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Discussione: l'Indipendensa

  1. #1121
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    m' piesa brisa!
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  2. #1122
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Gianluca Visualizza Messaggio
    utente Abruzzen messo in sola lettura.
    Fatemi sapere se puoi ancora scrivere qui.
    a me personalmente sembra esagerato, sostiene con tenacia le sue idee ma non ha mai offeso.



  3. #1123
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    La Carraia verso l'indipendenza

    Non so come le chiamate voi, da noi le stradine polverose tra i campi sono chiamate carraie.

    Non so perche' ma da quando sento parlare di euro ed europa (1998) sono colto da un'eurofobia pari quasi alla xenofobia che mi attanaglia da tempo, e che mi ha costretto a ritirarmi dalla Padania.

    Ora non penso di essere tra i pochi, anzi i piu' , al nord, sono stanchi, per vari motivi del laccio, o meglio della cravatta che l'europa da anni ci stringe al collo.

    Non esistono piu' altre vie di salvezza, se non quella della non politica, dell'abolizione di cariche elettive, incarichi, organigramma.

    Ognuno deve valere uno, nulla di piu', ma teso a chiudere con le esperienze unitarie (sia verso il nord che il sud), darsi un obiettivo, perseguirlo in tutti i modi, ottenerlo, e poi sciogliere il patto, per dare la possibilita' ad ogni nazione padana, di essere padrona del proprio destino.

    A dire il vero, con l'eccezione del piemonte, le suddivisioni dei popoli celto veneti, contraddistinguono ancora oggi alcuni elementi distintivi propri delle nazioni padane.
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  4. #1124
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    a me personalmente sembra esagerato, sostiene con tenacia le sue idee ma non ha mai offeso.
    Rileggiti l'intervento su Scarpon.
    Se venisse a casa tua un tipo che con arroganza ti sputtana nelle tue credenze su cosa intendi fare per il bene ed il futuro dei tuoi figli non penso che potresti far altro che indicargli la porta.
    Inoltre le motivazioni imparziali dell'amministrazione sono più che legittime.
    Evidentemente Gianluca è più "padano" di molti di noi, o quanto meno ha capito più di noi il significato dell'apertura di un forum con questo nome.
    Per principi diciamo ... "normali" il web è pieno di forum.
    Grazie ancora a Gianluca che ci permette di esistere e di andare avanti.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #1125
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    a me personalmente sembra esagerato, sostiene con tenacia le sue idee ma non ha mai offeso.
    è in sola lettura solo per questo forum non per tutti i forum...
    poi lui pare che l'abbia presa male ma è un problema suo, gli ho pure detto che se ha dette istanze da portare avanti può avere un sottoforum per lui e per le sue tematiche ma non può andare nei forum di altri a dire agli altri in cosa devono credere o cosa devono pensare, lo avesse solo fatto poi non ci sarebbero stati problemi più di tanto, no è venuto a segnalare a mezzo forum presunte ingiurie ed offese subite, che ovviamente non sono state riscontrate.
    Insomma se non gli si dava ragione la prendeva come una offesa personale.
    Meglio che scriva su temi che lo vedano come interlocutore più sereno.

  6. #1126
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Lega, 20 anni di vuoto. Ma è la conoscenza che rende indipendenti!

    di GILBERTO ONETO


    [IMG]file:///C:\DOCUME~1\milanta\IMPOST~1\Temp\msohtmlclip1\01\ clip_image001.jpg[/IMG]

