Pagina 24 di 163 PrimaPrima ... 142324253474124 ... UltimaUltima
Risultati da 231 a 240 di 1628

Discussione: l'Indipendensa

  1. #231
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,936
     Likes dati
    2,836
     Like avuti
    10,459
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Andre86 Visualizza Messaggio
    I rabbiosi siete voi quattro gatti... non io....
    Tu sei rabbioso e autolesionista.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #232
    Venetia
    Data Registrazione
    06 Sep 2011
    Località
    Venetia
    Messaggi
    4,068
     Likes dati
    159
     Like avuti
    886
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Non è cambiato nulla, adesso sono fascisti rossi, ancora peggiori degli altri.



    Ultima modifica di Scarpon; 19-06-12 alle 08:36
    sklöpp & kanù

  3. #233
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,147
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Tu sei rabbioso e autolesionista.
    Lasa mac perde!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #234
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,936
     Likes dati
    2,836
     Like avuti
    10,459
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: l'Indipendensa

    TASSIAMO GOL, HASCHISH, ALCOL E PUTTANE. E SIA FINITA
    di GILBERTO ONETO

    Monti ci rapina, la disoccupazione sale, gli stranieri si portano via casa nostra, la camorra spadroneggia, la casta ruba? E chi se ne frega! La nazionale ha passato il turno e tutto il resto non conta. Non c’è niente da fare: questo è un paese di masochisti, servi, piagnoni e pirloni.
    La cosa potrebbe anche non essere del tutto negativa se se ne prendesse compiutamente atto e se si organizzasse la struttura comunitaria su basi coerenti. In fondo non c’è niente di male ad avere a che fare con degli asini, il guaio è quando si pretenda di farli correre ad Ascot. Il problema è che qualcuno continua a sostenere che gli italiani siano un popolo di eroi, santi e navigatori. Se va bene, l’Italia e l’italianità sono una espressione di tifoseria calcistica.
    Prendiamo atto che esiste una maggioranza di pisquani e cerchiamo di trarre da questa condizione i pochi vantaggi che essa può offrire, smettendo di inseguire obiettivi irraggiungibili.
    Una larga fetta dei cittadini della Repubblica italiana ritiene il calcio una essenziale espressione di civiltà? Ritiene che questa ed altre incrollabili convinzioni, che altri giudicano sconvenienti, siano invece parte dei propri inalienabili diritti di libertà? Perfetto! Ma allora utilizziamo tutti questi vizietti nazionali a fin di bene. Tassiamo le passioni più popolari (spesso perverse) per risolvere i nostri problemi economici, per finanziare attività virtuose che magari la maggioranza dei cittadini dello stivale ritiene invece noiose rotture di palle.
    A una bella fetta dei sudditi del Quirinale piace bere, fumare, giocare d’azzardo, scommettere, andare a troie, drogarsi e assistere a spettacoli o a tenzoni “sportive”? Benissimo: tassiamo queste loro predisposizioni. Lasciamo cadere ogni ipocrisia e organizziamo supermercati di droghe leggere e pesanti, con scontrini, Iva, accise e balzelli: torme di debosciati potranno trovare le loro schifezze in un ambiente pulito e ordinato e la comunità incassare un bel po’ di soldi per risolvere i suoi problemi. Invece di accordarsi con la mafia, lo Stato si mette in concorrenza, a fin di bene. La prostituzione diventi un’attività imprenditoriale qualsiasi e la si tassi convenientemente: le troie preferiranno dare i soldi allo Stato che garantisce ordine e protezione legale piuttosto che a dei papponi violenti e scrofolosi. Ogni trombata farà salire il Pil e scendere il debito pubblico. Si applichi lo stesso pesante trattamento fiscale a slot machines, a corse di cavalli e di tartarughe, al lotto, al poker, ai gratta-e-vinci, agli incontri di boxe, ai gran premi e a tutte le attività che magari violano qualche comandamento e strisciano ai margini della legge, alla sola condizione che non ledano i diritti di terzi e la libertà e tranquillità della popolazione per bene. Insomma i vizi privati diventerebbero davvero pubbliche virtù fiscali.
    Non fa eccezione il gioco del calcio. Se per qualcuno il campionato o i mondiali sono più importanti dei figli e del lavoro; se una partita viene prima della famiglia; se ritiene che conoscere a memoria tutte le formazioni sia la forma più alta (o anche la sola) di cultura, segua pure i suoi nobili impulsi ma facciamo in modo che si trasformino in vantaggi per la comunità. Si mettano tasse pesantissime sui compensi a calciatori ed allenatori, sugli accessi agli stadi, sul calcioscommesse, sulle trasmissioni e i sui giornali che si occupano di calcio.
    Questo paese non diventerà certo migliore e neppure peggiore (obiettivo impossibile) ma almeno verranno istituite tasse che trasformano l’immoralità in moralità, i vizi in finanziamenti per attività e servizi virtuosi. Se a qualcuno può sembrare sconveniente tassare gol, hashish, tabacco, alcol e puttane, se ne faccia una ragione. Tassare redditi, lavoro onesto e case è molto, molto peggio.

