Lo scopo di questo topic è contestualizzare l'emergenza sicurezza e la sua correlazione con l'immigrazione clandestina, una discussione che è nata nel topic delle elezioni sulle Europee.
Ho sostenuto che sia ignorante chi accoglie le affermazioni della Lega come se fossero veritiere, e lo ribadisco. Il mio scopo non è polemico ma informativo. Voglio darvi gli strumenti perchè possiate effettuare una riflessione politica basata sulla realtà, e non sulla demagogia.
Quindi: esiste un'emergenza criminalità in Italia?
Questo è il trend dal 1984 (ho aggiunto chi gli intervalli di governo – Centrodestra e Centrosinistra. Non che abbiano alcun significato).
Fra l'84 e il '91 raggiungono l'età adulta i baby boomers, i figli della Seconda Guerra Mondiale. In tutto il mondo ci fu un picco di criminalità, e in tutto il mondo questo picco cominciò a declinare negli anni '90.
Gli immigrati si inseriscono in quest'ottica. La stragrande maggioranza dei crimini sono commessi da giovani uomini. La stragrande maggioranza degli immigrati sono giovani uomini. Fare due più due è abbastanza semplice. Mentre la popolazione Italiana autoctona invecchiava e non faceva figli, diminuendo il suo tasso di criminalità, gli esuberanti giovani immigrati ne prendevano in parte il posto.
Ma allora non potremmo tenere fuori gli immigrati ed evitare il problema? Bravi, e in un paese di vecchi chi cazzo lavora? Le pensioni chi le paga? Il welfare? I giovani immigrati non hanno sostituito i giovani italiani soltanto nella criminalità, ma anche e soprattutto nella legalità.
Comunque, il dato sull'età spiega soltanto una parte del problema, e anche della soluzione del problema. I reati negli anni '90 sono diminuiti non solo perchè sono diminuiti i giovani, ma anche perchè la polizia ha effettuato un'efficace azione di contrasto nel Sud, dove si concentra la maggior parte della criminalità Italiana.
Allo stesso modo, il fatto che i reati abbiano ripreso a crescere negli anni 2000 è sicuramente correlato all'età degli immigranti, soprattutto nel caso di furti, rapine, spaccio e prostituzione, ma ha anche altri fattori.
Ma bisogna tenere conto di un fatto: le rapine sono cresciute sia al nord che al sud, ma l'80% degli immigrati si concentra al nord.
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Il tasso di rapine al Sud è più del doppio di quello del Nord, mentre la crescita in entrambi i casi è stata uguale.
Le rapine comunque – un crimine dal forte impatto sociale, perchè corredato da violenza – sono in aumento. Il fatto che lo siano anche al sud però dovrebbe far riflettere su una semplice correlazione immigrazione-criminalità.
I furti invece – che al contrario delle rapine non contemplano la violenza o la minaccia – sono più alti al nord invece che al sud. Sono anche in diminuzione.
Da notare i furti in appartamento, cavallo di battaglia dei Leghisti. Dal 1998 (anno in cui non ricordo tremendi annunci di emergenza sicurezza) sono diminuiti del 56%. Anche scippi e borseggi sono sotto ai livelli di picco.
Quindi, riassumendo: totale reati in aumento; omicidi in calo; furti in calo; rapine in aumento, ma preponderanti al Sud – il doppio rispetto al Nord. L'85% degli immigrati è al centro-nord. La gente del Sud quindi dovrebbe avere il doppio della paura, se questa paura fosse correlata ai reati, e non al pregiudizio nei confronti di chi li compie e al panico da televisione.
Ma chi ha paura in Italia?
Tutti, anche se contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il tasso aggregato di paura è diminuito dagli anni '90 (sarebbe interessante vedere i dati aggiornati al 2009, dopo la campagna-panico di PDL/Lega).
Il dato interessante è che Nord e Nord-Est hanno solo poco meno paura del Sud – nonostante subiscano la metà dei reati! E hanno molta più paura delle Isole, dove si trova la Sicilia, una regione con un tasso di rapine di 30 punti superiore alla media del centro-nord!
