Ha avuto ombre(tante) e luci.
Del resto se il sistema l'unico comunista che ha messo
in cattiva luce è lui..un motivo ci sarà.


Ha avuto ombre(tante) e luci.
Del resto se il sistema l'unico comunista che ha messo
in cattiva luce è lui..un motivo ci sarà.


Quanto alla "paranoia" deterministica anche i conquistadores credevano di portare la vera fede e anche i calvinisti si concepivano come il popolo eletto predestinato da Dio al successo, ma non si capisce in che modo questo pregiudichi il loro successo anziché precisamente determinarlo.
Ultima modifica di Troll; 01-04-12 alle 18:27


Ho letto il secondo articolo e, sinceramente, non spiega assolutamente nulla. Non smentisce nella maniera più assoluta che Stalin non volesse attaccare la Germania, anzi dice proprio questo, affermando che Stalin avesse in progetto l'attacco nel 1942. Quello che sostengo io e cioè che Hitler lo volle precedere.
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


Apparte che c'è scritto chiaro e tondo:
"L’URSS, in altre parole, era una società e un sistema in rapido movimento storico, non la caricatura totalitario che i suoi critici immaginavano in modo cronico e astorico. Di conseguenza, le raffigurazioni dell’URSS di Stalin come un pericolo imminente e mortale per la civiltà occidentale sono risibili, tanto più che Stalin aveva fatto tanto per tenere a freno l’agitazione comunista rivoluzionaria in molte occasioni negli anni ’30, e di nuovo dopo la firma del patto di non aggressione con la Germania, nel 1939. È possibile una qualsiasi seria valutazione delle minacce alla civiltà occidentale, nel 1941, potendo veramente paragonare l’URSS alla manifesta, dichiarata barbarie del nazismo, con la sua intrinseca adesione al razzismo rabbioso, nazionalismo espansionista e genocidio?''
Comunque quello che volevo sottolineare erano i numeri dei soldati e dei mezzi dell'URSS, numeri che sarebbero stati molto più massicci in caso di ''imminente attacco''.
Ultima modifica di Tyler Durden; 01-04-12 alle 18:53


Casa Editrice Corbaccio
Constantine Pleshakov se ne è occupato con la maggior serietà e col più completo apparato di documenti.
Se ne parlò già qui su PIR http://politicainrete.it/forum/movim...ialismo-4.html


lo vedi che sei masochista?
dai 'disastri' della guerra civile era già uscito lenin con la nep
per il resto, in sintesi, che mi sono già rotto
1) gli accordi di monaco dimostrano il totale isolamento di stalin. aumenta la paranoia
2) pertanto, nell'aprile '39 stalin decide di rompere l'isolamento, offrendo a francia e inghilterra un'alleanza militare a tre in funzione antitedesca. litvinov non ci crede, stalin lo sostituisce nel maggio con molotov, incaricato di continuare le pressioni su francia e inghilterra
3) francia e inghilterra però rispondono con scarso entusiasmo, vanno per le lunghe, stalin sceglie la germania
4) lo scoppio della guerra (non localizzata) fa capire a stalin che tenere fuori l'urss dal conflitto è impossibile.
5) la sconfitta della francia fa capire a stalin che non ci sono più ostacoli a una eventuale guerra a est di hitler
6) il fallimento degli incontri di berlino del novembre '40 dimostrarono a entrambi i contendenti che bisognava scatenare la guerra. hitler fu semplicemente più veloce.
Ultima modifica di Marco d'Antiochia; 01-04-12 alle 19:06


Ma voialtri che leggete avete capito in quale modo tutto ciò concluderebbe che lo statista di maggiore successo sarebbe stato magari Roosevelt che partiva facilitato dalla posizione degli Usa o quell'altro tedesco che ha assistito alla distruzione delle proprie città oltre che dei sogni - anziché colui che dal "totale isolamento diplomatico" è arrivato a inglobare mezza Europa?


Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Il libro:
La reazione di Stalin all’improvvisa invasione tedesca nel giugno del 1941 è uno dei capitoli più discussi e controversi della storia contemporanea. Secondo alcuni, il dittatore fu colto di sorpresa, precipitò in una crisi depressiva e fu per dieci giorni del tutto incapace di dirigere la resistenza del paese contro il micidiale attacco congiunto della Wehrmacht e della Luftwaffe. Secondo altri, Stalin sapeva che la guerra sarebbe scoppiata e si preparava a farla lui stesso nel 1942, non appena le forze sovietiche fossero state pronte a prendere l’iniziativa. Ma i suoi piani furono sconvolti dalla mossa d’anticipo di Hitler e l’unica difesa possibile, in quelle circostanze, fu quella di contenere, con qualche misura di ripiego, l’avanzata del nemico.
Oggi, grazie alle esaurienti ricerche di Constantin Pleshakov negli archivi sovietici, il quadro è finalmente più chiaro. Stalin preparava la guerra per il 1942 e fu effettivamente sconcertato da un evento che non aveva previsto; per 48 ore si assentò dal Cremino e stentò poi, per qualche tempo, a regolare il passo delle sue decisioni sui tempi di un’operazione travolgente che permise ai tedeschi, nei primi dieci giorni, di penetrare per 550 chilometri nel territorio dell’Urss e di conquistare un territorio abitato da 20 milioni di russi, ucraini, bielorussi.
Da quel momento il paese, sia pure con grande lentezza cominciò a dare segni di ripresa. Pleshakov elenca le ragioni che permisero all’Urss di uscire vincente dalla partita. Il disprezzo di Hitler per i popoli slavi e il trattamento inflitto ai prigionieri sovietici. La vastità del territorio e il «generale inverno» dettero all’Urss il tempo per preparare le forze del contrattacco. Stalin dimostrò, nella condotta delle operazioni, una inattesa flessibilità: ridusse il potere dei commissari nelle formazioni militari, lasciò ai generali una maggiore libertà di iniziativa, attenuò i toni della ideologia per dare libero sfogo ai sentimenti patriottici del popolo. Ma non rinunciò a utilizzare gli stessi metodi del Terrore di cui si era servito per controllare il Paese negli anni precedenti. Patriottismo russo e Terrore: furono questi gli ingredienti con cui Stalin, dopo lo smarrimento dei primi dieci giorni, riuscì a sconfiggere la Germania di Hitler.
Sembra molto interessante.
Ultima modifica di Tyler Durden; 01-04-12 alle 19:22


Che libri consigliate su Stalin?
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.