    20 Giugno 2012

    TASSIAMO GOL, HASCHISH, ALCOL E PUTTANE. E SIA FINITA | L'Indipendenza
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #235
    Venetia
    Data Registrazione
    06 Sep 2011
    Località
    Venetia
    Messaggi
    4,068
     Likes dati
    159
     Like avuti
    886
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Il calcio è la droga più potente, rincoglionisce milioni di persone, le fa persino girare con stracci colorati attaccati alle autovetture.
    sklöpp & kanù

  6. #236
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,936
     Likes dati
    2,836
     Like avuti
    10,459
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: l'Indipendensa

    “Per un’altra Italia” ci vorrebbe proprio il contrario dell’Italia
    di GILBERTO ONETO



    Uploaded with ImageShack.us

    Una dozzina fra deputati ed ex deputati del Pdl ha dato vita a una Associazione denominata “Per un’altra Italia” il cui scopo – si legge nel documento di presentazione – “è dare un contributo ad una radicalmente nuova offerta politica rivolta al blocco sociale dei produttori di ricchezza”. Per farlo si propone “una organizzazione politica radicalmente nuova, organizzata sul modello del network politico on-line e che adotti come metodo politico di selezione della classe dirigente le primarie aperte e sequenziali come quelle che si svolgono negli Stati Uniti”.
    Le intenzioni sono buone e addirittura ottime sono le premesse politiche, basate sul sincero riconoscimento del fallimento della politica liberale del centro-destra, di quella “rivoluzione liberale” per cui il partito berlusconiano è stato votato dal 1994 in poi. L’Associazione prende atto del livello insopportabile della pressione fiscale (“l’Italia è diventata uno Stato di polizia tributaria”), della catastrofe economica, dell’impoverimento delle nostre comunità e della pericolosa deriva statalista che si profila all’orizzonte. Arriva ad affermare con un certo coraggio per chi ha frequentato tanto a lungo le istituzioni che “lo Stato è dunque il problema degli italiani e lo Stato sta distruggendo l’Italia”.
    Tutto giusto, sacrosanto e condivisibile: dove il progetto zoppica è nel non avere portato fino in fondo l’analisi. I guai derivano all’Italia non solo da un eccesso di Stato ma anche da un eccesso di Italia, ovvero per il fatto che l’Italia non può che essere così, statalista e parassitaria. Non per uno scherzo del destino “cinico e baro” ma perché così è stata costruita, così è stata impostata 150 anni fa, perché non ci possono essere esiti diversi dall’innaturale unione di entità storiche, sociali e culturali che sono incompatibili fra di loro. Non è l’Italia statalista che non funziona: è l’Italia che non potrà mai funzionare. Punto e basta.
    Dopo essersi resi conto dei guai che lo Stato italiano ha prodotto, non ha alcun senso (è anzi una manifestazione di pervicace masochismo) cercare di costruire una Italia con meno Stato perché Italia e Stato sono indivisibili, l’una non può vivere senza l’altro e viceversa. Allo Stato serve l’unità politica e prefettizia, l’Italia per sopravvivere può essere solo statalista e prefettizia.
    “Errare humanum est”, ma perseverare per 150 è assai peggio che diabolico.
    Non abbiamo dubbi che i promotori della nuova iniziativa siano sinceramente liberali e spinti dalle più nobili intenzioni: quello che preoccupa è il rimedio-non-rimedio che propongono. Per liberarci dall’Italia-Stato non ci vuole “un altra Italia”. Ci vuole il contrario dell’Italia, qualcosa che sia la sua drastica negazione. Paradossalmente basterebbe coniugare il progetto al plurale: “per altre Italie”. Infatti il solo modo per salvare l’Italia è di farne più di una: “più ce n’è, meglio è”.
    Si verificherà la buona fede di questi liberali proprio dal percorso di “maturazione politica” che riusciranno a intraprendere: il rifiuto liberale dello Stato è il primo importante passo, il solo esito davvero accettabile è però l’indipendenza. Benvenuti sulla stessa strada! Speriamo di ritrovarci tutti all’arrivo.

