Speriamo solo che gli indipendentisti non cadano nella trappola di questa feccia, che di indipendentista non ha proprio nulla, anzi...


Speriamo solo che gli indipendentisti non cadano nella trappola di questa feccia, che di indipendentista non ha proprio nulla, anzi...
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


sono proprio dei begli esemplari, compresi gli aedi che li osannano. anche Gilberto dovrebbe scantarsi, almeno un poco.


E se facesse parte della stessa schiera, solo con abiti diversi?
Ultima modifica di ventunsettembre; 28-10-13 alle 17:54
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


no. lo conosco personalmente. penso di poterlo escludere. però non ha ancora smesso di sperare in un "ravvedimento operoso" dell'allega d'abbozzi.


Tu pensa, pesciolino.
Missione compiuta!
Ultima modifica di ventunsettembre; 28-10-13 alle 18:48
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Scherzo, ovvio.
Ma sai come la penso.
Per me di tutto ciò che è stato LN non salvo nulla, per me sono ancora e sempre TUTTI in servizio permanente effettivo.
Ognuno con il suo compito specifico.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


vuoi dire che hanno fatto perdere il grande cantante Donato a Castrocaro per farlo diventare il puzzone ? non da parte dei servizi segreti dell'itagliaseddesta. penso che se ne siano accorti nel 1994 e che lo abbiano assecondato.


Scelto, selezionato e messo al posto giusto.
E con lui tutta l'altra truppa.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


io ho avuto il primo sospetto quando bossi ha designato al ministero delle riforme speroni invece di Miglio. per questo ho detto 1994. forse poteva anche essere prima, ma non tanto. (si noti il gioco di maiuscole e minuscole)


31 Ottobre 2013
Roma salvata con 115 milioni. La poppata non finisce mai
di GILBERTO ONETO
Il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto decreto “salva Roma” che stanzia una mancetta di 115 milioni per salvare il bilancio della capitale e impedirne la bancarotta. Lo ha fatto alla svelta, in una riunione che è durata neanche un’ora ma non si confonda la rapidità con l’efficienza: quando si tratta di dare soldi a Roma non si deve decidere un fico secco. È così e basta! Sarebbe come perdere tempo a stabilire per legge che l’acqua segue la forza di gravità: i soldi finiscono in quel buco perché i soldi sono raccolti proprio per quel buco e perché il buco stesso è stato fatto proprio per inghiottire soldi.
È così dalla notte dei tempi, quando i due fondatori poppavano a sbafo da una povera lupa prima di dedicarsi con nonchalance al fratricidio col coltello. Per secoli è stata la imperiale voragine per le risorse di mezzo mondo, per altri secoli ha arraffato le offerte delle cassette delle elemosine sparse su vari continenti e poi – quando anche i fedeli si sono rotti le palle di versare l’obolo sanpietrino – si è inventata l’Italia per rapinare un pezzo di mondo più piccolo ma farlo con patriottica intensità e sistematicità.
Passano i regimi, scorrono i millenni ma la vocazione parassitaria resta immutata quasi che sia connaturale al posto, caratterizzato da una sua demoniaca e perpetua vocazione. In un suo romanzo di successo, lo scrittore Roberto Pazzi fa dire a un anziano e mal ridotto Leone XIII: «Gli scandali e la corruzione di questi ultimi anni l’attraversano come una cloaca, ora intendo perché Pietro vi ha posto la sua sede. Tutto sa inghiottire Roma, la sua morte spirituale le garantisce la sopravvivenza a tutte le fedi, gli ordini, gli imperi, i regimi, le monarchie; la sua ferialità non mi ha mai ingannato, hanno ucciso Cesare, Pietro, Cola, cacciato e riaccolto Pio, con la stessa euforia, e già preparano i riti solenni dei miei funerali con la superficiale stupefazione che riserveranno al mio successore: non una città questa, il Mondo, questo Mondo, si specchia in quest’ombelico dell’Inferno…».
Lo stesso decreto lettiano prevede che l’amministrazione cittadina possa aumentare l’addizionale Irpef per fare fronte alla massa dei suoi debiti: la cosa è stata sdegnosamente rifiutata dal sindaco Ignazio Marino che – gonfiando il petto e con sguardo fiero da nipotino dei Cesari – ha proclamato senza farsi scappare da ridere: «Personalmente ho fatto resistenza in questi mesi a qualunque aumento di imposte per i romani, che già pagano tasse molto alte rispetto ad altre città, e farò ancora resistenza». Ne siamo certi: farà resistenza come le oche del Campidoglio, schiererà le quadrate legioni dei pretoriani che si fanno fotografare davanti al Colosseo. Tegn dür! Mai pagà!
Che non ci siano alternative alla fine dello Stato italiano lo sappiamo da tempo: padani, sudtirolesi, toscani, sardi e meridionali se ne vadano ciascuno per la sua strada. Qualcuno camminerà spedito fin da subito, altri faranno più fatica ma se la caveranno perché il problema di tutti è l’unità che proprio Roma rappresenta nella sua tricolore voracità. Cosa ne sarà della Città Eterna e dei suoi dintorni? I suoi astuti abitanti potranno anche vivere un po’ con il grisbì accumulato, poi dovranno tornare a fare gli affittacamere, gli stornellatori, i chierichetti, i venditori della Fontana di Trevi, le cortigiane, i ciceroni e gli osti. Quelli di loro che sono più portati, potranno anche uccellare e depredare turisti e pellegrini che passeranno da quelle parti, ma solo lì. Per ciulare il prossimo dovranno fare più fatica. Sarà un incentivo all’onestà.
Roma salvata con 115 milioni. La poppata non finisce mai | L'Indipendenza
Ultima modifica di Eridano; 31-10-13 alle 09:32
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.