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  1. #21
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    Predefinito Re: Lefebvriani, la risposta positiva è arrivata (?)

    Santa Sede. Due pesi e due misure.

    Così scrive la nostra Luisa. È un intervento che estraggo per metterlo in evidenza perché rispecchia, oltre alla situazione, anche il nostro stato d'animo e i nostri pensieri, the day after. E, quindi, desidero condividerlo e ripartire da qui, sempre in orante e fiduciosa attesa.


    Ho molta difficoltà a rispettare il comportamento di quei Pastori, successori degli apostoli, che stanno facendo le pulci alla FSSPX, che si stanno opponendo con tutte le loro forze all'accordo, in modo aperto e in modo più subdolo, anche gettandosi come lupi famelici su lettere private divulgate dal Giuda di servizio.

    Forse che quei Pastori apprezzerebbero essere vittime di un tradimento di quel genere, apprezzerebbero che i loro conflitti e le loro divergenze ( e ci sono ), le loro corrispondenze private, siano gettate in pasto ai loro nemici per farne un uso detestabile?

    Il Giuda o i Giuda sembrano aver raggiunto il loro scopo, ma chi sta traendo vantaggio da quel diabolico tradimento al servizio delle propria battaglia contro la FSSPX - e per molti fra loro anche contro la Tradizione, non dimentichiamolo - sta dando della Chiesa un'immagine molto poco ammirevole e luminosa.

    Come posso rispettare il comportamento di quei Custodi della Fede che non dicono una parola contro chi sta distruggendo la nostra Fede distorcendone le verità fondanti, contro chi sta violentando il cuore della nostra Fede, la sacra Liturgia; anzi li appoggiano, li difendono e li proteggono? Come posso non vedere che hanno una sola parola sulle labbra: "Concilio", una sola frase : "bisogna rispettare il Concilio", e se ne servono contro la FSSPX, ma se ne stanno zitti zitti quando i loro protetti calpestano quel Concilio da loro mitizzato ma che non ha voluto tutti gli abusi che con il loro silenzio ratificano?

    Quel comunicato - e perfino Tornielli lo ha scritto - ci mostra, ahinoi, che i nemici dell'accordo ( interni e esterni alla FSSPX) hanno lavorato a monte, mentre a valle hanno trovato chi ha accolto il loro perfido seminato. Tra l'altro strumentalizzando un documento deplorevole, al quale hanno attribuito la dignità di autorevole fonte, servendosene per cristallizzare, del tutto arbitrariamente, una situazione interna - difficile sì - ma tuttora fluida e in via di composizione per lo meno in molte sue componenti.

    Col comunicato, infatti, viene materializzata, come se fosse definitiva, una situazione che è interna alla FSSPX, una situazione ancora in movimento, non conclusa, una divergenza espressa che non poteva che essere seguita da altri scambi interni alla FSSPX: ciò che di fatto sta già avvenendo, con cura e sollecitudine, con ulteriori sviluppi dovuti anche alle spiegazioni e chiarimenti dati ai vescovi da Mons. Fellay, il primo dei quali è il contatto positivo con Mons. de Galarreta.

    Come si può pensare che quelle lettere, così vergognosamente strumentalizzate, segnassero la fine dei contatti fra Mons. Fellay e i vescovi della FSSPX? Che la situazione fosse definitivamente fissata secondo i termini delle lettere? Credete che dopo quegli scritti non ci sian stati contatti personali e privati, che, dopo aver ricevuto spiegazioni, chiarificazioni, i vescovi ( anche se non tutti, anche se non subito tutti) rifiutassero di rivedere le loro posizioni? Che fosse esclusa ogni possibile ricomposizione? Chi si è gettato come un lupo famelico su quelle lettere, purtroppo anche intra muros, dovrebbe farsi un esame di coscienza perchè si è messo al servizio di colui che divide.

    La Commissione, in questo modo si è ingerita negli affari interni della Fraternità, appoggiandosi su una malevola fuga di corrispondenza privata, agendo come se la scissione interna fosse già consumata. Mentre l'interpretazione giusta della vicenda, tra l'altro pubblica, è quella del Superiore del Distretto statunitense. È questo che rimprovero al comportamento di una Commissione, di molti membri della quale sono ben note le posizioni ostili alla FSSPX.

    Intransigenza, opposizione inferocita contro la FSSPX, tolleranza estrema contro i vari novatores anche i più ribelli, perfino eretici. Come posso zittire la mia coscienza che mi mostra le azioni deplorevoli di quei Pastori che stanno anche, ma non è una novità, mettendo i bastoni nelle ruote al Papa, opponendosi alla sua chiara volontà di riportare la FSSPX nell'ovile? Anche se è a lui che spetterà l'ultima parola?

    Il comunicato di ieri, e le parole di Padre Lombardi, sono sintomatici e rivelatori della situazione ai vertici della Chiesa, meta-messaggi inviati al Papa e al.Popolo di Dio... il Papa può pensar quel che vuole, non può andare contro la nostra volontà, e noi quell'accordo non lo vogliamo, o siamo pronti ad accettarlo al prezzo dell'annientamento della FSSPX, della sua neutralizzazione. Aggiungo che a tutto questo si vanno a sommare le ingerenze, davvero inquietanti dei "fratelli" maggiori in vistosa e pubblica agitazione a molti livelli. Un prezzo che, se il Papa non ci mette le mani, anche Mons. Fellay non potrebbe accettare, e che vedrebbe ulteriormente disorientati non solo i componenti della Fraternità ma anche molti cattolici che custodiscono con tenacia e fedeltà la loro identità fino ad oggi fortemente compromessa.

