
Originariamente Scritto da
Sant'Eusebio
Quante idiozie scritte dal giornalista

Il classico esempio di tutela dell'illegalità ad ogni costo, come coloro che sono capaci di difendere il "povero" imputato vittima del GIP "copione".
L'articolo, tratto dalla stessa testata giornalistica, non è da me richiamato casualmente: vuol evidenziare come si è sempre pronti, in questo Paese, a difendere lo status quo, che fa comodo ai soliti noti ed illude i soliti idioti (non quelli di MTV

).
La mia analisi tecnica, maturata nel corso degli anni, è molto semplice: andate tutti a fare in culo, moralisti delle mie palle! :gluglu:
Con osservanza,
Sant'Eusebio
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DOPO L'ANNULLAMENTO DELL'ARRESTO DEL BOSS
Caso Riina: il gip è «copione»?
«Ha sbagliato per troppo lavoro»
Bruno D'Urso, presidente aggiunto dell'ufficio, parla
sul caso del copia-incolla fatto dal giudice Laviano
Gaetano Riina
NAPOLI — Un gip che eccede col «copia e incolla», i colleghi del Riesame che lo bacchettano e gli annullano le misure cautelari, incluse quelle emesse per il fratello di Totò Riina e per il figlio di Francesco Schiavone: la notizia ha fatto il giro d'Italia. Il giorno dopo la bufera mediatica e mentre gli ispettori del Ministero si accingono a occuparsi della vicenda, Bruno D'Urso, presidente aggiunto dell'ufficio gip di Napoli, ammette: «È vero, l'errore c'è stato. Ma è l'eccezione che conferma la regola». E, provando a spiegare perché l'errore sia capitato, racconta ai non addetti ai lavori come funziona «l'ufficio gip, questo sconosciuto».
Presidente D'Urso, di nuovo un giudice per le indagini preliminari — la dottoressa Pasqualina Paola Laviano — finisce sotto accusa per il «copia e incolla».
«Premesso che preferisco non entrare nel merito dell'accaduto, voglio rammentare che la tecnica del "copia e incolla" non è impedita dalla legge; anzi, è ammessa e disciplinata dalla Cassazione».
Infatti, i giudici del Riesame che hanno annullato le nove misure cautelari fanno riferimento alle sentenze della Suprema corte. Specificano che un'ordinanza di custodia cautelare non può essere considerata nulla se risulta che il gip abbia preso cognizione delle valutazioni del pm, ritenendole coerenti con la sua decisione. Ma sottolineano che, in questo caso, nell'ordinanza di custodia cautelare mancava qualsiasi accenno di valutazione autonoma degli elementi indiziari.
«Può capitare, qualche volta, che un gip sia superficiale o disattento. Probabilmente è ciò che è accaduto in questa circostanza, ma si tratta dell'eccezione che conferma la regola. Ritengo, ovviamente, che attenzione e diligenza siano sempre gli strumenti con cui porsi nei confronti del proprio lavoro».
Il capo dei gip di Napoli, Bruno D'Urso
«Copia e incolla» da non demonizzare, dunque, nonostante l'ironia degli avvocati penalisti. A parte il documento redatto oggi da alcuni di loro, sogliono dire che il gip copia e incolla la richiesta del pm, e il pm, a sua volta, copia e incolla l'informativa della polizia giudiziaria.
«Proprio la Camera penale di Napoli organizzò, qualche anno fa, un convegno su questo argomento; io fui uno dei relatori. Il "copia e incolla", se usato in maniera attenta, può essere un ottimo strumento di lavoro. Io stesso, che sono il presidente del collegio di gip introdotto dalla legge per l'emergenza rifiuti, a volte riporto integralmente brani di testo. A volte è inutile parafrasare concetti esposti da altri: anzi, si rischia di sprecare tempo mentre è urgente intervenire con un provvedimento».
Converrà con i suoi colleghi del Riesame, però, che il gip è tenuto a fare valutazioni proprie.
«Non c'è dubbio: valutare gli elementi raccolti dal pm è sempre il compito precipuo del giudice delle indagini preliminari».
La dottoressa Laviano le ha parlato dell'accaduto? Le ha spiegato i motivi dello scivolone che potrebbe anche avere conseguenze disciplinari? Su input del ministro Severino l'Ispettorato ha chiesto l'acquisizione dell'ordinanza di custodia cautelare...
«A questa domanda non rispondo. Non esito tuttavia a definirla una vittima della quantità di lavoro che ogni giorno piove sull'ufficio».
È una nota dolente di cui ci siamo occupati più volte, in questi anni, anche noi cronisti. Ci sono pervenuti documenti con cui i suoi colleghi denunciavano le difficili condizioni di lavoro.
«Basti pensare che ogni giorno, mediamente, ci arrivano cento procedure; a volte anche di più. Oggi, che è ancora un giorno di mezza festa, ne abbiamo ricevute più di settanta: si pensi che i giudici in servizio nel nostro ufficio sono appena quarantacinque, più i due presidenti».
Sta per dirmi che i compiti del gip non si esauriscono qui...
«Infatti. A questi si aggiungono, per esempio, i fascicoli che riguardano le intercettazioni telefoniche: si tratta di decreti urgenti, per i quali bisogna provvedere entro quarantotto ore. Lo stesso vale per altre procedure d'urgenza, come le convalide dei sequestri. E non dimentichiamo le quattro udienze preliminari al giorno nonché le convalide».
In una città come Napoli, che ha problemi di camorra e non solo, gli arresti sono continui...
«Quelli per cui è necessaria la convalida sono almeno una ventina al giorno. Di conseguenza, ogni giorno, almeno due colleghi sono impegnati per le convalide in carcere. In certi casi, si pensi ai frequenti blitz contro la criminalità organizzata, è necessario mobilitarne anche più di due».
Tornando al documento degli avvocati penalisti: si ripropone il problema della separazione delle carriere in magistratura.
«È ormai un ritornello. Ma è un obiettivo che, nei fatti, è già stato raggiunto dopo le modifiche introdotte nel 2006. Se io volessi diventare procuratore, per esempio, dovrei cambiare regione».
Titti Beneduce
Fonte: Caso Riina: il gip è «copione»? «Ha sbagliato per troppo lavoro» - Corriere del Mezzogiorno