E comunque anche il 50% è notevole.![]()


E comunque anche il 50% è notevole.![]()
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


22 Novembre 2013
Maroni come la Ferilli accoccolato in poltrona. Il resto è nulla
di GILBERTO ONETO
In una intervista a La Repubblica, Maroni ha manifestato gioia per le novità del centrodestra e in particolare per le ultime trovate del suo grande amico Alfano e dei suoi sodali ciellini (Al and the Paulotts, sembra una gang di Broccolino). Già si vede protagonista di una nuova fulgida stagione: «Per la Lega si tratta di una grande opportunità. Possiamo interpretare il ruolo di facilitatori, per far deporre le armi. Non c’è stata rottura completa tra Berlusconi e Alfano e questa è una buona notizia». Ha continuato raggiante come fosse sotto l’albero di Natale: «L’idea delle primarie sta andando avanti: il prossimo leader del centrodestra andrà scelto cosi. Noi siamo pronti, il nostro candidato è Flavio Tosi. Bisogna fare scegliere alla gente».
Il discorso della montagna bobiano si è poi addentrato nei rapporti con Bossi prendendo toni messianici: «Bossi continua ad aggredirmi in modo immotivato e incomprensibile. Si è messo di nuovo nelle mani di chi lo vuole sfruttare. Rischia di non uscire affatto bene dalle nostre primarie. (..) Con la Lega ancora protagonista insieme a Forza Italia e il Nuovo centrodestra, la cosa è ininfluente. Se qualcuno dovesse uscire dal partito su posizioni etniche o secessioniste, oggi non troverebbe nessuna sponda». A parte la balossata delle “posizioni etniche”, forse esito di talune sue frequentazioni, suona piuttosto stravagante che il segretario di un partito che ha per obiettivo primario (nel senso di numero uno) l’indipendenza della Padania condanni schifato la secessione. Qualcuno gli dovrebbe spiegare che la secessione è uno dei possibili strumenti per raggiungere l’obiettivo dell’indipendenza, che è del tutto legittimo: “diritto naturale, prepolitico, inalienabile e indisponibile” avrebbe detto Miglio. Do you remember? Ma Maroni sembra dislenguarsi in stravaganti contraddizioni, si compiace di acrobatici “ossimori ideologici”. Dove trovare uno che fa il capo (anche solo per finta) di un partito che vuole la separazione dallo Stato di cui ha fatto il ministro di polizia? Dove trovare il segretario di un partito che si iscrive al gruppo consigliare di un altro? Dove trovare uno che si tiene per vice chi dice di essere pronto alla sua successione “per l’unità del partito”, ma nel frattempo ne fonda un altro, e – non contento – si candida alle primarie di una terza formazione politica? Davanti a Tosi Leopoldo Fregoli era un dilettante.
Nel frattempo però Maroni dice anche di appoggiare la candidatura di Matteo Salvini a succedergli e come gli fa campagna? Spara sugli indipendentisti dopo che Salvini ha risollevato la bandiera padanista. Proclama il suo inossidabile europeismo dopo che Salvini ha tappezzato la Lombardia di manifesti contro l’Euro. Si comporta con Salvini come Bossi faceva con lui: lo mandava avanti e poi lo sbugiardava. Delle belle pugnalate alla schiena: “dagli amici (e da certi sponsor) guardi Iddio”!
Ha fatto una bella conferenza stampa con Al Fano e Lupo De Lupis ed ha proclamato con cipiglio sicuro: «Il governo della Regione Lombardia ora è più forte. Il Nuovo centrodestra agisce da stimolo, quello che è successo non può che rafforzare la nostra prospettiva». Sembra la Ferilli che si coccola la sua bella poltrona, perché evidentemente si riferisce a una sua personale prospettiva: il proseguimento tranquillo del suo mandato in Regione e poi - chissà, a Dio (e a Formigoni) piacendo – anche una rielezione, e poi una felice pensione o magari una bella presidenza come Guzzetti, suo predecessore, anche lui democristiano.
È anche piuttosto peculiare che un segretario uscente tracci la linea del partito: chiunque gli succederà sarà vincolato a una alleanza di ferro con siciliani e ciellini, resterà incatenato a vita agli interessi di un centrodestra che tutto è meno che limpido, autonomista, liberista e nordista.
Non lo preoccupa che la sua gente, i suoi elettori, i leghisti, i lombardi, i padani possano avere altre prospettive, oggi per nulla rosee, di disoccupazione, disagi, insicurezza e miseria. Se hanno una speranza, questa risiede proprio solo in quella indipendenza, in quel sogno di secessione che a lui pare fare ribrezzo, ma sul quale con dorotea furbizia ha equivocato per essere eletto.
Attenzione: chi di scope ferisce, di scope perisce!
Maroni come la Ferilli accoccolato in poltrona. Il resto è nulla | L'Indipendenza
Ultima modifica di Eridano; 22-11-13 alle 08:57
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Prego. Ti consiglio di leggerti prima "Libera nos", che essendo il primo è essenziale per capire meglio anche l'altro.
(Pomo pero l'ho letto molto tempo fa, mi sa che dovrei riprenderlo in mano...)
E chi si cruccia?per quanto riguarda ventun settembre non ti crucciare. è un vecchio pestifero, ma una volta su due ha ragione.