    Sono però anche convinta che fra i membri di quella Commissione - come nel resto della Chiesa - ci sono Pastori moderati, sinceramente uniti al Santo Padre e sinceramente desiderosi dell'unità della Chiesa, non a priori nemici della FSSPX. Essi non sono la maggioranza, questa è un'evidenza, ma se non fanno sentire la loro voce, tutti i lavoratori infaticabili del campo del divisore finiranno per vincere la loro battaglia.

    Noi cerchiamo di fa udire una voce cattolica da questa nostra Agorà e continuiamo ad attendere e pregare!

    Chiesa e post concilio: Santa Sede. Due pesi e due misure.
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  2. #22
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    Predefinito Re: Lefebvriani, la risposta positiva è arrivata (?)

    prevedo uno scisma interno alla Fraternità, spero che non succeda, e che tutti i levrebiani ritornino alla Chiesa
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  3. #23
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    Predefinito Re: Lefebvriani, la risposta positiva è arrivata (?)

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    prevedo uno scisma interno alla Fraternità, spero che non succeda, e che tutti i levrebiani ritornino alla Chiesa
    La "scissione interna" è ciò che auspicano i modernisti di tutte le salse.
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  4. #24
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    Predefinito Re: Lefebvriani, la risposta positiva è arrivata (?)

    Lettera aperta ai Vescovi

    Fellay, de Galarreta, Tissier de Mallerais e Williamson

    Roma, Italia, 15 maggio 2012

    Eccellenze,

    come cattolico laico, Vi scrivo umilmente in questo criticissimo momento della storia della nostra Chiesa, che con uno sguardo retrospettivo appare come una delle più gradi sfide all’opera del grande Arcivescovo Lefebvre. Il benessere spirituale della mia famiglia è nelle mani dei sacerdoti della vostra Fraternità, così mi rivolgo a Voi come un figlio ad un padre, con devozione e impellente supplica.

    Fino ad oggi non ho scritto pubblicamente sui negoziati in corso tra la Fraternità San Pio X e il Vaticano. Credo sia prudente attenersi al principio di dire molto poco sulle questioni di cui si sa ancora meno. Anche se le Vostre Eccellenze hanno fatto conoscere in termini generali l’essenziale di questi due anni di colloqui dottrinali e delle proposte pratiche avanzate dalla Santa Sede negli ultimi otto mesi, i particolari rimangono ancora riservati. Ciò che è stato reso pubblico in questi giorni, ahimé, è la seria divisione tra di Voi in merito alla risposta ufficiale della Fraternità alle proposte presentate dalle autorità romane nel settembre 2011. Scrivo perciò queste righe per implorare ognuno di Voi ad usare i vostri doni naturali e soprannaturali per evitare che ogni dissenso personale si trasformi in una pubblica spaccatura della Fraternità San Pio X.

    La Fraternità e i suoi fedeli, in questi ultimi 40 anni, hanno sofferto molte ingiuste persecuzioni e tradimenti interni e ciò nonostante essa ha sempre prodotto dei buoni frutti, rimanendo la prima e più importante vigna delle anime. Quando Iddio mi ha posto nelle circostanze che hanno richiesto una ferma e pubblica decisione da parte mia riguardo alle relazioni tra la Fraternità e il Vaticano, nonostante tutte le argomentazioni canoniche, teologiche e filosofiche, mi sono attenuto al monito datoci da Nostro Signore stesso: dai loro frutti li riconoscerete. Da oltre 40 anni i frutti sono stati buoni. Per la mia famiglia i frutti sono stati sovrabbondanti.

    L’unità della Fraternità fondata da Mons. Marcel Lefebvre è stata affidata, non solo ad una struttura di governo simile a quella di altre congregazioni religiose, ma, da dopo il 1988, anche a Voi quattro come Vescovi della Chiesa. Permettere che questa unità si infranga in questa critica congiuntura storica, significherebbe produrre un danno inimmaginabile per la fiducia dei fedeli e per l’elemento umano della Santa Madre Chiesa in generale, che oggi soffre al suo interno e in ogni parte del mondo per una disunione scandalosa e senza precedenti.

    Ad un attento esame, si rende evidente che la strategia dei nemici della Fraternità (incluso l’Avversario) sia stata sempre quella di incidere sottilmente sulla sua fraterna unità, divisione dopo divisione, a cominciare dalla Fraternità San Pietro per giungere ai sacerdoti di Campos, ai Redentoristi, all’Istituto del Buon Pastore, ecc. Eppure, la perdita di questi manipoli di sacerdoti, seppure dolorosa, sarebbe niente a paragone di una divisione tra di Voi. Una guerra fratricida all’interno della Fraternità costituirebbe un danno incalcolabile per le anime e un favore a coloro che vogliono il totale annientamento della Fraternità.