Viene da chiedersi allora se il problema sia il reato, o il colore della pelle di chi lo commette.
Altro dato:
Nel complesso gli stranieri regolari denunciati sono stati nel 2006 quasi il 6% del totale dei denunciati in Italia. E gli stranieri regolari sono meno del 5% della popolazione residente. Quella sproporzione dunque non c’è se si parla di immigrati regolari. Del resto la quota di stranieri regolari denunciati sul totale degli stranieri regolari in Italia si ferma al 2% circa.
La criminalità immigrata fuori norma è quindi interamente ascrivibile agli irregolari – o clandestini.
Chi sono questi irregolari?
La stima, basata sulle varie sanatorie, su sondaggi e su ricerche sul campo, è che fossero fra i 650 e gli 800mila nel 2008. Di questi, l'85% entra via terra, con un visto turistico, e poi rimane in Italia alla scadenza del visto. Non sono quindi persone che entrano illegalmente (e non arrivano certo sui barconi), ma persone che diventano illegali - tendenzialmente perchè la burocrazia italiana non è in grado di fornirgli i documenti abbastanza in fretta, o perchè i datori di lavoro non intendono legalizzarli.
Pregiudizio pro-immigrati irregolari da parte mia?
Prendiamo il decreto flussi 2006: il governo mette a disposizione 170.000 posti. I DATORI DI LAVORO - badate bene, non gli immigrati, ma cittadini Italiani che impiegano gli immigrati irregolari - hanno presentato 484.000 domande.
Questo vuol dire che l'economia italiana aveva bisogno di 314.000 lavoratori in più rispetto a quelli che il governo ha deciso di permettere. In altri termini il governo IMPEDISCE alle imprese italiane di assumere lavoratori regolarmente.
Meglio, così assumono italiani, direte voi.
Difficile, quando il 55% degli immigrati risiede al Nord, dove la disoccupazione nell'economia emersa, non nera, è al 3%, un dato definibile come "frizionale", e quindi di piena occupazione.
Ripeto: le imprese italiane, quindi il mercato, hanno bisogno di 484.000 lavoratori - in effetti li hanno già assunti. Il governo gli dice che possono averne solo 170.000. Il governo IMPONE al mercato la sua volontà.
E il governo Berlusconi sarebbe liberista?
E secondo voi quei 370.000 lavoratori stranieri che, PER COLPA DEL GOVERNO, non vengono regolarizzati, e quindi non pagano contributi, non hanno accesso ai servizi, non posso comprare casa, accendere un mutuo (e che ora non possono nemmeno andare in ospedale o mandare i figli a scuola) sono dei criminali? Meritano l'espulsione?
Quale reato hanno commesso? "Sostenimento dell'economia italiana"?
Un altra cosa: parliamo di 480.000 clandestini con un lavoro. Sul dato del 2008 - 650.000 clandestini totali stimati - parliamo del 73%. La stragrande maggioranza.
Ma in realtà per il 2006 i clandestini totali stimati erano 500.000.
480.000 avevano un lavoro regolare.
Questo ci lascia con 20.000 clandestini senza lavoro in tutta italia. Presumendo che il loro datore di lavoro non fosse un leghista che si è rifiutato di presentare domanda di regolarizzazione perchè poi avrebbe dovuto pagare le tasse.
Quindi ditemi voi, quando fra il 70 e il 90% dei clandestini hanno un lavoro, ma restano clandestini per colpa del governo, come dovremmo chiamarli.
Criminali?
Ce l'avete una coscienza?
http://www.december18.net/web/docpapers/doc4082.pdf
http://www.interno.it/mininterno/exp...riminalita.pdf
In questa immagine la Top 10 dei paesi con più crimini violenti (e l'Italia non compare):
E pure in questa classifica di carcerati per numero di abitanti:
Ma ci saranno davvero tutti questi criminali in Italia?









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