Da quest'articolo si ha la conferma, se mai ce ne fosse ancora stato bisogno, del terrore che a Roma hanno ancora per i pochi, sparuti rigurgiti di "nordismo".
E sapendo che non possono essere riuniti, ma sparpagliati, non potendo quindi "copricimare", come dice Jot, il loro inesistente movimento unitario, agisce (Roma) in due modi: copricimando i vari ed infiniti movimentini veneti (ed i pochi lombardi), tanto decantati ultimamente, guarda caso, dalle "nuove apparizioni" qui sopra, e frazionando in ogni possibile direzione i fidatissimi vertici della LN (leggi suoi uomini, di Roma) con il preciso scopo di "controllare" chi ancora nutre speranze illusorie in quel suo movimento. Nel senso che chi ancora si affida a loro per le residue speranze avrà, qualunque sia il suo pensiero, il contenitore (leggi personaggio) che più gli si confà.
Compreso in questo lavoro, è ovvio ed evidente, anche lo scribacchino dell'articolo.
Ecco spiegate le cause molto chiare del mio "screditare" le varie iniziative.
E così sono anche spiegati molto bene, credo per chi non voglia essere tonto, certi "interventi" contro di me.
Ultima modifica di ventunsettembre; 22-11-13 alle 12:37
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


E' inutile, dime, come vedi i tuoi bonari tentativi sono destinati a finire nel nulla.per quanto riguarda ventun settembre non ti crucciare. è un vecchio pestifero, ma una volta su due ha ragione.
C'è chi si ferma alla lettura della prima parte, quella che gli fa gioco, e non finisce neppure di leggere la tua frase.
Questo caso rientra sicuramente nel 50% in cui ci azzecco, per me ormai è evidente.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


una nota su Meneghello : davanti a /p/ ci va /n/ mai /m/. per esempio in Veneto la parola itagliona "sempre" diventa senpre.
libera nos a malo lo avevo già letto tanti anni fa, ma lo sto rileggendo con piacere. mi dispiace che Meneghello sia nel proseguir della vita itaglione. nondimeno ha capito tante cose : non si può riproporre un venetismo con la testa girata all'indietro.


anche se non sono Veneto, bensì Furlan. bilingue.


manca diventato prima di itaglione.




La frase di dime l'ho letta tutta (sono abituato a leggere fino in fondo). Rispondendo in quel modo volevo semplicemente dire che non mi preoccupo delle punzecchiature, mi è capitato di peggio in altri forum/blog. Per quanto riguarda il resto quel che posso dire seguendo da tempo questo forum e che trovo interessanti molte cose che scrivi e le leggo volentieri.
ps: Per la cronaca non parteggio per nessuno dei movimenti veneti (come ho già scritto), forse però, essendo qui in un contesto più ampio rispetto ai forum veneti (tipo Raixe), mi viene naturale essere con loro meno cattivo...
Si, davanti a P e B in veneto va /n/, o più precisamente /ŋ/ che sarebbe la nasale velare. Va tenuto conto però che "Libera nos" è del '63, mentre il manuale della Grafia Veneta Unitaria è degli anni '90 e fino ad allora molte scritture tradizionali (come anche la "Classica" veneziana dei ninsiołeti) seguivano l'uso dell'italiano (ma puramente per una questione di grafia, perché ovviamente quella M si legge /ŋ/ e non /ɱ/ come in italiano).
Diciamo che il grande amore per la sua terra gli ha fatto fare il primo passo ma non il secondo. Cosa abbastanza inevitabile per quelli della sua generazione (penso anche per esempio a Zanzotto o a Rigoni Stern), che usciti dalla guerra han provato a costruire una repubblica migliore (penso ad esempio alla Carta di Chivasso, che è di quel periodo ed è scritta da chi ha avuto le loro stesse esperienze). Tocca a noi prendere atto del loro fallimento e fare quel secondo passo.mi dispiace che Meneghello sia nel proseguir della vita itaglione. nondimeno ha capito tante cose : non si può riproporre un venetismo con la testa girata all'indietro.