    24 Giugno 2012

    “Per un’altra Italia” ci vorrebbe proprio il contrario dell’Italia | L'Indipendenza
    Ultima modifica di Eridano; 24-06-12 alle 22:59
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #237
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,936
     Likes dati
    2,836
     Like avuti
    10,459
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Congresso Lega: cosa si deve aspettare il mondo autonomista
    di GILBERTO ONETO

    Cosa si aspetta il mondo autonomista dal Congresso della Lega? Ovvero il mondo autonomista si deve aspettare qualcosa da tale avvenimento? Sicuramente sì, perché – al di là di tutte le prese di distanza dovute al pessimo comportamento della Lega degli ultimi anni – essa resta il maggiore riferimento almeno elettorale di una grossa fetta di cittadini padani che vogliono cambiamenti davvero radicali e che credono o insistono nel credere che da lì possa ancora venire qualcosa. Nessuno che abbia davvero a cuore il destino dell’autonomia e dell’indipendenza delle nostre Piccole Patrie può ragionevolmente prescindere da un movimento politico che – nella peggiore delle condizioni (e ci è vicino) – riesce comunque a raccogliere fra un milione e un milione e mezzo di voti. É possibile che i nostri destini futuri possano avere esiti felici anche senza la Lega ma è del tutto improbabile che ciò possa avvenire senza l’elettorato leghista. Ci si possono turare tutti gli orifizi del corpo, trattenere conati di disgusto – tutto quello che si vuole -, ma non si può non guardare con interesse a cosa succederà nella Lega perché in ogni caso avrà qualche tipo di influenza su tutto il mondo indipendentista, liberale e identitario.
    Ciò premesso, ragioniamo sul cosa è successo e sul cosa può succedere. La Lega si è sgretolata su due mali principali: 1) l’infima qualità umana, intellettuale e morale di una importante fetta della sua dirigenza; 2) l’incoerenza e la povertà ideologica della sua azione. Entrambi i guai sono attribuibili alla responsabilità di Bossi, che ha sempre accentrato su di sé ogni potere e che ha preso tutte le decisioni. Va da sé che la scomparsa politica di Bossi sia la condizione insufficiente ma prepotentemente necessaria per ogni cambiamento positivo.
    E veniamo così alle possibili opzioni del Congresso.
    Primo caso: Bossi si ricandida e si va allo scontro.
    Secondo caso: Maroni deve scendere a compromessi e si deve tenere Bossi in una sorta di partnership.
    Terzo caso: Maroni prevale completamente e riesce a estromettere Bossi da qualsiasi posizione di rilievo.
    Nel primo caso la Lega è morta: non servono troppe analisi suppletive.
    Nel secondo la Lega rischia una lenta agonia, con Bossi che non vuole cedere spazi e si intromette in ogni decisione, ribaltando posizioni e giocando allo sfascio.
    L’ultimo caso è il solo che lasci aperte delle possibilità interessanti. Maroni deve però avere la forza e l’accortezza di ribaltare completamente la politica bossiana nella scelta del personale e nella presentazione dei progetti. Si deve davvero liberare da tutta l’incrostazione di lacché, famigli, trusoni e mezze tacche che ancora appesantisce il partito. L’allontanamento di Bossi porterà inevitabilmente alla dipartita politica di tanti prosseneti ma la cosa potrebbe richiedere troppo tempo: un bel po’ di teste devono saltare subito. La cosa darebbe anche entusiasmo alla base e maggiore credibilità al partito.
    Ma la nuova dirigenza deve soprattutto essere chiara sui progetti e sui mezzi per perseguirli. Si deve specificare: cosa si intenda per indipendenza e di cosa; che non sono più accettabili compromissioni col potere; che non sono più accettabili ambiguità circa le finalità (o si è indipendentisti, o si è blandi federalisti tricolori) e il cammino (niente alleanze, niente partecipazioni a governi nazionali eccetera). Si deve finalmente impostare un dialogo corretto con tutti gli altri movimenti autonomisti, con tutte le forze che hanno per obiettivo la libertà della Padania e delle sue Piccole Patrie.
    Insomma Maroni (o chi per lui) deve prendere decisioni coraggiose, drastiche e prive di ambiguità. Se lo fa, tutto è ancora possibile e ci possono anche essere sviluppi straordinari, vista la progressiva condizione di putrescenza dello Stato italiano. Se non lo fa, a sgretolarsi sarà la Lega e le speranze di libertà saranno affidate ad altri soggetti e iniziative che riusciranno a sopravvivere al vortice provocato dall’inabissamento del Carroccio. Staremo a vedere fiduciosi. Come ci ha insegnato Gianfranco Miglio: la libertà della Padania verrà perché è nella forza delle cose.

    26 Giugno 2012

    Congresso Lega: cosa si deve aspettare il mondo autonomista | L'Indipendenza
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #238
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,147
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Bossi a sky tg24.
    "Il prossimo segretario? Vada d'accordo con me!"
    "Hanno fallito tutti, governo politico, governo tecnico, anche Grillo fallirà"
    Lui no, lui.
    L'intervista andrà in onda più tardi, per chi è ancora interessato al fantasma del traditore.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #239
    gigiragagnin@gmail.com
    Data Registrazione
    23 Dec 2011
    Messaggi
    10,625
     Likes dati
    10
     Like avuti
    1,437
    Mentioned
    43 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: l'Indipendensa

    è proprio la seconda che ha detto Gilberto Oneto.

