pare che nessun colpo di grosso calibro italiano abbia colpito una unità nemica nel corso della guerra.
se non sbaglio la "tolleranza" del peso delle cariche di lancio dei nostri g.c. fosse dell'1%.
ora spiegatemi voi come si fa ad avere armi sulla carta all'avanguardia, e poi tollerare un errore tale per apparati che devono portare un proiettile a 20 km di distanza.
queste cose erano già state superate dall'industria da almeno 80 anni.
per quanto riguarda l'impraparazione generale:
è vero che dal '35 si era cominciato ad ammodernare le FFAA, con nuove armi e tattiche, ma lo avevano fatto tutte le nazioni in seguito al riarmo tedesco.
l'inghilterra aveva motorizzato completamente tutto l'esercito (unica nazione al mondo). i francesi avevano una artiglieria mostruosa e carri meglio dei tedeschi. anche la loro flotta era potentissima, credo la quarta al mondo (dopo GB, USA e JPN).
noi avevamo le "nuove armi" della fanteria come la breda 37 (descritta come ottima, ma potrei dire "media"), il mortaio da 45 (serviva?), il pezzo c.a. da 20 mm (ottimo) il mortaio da 81 (copia di quello francese, che avevano tutti), la breda 30 (a detta di tutti una vera calamità, anche se un reduce mitragliere me ne ha parlato benissimo, bastava tenerla pulita).
il '91 era stato ammodernato (accorciato e semplificato) ma era vecchio di 50 anni. i francesi avevano un nuovo fucile veramente ottimo (anche se già superato dai semiauto).
ripeto, ci stavamo ammodernando, ma come tutti, ed evidentemente non abbastanza per le esigenze della guerra.
a questo si aggiunge la mancanza di un "piano" adeguato alle nostre forze.
l'illusione era una "guerra breve", confusa con una "guerra facile". non fu nessuna delle due cose.
il problema è stabilire di chi è la colpa (se colpa c'è).
per mussolini l'italia era una "piccola germania", i fatti hanno dimostrato che eravamo una "grande bulgaria" (non è farina del mio sacco, ma non mi ricordo dove l'ho presa).




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