Santa Sede. Due pesi e due misure.
Così scrive la nostra Luisa. È un intervento che estraggo per metterlo in evidenza perché rispecchia, oltre alla situazione, anche il nostro stato d'animo e i nostri pensieri, the day after. E, quindi, desidero condividerlo e ripartire da qui, sempre in orante e fiduciosa attesa.
Ho molta difficoltà a rispettare il comportamento di quei Pastori, successori degli apostoli, che stanno facendo le pulci alla FSSPX, che si stanno opponendo con tutte le loro forze all'accordo, in modo aperto e in modo più subdolo, anche gettandosi come lupi famelici su lettere private divulgate dal Giuda di servizio.
Forse che quei Pastori apprezzerebbero essere vittime di un tradimento di quel genere, apprezzerebbero che i loro conflitti e le loro divergenze ( e ci sono ), le loro corrispondenze private, siano gettate in pasto ai loro nemici per farne un uso detestabile?
Il Giuda o i Giuda sembrano aver raggiunto il loro scopo, ma chi sta traendo vantaggio da quel diabolico tradimento al servizio delle propria battaglia contro la FSSPX - e per molti fra loro anche contro la Tradizione, non dimentichiamolo - sta dando della Chiesa un'immagine molto poco ammirevole e luminosa.
Come posso rispettare il comportamento di quei Custodi della Fede che non dicono una parola contro chi sta distruggendo la nostra Fede distorcendone le verità fondanti, contro chi sta violentando il cuore della nostra Fede, la sacra Liturgia; anzi li appoggiano, li difendono e li proteggono? Come posso non vedere che hanno una sola parola sulle labbra: "Concilio", una sola frase : "bisogna rispettare il Concilio", e se ne servono contro la FSSPX, ma se ne stanno zitti zitti quando i loro protetti calpestano quel Concilio da loro mitizzato ma che non ha voluto tutti gli abusi che con il loro silenzio ratificano?
Quel comunicato - e perfino Tornielli lo ha scritto - ci mostra, ahinoi, che i nemici dell'accordo ( interni e esterni alla FSSPX) hanno lavorato a monte, mentre a valle hanno trovato chi ha accolto il loro perfido seminato. Tra l'altro strumentalizzando un documento deplorevole, al quale hanno attribuito la dignità di autorevole fonte, servendosene per cristallizzare, del tutto arbitrariamente, una situazione interna - difficile sì - ma tuttora fluida e in via di composizione per lo meno in molte sue componenti.
Col comunicato, infatti, viene materializzata, come se fosse definitiva, una situazione che è interna alla FSSPX, una situazione ancora in movimento, non conclusa, una divergenza espressa che non poteva che essere seguita da altri scambi interni alla FSSPX: ciò che di fatto sta già avvenendo, con cura e sollecitudine, con ulteriori sviluppi dovuti anche alle spiegazioni e chiarimenti dati ai vescovi da Mons. Fellay, il primo dei quali è il contatto positivo con Mons. de Galarreta.
Come si può pensare che quelle lettere, così vergognosamente strumentalizzate, segnassero la fine dei contatti fra Mons. Fellay e i vescovi della FSSPX? Che la situazione fosse definitivamente fissata secondo i termini delle lettere? Credete che dopo quegli scritti non ci sian stati contatti personali e privati, che, dopo aver ricevuto spiegazioni, chiarificazioni, i vescovi ( anche se non tutti, anche se non subito tutti) rifiutassero di rivedere le loro posizioni? Che fosse esclusa ogni possibile ricomposizione? Chi si è gettato come un lupo famelico su quelle lettere, purtroppo anche intra muros, dovrebbe farsi un esame di coscienza perchè si è messo al servizio di colui che divide.
La Commissione, in questo modo si è ingerita negli affari interni della Fraternità, appoggiandosi su una malevola fuga di corrispondenza privata, agendo come se la scissione interna fosse già consumata. Mentre l'interpretazione giusta della vicenda, tra l'altro pubblica, è quella del Superiore del Distretto statunitense. È questo che rimprovero al comportamento di una Commissione, di molti membri della quale sono ben note le posizioni ostili alla FSSPX.
Intransigenza, opposizione inferocita contro la FSSPX, tolleranza estrema contro i vari novatores anche i più ribelli, perfino eretici. Come posso zittire la mia coscienza che mi mostra le azioni deplorevoli di quei Pastori che stanno anche, ma non è una novità, mettendo i bastoni nelle ruote al Papa, opponendosi alla sua chiara volontà di riportare la FSSPX nell'ovile? Anche se è a lui che spetterà l'ultima parola?
Il comunicato di ieri, e le parole di Padre Lombardi, sono sintomatici e rivelatori della situazione ai vertici della Chiesa, meta-messaggi inviati al Papa e al.Popolo di Dio... il Papa può pensar quel che vuole, non può andare contro la nostra volontà, e noi quell'accordo non lo vogliamo, o siamo pronti ad accettarlo al prezzo dell'annientamento della FSSPX, della sua neutralizzazione. Aggiungo che a tutto questo si vanno a sommare le ingerenze, davvero inquietanti dei "fratelli" maggiori in vistosa e pubblica agitazione a molti livelli. Un prezzo che, se il Papa non ci mette le mani, anche Mons. Fellay non potrebbe accettare, e che vedrebbe ulteriormente disorientati non solo i componenti della Fraternità ma anche molti cattolici che custodiscono con tenacia e fedeltà la loro identità fino ad oggi fortemente compromessa.
Sono però anche convinta che fra i membri di quella Commissione - come nel resto della Chiesa - ci sono Pastori moderati, sinceramente uniti al Santo Padre e sinceramente desiderosi dell'unità della Chiesa, non a priori nemici della FSSPX. Essi non sono la maggioranza, questa è un'evidenza, ma se non fanno sentire la loro voce, tutti i lavoratori infaticabili del campo del divisore finiranno per vincere la loro battaglia.
Noi cerchiamo di fa udire una voce cattolica da questa nostra Agorà e continuiamo ad attendere e pregare!
Chiesa e post concilio: Santa Sede. Due pesi e due misure.




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