    Senz’altro, la divergenza nella vostra corrispondenza personale rappresenta un mero scambio di franche opinioni sulla decisione da prendere, come quello prodottosi nella riunione convocata dallo stesso Arcivescovo prima delle consacrazioni episcopali del 1988. Ma sfortunatamente, il risultato della diffusione di queste lettere è che alcuni laici e perfino alcuni sacerdoti della Fraternità hanno finito con l’utilizzarle per proclamare la necessità per tutti di “prendere partito”.

    Quindi, per il bene della Fraternità e dei fedeli legati ad essa, io vi imploro di incontrarVi faccia a faccia, da Vescovo a Vescovo, e di impiegare la vostra forza per trovare una via per rimanere insieme. Se si costatasse che le vostre differenze inciderebbero sulle scelte prudenziali su azioni contingenti, io Vi prego di cogliere quei principi cattolici con i quali giungere ad un consenso. Ovviamente, io non sono in grado di aiutarVi in questo senso, se non con le mie ferventi preghiere, dal momento che non conosco i particolari della decisione che dovete affrontare. Ma un pubblico annuncio sul vostro effettivo incontro come Vescovi confratelli – comprendente la pressante richiesta ai fedeli e ai sacerdoti di pregare e porre fine ad ogni ulteriore agitazione – avrà indubbiamente un enorme effetto mitigante sui fedeli che guardano a Voi come alle loro guide e che si aggrappano a Voi per ogni speranza e perseveranza in questi giorni di grande apostasia.

    Vi chiedo scusa per l’audacia di averVi indirizzata la presente, ma Vi chiedo di accogliere le mie parole come il grido accorato del bambino verso i suoi genitori, quali Voi siete. I fedeli proseguiranno sulla via della Verità, ma se anche i pastori tradizionali sono colpiti, la conseguente confusione assalirà anche le pecore, temo, lasciandole ancora più indifese di fronte ai lupi.

    In ginocchio, Vi prego di riappacificarVi. Il bene della Fraternità, delle anime e della stessa Chiesa non può chiedere niente di meno.
    Che Iddio sia con Voi e che Maria guidi la Vostra decisione.

    In Christo per Mariam
    Prof. Brian M. McCall

    Chiesa e post concilio: Lettera aperta di un fedele ai Vescovi della Fraternità di San Pio X
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  5. #25
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    Predefinito Re: Lefebvriani, la risposta positiva è arrivata (?)

    Santa Sede - FSSPX. Parla Mons. Fellay

    Aggiornamento: 22 maggio, sempre da Rorate Caeli. Monsignor Fellay, a Vienna, conferma che la situazione canonica proposta è appropriata ma ammette che c'è il timore che possa essere modificata nel futuro; dice che questa è veramente la volontà del Papa, ma che è molto combattuta nella Chiesa. Aggiunge che ci sono punti ancora non chiariti e che può succedere nei prossimi giorni o settimane che il Papa decida o che rinvii il caso alla Dottrina della Fede. La pressione dei nemici a Roma è fortissima. Ed è per questo che al momento non si può dire di più. Ecco che resta sempre le preghiera...

    Riprendo da Rorate Caeli. Il testo è ferraginoso perché è la versione inglese dell'originale tedesco; ma il senso è chiaro: si è scatenato l'inferno e tutto è in alto mare. Ma non bisogna perdere la fiducia!

    Il Superiore Generale della Fraternità San Pio X, il Vescovo Bernard Fellay, era giovedì a Salisburgo (Austria), al fine di conferire la cresima a fedeli locali in occasione della festa dell'Ascensione del Signore. Alla fine del sermone, ha detto qualche parola su temi di attualità:

    "Certo, miei ​​cari fedeli, vorrete sapere qualcosa su ciò che sta accadendo a Roma. È una questione delicata. Sappiamo che la questione riguarda il nostro futuro. Pertanto, non è una cosa facile. Che cosa accadrà? Saremo accolti? Oppure non ci vogliono?

    "So che ci sono molte paure. Siamo stati testimoni di tante cose! Temiamo, appunto, che le cose possano andar male. In gran parte, questi timori sono comprensibili. Non faremo certo un passo ad occhi chiusi. Questo è molto, molto chiaro. Ma in questo momento, non posso neanche dire se accadrà, o no! Perché, non è ancora chiaro. Abbiamo bisogno di garanzie che possiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto finora. E in questo senso, alcune cose non sono ancora chiare. Semplicemente non sono chiare.

    "E io posso dire: si è scatenato l'inferno! [ Der Teufel ist los - anche : loose rotto tutti i dell'inferno ] E, beh, veramente ovunque. Quindi per noi, una cosa è chiara: pregare! Dobbiamo pregare come mai prima. Tutta la nostra storia è stata consacrata alla Madre di Dio, lei sicuramente non ci abbandonerà, soprattutto se noi preghiamo tanto per questo, e se vogliamo solo la volontà di Dio. Pertanto, continueremo a pregare, con fiducia, con fiducia in Dio. Questo è tutto. Cerchiamo di non essere turbati dalle nostre passioni, dai timori ingiustificati.