    La Lega risponde alla storiaccia ghanese di Milano con una gazebata per contrastare clandestinità e jus soli. Cosa ci sarà sui 500 tavolini annunciati in giro per la Lombardia? I fogli per l’ennesima raccolta di firme, forse qualche stinto gadgets (anche lì i bei tempi sono finiti) e poco altro. Ci saranno libri, depliand, documenti o seri volantini esplicativi sul doloroso fenomeno dell’immigrazione foresta? No. Solo la tristezza dei soliti slogan, delle “parole d’ordine” ormai un po’ stantie e qualunquiste contro gli irregolari ma – per carità – niente contro quelli “per bene, che lavorano”. Retorica “lavorista” del put che non ha dietro un ragionamento, uno studio, un’analisi. Niente. Niente non solo sull’immigrazione ma su qualsiasi altro argomento: la Lega non si è mai impegnata a fare ricerca, archivio, analisi e divulgazione furba. In tutti questi anni ha mandato in Parlamento, in Europa, nei Consigli regionali parecchie centinaia di persone che hanno preso per questo loro “impegno” stipendi superiori di cinque volte a quelli dei professori universitari, dieci volte (almeno) superiori a quelli dei ricercatori. Cosa hanno prodotto questi signori? Qualcuno di loro si è specializzato in qualche tematica sensibile, ha fatto studi, raccolto dossier, scritto articoli o libri? Nisba. I soli che hanno fatto qualcosa del genere (pochissimi: Miglio, Staglieno (scomparso ieri), Beggiato, Lembo e una manciatina d’altri) lo facevano già da prima di essere eletti ma sono stati tutti – guarda caso – cacciati via. Si accettano scommesse sulla durata di Stefano Bruno Galli.
    In un partito che dovrebbe avere come solo obiettivo l’indipendenza della Padania (vedesi Statuto), tutti gli sforzi dovrebbero essere dedicati a convincere la maggioranza dei padani a volere l’indipendenza e il solo modo civile, pacifico e democratico è di conquistarne il consenso attraverso l’informazione e il ragionamento. Per farlo bisogna produrre dati, notizie, numeri, statistiche e strumenti di discussione e conversione: bisogna ri-raccontare la storia, svelare porcate e menzogne, diffondere dati economici, cifre dello sfruttamento, raccogliere archivi di dati che servano a combattere la battaglia, che siano fabbriche di munizioni per la guerra di liberazione. Bisogna fare cultura e informazione. Bisogna che ci siano uomini che vi si dedicano con impegno, e chi può farlo meglio di gente che riceve ricchi stipendi per darsi a tempo pieno alla comune battaglia? E invece nessuno di questi pisquani ha mai fatto niente del genere perché nessuno glielo ha mai chiesto e perché gran parte di loro è stata scelta non già per preclare virtù intellettuali, ma sulla base dell’abilità di far scivolare ben salivate slinguazzate sulle terga del potente di turno. I più intraprendenti hanno fatto di più nell’impegno di tessuti mucosi.
    Il risultato sono vent’anni di vuoto, di incapacità di affrontare con adeguati strumenti informativi gli argomenti di dibattito e di lotta politica. Il risultato sono i gazebi vuoti e i soliti due o tre che possono andare in televisione solo grazie a personali doti di palcoscenico.
    Per tornare alla vicenda dell’immigrazione: la Lega non ha mai affrontato il tema in maniera sistematica e scientifica raccogliendo dati ed elaborandoli. Non si è occupata di numeri, di statistiche sui costi, sulla criminalità, sul disagio prodotto: si è limitata allo spray. Solo il volonteroso Pellegrin insiste nel raccontare ogni giorno su Radio Padania le malefatte degli immigrati: le sue trasmissioni potrebbero essere la base per un poderoso archivio di informazioni da usare in maniera intelligente. Un lavoro che dovrebbero fare gli eletti nelle istituzioni: gente cui però poco si addicono sia la parola “lavoro” che quella sconosciuta di “intelligenza”.
    In questi giorni dibattiamo ancora una volta sulla necessità di costruire un serio movimento indipendentista e tutti si dicono concordi che non si debbano ripetere gli errori della Lega. Il maggiore di questi errori – prima ancora del nepotismo, prima della corruzione, prima del cadreghismo – è proprio questo amore per l’ignoranza, questa idiosincrasia per lo studio e la competenza, questa paura per la gente capace, per le iniziative virtuose, per l’applicazione sistematica nella conoscenza: il terrore bossiano (ma diffuso a macchia d’olio a tutti i livelli) dei coefficienti di intelligenza appena superiori a quelli di un babbuino. Prima ancora di ragionare su alchimie organizzative e su machiavelli programmatici, occorre che i rifondatori indipendentisti riconoscano l’ineludibile valore delle capacità, della cultura e della conoscenza. Ha ragione Lombardi Cerri quando insiste sulla “dittatura del curriculum”, quando dice che chi non ha dimostrato nella sua vita capacità di qualche genere non possa aspirare a cariche e poteri perché farebbe solo danni. “La conoscenza vi renderà liberi” dice il Vangelo e si può legittimamente interpretare anche come: “la conoscenza vi renderà indipendenti”.

