





Il mio giudizio è un po' più articolato rispetto ad un semplice sì o un semplice no.
La guerra secondo me, in assoluto, era qualcosa da evitare, soprattutto in quel momento, non solo per l'impreparazione nostra, ma soprattutto perché avrebbe significato mettere in discussione tutto quanto era stato fatto di positivo dal regime e fermare quei tentativi di miglioramento che il regime stava cercando di intraprendere per rettificare quelle distorsioni che si erano venute a creare nella realizzazione dei postulati del Fascismo. In altre parole, una guerra avrebbe fermato - cosa che effettivamente, purtroppo, accadde - delle riforme che avrebbero sì costituito un'ulteriore fascistizzazione e "politicizzazione" dello Stato e della società, ma al tempo stesso avrebbero consolidato un regime che necessitava di una spinta rivoluzionaria ulteriore per realizzarsi compiutamente (e non cito la spinta rivoluzionaria nel senso in cui poteva intenderla certo fascismo cosiddetto di "sinistra"). Mussolini questo lo sapeva ed infatti fece il possibile, con i mezzi che aveva a disposizione, per evitare che la situazione precipitasse rapidamente verso il disastro.
Al tempo stesso però mi rendo conto che l'antitesi fra democrazie liberali "plutocratiche", da un lato, e nazioni totalitarie e autoritarie di destra, dall'altro, aumentava sempre di più e prima o poi avrebbe avuto uno sbocco che non poteva non essere costituito da uno scontro armato non solo fra nazioni differenti ma addirittura fra due concezioni del mondo e della vita opposte. Infatti, la seconda guerra mondiale nasce come conflitto intraeuropeo di tipo "nazionale", come la prima guerra mondiale, ma sfocia ben presto in uno scontro ideologico fortissimo.
In più, l'ordine europeo sorto dal Trattato di Versailles era profondamente iniquo e le richieste avanzate in senso revisionista (cioé favorevole alla revisione del Trattato) le considero moralmente legittime.
Ciò che mosse l'Italia e Mussolini verso la guerra fu la non corrispondenza tra parole e promesse, da un lato, e fatti, dall'altro, da parte di inglesi, francesi ed americani.
La storia dimostra come lo stesso conflitto tra Germania e Polonia venne fomentato dall'Inghilterra e dalla Francia, le quali, anziché spingere la Polonia ad una soluzione accomodante con la Germania riguardo alla questione di Danzica e dei territori orientali, la illusero che, col supporto anglo-francese, avrebbe potuto asfaltare la Germania hitleriana nel giro di pochissimo tempo. Mussolini, al contrario, anche per motivi di opportunità politica (non lo nego), cercò sempre di avere una funzione moderatrice presso Hitler e tentò più volte di dissuaderlo dall'entrare in conflitto con i polacchi.
L'Inghilterra invitava Mussolini a non seguire Hitler, ma poi, al tempo stesso, attuava un iniquo blocco navale contro l'Italia.
Quando l'Italia entrò in guerra, la situazione si stava delineando in un certo modo: la Francia ormai asfaltata da Hitler, il Belgio e l'Olanda - assieme al Lussemburgo - prostrati ai piedi della Germania, la Polonia definitivamente sottomessa e l'Inghilterra in grandissimo affanno.
L'Italia, in un quadro del genere, rischiava oggettivamente di finire schiacciata da uno strapotere continentale tedesco e da una possibile spartizione del Mediterraneo tra gli inglesi e i tedeschi dopo la liquidazione della Francia.
L'idea dell'attacco alla Grecia, per altro suggerita da Galeazzo Ciano, rientrava nella strategia della "guerra parallela", che non fu affatto un concetto sbagliato teoricamente, in quanto mirava ad affrancare l'Italia dall'egemonia tedesca pur nell'ambito del Patto d'Acciaio, ma fu sbagliato solamente nella sua pratica applicazione.
Ultima modifica di Giò; 02-05-12 alle 01:19
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Gli italiani nella gran parte possono essere state pecore spaventate ed atterrite, ciò non toglie che molti cittadini comuni siano stati assassinati dalle belve pur di non piegarsi al fascismo. Il giorno prima della marcia su Roma i fascisti entrarono a San Lorenzo, quartiere fieramente antifascista, e armati di pistole e bastoni fecero un gran numero di morti anche di donne e bambini nell'inerzia delle truppe governative, per lanciare un chiaro messaggio in vista dell'evento. Il giorno dopo, il giorno della marcia, i fascisti passarono nello stesso quartiere che ritenevano "pacificato" e si trovarono di fronte uno schieramento di cittadini altrettanto numeroso, di cui fecero nuovamente strage sempre con la vergognosa compiacenza dei militari regi. Purtroppo noi non abbiamo memoria di questa guerra, quella contro il primo fascismo, combattuta e persa da tantissime persone che pur di non sottomettersi ai criminali sanguinari hanno dato la vita. Quindi non accetto generalizzazioni, sono uno sfregio intollerabile alla memoria delle donne e degli uomini caduti per fermare il fascismo quand'esso si faceva regime.
Ultima modifica di Mario Rossi; 02-05-12 alle 01:18
"Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins


Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Balbo, per ottenere benemerenze a Roma, organizzò, dopo l'assalto sanguinario a Milano, la "presa di Parma", dove dall'estate del 1922 era in corso uno sciopero legalitario promosso dall'Alleanza per il lavoro. La prima aggressione alla popolazione di Parma da parte delle squadre del ras ferrarese vennero respinte dalla cittadinanza in agosto, ed egli fu costretto a chiedere rinforzi dalla milizia romana per costringere alla resa i parmensi, non bastando le "squadre dell'Alta Italia" (lo scrive lo stesso Balbo, nel suo diario del 1922). A Bari le barricate di socialisti, comunisti e repubblicani, con l'appoggio dei sindacalisti rivoluzionari e perfino di ex legionari fiumani tennero testa fino al '23 ai gruppi di fuoco di Caradonna, il quale, more solito fascista, chiese rinforzi in alto loco per "risolvere" il problema. Osare sì, ma solo se ci sono rinforzi, vili e assassini. Così il fascismo è stato "eletto", così il fascismo ha costruito il suo "consenso".
"Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins


E concludo con un'ultima fonte, la voce è quella di Balbo stesso, nel memoriale a Beltrami dell'agosto 1923, dopo l'assoluzione dei socialisti ferraresi sopravvissuti che avevano resistito all'assalto armato dei fascisti a Ferrara. Il ras così si esprime dai palazzi romani, contrariato per l'esito processuale, per dirimere la faccenda, rivolgendosi direttamente alle autorità costituite:
"Bisognerà spiegare loro (ai socialisti) ch'è igienico mutar aria e stabilirsi in altra provincia. Se insistono a rimanere ed a procurarci di conseguenza un disagio morale, bisognerà bastonarli senza esagerare ma con consuetudine sino a che si decidono. Mostra pure questa parte della lettera al Signor Prefetto [...]. La Questura farà bene a perseguitarli con "fermi" almeno settimanali e sarà bene che il prefetto faccia capire al Procuratore del Re che per eventuali bastonature, che dovranno essere di stile, non si desiderano imbastiture di processi. [...] Se scrivo da Roma è segno che so quello che mi dico".
"Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins


Guarda che la mitizzazione dei fatti di Parma è cosa superata dal punto di vista storico e noto che ometti che Balbo stesso venne fermato da guardie regie e la difesa di Parma fu possibile esclusivamente perché fu lo stesso Duce a non volere che Balbo calcasse la mano perché le barricate erano state volute da De Ambris, che era un uomo di D'Annunzio, e porsi esplicitamente contro di lui avrebbe significato mettersi contro anche D'Annunzio.
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Ultima modifica di Giò; 02-05-12 alle 01:51
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Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)