    "Io vi dico, davvero il diavolo è in libertà e, beh, ovunque nella stessa Fraternità! Dappertutto nella Chiesa. In realtà ci sono persone che non ci vogliono Questi sono i moderni, i progressisti. E fanno molte pressioni per bloccare ciò che deve esser portato rettamente a compimento, la cosa giusta, cioè: giustizia. Che siamo ufficialmente riconosciuti come cattolici; il che, naturalmente, non significa che si dovrà tutto ad un tratto accettare ciò che ha causato tanti danni alla Chiesa. Lo si deve comprendere correttamente. Questo non è neppure tutto. Ciò che è a portata di mano è la possibilità di essere riconosciuti come siamo. Che possiamo continuare la Tradizione, che possiamo non solo mostrare la Tradizione agli altri, ma anche dargliela.

    "Al momento non ho altro che questo. Quindi, continuiamo a pregare, affidiamo queste grandi, grandi intenzioni al buon Dio. Egli non ci abbandonerà! Dobbiamo avere questa speranza! Chiunque chieda dal nostro Signore il Suo aiuto, non sarà da Lui abbandonato! Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen ".

    Chiesa e post concilio: Santa Sede - FSSPX. Parla Mons. Fellay
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  6. #26
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    Predefinito Re: Lefebvriani, la risposta positiva è arrivata (?)

    Attacco di Monsignor Williamson, neanche troppo velato, a Monsignor Fellay e alla linea favorevole alla riconciliazione con la Santa Sede, con accuse implicite di "filo-liberalismo" in materia di libertà religiosa:

    Dottrina compromessa

    Sono stati scritti interi libri a proposito della libertà religiosa, com’è insegnata dal Vaticano II nella sua Dichiarazione del 1965, Dignitatis Humanae. Eppure l’insegnamento rivoluzionario di questo documento è chiaro: data la dignità naturale di ogni singolo essere umano, nessuno Stato o gruppo sociale né qualsivoglia potere umano può costringere o forzare un uomo o un gruppo di uomini ad agire, in privato o in pubblico, contro la propria convinzione religiosa, fintanto che venga rispettato l’ordine pubblico (DH § 2).

    Di contro, la Chiesa cattolica ha sempre insegnato, fino al Vaticano II, che ogni Stato in quanto tale ha il diritto e anche il dovere di impedire ai proprio cittadini di praticare in pubblico qualsiasi falsa religione, cioè ogni religione non cattolica, purché tale costrizione sia utile e non dannosa per la salvezza delle anime. (Ad esempio, nel 2012 la libertà è così ampiamente venerata che una tale coercizione scandalizzerebbe i cittadini di quasi tutti gli Stati e finirebbe col far disprezzare e non apprezzare la religione cattolica. In questo caso, come ha sempre insegnato la Chiesa, lo Stato può astenersi dall’usare il suo diritto di impedire la pratica delle false religioni).

    Ora, il punto esatto su cui queste due dottrine si contraddicono può sembrare piuttosto limitato – se uno Stato possa o meno impedire la pratica pubblica delle false religioni – ma le sue implicazioni sono enormi: Dio è il Signore o il servo degli uomini? Infatti, se per un verso l’uomo è una creatura di Dio ed è sociale per natura (infatti gli uomini si mettono insieme in ogni tipo di associazione e specialmente negli Stati) anche le società e gli Stati sono creature di Dio, tali che devono servire Lui e la Sua unica vera religione, reprimendo in ogni modo le false religioni nel pubblico dominio (che è di competenza dello Stato), fintanto che aiutano così e non ostacolano la salvezza delle anime.

    Per altro verso, se la libertà umana è un valore tale che ogni individuo debba essere lasciato libero di corrompere i suoi concittadini con la pratica pubblica e il proselitismo di qualsivoglia falsa religione (salvo che non disturbi l’ordine pubblico), per cui questa falsa religione debba essere libera di fiorire nel dominio pubblico (come accade oggi per esempio per le sette protestanti nell’America Latina), allora la differenza tra le false religioni e l’unica vera religione è meno importante della dignità umana. Cioè la vera religione non è poi così importante; il valore di Dio paragonato al valore dell’uomo non è poi così importante. Tale che il Vaticano II come sottovaluta Dio così sopravvaluta l’uomo, rimpiazzando in definitiva la religione di Dio con la religione dell’uomo. Nessuna meraviglia che Mons. Lefebvre abbia fondato la Fraternità San Pio X per sostenere la dignità e il valore trascendenti di Dio, di Nostro Signore Gesù Cristo, in un mondo e in una Chiesa impazziti, ubriacati dalla dignità dell’uomo.

    Ed ecco che ai primi del mese un capo religioso dichiara pubblicamente: “Molta gente ha una comprensione del Concilio che è una comprensione sbagliata”. La libertà religiosa, dice, “è usata in vari modi. A ben guardare, ho davvero l’impressione che non molti conoscano cosa il Concilio dica realmente su di essa. Il Concilio presenta una libertà religiosa che è molto, molto limitata: molto limitata”. Alla domanda se lo stesso Vaticano II, nell’insieme, appartenga alla Tradizione cattolica, risponde: “Vorrei sperarlo”.

    Voi stessi potete ascoltare questa intervista, rilasciata in inglese e accessibile su YouTube sotto il titolo “Traditionalist leader talks about his movement, Rome”. C’è da sorprendersi se il “suo movimento” sta attraversando la più grave crisi dei suoi 42 anni di esistenza?

