Aboliti “lui” e “lei”: a Oxford si usa il pronome neutro per non offendere i trans
di Davide Di Stefano
Oxford, l’università inglese divenuta il paradigma della cultura accademica e del linguaggio forbito. Da oggi (da un po’ più di tempo a dir la verità) avanguardia del politicamente corretto, o meglio del linguaggio “gendericamente corretto”. Se da noi, italiani retrogradi e maschilisti, da poco si discute in merito all’utilizzo del femminile per le cariche pubbliche, con l’introduzione boldriniana di termini cacofonici come “assessora” e “sindaca”, in Inghilterra stanno decisamente avanti: al punto di reinventare la lingua per non offendere i transgender. Niente più “He” (lui) o “She”, ma una forma neutra di pronome: “Ze”. Un pronome buono per tutti, maschi e femmine, ma soprattutto adatto si trans e a tutti coloro che si considerano “gendericamente non identificabili”.
Un evidente passo in avanti per l’affermazione dell’ideologia gender, ottenuto grazie all’impegno di una importante associazione studentesca. “La questione non è di essere politicamente corretti. Si tratta di rispettare il diritto delle persone a definirsi come né maschio né femmina“, ha spiegato al Times il rappresentante studentesco Peter Tatchell. L’augurio di Tatchell e dei suoi sodali è che il pronome “Ze” possa affermarsi nel più breve tempo possibile come uso corrente per lezioni e seminari universitari. Un’ulteriore passo in avanti per Oxford, che nel suo regolamento già prevede sanzioni per chi utilizzi un pronome “sbagliato” per definire una persona transgender, o faccia persistente riferimento alla storia della loro identità di genere.
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Milano, spaccio di droga nei festini gay: arrestati un pornoattore e altri tre
Le sostanze arrivavano dall’Olanda e venivano spacciate nei festini tra omosessuali a Milano
Massimo Scarpat, in arte "Max Scar", era già finito in manette a fine novembre per una vicenda simile. Le sostanze provenivano dall'Olanda
di F. Q.
Un giro di droghe utilizzate nei festini tra omosessuali. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri di Abbiategrasso che nei giorni scorsi hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere per spaccio di stupefacenti. Tra i destinatari dei provvedimenti c’è anche Massimo Scarpat, in arte “Max Scar”, il pornoattore pugliese di 34 anni che già a fine novembre era stato arrestato dai militari del Nas per un’altra vicenda di droga simile nel Milanese. Scarpat era infatti stato sorpreso mentre ritirava un plico proveniente via posta dall’Olanda contenente 11 grammi (pari a 100 dosi) di una nuova sostanza stupefacente sintetica del tipo PV8, un eccitante molto pericoloso, una sorta di Viagra molto più potente.
Le sostanze al centro delle indagini sono la Mpdv (anche chiamata “Madonna dei poveri” o “Madonna di Pavia”) e la Apvp, entrambe droghe sintetiche dall’aspetto di cristalli che vengono utilizzate nei festini gay per attenuare il dolore fisico provocato da alcune pratiche come il “fisting”.
L’inchiesta ha avuto due tranche, la prima tra marzo e settembre 2015, la seconda nel luglio scorso. Era partita seguendo un uomo di 53 anni che consegnava vino a domicilio e che, in realtà, assieme all’alcol portava cocaina. I militari hanno individuato il suo capo, un uomo di 54 anni che si faceva inviare droga sintetica dall’Olanda per rivenderla soprattutto a due spacciatori: Scarpat e un commerciante di 41 anni, entrambi frequentatori della comunità omosessuale e fornitori dei festini casalinghi che iniziavano venerdì e terminavano il lunedì.
L’organizzazione avveniva tramite chat gay dedicate. Durante le indagini sono stati accertati diversi casi di emorragia provocata dalla pratica estrema. La droga era comprata dall’Olanda a 30-40 euro al grammo e rivenduta a Milano a 100 euro. Al 41enne è stato sequestrato anche un flacone di Ghb, la cosiddetta droga dello stupro.
Milano, spaccio di droga nei festini gay: arrestati un pornoattore e altri tre - Il Fatto Quotidiano
VALERIA FEDELI, IL TRANS-MINISTRO CHE INSEGNERÀ AI BAMBINI DI 4 ANNI AD ESPLORARE IL GODIMENTO SESSUALE
Il neo ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli è finito nel mirino del popolo del Family Day. Non appena resa nota la lista dei ministri del nuovo esecutivo guidato da Renzi Paolo Gentiloni, gli organizzatori della grande manifestazione dell’anno scorso contro il ddl Cirinnà si sono scagliati contro il vicepresidente uscente del Senato ed ex sindacalista Cgil nel settore tessile, in particolare, è rimproverato di essere la prima firmataria di un ddl del novembre 2014 con cui si richiede “l’introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle scuole e nelle università”. In una parola, del gender.
