e leggendola tutta e con attenzione vi si trovano parti interessanti circa la posizione nei confronti del regime fascista.
Vi è compresa una denuncia delle persecuzioni non solo a carico dell’Azione Cattolica ma estese agli oratori e pie congregazioni, circoli cattolici di gioventù femminile che poco potevano risultare minacciosi per la sicurezza dello lo Stato, con interventi di elementi e divise di partito e acquiescenza delle Autorità e forze di pubblica sicurezza, che non potevano risultare esenti da responsabilità e da direttive del regime, e accompagnate da accuse della stampa di partito.
Denuncia violenze, sfregi, vandalismi commessi contro luoghi cose e persone in tutto il Paese e nella medesima sede episcopale, e l’accusa al clero di mettersi contro il partito che invece aveva garantito la libertà religiosa.
Poiché l’accusa era in particolare legata al partito popolare che veniva considerato nemico del regime, ormai sciolto e cessato, l’Azione Cattolica aveva seguito le direttive di astenersi da attività politica, in quanto incompatibile al regime e si ricorda che era stata vietata l’aderenza all’Azione Cattolica da parte di dirigenti del partito popolare e tali attacchi alle istituzioni religiose e all’Azione Cattolica risultavano infondati.
Erano scherniti anche i circoli di gioventù cattolica maschile considerati nei discorsi e nelle circolari dei così detti gerarchi come un’accozzaglia di conigli buoni soltanto a portar candele e recitar rosari nelle sacre processioni, assaliti da violenti e spesso armati, maltrattati fino al sangue e lasciati indifesi dalle forze dell’ordine.
Venivano i sequestrati in massa i documenti di tutte le sedi dell’Azione Cattolica, intercettando e sequestrando ogni corrispondenza sospetta di qualche rapporto con le associazioni colpite e perfino con gli oratori.
Pertanto la battaglia che la Chiesa si prestava a combattere non era politica ma morale e religiosa.
Poi affronta il problema dell’educazione e dell’importanza dell’Azione cattolica e del ruolo della Chiesa, ma anche il contrasto con le ideologie del regime.
I toni nell’enciclica sono abbastanza accesi e si legge:
Non possiamo invece Noi, Chiesa, Religione, fedeli cattolici (e non soltanto noi) essere grati a chi dopo aver messo fuori socialismo e massoneria, nemici nostri (e non nostri soltanto) dichiarati, li ha così largamente riammessi, come tutti vedono e deplorano, e fatti tanto più forti e pericolosi e nocivi quanto più dissimulati e insieme favoriti dalla nuova divisa
Abbiamo già detto che serbiamo e serberemo e memoria e riconoscenza perenne per quanto venne fatto in Italia con beneficio della Religione, anche se con contemporaneo non minore, e forse maggiore, beneficio del partito e del regime.
Ma chi vorrà, per esempio, incriminare di politica, e politica pericolosa allo Stato, qualche segnalazione e deplorazione degli odiosi trattamenti già anche prima degli ultimi fatti, tante volte e in tanti luoghi inflitti alla Azione Cattolica? O chi fondarsi sopra dichiarazioni imposte od estorte, come Ci consta essere in qualche luogo avvenuto?
Or eccoci in presenza di tutto un insieme di autentiche affermazioni e di fatti non meno autentici, che mettono fuori di ogni dubbio il proposito — già in tanta parte eseguito — di monopolizzare interamente la gioventù, dalla primissima fanciullezza fino all’età adulta, a tutto ed esclusivo vantaggio di un partito, di un regime, sulla base di una ideologia che dichiaratamente si risolve in una vera e propria statolatria pagana non meno in pieno contrasto coi diritti naturali della famiglia che coi diritti soprannaturali della Chiesa
Dicevamo che gli ultimi avvenimenti hanno finito di mostrare senza lasciare possibilità di dubbio quello che in pochi anni si è potuto non già salvare, ma perdere e distruggere in fatto di religiosità vera e di educazione, non diciamo cristiana, ma anche solo morale e civile.