    Kyrie eleison.

    Londra, Inghilterra

    Mons. Richard Williamson: Eleison comments CCLIV: Dottrina compromessa - 26 maggio 2012
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  7. #27
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    Predefinito Re: Lefebvriani, la risposta positiva è arrivata (?)

    Omelie di Mons. Bernard Fellay
    Superiore Generale della Fraternità San Pio X

    pronunciate il 17 e il 21 maggio 2012
    in Austria

    estratti

    in cui si fa riferimento
    ai rapporti fra la Santa Sede e la Fraternità

    Pubblicate su DICI


    Austria:
    Mons. Fellay fa il punto sulle relazioni della Fraternità San Pio X con Roma

    Nel corso di due omelie pronunciate in Austria, il 17 maggio a Salisburgo e il 21 maggio a Vienna, Mons. Bernard Fellay, Superiore Generale della Fraternità San Pio X, ha fatto il punto sullo stato attuale delle relazioni con Roma, mostrando che nell’attesa è indispensabile rivolgere a Dio le preghiere più ferventi e fiduciose, piuttosto che abbandonarsi a paure irrazionali.


    Salisburgo, Giovedì dell’Ascensione – 17 maggio 2012

    Cari fedeli, certamente voi vorreste saperne un po’ di più su ciò che accade con Roma. È una questione difficile. Lo sapete, si tratta del nostro avvenire. Quindi, non è una questione facile. Che accadrà? Saremo accolti? O niente affatto? So che ci sono molte paure. Siamo stati testimoni di tante cose! Per essere esatti, noi temiamo che le cose si mettano male. Queste paure sono in gran parte comprensibili. Ma noi non ci impegneremo ad occhi chiusi. Questo è molto, molto chiaro. Tuttavia, per adesso, io non posso neanche dirvi se questo si farà o no! Perché, per adesso, la cosa non è chiara. Noi abbiamo bisogno di essere sicuri di poter continuare a fare ciò che abbiamo sempre fatto fino ad ora. E a questo proposito certe cose non sono ancora chiare. Molto semplicemente non chiare.

    Ma posso dirvi questo: il demonio è scatenato! In effetti egli è dappertutto. Dunque, per noi, una cosa è chiara: pregare! Dobbiamo pregare come non abbiamo mai fatto. Dall’inizio della nostra storia, noi ci siamo consacrati alla Madre di Dio, Ella non ci abbandonerà, soprattutto se noi preghiamo tanto e se noi si voglia fare solo la volontà di Dio. Quindi, continueremo a pregare fidando in Dio. È tutto. Non lasciamoci distogliere dalle nostre passioni, dalle nostre paure ingiustificate…

    Ve lo ripeto, veramente, il demonio è scatenato! È dappertutto. Nella stessa Fraternità; in tutta la Chiesa. Vi è veramente della gente che non ci vuole. Sono i modernisti, i progressisti. Anche loro esercitano una grande pressione allo scopo di impedire ciò che dev’essere fatto. E ciò che dev’essere fatto è rendere giustizia. Che ci si riconosca di nuovo ufficialmente come cattolici. Questo non vuol dire, certamente, che noi si accetterà immediatamente tutto quello che ha causato tanto danno alla Chiesa. Questo è necessario che lo si comprenda bene. Questo non è in questione. Per noi si tratta di essere riconosciuti come siamo, affinché noi si possa perpetuare la Tradizione: che noi si possa non solo mostrare la Tradizione agli altri, ma trasmettergliela.
    Per il momento, questo è tutto quello che ho da dirvi. Continuiamo quindi a pregare, affidiamo queste intenzioni così importanti al Buon Dio. Egli non ci abbandonerà! Dobbiamo avere questa fiducia! Chiunque chiede a Nostro Signore il Suo aiuto, non sarà abbandonato da Lui.

    Vienna, domenica dopo l’Ascensione, 21 maggio 2012

    Avrete certo inteso dire, nel corso di questi ultimi mesi, che Roma ci ha proposto una soluzione – diciamo piuttosto un riconoscimento canonico.
    Questa struttura che viene proposta alla Fraternità è, in effetti, perfettamente appropriata. Vale a dire che, se la cosa si verificherà veramente, voi non avvertirete alcuna differenza tra prima e dopo. Noi resteremo, per così dire, così come siamo.
    Il problema è quello dei paletti di sicurezza: andrà tutto veramente così?
    Grande è il timore che noi si venga trasformati (come le altre comunità).
    Questa è l’esperienza che abbiamo fino ad oggi. È molto chiaro che questa proposta è anche molto avversata nella Chiesa in generale. Posso assicurarvelo: è la volontà del Papa. Non si può dubitarne. Ma certo non è la volontà di tutta la Chiesa.

    La realizzazione di questa volontà dipende da termini che ancora non sono molto chiari. Certi punti restano oscuri. È possibile che nei giorni o nelle settimane a venire – difficile stabilire una data – il Papa prenda direttamente una decisione.
    È possibile che egli rimandi il dossier alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Vi sono molte pressioni a Roma. È per questo che non potrei dire di più. Questa è la situazione attuale.

