Salve, ho imparato cosa sono i caps.
Ingenuamente mi chiedo: perché lo stato non compra caps sui titoli di stato e se ne frega dello spread?


Salve, ho imparato cosa sono i caps.
Ingenuamente mi chiedo: perché lo stato non compra caps sui titoli di stato e se ne frega dello spread?
Ultima modifica di Alepk; 17-04-12 alle 20:13


Ha comprato IRS (i caps sono riducibili a questi) dato che nel tempo hanno assunto fair value negativi c'ha rimesso un bel po' di soldi (i pagamenti a Morgan Stanley di cui la stampa ha fantasticato) . BTW...secondo me non erano nemmeno inclusi nel debito pubblico
Inutile ricordare che se li comprasse oggi per hedgiare titoli già emessi sarebbero così in the money da bilanciare i minori costi sui sugli interssi


Prendo lo spunto da "BTW...secondo me non erano nemmeno inclusi nel debito pubblico" per dire che è proprio il sistema di contabilità dello Stato che consente questi giochetti. Di fatto, lo Stato non fa lo stato patrimoniale. Quello che fa è ridicolo, guardando anche solo l'aspetto immobilizzazioni.
Non facendolo, è facile far sparire contratti swaps che potrebbero rinviare passività. Infatti, quello che tutti indicano/guardano è una sorta di conto economico dove sono indicati gli interessi pagati nell'anno e l'elenco dei titoli in essere e da rinnovare.


Mi sa che hai ragione
Tanto piu' che probabilmente non hanno una corrispondente plusvalenza nei titoli in circolazione. Lo spread è cresciuto notevolmente e queste variazioni non possono essere hedgiate con gli strumenti di cui si parla. E' un bel buco aggiuntivo ...e basta
Ultima modifica di Phileas; 17-04-12 alle 21:54


per fortuna è arrivato il vincolo di bilancio in costituzione






C'è un problema di fondo. Ogni bilancio pubblico nasce - già - in pareggio ( quello dello Stato fa eccezione per le sue peculiarità, perché alla fine, per il fabbisogno, si tiene conto del conto di tutte le amministrazioni pubbliche).
Il problema è che rispetto alle aziende private dove per bilancio si intende il documento finale, nelle amministrazioni pubbliche per bilancio si intende il preventivo (quello che è il budget nelle aziende) e tale bilancio ha funzione autorizzativa.
Ebbene, mentre le spese si realizzano sempre tutte (essendo chiaramente facile spendere), le entrate sono solo "previste".
Si tratta, dunque, di entrate che si prevede di accertare e incassare, ma di cui non si alcuna sicurezza. E' così facile iscrivere in bilancio poste di fantasia, nell'ammontare, al solo fine di pareggiare spese che, invece, saranno impegnate per intero.
Nel corso dell'anno, se lo Stato fosse un'azienda seria, dovrebbe monitarsi continuamente la situazione entrate (valutando la percentuale di accertamento, quella di riscossione, lo smaltimento dei residui attivi), al fine di "assestare" tempestivamente il bilancio (anche riducendo le spese), ma ciò ovviamente non fa comodo a nessuno.
Inoltre, è lo stesso meccanismo dell'art. 81 Cost. ad essere carente: Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte".
Tralasciando la parola "altra", che contiene numerose limitazioni ed andrebbe tolta, risulta evidente che si fa esclusivo riferimento solo alle "nuove o maggiori spese", mentre invece una legge può anche comportare minori entrate, e, soprattutto, la nuova legge deve solo "indicare" i mezzi per farvi fronte. Indicare, alla fine, è sempre inteso non come provvedere ma proprio solo come indicare. Cioè, spendo 100 in più e quei 100 saranno finanziati con l'istituzione di un nuovo tributo o con l'aumento di un tributo esistente. Il gettito si realizzerà per quell'importo? Non si sa, intanto si spendono i soldi poi si vedrà.
E chiaro che così il vincolo del pareggio di bilancio diventerebbe solo formale, perché poi a consuntivo tornerebbe a ricrearsi il deficit.