Condivido completamente, ma non prendertela Step, in Italia televisione e giornali stanno intaccando ormai la mente di tutti: l'Euro è visto veramente come una sorta di totem monetario. E siccome i rossi gli vanno contro alcuni liberisti hanno deciso che l'euro è utilitaristicamente meglio della lira solo perchè alla stampante non c'è un italiano mafioso ma un disciplinato tedesco rimbambito. Purtroppo non è così, i tedeschi sono sempre i soliti schifosi bavosi esaltati che da mille anni intendono realizzare il loro distorto e paranoide impero centrale. Gli inglesi che la sanno lunga quanto gli israeliani, i giapponesi, i neozelandesi, i coreani, (popoli con un minimo di sale in zucca), hanno mandato a cagare l'euro da parecchio tempo, e dove vanno gli inglesi state pur certi che le cose vanno molto meglio: del tipo che tra eurofrancomarco e sterlina ma datemi la sterlina del common).
Ho studiato e ristudiato Hoppe. L'ho sviscerato, criticato, insultato, rivisto, capito, acetato, rigirato, compreso. Ha ragione lui. Esistono due modi di fare economia e di interagire, e lo sapiamo bene: o con i mezzi politici (uso della forza brutale e prepotente) o con i mezzi del libero scambio. A capo dello stato c'è la forza brutale delle elites del male, quelli ovvero che non gli frega un cazzo del principio di non aggressione, (stirneriani, credo, senza che se ne rendano conto) che sfruttano e schiavizzano le masse popolari inermi e sfruttate. Cercar di guidare le masse dal basso è impossibile, al primo imbecille con gli occhiali che dice loro di smetterla con i cazzotti tra loro viene imparitta una lezione storica: calci in culo. Cercare di convertire le elites al bene è ugualmente impossibile: non c'è riuscito il Salvatore, non c'è riuscito San Tommaso, non c'è riuscito Giovanni Paolo Secondo, e neppure Pinochet a suon di fucili, e recentemente ne Rothbrd e ne Ron Paul.
Non ci resta che una cosa da fare: sostenere il più possibile i movimenti secessionisti e fare festa quando paesi come il Kossovo riescono a farla franca ottenendo la sovranità. Di secessione in secessione non possiamo che sperare nella più ampia concorrenza e diversità possibile. Monetaria e linguistica compresa.
Per ora la vedo come l'unica via verso la giustizia umana.





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