    Non bisogna pensare che le cose saranno facili, in seguito. Per riprendere le parole del Papa che descrivono molto bene la situazione: «Io so, ha detto, che sarebbe più facile per la Fraternità come per me lasciare la situazione com’è». Questo descrive molto bene la situazione e dimostra anche che il Papa è cosciente che sarà attaccato quando lo farà.
    E anche che la situazione non sarà facile per noi. E quello che verrà fuori da questa situazione sarà: o con Roma o contro Roma.
    E in entrambi i casi sarà difficile.

    Tuttavia, noi confidiamo nel Buon Dio. Egli ci ha molto ben guidato fino ad oggi. Non dobbiamo pensare che mentre noi preghiamo tanto Egli potrebbe abbandonarci, nel momento stesso in cui il pericolo è maggiore. Sarebbe peccare contro la speranza.
    Noi contiamo sull’aiuto di Dio. Siamo pronti a pagare il prezzo (in preghiere e in sacrifici). Sia fatta la Sua volontà!

    Fonte: FSSPX-Austria – traduzione DICI n° 255 del 25.5.12

    Mons. Bernard Fellay - Omelia dell'8 dicembre 2011
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  8. #28
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    Predefinito Re: Lefebvriani, la risposta positiva è arrivata (?)

    Predica di Mons. Tissier de Mallerais a Saint-Nicolas-du-Chardonnet

    Mons. Tissier Parigi, domenica 3 giugno 2012

    “Non pensiamo che per il fatto che Roma oggi ci propone un accordo, una situazione ufficiale nella Chiesa, dobbiamo rinunciare a proclamare queste verità, evidentemente forti, che contraddicono il Concilio” .

    “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, così sia.



    “Mi è stato dato ogni potere in Cielo e sulla terra, andate dunque e insegnatelo a tutte le nazioni, battezzatele nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Questa è la missione della Chiesa e la missione della Fraternità san Pio X.

    E’ la fede che abbiamo nel potere di Nostro Signore Gesù Cristo; nel potere di Cristo Re e di Cristo Sacerdote che ci anima dalla nostra fondazione. Abbiamo condotto questa battaglia per il Cristo Sacerdote, per il suo sacerdozio, per i suoi sacerdoti, e per il Cristo Re, cioè per una civiltà cattolica, per uno Stato cattolico.

    Noi continueremo a lottare, carissimi fedeli, come lo hanno fatto i santi dei primi secoli della Chiesa di fronte alle eresie che minavano la fede cattolica come oggi. Dobbiamo fare un paragone tra le eresie ariane, contro la SS. Trinità, e l'eresia attuale contro il Sacerdozio e la Regalità di Gesù Cristo.

    Comincerò questo paragone esponendovi semplicemente tre eresie dell'antichità che sono state vinte dai santi e dai sacerdoti.

    Innanzitutto l'arianesimo. Ario, sacerdote ad Alessandria d'Egitto, si erse contro il dogma cattolico dichiarando: “ No, il Verbo di Dio, il Figlio, non è uguale al Padre, non è Dio. Il Verbo di Dio è una creatura”, e cita san Paolo a sproposito dicendo che “Egli è il primogenito tra tutte le Creature”. San Paolo ha scritto che Gesù è il primogenito di tutte le creature, considerando il piano di Dio. Dio lo ha visto per primo nel suo piano di creazione.Ha visto suo Figlio incarnato. Ario dice “ No! E' indegno che Dio diventi carne. Io ho trovato una nuova dottrina: il Verbo non è Dio”.

    Allora si riunisce un concilio, un vero concilio, quello di Nicea, per condannare Ario e dichiarare che il Verbo di Dio è in tutto uguale al Padre. Il Verbo è consustanziale al Padre, come affermiamo ogni domenica nel Credo: consubstantialem Patri: il Verbo, Dio Figlio, è consustanziale a suo Padre. Insieme formano un'unica sostanza, un solo Dio.

    E’ questa una parola filosofica, che non esisteva nella Bibbia ed i padri del concilio hanno esitato ad adottarla poiché proveniva dalla filosofia e dal paganesimo. Essa poteva portare a pensare cose completamente stravaganti, come il fatto che Dio Padre e Figlio sarebbero soltanto delle rappresentazioni di una sola persona. Dunque in Dio esisterebbe un'unica persona che assumerebbe di volta in volta la maschera del Padre o del Figlio. Anche sant'Atanasio ha avuto delle difficoltà ad adottare quel vocabolo, consustanziale, ma alla fine lo ha adottato, ed ha applicato il concilio di Nicea.

    Per questo ha lottato, combattuto e sofferto. E’ stato mandato in esilio, si è rifugiato nel deserto: per la fede nella Santissima Trinità; per difendere l'uguaglianza assoluta del Padre e del Figlio; per difendere la divinità del Verbo di Dio. Non è forse quello che dobbiamo fare anche noi, cari fedeli, combattendo senza pietà gli eretici ariani?

