Alcuni giorni fa, ascoltando il TG della sera mi è capitato di seguire un servizio, in base al quale, da un’indagine del CENSIS, è emerso che il 70 % degli Italiani ritiene che, per uscire da questo periodo di negatività (non solo economica), è necessario diventare “persone migliori” e che per raggiungere questo obiettivo è importante “rieducarci alla Bellezza” e noi, nel nostro “Bel Paese”, ci possiamo riuscire.
Questo argomento mi ha riportato, inevitabilmente, alla memoria quello che Dostoevskij faceva dire al principe Myskin nella sua opera: “L’idiota” e cioè: “La Bellezza salverà il mondo”.
Ci si potrebbe chiedere come sia possibile che un concetto, apparentemente astratto, come quello della Bellezza possa avere un potere così forte sull’umanità.
Ebbene, io penso che un fondamento di verità, in tutto questo, ci sia.
S. Bonaventura diceva:
"Col peccato mortale l'uomo perde la bellezza soprannaturale dell'anima e diviene affatto impuro dinanzi a Dio. Come la putrefazione toglie alla mela il colore, l'odore, il sapore ed ogni bellezza di pregio, così il peccato grave toglie all'anima ogni valore di bellezza."
Sicuramente la Bellezza dell’anima è la Bellezza superiore, quella che ci avvicina a Dio, difficile da raggiungere su questa terra, ma per tentare di pervenire a questo, bisogna partire dalle cose semplici, quelle di tutti i giorni.
Il Creato è pieno di stimoli e di richiami al Bello, in esso possiamo percepire la presenza di Dio, ma noi siamo così distratti, superficiali ed insensibili che non ce ne accorgiamo.
Ma che cos’è la Bellezza?
Spesso si confonde il concetto del Bello con dei canoni standardizzati dalla società, mirati a valorizzare solo apparenza ed immagine e ci sfugge il significato più intrinseco.
In realtà essa è un grande potere nelle mani dell'Universo, capace di catturarci e di modificare il nostro sentire, i nostri comportamenti e persino le nostre decisioni.
Può rivelarsi attraverso infiniti volti, dalla natura che ci sta intorno, all'identità stessa dell’uomo, dall'arte alla parola, dalle immagini ai suoni, dai gesti agli oggetti.
La Bellezza cattura piacevolmente i nostri sensi in un'estasi, non cosciente, di sensazioni ed emozioni che predispongono l’animo al Buono.
Gli antichi Greci accostavano il Bello al Bene e al Vero.
Sicuramente il Bello ha la capacità di ingentilire l'animo di chi lo ammira.
Di fronte ad esso nascono, in noi, sentimenti buoni, di pace, calma ed incanto.
I nostri sensi ne restano inconsapevolmente avviluppati, procurandoci un impalpabile piacere, non più materiale, ma legato allo spirito ed in grado di annientare ogni sentimento negativo. Oserei dire che il Bello disarma l'uomo e può purificarlo.
Ognuno di noi aspira al Bello, ne è attratto, quasi fosse un'esigenza, un bisogno.
La Bellezza ci rapisce, ci disseta, ci appaga.
Attraverso il Bello, probabilmente, l'uomo si ricongiunge a Dio ed attinge, per un attimo, a quella "Perfezione", che non gli appartiene.
E allora sì: "La Bellezza potrebbe salvare il mondo", perché renderebbe l’uomo migliore, capace di spogliarsi dall’imbarbarimento che lo ricopre, operando una trasformazione dei cuori e quindi, di conseguenza, della società.




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