
Originariamente Scritto da
morfeo
La Teoria Monetaria Moderna ci salverà dalla Grande Contrazione?
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Perché allora il debito pubblico è diventato (vedi Grecia) l’oggetto di culto prediletto nel “feticismo delle cifre” che ci soggioga?
Le grandi crisi partoriscono grandi idee.
Così fu dopo il crac del 1929 e la Depressione.
Per uscirne, l’Occidente usò il pensiero di John Maynard Keynes, scoprì un ruolo nuovo per lo Stato nell’economia, inventò le politiche sociali del New Deal e la costruzione del moderno Welfare State.
Oggi siamo daccapo.
L’eurozona sprofonda nella sua seconda recessione in tre anni.
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Il nuovo Verbo che sconvolge i dogmi degli economisti, assegna un ruolo benefico al deficit e al debito pubblico.
E’ un attacco frontale all’ortodossia vigente.......
Quel che accade in questi giorni a Roma e Atene, l’austerity imposta dalla Germania, per i teorici della Mmt non è soltanto sbagliata nei tempi (è pro-ciclica: perché taglia potere d’acquisto nel bel mezzo di una recessione), ma è concettualmente assurda.
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La via della crescita, passa attraverso un rilancio di spese pubbliche in deficit, da finanziare usando la liquidità della banca centrale. Non certo alzando le tasse: non ora.
Se è così, stiamo sbagliando tutto.
Proprio come il presidente americano Herbert Hoover sbagliò drammaticamente la risposta alla Grande Depressione, quando cercò di rimettere il bilancio in pareggio a colpi di tagli (stesso errore che fece Franklin Roosevelt nel 1937 con esiti nefasti).
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1] Da una parte ci sono i “falchi” del deficit: come Angela Merkel, le tecnocrazie (Fmi, Ue), e tutti quegli economisti schierati a destra con il partito repubblicano negli Stati Uniti, decisi a ridurre ferocemente le spese.
Per loro vale la falsa equivalenza tra il bilancio di uno Stato e quello di una famiglia, che non deve vivere al di sopra dei propri mezzi: un paragone che non regge, una vera assurdità dalle conseguenze tragiche secondo la Mmt.
2] Poi ci sono le “colombe” del deficit, i keynesiani come Krugman e Stiglitz. Questi ultimi contestano l’austerity perché la giudicano intempestiva (i tagli provocano recessione, la recessione peggiora i debiti).......
3] Il terzo protagonista sono i “gufi” del deficit.
Negli Stati Uniti come nell’antica Grecia il gufo è sinonimo di saggezza. I “gufi”, la nuova scuola della Mmt, ritengono che il pericolo dell’inflazione sia inesistente.
Secondo Galbraith Jr. “l’inflazione è un pericolo vero solo quando ci si avvicina al pieno impiego, e una situazione del genere si verificò in modo generalizzato nella prima guerra mondiale”.
Di certo non oggi.
Il deficit pubblico nello scenario odierno è soltanto benefico, a condizione che venga finanziato dalle banche centrali: comprando senza limiti i titoli di Stato emessi dai rispettivi governi.
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