    17 Maggio 2013


    Lega, 20 anni di vuoto. Ma è la conoscenza che rende indipendenti! | L'Indipendenza
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #1127
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Continua il suono del piffero.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #1128
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    24 Maggio 2013 103 views Viviamo proprio tempi… marroni. Vero signora Kyenge?

    di GILBERTO ONETO





    Ha ragione Beppe Grillo quando dice che fare ministro una campionessa olimpica
    è da sottosviluppo culturale. Ma se la Idem è roba da terzo mondo, la signora Kyenge cosa significa secondo Grillo?

    Viene il fondatissimo sospetto che abbia ragione La Russa quando sostiene che la nomina sia essenzialmente un tributo simbolico alla differente pigmentazione. Non si può usare il termine “negra” perché pare sia poco rispettoso, non si può dire “di colore” perché la stessa ministra non gradisce, si deve evitare il berlusconiano “abbronzata”, ma non si può neppure dire “nera” perché la signora non è nera, è marrone. Non vanno bene neanche lo shakespeariano “mora”, né “bruna” (che puzza di nazismo), “caffè” e “cioccolato” odorano di paternalismo coccolone. Insomma, la signora Kashetu Kyenge è proprio solo marrone.
    Il problema non è però cromatico ma di capacità e di competenza. Il curriculum “ufficiale” della signora sembra scritto da Charles Dickens: c’è tutto il repertorio di fanciulline di buona volontà, destino cinico e baro, benefattori prematuramente scomparsi, la volontà che trionfa, notti di studio al lume di candela, scambi di cognomi fra vescovi. Manca solo il vecchio Fagin. Dopo la lettura restano solo una certezza e alcuni dubbi. È sicuro che la signora sia entrata in Italia di sfroso, senza i requisiti di legge, sia stata una irregolare e perciò, tecnicamente, una clandestina, e che abbia ottenuto la cittadinanza sposando un signore calabrese.
    I dubbi invece sono tanti. La signora è venuta qui per migliorare la sua condizione personale: è un proposito onorevole (da lei raggiunto “alla grande”) che però aprirebbe lo stivale a parecchi miliardi di diseredati o anche solo (come nel caso specifico) di ambiziosi. La signora non aveva infatti titolo per chiedere asilo economico perché viene da una famiglia facoltosa (il padre è un cattolico “arioso”, poligamo e padre di 38 pargoli, capotribù di etnia bakunda, che non c’entra con Walter Valdi), ma neppure asilo politico visto che uno dei suoi numerosi fratelli, Ghislain Dyash, è deputato al Parlamento locale: una famiglia di abili politici.
    La signora al suo paese non poteva fare il medico ma solo – poverella – la farmacista. E così è approdata qui. Ma le nostre facoltà non sono affollate? Non si deve fare un esame di accesso? Non c’è il numero chiuso? Per superare questi intoppi la signora ha sicuramente dimostrato di essere un piccolo Barnard: sarebbe edificante conoscerne pubblicazioni e prodezze scientifiche.
    Non risulta neppure che in Italia ci sia carenza di dottori e che quello di medico sia un lavoro che gli italiani non vogliono più fare. Misteri.
    Le cronache politicamente corrette la descrivono come una specie di incrocio fra madame Curie e madre Teresa di Calcutta, come persona ovviamente molto colta (parla italiano, francese, inglese, swahili, lingala, bemba e tsiluba), oculista straordinario, madre e moglie affettuosa, impegnata in aiuti alla sua terra natale e soprattutto in politica a difendere gli immigrati: responsabile dei “Nuovi italiani” per il Pd e portavoce nazionale della rete “Primo Marzo” che ogni anno organizza lo sciopero degli stranieri e promuove la campagna “Lasciateci entrare” per la chiusura dei CIE. Lo scorso anno la signora si era battuta contro la “ingiusta” detenzione di due clandestini irregolari con precedenti penali, i fratelli Andrea e Senad Seferovic, poi fatti uscire dal CIE con un cavillo legale. Qualche mese dopo uno dei due viene arrestato per furto.
    La signora prosegue per la sua strada: diventata ministro ha cominciato a salmodiare i mantra dell’abolizione del reato di clandestinità, dello ius soli e del prodigioso e salvifico mescolamento delle culture in un finale “meticciato” di color marroncino.
    Insomma il problema dell’inadeguatezza della signora non viene dal cromatismo cutaneo ma dall’inopportunità delle sue prese di posizione, dall’arroganza e supponenza con cui vuole imporle e dall’evidente mancanza di capacità e attitudine a ricoprire il suo ruolo. Non è certo una novità che degli incapaci abbiano governato l’Italia, anzi è piuttosto raro trovare gente di vera competenza: al governo e nel Parlamento è passato di tutto, nani e ballerine, pornostar, mafiosi, fior di delinquenti, e frotte di minus habens. In molti hanno anche fatto carriere brillanti. È però la prima volta che uno viene nominato per il suo aspetto fisico e per le connotazioni ideologiche che ad esso sono appiccicate. Viviamo davvero momenti bui e oscuri. Proprio marroni.

