si è limitato a poca rispetto alle previsioni. D’altra parte la presenza sul patrone di Umberto Bossi, del quale si era scritto che avrebbe disertato in dissenso totale col segretario federale, e il suo intervento dal palco sono serviti ancora una volta a confermare che il fondatore del Carroccio, così come successe all’ultimo congresso di Assago, non ha intenzione di spaccare il movimento. Almeno per il momento. Quest’ultima precisazione è doverosa perché il Vecchio Capo non ha voluto nascondere lo sporco sotto il tappeto: “E’ sbagliato dire che tutto va bene – ha pronunciato dando l’impressione di essere in discreta forma – . Non è vero che ci spaccheremo, anche se c’è il rischio che si litighi. Chi ha detto che nella Lega va tutto bene è un leccaculo, però si può ancora rimediare. Il problema è che la base del partito è senza difese e conta poco. Invece bisogna darle più importanza. Per esempio i dirigenti eletti e nominati ogni anno dovrebbero essee sottoposti alla valutazione della base. Il fatto è che ci sono dirigenti che non amano la gente comune, che invece è quella che tiene in vita il partito”.

    Il Senatur ha quindi scagliato un fendente contro il segretario veneto Flavio Tosi, senza per altro mai nominarlo: “In Veneto è tutto commissariato, ma adesso è il momento di fare i congressi”. Ma alla fine ha rivolto un appello all’unità del movimento: “Niente insulti, non possiamo venire qui a scontrarci, questa è la festa della concordia, quindi diamoci la mano uno con l’altro. Niente esagerazioni e niente fischi esagerati pe ri leccaculi di regime. Oggi dobbiamo essere tutti per uno e uno per tutti.

    E’ stato un discorso finanche diplomatico quello di Bossi, che non ha nascosto i problemi interni al movimento e che si possono riassumere così, almeno dal suo punto di vista: scarsa democrazia interna, penalizzazione dell’ala bossiana e tendenza a risolvere tutto aumma-aumma in Consiglio federale dove la maggioranza maroniana è schiacciante. In sostanza con la richiesta di coinvolgimento della base il presidente federale sembra voler perseguire un riequilibrio interno che al momento non c’è, ma che ugualmente non lo porta affatto all’estrema conseguenza di spaccare il movimento e di creare una nuova Lega. Per ora, dunque, si va avanti uniti e la “concordia” (anche se un po’ tirata) è stata raffigurata dalla salita sul palco di Bobo Maroni a conclusione dell’intervento del Senatur e dalla presenza di quest’ultimo a fianco del segretario per tutta la durata del discorso finale. E tuttavia è netta la sensazione che i carboni brucino sotto la cenere.

    Bossi: non è vero che va tutto bene. Ma per ora la Lega non si spacca | L'Indipendenza
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  6. #496
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    che bossi denunci la mancanza di democrazia interna è perlomeno singolare.

  7. #497
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    I patrioti tricoloriti contro Eva Klotz. Oggi siamo tutti tirolesi!
    di GILBERTO ONETO