    Fu l’energia di Sant’Atanasio che in gran parte contribuì a sconfiggere l'eresia ariana. Dunque, non dobbiamo cessare la lotta che durerà ancora, a mio parere, vent'anni perché la crisi che subiamo attualmente è una crisi grave, quindi una crisi lunga. La storia della Chiesa mostra che tutte le grandi crisi sono durate settant'anni come l'arianesimo o il grande scisma. Quindi probabilmente la crisi conciliare durerà settant'anni, perciò dobbiamo aspettare ancora trent'anni. Non crediamo troppo in fretta alla vittoria. L’otterremo, perché Gesù ha dato ogni potere alla sua Chiesa e noi lo crediamo.

    La seconda eresia sorta in seguito fu l'eresia nestoriana.

    Nestorio, vescovo, patriarca di Costantinopoli, dichiara che dire che il Verbo è divenuto carne, “Verbum caro factum est”, è uno scandalo. “Affermare che Dio si unisca ad una carne, cioè al corpo di Gesù è uno scandalo. Dio è puro spirito, non può unirsi ad un corpo. Ciò ripugna alla filosofia, ed io, Nestorio, ho trovato un'altra soluzione. Gesù, l'uomo Gesù, per i suoi atti ha meritato la divinità. Così Gesù è diventato Dio, dunque Gesù è Dio”. Affermare che Gesù sia Dio è perfettamente corretto. Ma si può dire che Nestorio professasse la fede cattolica? Egli afferma che Gesù è Dio, ma in che modo? Non è Dio che si è fatto uomo, è Gesù, l' uomo Gesù, che è diventato Dio. E’ forse questa un’affermazione cattolica? No di certo. E’ un’eresia. Purtroppo è ciò che un certo professore di Ratisbona, quarant'anni fa, professava nelle sue lezioni, dicendo che Gesù va talmente al di là di se stesso, grazie alla sua carità...,si estende oltre a se stesso fino da unirsi all'Uno, cioè a Dio. Un'eresia, che assomigliava a quella nestoriana.

    Dunque stiamo bene attenti, cari fedeli, a professare la fede cattolica come si deve. Non basta dire che Gesù è Dio, bisogna affermare che Dio che si è incarnato. Dio si è fatto uomo. E’ il mistero dell'Incarnazione. Allora ci sono stati dei santi, come san Cirillo d'Alessandria, che hanno lottato per questo errore, perché se Gesù non è Dio, se è un uomo, allora la Santa Vergine ha messo al mondo un uomo. Dunque la Santa Vergine non è Madre di Dio. “Santa Maria Madre di Dio, prega per noi, no, non può essere vero, la Santa Vergine è Madre dell'uomo Gesù Cristo”. Questa è' un'eresia, un'offesa alla Madonna. Come negare la sua maternità divina? San Cirillo si erse contro di essa, e con lui il concilio di Efeso, affermando che la Santissima Vergine è veramente Madre di Dio poiché ha messo al mondo Colui che è Dio da tutta l’eternità, l'Uomo-Dio, Gesù Cristo. Se Maria SS. è Madre dell'Uomo-Dio, è la Madre di Dio. Suo Figlio è Dio. La seconda Persona della SS. Trinità, Dio Figlio.

    San Cirillo fu un santo che non esitò a confutare le eresie e perciò fu anche perseguitato. Egli le ha confutate spiegato la fede cattolica. Così dobbiamo fare noi oggi, cari fedeli, confutando la libertà religiosa, e spiegando la fede cattolica. La libertà religiosa vuole che si rispettino tutti quelli che professano gli errori religiosi. Vuole che lo Stato lasci la libertà a tutti gli errori, a tutte le false religioni, in nome della dignità umana. Noi diciamo di no. E’ Gesù Cristo che deve regnare, che deve regnare nei cuori e deve regnare pubblicamente nello Stato. Lo Stato deve essere cattolico.

    Noi volgiamo confutare l'errore di questa falsa dignità umana; della libertà di tutti (i falsi culti), che lo Stato dovrebbe rispettare. Ciò è impossibile e falso. Dobbiamo invece affermare la Verità, cioè che solo Gesù ha il diritto di regnare pubblicamente nello Stato. Ecco cosa dobbiamo fare seguendo l'esempio di san Cirillo d'Alessandria. Non pensiamo che per il fatto che Roma oggi ci propone un accordo, una situazione ufficiale nella Chiesa, dobbiamo rinunciare a proclamare queste verità, evidentemente forti, che contraddicono il Concilio. Non dobbiamo rinunciare a combattere il Concilio e gli errori del Concilio.

    Il terzo esempio che vi farò è quello dell'eresia dei Pneumatomachi.

    Dopo il concilio di Efeso, alcuni affermarono che lo Spirito Santo non é Dio. Terza eresia: “Il Padre è Dio, il Figlio è Dio, ma lo Spirito Santo non, non lo è. Lo Spirito Santo è una creatura. La prova? Il fatto che sia Gesù a mandarlo:“ il Paraclito, lo Spirito di Verità che vi manderò quando sarò presso il Padre ”. Se Gesù manda qualcuno significa che è una creatura”. Ecco l’errore dei Pneumatomachi.

    Allora, cari figlioli, è forse vero che lo Spirito Santo non è Dio? Spero che siate pronti a protestare e a professare la vostra fede. Sì, lo Spirito Santo è Dio, come il Padre e il Figlio. Noi facciamo il segno della croce nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo per mostrare che le Tre Persone divine sono tutte e tre Dio. “Nel nome del Padre”, c'è un solo nome, quello del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Un unico Dio in Tre Persone. Lo Spirito Santo è Dio. Allora san Basilio di Cesarea, nel Ponto, si erse per protestare contro questo errore e dire: “Lo Spirito Santo è veramente Dio, noi dobbiamo adorarlo come il Padre ed il Figlio”. Egli ha lottato per questo ed ha trionfato sull'errore.