“La nomina della Senatrice Pd Valeria Fedeli al Ministero dell’Istruzione è, per le famiglie dei Family Day, quanto di peggio si potesse anche solo lontanamente immaginare – scrivono le associazioni schierate in difesa della famiglia naturale – Anche se questo dovrebbe essere solo un “Governo di transizione”, è proprio in questi contesti di scarsa se non nulla legittimazione democratica del potere politico che vengono commessi i soprusi peggiori.”
Quando presentò la sua legge sul Gender disse, con tono ipocrita e suadente: “Buona parte della disinformazione diffusa è cominciata, come noto, dalle false notizie comunicate su presunti incitamenti alla masturbazione che sarebbero presenti nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’educazione sessuale nelle scuole; linee guida che di fatto si limitano a fare un importante lavoro di rilevazione su quanto accade tra ragazze e ragazzi in ambito affettivo e sessuale“.
La neo ministro mente. A meno di definire ‘ragazze e ragazzi’ i bambini da 0 a 4 anni:
Ecco cosa la guida UE-OMS prevede si debba insegnare ai bambini dagli 0 ai 9 anni, è tutto presente nel documento:
Da 0 a 4 anni, l’OMS prescrive l’apprendimento del “godimento e piacere quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione della prima infanzia”.
Da 0 a 4 anni è l’ età ideale per “la scoperta del corpo e dei genitali”.
A 4 anni, l’OMS afferma che i bambini sono in grado di “esprimere i bisogni, i desideri e i limiti, ad esempio nel gioco del dottore”.
Da 4 a 6 anni i bambini hanno bisogno di sapere che la storia della cicogna come uccello-madre è un mito.
Da 4 a 6 anni è l’età ideale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per “parlare di questioni sessuali”, esplorare “le relazioni omosessuali” e “consolidare l’identità di genere”.
Tra i 6 e i 9 anni, gli esperti dell’OMS affermano che i bambini sono pronti a conoscere e difendere i “diritti sessuali di bambini e bambine”.
La guida la trovate qui: http://www.oif.ac.at/fileadmin/OEIF/...DARD%20OMS.pdf
Se ne deduce che per la neo-ministra è normale. Quindi intende applicarla nelle scuole e consigliarla negli asili pubblici.
Valeria Fedeli, il trans-ministro che insegnerà ai bambini di 4 anni ad esplorare il godimento sessuale | VoxNews
LA FEDELI PROPONE 200 MILIONI DI EURO PER INSEGNARE AD ALUNNI CHE ESISTONO 52 SESSI
Valeria Fedeli, laureata in fregnologia politica e grande supporter del gender, ha proposto un paio d’anni fa di spendere ben 200 milioni di euro per rieducare i professori all’ideologia transgender.
Scopo del suo disegno di legge 1680 era (è) imporre a docenti e a studenti che i sessi non sono due ma ben cinquantadue. Non solo maschi e femmine – a suo parere “identità costrette”, non naturali – ma LGBTHJKHKYTUTYUTYYTNKJHKJHKJHKJHKJHKHKHKJ+++
In questo è comunque ‘antica’, infatti secondo Facebook e esperti più progrediti di lei i sessi sono addirittura 56.
Lo scopo è sempre ‘lodevole’ a prima vista, ovvero adottare a scuola misure e contenuti per “eliminare stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socioculturali fondati sull’impropria identità costretta” in ruoli già definiti dalle persone in base al sesso di appartenenza”. Ma nasconde il tentativo di imporre ai bambini il concetto che nulla è vero, e tutto è mobile: anche la propria identità. Questo ha profonde implicazioni: insieme all’immigrazione è un tentativo di scardinare la società indebolendola nelle sue convinzioni.
“L’impropria identità costretta” sarebbe poi la famiglia coi “ruoli già definiti” di padre, madre, figlio, figlia. Sostituita da ‘famiglie’ poligamiche, gay e multirazziali.
La Fedeli propone 200 milioni di euro per insegnare ad alunni che esistono 52 sessi | VoxNews
ERGASTOLO A GAY CANNIBALE: SCIOLSE AGENTE NELL’ACIDO
Confermato l’ergastolo Stefano Brizzi, il 50enne omosessuale colpevole di aver ucciso, a Londra, un poliziotto, di averne smembrato il cadavere e poi sciolto nell’acido dopo un incontro nella capitale britannica organizzato attraverso un sito di loschi incontri gay. Si attendeva da giorni la conferma della sentenza dopo la condanna.
Sono emersi anche macabri dettagli, come gli atti di cannibalismo compiuti dall’omosessuale nei confronti della vittima. Brizzi ha sempre sostenuto che l’agente fosse morto strangolato in un gioco erotico finito male. Poi l’ha mangiato per sfizio.
ERGASTOLO A GAY CANNIBALE: SCIOLSE AGENTE NELL?ACIDO | VoxNews
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