    Che il “patriottismo sia l’ultimo rifugio dei mascalzoni” lo aveva affermato Samuel Johnson anche senza conoscere l’Italia di oggi. Se avesse assistito all’ultima puntata di “Servizio Pubblico” sarebbe sicuramente stato assai meno moderato nel linguaggio.
    La presenza di Eva Klotz, che ha detto solo una serie di cose di normale buon senso, ha scatenato la reazione rabbiosa di tutti i presenti, che hanno messo da parte ogni divisione ideologica, partitica e politica. Tutti si sono accaniti contro la signora Klotz con astio, cattiveria, mediterraneo complesso di superiorità. Tutti – comunisti, fascisti – si sono gettati con livore, sghignazzando, facendo battute idiote, sfoderando i peggiori luoghi comuni patriottici, con il supporto di una claque di grillini e sinistri che si è trasformata per l’occasione nella folla oceanica di Piazza Venezia: roba da “spezzeremo le reni al Tirolo”, roba da far commuovere il cuore cingolato del Presidente.
    Nessuno dei tromboni presenti ha saputo entrare nella vera essenza della questione: i crucchi sono crucchi e tanto basta! Neppure Travaglio, che è il più intelligente di tutti e che qualche trascorso autonomista ce l’ha fra le pieghe del suo lungo curriculum, è riuscito a evitare di sprofondare nel banale, nel corale “dagli all’untore” in difesa dei sacri confini della Patria. “Il Piave mormorò non passa lo straniero!”
    Tutti quelli che si illudono che con questa gente si possa ragionare, che la sinistra sia diversa dalla destra, che i grillini siano alternativi eccetera, hanno avuto un’altra piccola ma significativa dimostrazione di cosa sia l’Italia. Davanti al pericolo di qualche cambiamento, di poter perdere qualche privilegio, di non avere più Mamma-Stato che provvede per i meno fortunati (e cioè, di solito, per i più furbi), tutti i patrioti, tutti quelli che in qualche modo vivono di Italia o che sono troppo stupidi per capire che stanno tenendo bordone a quelli che lo fanno (e bene), tutti mostrano il petto a difendere il menù tricolore. Se poi l’eroica e corale mobilitazione di popolo la si fa contro una signora gentile e sola, tanto meglio. È il genere di battaglie che il patriottismo italiano preferisce. E sono anche le sole che sia mai riuscito a vincere.

    I coglioni lo fanno perché l’hanno letto sul libro Cuore. I furbi lo fanno per una decisa difesa dei loro interessi. La provincia di Bolzano è ben poca cosa; i suoi abitanti sono meno numerosi degli zingari che girano per la Lombardia. Si potrebbe anche fare il bel gesto di lasciarli andare. Oltre a tutto i patrioti ripetono da decenni il mantra (falso) che il Sud Tirolo prenda un sacco di soldi dallo Stato. Ragione di più per lasciarli andare per la loro strada.
    Perché questo accanimento alla Enrico Cadorna? Perché sanno bene che anche un piccolo precedente potrebbe essere fatale per uno Stato in condizione comatosa, che emette solo grugniti e rantoli. Il Sud Tirolo sarebbe come la fessura in cui teneva il dito il ragazzino di Harlem: se si molla lì viene giù tutto. Quindi, tutti quelli che vogliono libertà, autonomia e indipendenza devono essere a fianco dei sudtirolesi, assieme a quella piccola donna coraggiosa che si chiama Eva Klotz.
    Lo dovrebbero capire soprattutto quelli che vanno a Roma a fare i “saggi”, che credono che si possa trattare, negoziare, “allearsi col diavolo” e tutte le altre balossate che sono venute fuori negli ultimi decenni per frenare la voglia di libertà della nostra gente.
    “Servizio Pubblico” lo ha davvero fatto un servizio pubblico: ci ha fatto vedere chi sono i nemici. Fascisti, progressisti, grillini, finti liberali, comunisti e opportunisti: fanno finta di discutere e litigare per continuare a mungere le comunità padano-alpine. Oggi siamo tutti tirolesi!

    7 Aprile 2013

    I patrioti tricoloriti contro Eva Klotz. Oggi siamo tutti tirolesi! | L'Indipendenza
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  8. #498
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    I patrioti tricoloriti contro Eva Klotz. Oggi siamo tutti tirolesi!
    di GILBERTO ONETO