    Avvicinandosi alla soluzione della crisi, dopo forse venti o trent'anni, san Basilio vedendo che gli eretici, Pneumatomachi, cominciavano a convertirsi, (sarebbe bello che ora i conciliari cominciassero a convertirsi, ma non è il caso. Nessuno. Né a Roma né nelle diocesi. Nessuno) vedendo che cominciavano a ritornare alla fede cattolica decise che non era il caso di insistere, obbligandoli a dire che lo Spirito Santo è Dio, perché questo avrebbero esitato a professarlo.

    Allora ha fatto uso di una formula più tenue, dicendo che lo Spirito Santo deve adorarsi con il Padre e con il Figlio e riceve la medesima gloria del Padre e del Figlio: “Noi dobbiamo adorare lo Spirito Santo come il Padre ed il Figlio, dobbiamo tributare la medesima gloria allo Spirito Santo che al Padre ed al Figlio”. Una formula più tenue, ma che professa la fede cattolica, senza equivoci. Se dobbiamo adorare lo Spirito Santo, è perché è Dio; se noi dobbiamo la stessa gloria allo Spirito Santo che al Padre ed al Figlio, è perché lo Spirito Santo è Dio.

    San Basilio non ha usato parole equivoche riguardo agli eretici, che ritornavano alla Chiesa. Ha preteso che professassero la fede cattolica integrale ma con una formula più tenue. Ha fatto uso di prudenza, cosa molto buona, ma professando la vera fede. Non accettando di firmare delle cose equivoche. Ecco cosa dobbiamo fare oggi. Rifiutare delle formule equivoche e non smettere di condannare l'errore e di professare correttamente la fede cattolica.

    Quando i conciliari, fra vent'anni o venticinque anni torneranno; quando si pentiranno del Concilio, quando vedranno continuare la catastrofe con i seminari completamente vuoti, le chiese in rovina, l'apostasia e l’immoralità ovunque, vorranno fare penitenza, e riconosceranno tali errori. Quando i conciliari nella Chiesa cominceranno a mostrare pentimento noi potremo usare formule più tenui per aiutarli a tornare, ma non adesso, mentre la crisi attualmente imperversa totalmente. Ora noi dobbiamo proclamare e condannare gli errori del Concilio, specialmente la negazione della regalità di Cristo, il rifiuto di Cristo Re.

    Ecco, cari fedeli, il nostro programma di battaglia. Non facciamoci illusioni, la crisi è lungi dall'essere finita. Bisognerà combattere ancora a lungo e organizzarci per perseverare e continuare a professare la fede cattolica integrale, con la totale fiducia nel potere di Nostro Signore Gesù Cristo.

    “Mi è stato dato ogni potere così in Cielo come in terra, andate dunque nel mondo intero, predicate la Verità, predicate la Santissima Trinità, predicate il Cristo Re, predicate il Cristo Sacerdote, affidatevi anche alla mia Madre divina, che ha tutte le grazie, che distribuisce tutte le grazie. E' anche grazie a Lei che trionferò sui miei nemici, è grazie a Lei che riporterò la fede cattolica integra nella mia Chiesa. Affidatevi a mia Madre, Vergine, Immacolata nella sua Fede”. Che la santa Vergine ci conservi la santa fede immacolata.

    Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, così sia.

    Predica di Mons. Tissier de Mallerais a Saint-Nicolas-du-Chardonnet
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  9. #29
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    Predefinito Re: Lefebvriani, la risposta positiva è arrivata (?)

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Così dobbiamo fare noi oggi, cari fedeli, confutando la libertà religiosa, e spiegando la fede cattolica. La libertà religiosa vuole che si rispettino tutti quelli che professano gli errori religiosi. Vuole che lo Stato lasci la libertà a tutti gli errori, a tutte le false religioni, in nome della dignità umana. Noi diciamo di no. E’ Gesù Cristo che deve regnare, che deve regnare nei cuori e deve regnare pubblicamente nello Stato. Lo Stato deve essere cattolico.
    Predica di Mons. Tissier de Mallerais a Saint-Nicolas-du-Chardonnet
    eccerto, perché per codesti signori il Cristo Re non ha concesso il libero arbitrio all'uomo. Siamo sudditi per fede, non per legge. Non disse: a Cesare quel che è di Cesare.
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  10. #30
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    Predefinito Re: Lefebvriani, la risposta positiva è arrivata (?)

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Questa è l’esperienza che abbiamo fino ad oggi. È molto chiaro che questa proposta è anche molto avversata nella Chiesa in generale. Posso assicurarvelo: è la volontà del Papa. Non si può dubitarne. Ma certo non è la volontà di tutta la Chiesa.
    a dimostrazione che Ratzinger ha proseguito la sua attività precedente per ricucire la diaspora cattolica meglio di chiunque altro. Speriamo non abdichi finché rimane in vita.
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

 

 
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