    Viviamo proprio tempi? marroni. Vero signora Kyenge? | L'Indipendenza
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    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #1129
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Quanti ci sono che parlano, parlano ....bene.
    Poi vorrei vedere quanto sarebbero disposti a mettere di proprio, e non intendo solo in termini economici, per quanto sbandierano .

    A me sembra che tutti siano piu' o meno faber del proprio destino editoriale, politico, istituzionale, e cavalchino il brand che li rende, se non vincenti, almeno sotto i riflettori mass merdiatici.

    Facendo un paragone con lo spettacolo calcicistico i vari presidenti occupano una parte della scena, non per fede o credo calcistico, ma per una questione di immagine-protagonismo-possibilita' di allacciare profiqui cont(r)atti internazionali.

    Stessa cosa avviene per i politici, anche quelli che adottano i pifferi piu' suadenti, le frasi ad effetto, una fittizia faccia emaciata da agone politico.

    Tutti uguali.

    A questo punto bisogna contarsi, e dandosi delle priorita'- che per me devono essere
    (i) fuori dall'europa (ii) secessione , pagando , il sud (iii) creazione di una confederazione padana dove ognuno sia padrone a casa propria, unita solamente per un aggancio dei parametri di crescita o decrescita, omogeneo tra nazioni contigue;

    trovare chi e come possa attuare questo disegno, con il principio di fede che il bene di chi ti sta accanto e condivide i tuoi valori, sia il tuo bene.

    E' un percorso di "fede" che dovremo prima o poi adottare, con le sue lotte ed i suoi martiri, ma che si rende necessario al di fuori dagli strombazzamenti merdiatici di coloro che , comunque, avendo il boccino o la palla in mano, non fanno nulla, ma nulla di veramente forte, dando un segnale che dimostri che si e' pronti ad essere disposti di perdere la coscienza di se' , per passare ad una coscienza allargata di massa.....

    chiamalo identitarismo sociale se vuoi.
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
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  10. #1130
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    Predefinito Re: l'Indipendensa

    Per realizzare questo occorre un cemento identitario che tenga insieme i contraenti. Questo esiste ma non è percepito. Per renderlo operativo seve una iniziativa di carattere culturale, un investimento a medio-lungo termine senza il quale qualsiasi impresa sarà destinata a fallire.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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