I coreani, in quanto comunisti, sono opposti al sistema di valori che noi dovremmo sostenere. Meglio scegliersi altri alleati, piuttosto dei musi gialli.


I coreani, in quanto comunisti, sono opposti al sistema di valori che noi dovremmo sostenere. Meglio scegliersi altri alleati, piuttosto dei musi gialli.
















Forse si è presa la questione in modo troppo serioso. Io per primo ho teso ai toni ironici, sottolineando inoltre che dato che siamo in Europa non si vede come cose tipo la fame in Corea dovrebbero essere per noi il parametro dei parametri.
Soprassiedo su chi preferisce il paese liberaldemocratico che fa esprimere legalmente il dissenso.
L'apprezzamento sulla Corea del Nord si riferisce ovviamente alla forma di governo, è una provocazione assolutista contro i moderati, sotto qualsiasi etichetta possano nascondersi, è la rivendicazione di un approccio totale alla politica, di un potere a cui niente è vietato per principio, della forma più radicale di governo oggi in circolazione per dare l'esempio di ciò cui si sarebbe disposti.
Riguardo poi allo stato del paese, invito non solo a leggere resoconti vari (come l'utile pdf linkato da Spetaktor) di chi ci è stato di persona, ma anche a soprassedere su temi come la "povertà" maggiore o minore, sia per via delle più svariate sanzioni commerciali che colpiscono il paese così come altri facenti parte dello stesso "livello di antipatia internazionale" (Cuba eccetera), sia perché qualcuno dovrà pur ricordare che ai tempi del fascismo tra sanzioni e debolezze varie, per quanto lo Stato potesse fare in termini di aiuto, non si era comunque a chissà quale livello, proprio come in Corea del Nord. Se poi, anche ipotizzando per assurdo di immaginare il potenziale al netto di quel genere di economia in assenza di boicottaggio internazionale massivo, si appurasse che quel dato modello economico ha i suoi intrinseci e significativi limiti lo stesso (come ad esempio io penso), non vedo come questo potrebbe alterare un giudizio politico. Senza contare che lo stile di vita frugale, semplice e privo di lussi è uno dei freni più concreti alla corruzione del carattere e dei costumi di un popolo e gioca quindi un ruolo chiave nella tenuta del sistema politico.
Si potrà prendersela per la questione del comunismo: ma si sia sinceri, economia a parte (comunque ormai ibrida), trattasi di dispotismo asiatico millenario e immutato, hanno cambiato nome all'imperatore-dio e gli hanno messo addosso delle casacchette antiestetiche anziché i paramenti sacri, con altre aggiunte kitsch che sicuramente porterebbero noi esigenti europei a formulare obiezioncine di stile qui e là.. ma siamo seri, in un paese del genere non c'è traccia sostanziale di Karl Marx neanche a cercarla col binocolo, e sono proprio i più razzisti fra noi che coerentemente al proprio impianto teorico dovrebbero rendersene conto data l'evidenza così lampante.
Gli asiatici hanno un carattere maggiormente comunitario, lo si sa, tendono a fare le formichine ancor più di quanto potremmo mai fare noi, che a nostra volta abbiamo un carattere diverso ed altre peculiarità. Non vedo però perché da questo dovrebbe discendere un qualche automatico e acritico disprezzo, e ad un minimo di sguardo critico dovremmo renderci conto di come non si stia parlando di qualcosa d'intercambiabile con l'ultima satrapia di un Mugabe qualunque - non si tratta, in questo caso, di niente che abbia a che fare con il mero terzomondismo, per il quale sono ben più acconci altri esempi.
Che osservazioni di questo genere sottendano un'acritica apologia della RDPC? Ovviamente no, tantopiù che da parte mia l'apprezzamento era in primis per la forma assoluta di potere. Tuttavia non si vede perché buttare in vacca il discorso prediligendo il solito sbrigativo paio di pregiudizi solo perché quelli hanno il disegno del martellino sulla bandiera.
Penso che per chi ha dato segno di apprezzamento si trattasse semplicemente di épater le libéral rivendicando un radicalismo assoluto in barba ad ogni fiacco compromesso liberale o conservatore che sia. Che poi con lo stesso gradiente di potere qualora si fosse noi a disporne si farebbero cose diverse e diversamente orientate, è altra questione. Solo, è un po' inutile starsene aggressivi e prevenuti per difendere a priori posizioni magari più moderate.
"Collectively, Eurasia's potential power overshadows even America's".
Zbigniew Brzezinski, "A geostrategy for Eurasia"


mai apprezzato l'assolutismo orientale.
quello occidentale... nemmeno.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.