    Che il “patriottismo sia l’ultimo rifugio dei mascalzoni” lo aveva affermato Samuel Johnson anche senza conoscere l’Italia di oggi. Se avesse assistito all’ultima puntata di “Servizio Pubblico” sarebbe sicuramente stato assai meno moderato nel linguaggio.
    La presenza di Eva Klotz, che ha detto solo una serie di cose di normale buon senso, ha scatenato la reazione rabbiosa di tutti i presenti, che hanno messo da parte ogni divisione ideologica, partitica e politica. Tutti si sono accaniti contro la signora Klotz con astio, cattiveria, mediterraneo complesso di superiorità. Tutti – comunisti, fascisti – si sono gettati con livore, sghignazzando, facendo battute idiote, sfoderando i peggiori luoghi comuni patriottici, con il supporto di una claque di grillini e sinistri che si è trasformata per l’occasione nella folla oceanica di Piazza Venezia: roba da “spezzeremo le reni al Tirolo”, roba da far commuovere il cuore cingolato del Presidente.
    Nessuno dei tromboni presenti ha saputo entrare nella vera essenza della questione: i crucchi sono crucchi e tanto basta! Neppure Travaglio, che è il più intelligente di tutti e che qualche trascorso autonomista ce l’ha fra le pieghe del suo lungo curriculum, è riuscito a evitare di sprofondare nel banale, nel corale “dagli all’untore” in difesa dei sacri confini della Patria. “Il Piave mormorò non passa lo straniero!”
    Tutti quelli che si illudono che con questa gente si possa ragionare, che la sinistra sia diversa dalla destra, che i grillini siano alternativi eccetera, hanno avuto un’altra piccola ma significativa dimostrazione di cosa sia l’Italia. Davanti al pericolo di qualche cambiamento, di poter perdere qualche privilegio, di non avere più Mamma-Stato che provvede per i meno fortunati (e cioè, di solito, per i più furbi), tutti i patrioti, tutti quelli che in qualche modo vivono di Italia o che sono troppo stupidi per capire che stanno tenendo bordone a quelli che lo fanno (e bene), tutti mostrano il petto a difendere il menù tricolore. Se poi l’eroica e corale mobilitazione di popolo la si fa contro una signora gentile e sola, tanto meglio. È il genere di battaglie che il patriottismo italiano preferisce. E sono anche le sole che sia mai riuscito a vincere.

    I coglioni lo fanno perché l’hanno letto sul libro Cuore. I furbi lo fanno per una decisa difesa dei loro interessi. La provincia di Bolzano è ben poca cosa; i suoi abitanti sono meno numerosi degli zingari che girano per la Lombardia. Si potrebbe anche fare il bel gesto di lasciarli andare. Oltre a tutto i patrioti ripetono da decenni il mantra (falso) che il Sud Tirolo prenda un sacco di soldi dallo Stato. Ragione di più per lasciarli andare per la loro strada.
    Perché questo accanimento alla Enrico Cadorna? Perché sanno bene che anche un piccolo precedente potrebbe essere fatale per uno Stato in condizione comatosa, che emette solo grugniti e rantoli. Il Sud Tirolo sarebbe come la fessura in cui teneva il dito il ragazzino di Harlem: se si molla lì viene giù tutto. Quindi, tutti quelli che vogliono libertà, autonomia e indipendenza devono essere a fianco dei sudtirolesi, assieme a quella piccola donna coraggiosa che si chiama Eva Klotz.
    Lo dovrebbero capire soprattutto quelli che vanno a Roma a fare i “saggi”, che credono che si possa trattare, negoziare, “allearsi col diavolo” e tutte le altre balossate che sono venute fuori negli ultimi decenni per frenare la voglia di libertà della nostra gente.
    “Servizio Pubblico” lo ha davvero fatto un servizio pubblico: ci ha fatto vedere chi sono i nemici. Fascisti, progressisti, grillini, finti liberali, comunisti e opportunisti: fanno finta di discutere e litigare per continuare a mungere le comunità padano-alpine. Oggi siamo tutti tirolesi!

    7 Aprile 2013

    I patrioti tricoloriti contro Eva Klotz. Oggi siamo tutti tirolesi! | L'Indipendenza
    La Klotz è stata brava ad andare in quel covo di serpi, sapeva che avrebbe avuto tutti contro.

    Farei lei presidente della repubblica.



  9. #499
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Si ma la signora Klotz,dalle mie parti assolutamente sconosciuta,ha chiesto ai tirolesi se rivogliono il sud?Mostra molta italianità in questo comportamento,a poco valgono le parole.

  10. #500
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Abruzzen Visualizza Messaggio
    Si ma la signora Klotz,dalle mie parti assolutamente sconosciuta,ha chiesto ai tirolesi se rivogliono il sud?Mostra molta italianità in questo comportamento,a poco valgono le parole.
    Si faccia un referendum. Quando il Sud Tirolo è stato annesso all'italia non è stato chiesto alcun consenso.
    Ultima modifica di Eridano; 09-04-13 alle 07:35
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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