Ciao a tutti, mi piacerebbe sapere che opinione avete nei riguardi di Max Stirner e del suo pensiero.
Inoltre può secondo voi essere considerato un libertario?


Ciao a tutti, mi piacerebbe sapere che opinione avete nei riguardi di Max Stirner e del suo pensiero.
Inoltre può secondo voi essere considerato un libertario?




Intanto ti ringrazio per la risposta.
Ho aperto un topic per sapere il parere dei libertari tutti, dato che Stirner ha influenzato sia gli anarco-individualisti americani sia gli anarco-socialisti russi (ma aggiungerei anche Mussolini e tanti altri). Mi interessava in particolare il parere degli anarco-capitalisti visto che Rothbard non ne parlava molto bene, anche se non conosco le critiche gli ha mosso.


Non si dichiarava anarchico ma solo individualista. Nel senso che per lui, se non ho capito male dai suoi scritti, intendeva l'uomo come ipocrita moralista in alcuni casi, ma in fondo in fondo un unico che fa il cazzo che vuole sotto sotto. Di conseguenza se uno ha le capacità per lui, era pure autorizzato a poter fare il nazista di turno. Bollava come farneticazioni false e ipocrite ogni morale, socialista, liberale, cristiana che fosse. Perfino l'assioma di non aggressione per lui non aveva significato. Contava solo l'unico. Per cui, vedi tu.
Per me personalmente, può starci quello che dice, ma un uomo sa benissimo cosa è il male e cosa è il bene. Se poi vuol fare il bastardo e violare il principio di non aggressione non faccia il codardo e ammetta che è dalla parte del male. Da maligno verrò trattato da chi ha scelto il bene, ovvero il rispetto del principio di non aggressione e di quei valori morali tradizionali che hanno fatto la fortuna e lo sviluppo dell'uomo da pseudoscimiotto a uomo civile.
Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


Dal mio punto di vista Stirner non era che un "figlioccio" del pensiero nietzscheano. Il suo unico (piu' avanti ripreso dai tratti individualistici dell'anarca jungeriano) non era molto distante dal superuomo del primo, concepito come un individuo pronto a liberarsi dalle catene delle sovrastrutture che ne limitano l'azione e la libertà (Stato, chiesa, lavoro, società). Però credo che il suo unicismo non vada inteso come forma di contrasto alla collettività in quanto tale, ma come volontà di essere libero e quindi di imporre la sua libertà e il suo egoismo. Per esempio una certa destra ha intrerpretato il suo pensiero come tutt'altro che anarchico, rivalutando l'unico come colui che imponendo la propria libertà diventa un dominatore.
Ultima modifica di Il Dandi; 16-02-12 alle 12:25


Quoto. Anche io tendo a vedere i due molti simili. E condivido le tue conclusioni sull'unico e sul superuomo. Si tende a giustificare l'imposizione del capriccio personale coercitivo, giustificandolo come libertà individuale priva di moralità. Appunto, tutto molto immorale e disumano. Il male. Anche perchè la morale del principio di non aggressione, che fa parte comunque dell'indole umana o comunque dellla sua presa di coscienza, porta alla cooperazione tra individui e individui, e sopratutto alla crescita civile, sociale ed economica. In modo costante.
Ultima modifica di John Orr; 16-02-12 alle 12:46
Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


Bene, finalmente qualche risposta.
In linea di massima concordo col Dandi (anche se è Nietzsche che si rifà a Stirner, come ebbe da ammettere lui stesso con qualche timore), per Stirner lo ''Stato'' deve esistere solamente come comunità volontaria, un insieme di egoisti avente uno scopo comune (lui lo chiama Associazione). Per rispondere a John, sì Stirner rifiuta qualsiasi ''diritto di natura'' (quindi anche il principio di non aggressione), quindi in definitiva un stirneriano non può essere anarcocapitalista giusto?. Mi interessava sapere, come ho già scritto nel secondo post, le critiche che gli muove Rothbard, qualcuno di voi ne è a conoscenza?


Messa in questo modo può essere condivisibile; ora io rispondo sul tema Stirner, ma non seguo molto il vostro forum e le vs. posizioni. In genere non condivido il pensiero 'libertarian' americano (o anarcocapitalista) sul piano economico; potrei condividere qualcosa sul piano filosofico o dell'azione, se c'è dentro qualcosa, appunto, di "nicciano" e stirneriano.
Ho dato un'interpretazione dello stirnerismo visto da destra per come io l'ho capito, a livello personale non ho velleità di imporre la mia libertà in forma di dominazione non tifando per nessuna concezione 'totalitaria'. In tal senso mi sento ideologicamente piu' vicino allo Junger post-bellico.