  10. #240
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,936
     Likes dati
    2,836
     Like avuti
    10,459
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Le battaglie politiche si vincono prima di tutto col linguaggio
    di GILBERTO ONETO



    Uploaded with ImageShack.us

    Quando si parla di errori di linguaggio da parte della Lega si intendono generalmente la volgarità dei toni, l’eccesso di decibel e il lessico da osteria. Questo è quello che vedono – spesso con un surplus di malafede – gli osservatori esterni ed è anche una critica che ha perso di mordente e originalità: oggi il frasario spinto e le espressioni volgari non sono più un monopolio leghista ma hanno invaso l’intero teatro della politica italiana.
    In realtà i veri errori di linguaggio leghisti sono d’altro genere e riguardano specificazioni geografiche e istituzionali. Si tratta di sciocchezze che neppure vengono percepite all’esterno (o, se lo sono, vengono ignorate perché fa molto comodo così) ma che a lungo andare hanno prodotto esiti devastanti all’interno del mondo autonomista, generando confusione e indeterminatezza.
    Un movimento territorialista dovrebbe – in particolare – essere molto più attento ai nomi dei posti cui è legato e che intende rappresentare e soprattutto non dovrebbe utilizzare denominazioni imposte dall’alto, dagli avversari e – nel nostro caso – dal progetto di italianizzazione.
    È già miracoloso che al pessimo impiego che ne ha fatto Bossi sia riuscito a sopravvivere il termine “Padania”: è, a ben vedere, quasi la sola vera conquista lessicale di venti anni di attività politica, nonostante la resistenza della cultura ufficiale (“la Padania non esiste”) e anche i microcefalici mugugni di taluni regionalisti. Persiste però l’accanimento nell’impiego del termine “Nord”, che – ripete Sergio Salvi – è un punto cardinale e non un posto. É un nome che – con la sola eccezione del Polo Nord – non contraddistingue un luogo ma da solo una connotazione relativa a qualcos’altro. Nel caso specifico sottintende “Nord Italia” (il Nord dell’Italia) e non è certo un bel sentire. Ma il linguaggio corrente leghista cade anche su altre denominazioni, come Venezia Giulia, Triveneto o Alto Adige, che sono vere invenzioni lessicali italianiste quando non addirittura fasciste. Venezia Giulia ripropone un riferimento strampalato a Giulio Cesare, Triveneto è una creazione littoria (una regione fatta di Venezia Euganea, Giulia e Tridentina: figuriamoci!) e Alto Adige è una vecchia denominazione napoleonica spostata dal camerata Tolomei da Trento a Bolzano. Quando finalmente si imparerà a dire Friuli, Istria, Trieste e Sud Tirolo? Se non lo fanno gli autonomisti da chi ce lo dobbiamo aspettare? Da Napolitano?
    L’altro errore lessicale più frequente sta nella confusione fra “Stato” e “Nazione”, spesso usati come denominazioni intercambiabili, di fatto accettando l’esistenza di una Nazione italiana coincidente con lo Stato italiano. Così facendo si esprime la negazione ideologica di ogni aspirazione autonomista e indipendentista. Si dovrebbe solo parlare di “Stato” o di Repubblica italiana, lasciando la “Nazione” alle farneticazioni risorgimentali e al parafernale fascista. Per fortuna il termine più impegnativo di “Patria” (sempre riferito all’Italia) non viene quasi più usato se non come espediente retorico da qualche inguaribile nostalgico reazionario: è stato generalmente sostituito dal più democristiano “Paese” (scrupolosamente maiuscolato), per cui con “il nostro Paese” intendono l’Italia. Purtroppo questa espressione si ritrova con devastante sistematicità sulla bocca di esponenti leghisti, che lo usano anche nei loro interventi parlamentari, con ciò accettando una comunanza artificiale imposta e rinunciando a una differenziazione essenziale. Il “paese” andrebbe minuscolo (magari sostituito da “penisola” o da “stivale”) e sicuramente si dovrebbe evitare quel “nostro” che non corrisponde ad alcuna verità di appartenenza, a meno che non lo si intenda come una acquisizione economica, di territorio comprato con decenni di forzati versamenti fiscali della Padania.
    Le battaglie si vincono anche e prima di tutto con il linguaggio: costa poco ed è dirompente. Se si rinuncia o si fallisce anche in questo, allora è meglio lasciare perdere.

    27 Giugno 2012

    Le battaglie politiche si vincono prima di tutto col linguaggio | L'Indipendenza
    Ultima modifica di Eridano; 27-06-12 alle 08:21

 

 
Pagina 24 di 163 PrimaPrima ... 142324253474124 ... UltimaUltima

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito