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Discussione: Ci vorrebbe un Duce

  1. #1581
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    Predefinito Re: Ci vorrebbe un Duce

    Citazione Originariamente Scritto da kouros Visualizza Messaggio
    Per cortesia mettici pure anche kouros!!!!!!
    Inserite anche me ,grazie.

    afm
    "La vita è un suono tra due silenzi"

    Gli amici vanno e vengono, i nemici si accumulano

  2. #1582
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    Predefinito Re: Ci vorrebbe un Duce

    Citazione Originariamente Scritto da vanni fucci Visualizza Messaggio


    vanni fucci, attila621, Ada desantis, Edmond Dantés, Lancillotto del Lago and others don't like this
    others likes this ... :4432:

  3. #1583
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    Predefinito Re: Ci vorrebbe un Duce

    Citazione Originariamente Scritto da שְׁלֹמֹה Visualizza Messaggio
    Ci vorrebbe il "Professor Aristogitone"..............
    altogradimento likes this ... :giagia:

  4. #1584
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    Predefinito Re: Ci vorrebbe un Duce

    [IMG]La Strage di Peteano Non fu colpa di ALMIRANTE La Strage Di Peteano Marco Veronese Nel maggio 1972 a Peteano, piccolo paese nei dintorni di Gorizia, una squadra dei Carabinieri riceve una telefonata anonima. All'altro capo del filo una persona ignota avverte di aver udito degli spari provenire da un boschetto nella campagna poco distante dal paese. Quattro militari si recano sul posto e, in una radura, rinvengono una Fiat 500 abbandonata il cui parabrezza mostra chiaramente i segni dei colpi di pistola. Ma il baule dell'auto nasconde un ordigno innescato che, quando i quattro tentano di aprirlo, esplode uccidendo tre di loro e ferendo gravemente il quarto. E' la strage di Peteano, snodo fondamentale in cui compaiono i soliti, noti, attori della strategia della tensione, ma che rivela importantissimi elementi per poter comprendere le ragioni e le modalità che tale strategia seguì. Le indagini furono ricche di depistaggi e coperture, basti dire che "per dodici anni i veri colpevoli vennero ignorati, focalizzandosi invece su una varietà di indiziati che nulla avevano a che fare con il crimine(1)". All'inizio si seguì una fantomatica "pista rossa", palesemente inconsistente: le indagini si indirizzarono su un nucleo di Lotta Continua, basandosi sulle presunte affermazioni che un noto pentito di sinistra di nome Marco Pisetta, avrebbe rilasciato al comandante del gruppo CC di Trento, colonnello Michele Santoro. Ma sia i magistrati presenti all'incontro con Santoro che lo stesso Pisetta hanno smentito che questi abbia mai parlato di Peteano. La "velina" con il riferimento a Lotta Continua sarebbe stata inviata, in maniera del tutto anomala (fuor di protocollo, tramite corriere e soprattutto senza seguire le vie gerarchiche) al colonnello Dino Mingarelli, comandante della Legione Udine, che aveva avocato a sé la responsabilità delle indagini, dal generale Palumbo, comandante della divisione Pastrengo di Milano, che si era precipitato a Gorizia già il 1 Giugno 1972. "Quella fu l'origine della cosiddetta pista rossa" dichiarò Mingarelli, "io sapevo che quelle notizie arrivavano da Trento e che la fonte confidenziale era Marco Pisetta"(2). In seguito la pista seguita fu denominata "gialla", ovvero legata a piccoli pregiudicati locali. Anche in questo caso la pista si rivelerà un depistaggio operato dai Carabinieri, infatti, seppure tale pista parve più credibile e conseguentemente venne seguita più a lungo, si rivelò basata su pretese affermazioni di un informatore dei Carabinieri che si rifiutò di riconoscerle davanti alla Corte. I pregiudicati coinvolti da questo presunto informatore furono sottoposti a lunghe indagini e vari giudizi prima che fosse provata la loro innocenza. Mentre le forze dell'ordine erano impegnate ad indagare su pregiudicati e membri di Lotta Continua, tutti gli indizi a sostegno della più credibile "pista nera" vennero ignorati o scartati, ed addirittura si è parlato di un preciso ordine, non si sa da chi provenisse, di bloccare ogni indagine sugli ambienti di destra. Le responsabilità reali emergeranno soltanto nel 1984, dodici anni dopo, allorquando l'ideatore, nonché responsabile materiale della strage confesserà. Chi confessa è Vincenzo Vinciguerra, militante di Ordine Nuovo che aveva vissuto in latitanza dal 1974, stabilendosi prima in Spagna dove prese contatto con Stefano Delle Chiaie ed aderì ad Avanguardia Nazionale, e poi in Argentina. Vinciguerra si era costituito nel 1979, motivando il suo gesto dicendo che la vita da latitante lo avrebbe costretto a compromettere la sua dignità di militante rivoluzionario. Al momento della confessione Vinciguerra si trova in carcere per un'accusa connessa ad un episodio avvenuto nell'ottobre del 1972 all'aeroporto di Ronchi dei Legionari, dove un altro militante ordinovista di nome Ivano Boccaccio, ex paracadutista, tentò di dirottare un aereo per ottenere un riscatto allo scopo di finanziare il gruppo. Boccaccio si trovò circondato ed aprì il fuoco sulla Polizia, che rispondendo lo uccise. La confessione di Vinciguerra è spontanea e rivelatrice: egli non rinnega le sue azioni passate, ed anzi rivendica con orgoglio la propria qualità di "soldato politico", ma chiarisce di voler confessare per "fare chiarezza", avendo compreso che tutte le precedenti azioni della destra radicale, incluse le stragi, in realtà erano state manovrate da quello stesso regime che si proponeva di attaccare. "Mi assumo la responsabilità piena, completa e totale dell'ideazione, dell'organizzazione e del'esecuzione materiale dell'attentato di Peteano, che si inquadra in una logica di rottura con la strategia che veniva allora seguita da forze che ritenevo rivoluzionarie, cosiddette di destra, e che invece seguivano una strategia dettata da centri di potere nazionali e internazionali collocati ai vertici dello stato [...] Il fine politico che attraverso le stragi si è tentato di raggiungere è molto chiaro: attraverso gravi provocazioni innescare una risposta popolare di rabbia da utilizzare poi per una successiva repressione. In ultima analisi il fine massimo era quello di giungere alla promulgazione di leggi eccezionali o alla dichiarazione dello stato di emergenza. In tal modo si sarebbe realizzata quell'operazione di rafforzamento del potere che di volta in volta sentiva vacillare il proprio dominio. Il tutto, ovviamente inserito in un contesto internazionale nel quadro dell'inserimento italiano nel sistema delle alleanze occidentali". Vinciguerra, dunque, prende decisamente le distanze dai vari Delle Chiaie, Delfo Zorzi ed Almirante, considerati falsi rivoluzionari, e lo fa, oltre che con le precise dichiarazioni che rilascia, anche con l'atto medesimo dell'attentato, che doveva, nei suoi piani, affermarsi come unico fatto veramente rivoluzionario: un'azione di guerra esplicitamente rivolta contro lo Stato, impersonato dai Carabinieri, e non contro una folla indiscriminata. Tale confessione gli costò una condanna all'ergastolo che, però, non lo indusse a collaborare con la magistratura. Solo dopo che la condanna passò in giudicato, e quindi senza più possibilità di ricevere benefici in cambio di rivelazioni, assunse un atteggiamento collaborativo che dura tuttora. Grazie a tale atteggiamento la Magistratura ha potuto ricostruire l'attività di Ordine Nuovo di Udine, che egli guidò insieme al fratello gemello. Il gruppo mostrò un crescendo di azione consueto, passando dalla "propaganda attiva" a risse e pestaggi, per poi arrivare alle rapine di autofinanziamento ed all'utilizzo di esplosivi. Riguardo all'attentato la Commissione Stragi scrive: "Alla Commissione in ordine a tale episodio non resta che prendere atto di ciò che può ritenersi ormai un fatto storico accertato e consacrato in giudicati penali di condanna; e cioè l'illecita copertura attribuita agli estremisti di destra autori dell'attentato da parte di alti ufficiali dell'Arma dei Carabinieri, tra questi il colonnello Mingarelli condannato dalla Corte di Assise di Appello di Venezia per falso ideologico e materiale e per soppressione di prove [...] Appare sul punto innegabile che i Carabinieri disponessero di un elemento chiarissimo per l'individuazione della matrice della strage, in quanto l'ordinovista Ivano Boccaccia era stato trovato in possesso della stessa arma utilizzata per sparare contro i vetri della 500 ove era stata collocata la bomba di Peteano, ed i cui bossoli esplosi erano stati repertati dai Carabinieri. Alla luce di ciò, è del tutto evidente come la "pista rossa" subito imboccata non possa giustificarsi neppure come una volontà di trovare comunque il colpevole, anche a fini di immagine; emerge infatti chiaro l'intento deliberato di strumentalizzare un episodio, pure così tragico ed una criminalizzazione della sinistra eversiva secondo un disegno strategico preciso". Insomma, la Commissione riconosce pesantissime responsabilità agli apparati di sicurezza del nostro paese, tra le quali quella, particolarmente inquietante, di aver "pilotato" le indagini verso una direzione strategicamente stabilita. Per questa ragione, nonostante nelle intenzioni dell'attentatore avrebbe dovuto avere tutt'altro significato, anche la strage di Peteano è collocabile nel fenomeno denominato "Strategia della Tensione", anche se, in questo caso, le forze dell'ordine si sono "limitate" a strumentalizzare l'accaduto, senza prendervi parte direttamente. E', inoltre, opinione della Commissione che l'idea che la strage fosse opera della destra radicale fosse radicata già nel 1972, tanto più che la fuga in Spagna di uno dei principali imputati, C. Cicuttini era stata organizzata dalla rete riconducibile ad Ordine Nuovo. Cicuttini era il proprietario della pistola calibro 22 utilizzata dal Boccaccia nel tentativo di dirottamento aereo. Sempre la Commissione fornisce gli elementi necessari a comprendere l'entità della strumentalizzazione a fini politici operata dalle forze dell'ordine: Un accurato esame dei bossoli di Peteano avrebbe rivelato che i colpi erano partiti dalla stessa pistola, indirizzando così le indagini sul gruppo di Ordine Nuovo, che, al contrario, non fu toccato, nonostante i numerosi e convergenti indizi a suo carico. Vinciguerra denuncia in modo esplicito il coinvolgimento nell'episodio di alcuni dei più prestigiosi dirigenti della destra estrema e radicale, da Paolo Signorelli a Massimiliano Fachini, fino a Pino Rauti. Giunto in Spagna, Cicuttini continuò ad essere protetto dai vertici neofascisti nazionali ed internazionali e, quando venne riconosciuto responsabile della telefonata anonima e condannato all'ergastolo, la Spagna non concesse l'estradizione. Altra prova della strumentalizzazione sta nella eterodossa catena di comando costituita dai Carabinieri ad esclusione della Polizia e di altri ufficiali dell'Arma non appartenenti al loro gruppo, che faceva riferimento al generale Palumbo, già collaboratore di De Lorenzo all'epoca del Sifar, poi risultato iscritto alla P2. Quel che, ai posteri, risulta particolarmente importante riguardo questo particolare avvenimento, sono le dichiarazioni che, in vari momenti, Vincenzo Vinciguerra ha rilasciato a giornalisti e magistrati: in particolar modo la lunga intervista rilasciata a Gigi Marcucci e Paola Minoliti nel carcere di Opera l'8 luglio del 2000, da cui ci pare opportuno estrapolare alcuni stralci: D: Allora io volevo chiedere a Vincenzo Vinciguerra cos'è una strage e a che cosa serve? V: La strage è un mezzo che il potere utilizza per creare uno stato di allarme tra la popolazione ed eventualmente poter intervenire per rassicurare questa stessa popolazione. Perché è un evento traumatico che ha interesse a determinare solo chi detiene il potere, perché solo chi detiene il potere può padroneggiare gli eventi successivi. Quindi la strage è un mezzo di prevaricazione del potere sulla popolazione. D: Per la giustizia italiana anche quella di Peteano, da lei confessata, fu una strage però lei non ha mai ammesso questa definizione. Lei ha tenuto a distinguere la sua opera, la sua azione, da tutto il resto, da tutto quello che noi chiamiamo strategia della tensione V: Ecco, allora c'è una precisazione da fare. L'attentato di Peteano non ha le connotazioni della strage. E' strage sul piano giuridico. Cioè sulla base degli articoli del codice penale può essere, viene definita strage. Perché il numero dei morti poteva essere indeterminato. Cioè invece di tre carabinieri ne potevo uccidere cinque, sei, sette. Però non è strage, nel senso che l'attentato di Peteano colpisce per la prima ed unica volta un apparato militare dello Stato. In un posto solitario, dove viene esclusa la possibilità di colpire i civili e ha una finalizzazione esclusivamente di opposizione al regime, cioè non si colpisce l'apparato militare del regime per dare la possibilità al regime di sfruttare questo attentato. Ha avuto, come era nelle mie intenzioni, implicazioni politiche pesantissime. Perché anche se sono state sottaciute, negli ultimi anni, di fronte alla Commissione Stragi, Francesco Cossiga ha dovuto ammettere che dopo Peteano iniziò il percorso di divaricazione tra l'Arma dei Carabinieri e il Sid da un lato, e la destra dall'altro. Cioè l'Arma dei Carabinieri, pur tacendo, occultando le prove, depistando le indagini, insieme ad altri apparati dello Stato (Ministero dell'Interno, Guardia di Finanza) prese atto che dall'estrema destra gli era venuto un attacco di quella gravità. E cominciò a prendere le distanze, a staccare dall'estrema destra. Quindi definire l'attentato di Peteano una strage, si confondono un po' le idee alle persone nel senso addirittura di far credere che l'attentato di Peteano avesse le stesse finalità della strage di Piazza Fontana, della strage di Bologna, della strage dell'Italicus. Esattamente l'opposto. D: Certo. La sua è una storia di grande disillusione. Mi sembra di poter sintetizzarla così, naturalmente lei se vuole mi correggerà. Com'è cominciata questa disillusione? Io so che un punto di partenza è costituito da delle richieste che le vennero fatte. Ricordo un verbale del 1985 in cui lei spiega che le chiesero di attentare la vita di un uomo politico molto importante, Mariano Rumor, già Presidente del Consiglio e lei capì che c'era qualcosa che non funzionava. V: Si. Questo avvenne nel luglio del 1971. D: In che organizzazione militava allora? V: In Ordine Nuovo. Mi chiesero Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi, mi chiesero e lo chiesero per tre volte nel luglio '71, nel novembre '71 e nel marzo '72, mi chiesero di attentare, di uccidere Mariano Rumor. Attentare è un termine improprio. Di uccidere Mariano Rumor nella sua abitazione, ovviamente avevano tutte quante le indicazioni e il Maggi mi disse, evidentemente pensando che mi avrebbe invogliato a partecipare, che non avrei avuto problemi con la scorta. Francamente io, fino al 1971, mi ritenevo facente parte di un'organizzazione di opposizione allo Stato. Non dico rivoluzionaria in senso classico, ma comunque di opposizione se non altro perché eravamo legati ad un passato. Ad un passato politico, militare, ideologico che peraltro si era concluso nel 1945, per noi non dico che potesse essere mai restaurato, per carità, ma comunque ci ritenevamo vincolati a difendere il residuo di una certa immagine onorevole. Quando un dirigente di questa organizzazione rivoluzionaria mi propone di uccidere un ex Ministro dell'Interno, ex Presidente del Consiglio, cioè un personaggio di primissimo piano della vita politica italiana, con l'aiuto della scorta, mi fa intendere che ci sono contatti ad altissimo livello fra la Polizia, il Ministero degli Interni, i suoi apparati di sicurezza e queste persone di Ordine Nuovo. Il dubbio comincia da quel momento in poi. La connessione con la strage di Piazza Fontana, che non è mai stata purtroppo affermata in sede giudiziaria, ma poi parleremo anche dell'opera della magistratura italiana, se lei... D: Certo... V: E' data dal fatto che la proposta viene fatta a fine luglio del '71, quando Freda viene scarcerato il 12 luglio del '71; viene reiterata nel novembre del '71 quando Freda è stato arrestato a novembre '71, quindi pochi giorni prima, pochi giorni dopo... D: Quindi c'è un legame... V: Esatto, c'è un legame. E viene rifatta per la terza volta nell'imminenza dell'arresto di Pino Rauti, nel marzo del 1972, fine febbraio, inizio di marzo del 1972. D: Quindi c'è un collegamento diretto tra questa richiesta che le fanno di attentare... V: e la strage di Piazza Fontana. Cioè si voleva eliminare evidentemente un personaggio politico che in un certo qual modo era compromesso con la strage. Non dico che Mariano Rumor abbia detto "fatemi la strage", ma certamente queste persone, da Mariano Rumor, attendevano una protezione che è venuta a mancare D: Infatti si parlò di un piano di emergenza che doveva scattare e che invece non scattò... V: Infatti questo è stato anche un momento del contenzioso che c'è stato l'altro giorno qui a Milano al processo per la strage di Piazza Fontana, che era un'operazione politico-militare, che inizia nel febbraio del 1969 e si conclude nel dicembre del '69 e sulla quale sono state fatte indagini molto lacunose. D: Cosa manca alla verità su quell'episodio? V: Alla verità manca la ricostruzione di quello che è accaduto all'interno dello Stato. Manca, ad esempio, ed è clamoroso per tante cose, il fatto che non si sia mai parlato del Fronte Nazionale. Che non era soltanto destra. Quando si parla del coinvolgimento di Mario Merlino e di Avanguardia Nazionale nella strage di Piazza Fontana... per 30 anni ci si è dimenticati che Avanguardia Nazionale nel 1969 era la struttura clandestina del Fronte Nazionale. Quindi quando si parla del coinvolgimento di Delle Chiaie e dei suoi amici nella strage di Piazza Fontana, bisogna parlare del coinvolgimento del Fronte Nazionale, o meglio del principe Junio Valerio Borghese e dei suoi militanti, dei dirigenti del Fronte Nazionale che ripeto, non era soltanto estrema destra, perché aveva riferimenti anche di centro e il principe Borghese era personaggio di ben altra levatura di Stefano Delle Chiaie o Pino Rauti. Con aderenze internazionali di altissimo livello anche nell'ambiente dei servizi segreti come James Jesus Angleton (esponente della Cia, ndr) o, in Italia, con Umberto Federico D'Amato. In pratica per 30 anni si è ristretto il campo delle indagini ad un gruppo di estrema destra che ufficialmente non esisteva in quel periodo, perché questo la magistratura lo sa: AN si scioglie ufficialmente nel 1965 e si ricompone, come gruppo, nel 1970. Proprio perché, in parte infiltra i suoi aderenti e i suoi militanti in altre organizzazioni compresa l'estrema sinistra. (1) Relazione della Comissione Stragi (2) Estratto dalla Redazione della Commissione Stragi[/IMG]
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  5. #1585
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    Predefinito Re: Ci vorrebbe un Duce

    Le elezioni regionali e amministrative del 1978 danno però risultati negativi al MSI-DN. Nel corso della campagna elettorale, fra l'altro, un esponente di Democrazia Nazionale lo aveva accusato di favoreggiamento personale nei confronti di un presunto responsabile della strage di Peteano (avvenuta nel 1972); l'accusa, pur smentita dal senatore di Democrazia Nazionale sulle cui confidenze avrebbe dovuto basarsi, portò ad una lunga inchiesta, al cui termine Almirante fu rinviato a giudizio con altri, ma amnistiato prima dell'inizio del processo. Questo fu l'unico coinvolgimento di Almirante in un'inchiesta su fatti di terrorismo; in un altro caso egli, avendo avuto notizia nel luglio 1974 dei preparativi di un attentato ad un obiettivo ferroviario, ne informo subito le autorità. Era L'ITALICUS, poi ripulì il partito da tutti coloro he guardavano con occhio benevolo al terrorismo, ed epurò il partito, chiese la pena di morte per il reato di TERRORISMO, tanto da essere chiamato "IMFAME" da coloro he erano estremisti, ricevette anche minacce di morte da parte dei terroristi neri. Uno fra tutti fù TUTI che gli inviò una cartolina dal carcere nel quale era rinchiuso.
    ADA
    Non prendete sempre notizie da blog di sinistra per favore. Questa discussione si rova già sul sito , l'ho preso da una mia ricerca fatta per quel forum.
    Ultima modifica di Ada De Santis; 17-05-12 alle 09:12
    _Non rinnegare e non restaurare__


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  6. #1586
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    Predefinito Re: Ci vorrebbe un Duce

    Citazione Originariamente Scritto da ada desantis Visualizza Messaggio
    [IMG]Le elezioni regionali e amministrative del 1978 danno però risultati negativi al MSI-DN. Nel corso della campagna elettorale, fra l'altro, un esponente di Democrazia Nazionale lo aveva accusato di favoreggiamento personale nei confronti di un presunto responsabile della strage di Peteano (avvenuta nel 1972); l'accusa, pur smentita dal senatore di Democrazia Nazionale sulle cui confidenze avrebbe dovuto basarsi, portò ad una lunga inchiesta, al cui termine Almirante fu rinviato a giudizio con altri, ma amnistiato prima dell'inizio del processo. Questo fu l'unico coinvolgimento di Almirante in un'inchiesta su fatti di terrorismo; in un altro caso egli, avendo avuto notizia nel luglio 1974 dei preparativi di un attentato ad un obiettivo ferroviario, ne informo subito le autorità. Era L'ITALICUS, poi ripulì il partito da tutti coloro he guardavano con occhio benevolo al terrorismo, ed epurò il partito, chiese la pena di morte per il reato di TERRORISMO, tanto da essere chiamato "IMFAME" da coloro he erano estremisti, ricevette anche minacce di morte da parte dei terroristi neri. Uno fra tutti fù TUTI che gli inviò una cartolina dal carcere nel quale era rinchiuso. ADA[/IMG]
    Non prendete sempre notizie da blog di sinistra per favore.

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  7. #1587
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    Predefinito Re: Ci vorrebbe un Duce

    Citazione Originariamente Scritto da nafplio Visualizza Messaggio
    il suo caro pinochete ,come il duce ,come i dittatori argentini ,come franco ,erano una banda di minorati mentali,di poveri spastici incapaci in tutto,che sono stati spazzati via dalla storia e non potranno più tornare nei paesi che li hanno sperimentati;
    sono riusciti a prender il potere ,in un paricolar periodo della storia,solo a causa della grande ignoranza diffusa nel popolo e a causa del grande potere dei ricconi;
    adesso ,con il grande fallimento del sistema liberista e capitalista che gli ha permesso in passato di prendere il potere ,questi spastici di mer.da ,questi subumani ,questi sottouomini ,non saranno più accettati da nessuno ,dal popolo,dai cittadini
    azzz...quanti Pinocchio hanno percorso il tempo...e quanti ancora...chissà!!!
    ma i tempi innalzano nuove costellazioni, nuovi dogmi...penso alle immense corporazioni
    e al loro mutamento, penso ad immense piovre tentacolari a non tralasciare nulla...
    penso all'uomo e alla sua capacità di perpetuarsi su altri uomini, spesso inermi..
    Allora penso all'Attila mai superato, e a tutta l'erba che ha rigenerato con il concime umano..
    Tutta la storia a ripetersi, e nessun vero revisionismo...credo che ignoranza e sapere,
    siano la stessa lama affilata da ambo le parti, e mai un vero revisionismo umano...

    Rif: il nuovo ordine mondiale..era, è, sarà..bene o male

    Caro amico non c' è più sostanza, ma solo forma..solo numeri apparenza e parvenza..
    non più il cuore, ma solo cervello, peccato che questo senza il cuore si spegne...
    Ne potrebbe scaturire metafora utile all' insegnamento, utile alla comprensione
    di ciò che dovremmo essere realmente..ed invece assecondiamo il mondo per sua
    indotta rappresentazione...la macelleria dell' uomo non chiude mai...
    e non serve riflessione, nulla di personale, ma la farsa dei numeri che meglio ci rappresentano...

    Spengo mestamente tutte le insegne, abbasso le saracinesche racchiudo pensieri opere e omissioni
    nella spelonca dell' animo perso, nessuno vede realmente ciò che impunemente accade,
    c'è sempre più una visione ristretta alla superficie degli accadimenti, ma prima o poi
    dovremo immergerci, scartare i veli e guardare realtà, che credo ci sommergerà...
    non ho più niente da dire, da fare, e altrettanto mestamente mi assumo responsabilità..

    Sento un' odore nauseabondo, milioni miliardi di anime a marcificare, vendute all' unica divinità
    d' oggi, il denaro, in tutte le sue deliranti maniere dell' approvvigionamento nessuna apparenza
    nel quotidiano vivere, ma l' imposizione sistematica di un incatenamento che falsa la vita,
    che falsa l' umanità tutta al dove siamo condotti....nulla, nulla più, se non l' evoluzione del circostante
    nell' involuzione dell' unica bestia capace di stravolgere tutto LUI compreso................................

    Non ho detto niente, non ho mai scritto niente, chissà forse nemmeno sono mai esistito,
    faccio parte di quell' illusione collettiva che mascherata dietro ad un avatar ha paura di
    manifestare se stesso, di dare forza alle proprie convinzioni, rimaniamo nascosti per pura
    supposizione, ma nascondendo noi stessi nascondiamo realtà..LORO, stanno vincendo,
    non so, o fingo di non sapere, ma i miei figli, i nostri figli vedranno tutte le mostruosità
    che gli abbiamo preparato...mi ero illuso per loro, ma come spesso l' illusione svanisce
    per lasciare posto ai solo numeri che ci rappresentano MEGLIO......
    PAX TIBI...l' unico idiota chissà forse ad eclissarsi, ad immolarsi al nulla che avanza..
    IO, Attila, Destriero e Arco..non più idealista del c...o...ma un numero come tutti..
    Ultima modifica di attila621; 17-05-12 alle 09:06
    " l' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."
    Dostoevskij.

  8. #1588
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    Predefinito Re: Ci vorrebbe un Duce

    Rif: il nuovo ordine mondiale..era, è, sarà..bene o male

    Imprinting

    Il concetto di Imprinting, che senz'altro conoscerete
    è qualcosa che possiamo utilizzare per spiegare
    quello che ci succede quotidianamente.
    Possiamo proprio utilizzare lo stesso termine per definirlo: imprinting mentale.
    Siamo infatti indottrinati fin dalla tenera età
    a modelli e concetti propri del sistema a cui andiamo ad appartenere.
    Questo si rende necessario per rendere il meccanismo dell'autocontrollo
    un meccanismo perpetuo e autosufficiente.
    Come saprete, uccelli che sono fisiologicamente in grado di volare,
    se hanno un imprinting errato (e imparano dunque modelli comportamentali errati)
    non voleranno per il resto della propria vita.
    Analogamente, in quanto animali,
    anche gli esseri umani subiscono gli effetti di un "imprinting mentale" errato:
    il continuo bombardamento con messaggi fuorvianti, pertanto,
    è necessario fin dall'inizio (TV in primis) per istupidire le folle.
    Non è qualcosa di illogico o improbabile:
    da sempre la pubblicità è stata costruita per illudere il consumatore,
    il danno collaterale di questi proiettili mediatici è che la popolazione
    ne è stordita ed arriva a creare autonomamente bisogni che non ha (o che le sono stati indotti).
    Se fin da piccoli qualcuno vi ripetesse continuamente che (per ipotesi)
    tutti i lunedì alle 8 di mattina bisogna mangiare un biscotto inzuppato nel vino
    (e lo facesse a sua volta) voi non trovereste nulla di strano
    in tutto ciò mentre leggendolo così capite subito che ho scritto
    la cosa più illogica che mi venisse in mente. Ecco.
    Il vostro imprinting ha stabilito che questa cosa non ha senso.


    Solo quando sarai pronto a considerare possibile l'impossibile,
    allora sarai in grado di scoprire qualcosa di nuovo"
    (J.W.Goethe)
    Ultima modifica di attila621; 17-05-12 alle 09:10
    " l' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."
    Dostoevskij.

  9. #1589
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    Predefinito Re: Ci vorrebbe un Duce

    Rif: il nuovo ordine mondiale..era, è, sarà..bene o male

    Libertà illusoria

    La definizione che possiamo ottenere di "libertà" è molto varia:
    tra le tante che ho potuto leggere, una in particolare mi ha scioccato.
    "Mancanza di controllo nel comportamento o nel linguaggio"
    Ecco cosa si dice della libertà.
    Chiaramente questa definizione è applicabile solo in un contesto ristretto,
    tuttavia converrete con me che troncando l'ultima parte otteniamo
    un'inquietante (e, ahimè, attualissima) variante della stessa.
    La libertà è dunque mancanza di controllo?
    Se l'argomento si riducesse a questa singola frase,
    se ne dedurrebbe che l'anarchia sia l'unica soluzione per ottenere la vera libertà.
    In linea di principio questo potrebbe essere vero,
    purtroppo con gli esseri umani ciò non è gestibile
    (ed è proprio qui che si sprofonda nell'anarchia).
    Se avete seguito questo ragionamento avrete certamente compreso
    come quella che viviamo oggi non possa essere chiamata in alcun modo "libertà".
    Neppure definirla una restrizione della libertà stessa pare essere sufficiente:
    pensate a quante cose sono lasciate "libere" nel mondo d'oggi.
    La scelta di quale partito votare è "libera", la scelta di quale abito indossare è "libera",
    qualsiasi altra scelta è (per sua stessa definizione) "libera".
    Il problema di fondo di questo sistema è che non è reale;
    quando la scelta non è solo teorica (la politica in primis)
    in realtà è pilotata tramite bisogni indotti e arroganti prese di posizione.
    Ecco in cosa consiste la libertà illusoria...REFLEX..
    " l' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."
    Dostoevskij.

  10. #1590
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    Predefinito Re: Ci vorrebbe un Duce

    Rif: il nuovo ordine mondiale..era, è, sarà..bene o male

    Non commetteremo gli stessi errori..azzzz...porre il riflesso: quasi un fastidio...l'Attila nessuna armatura..

    Nel commentare il post precedente,
    ho notato come la risposta meritasse uno sviluppo più approfondito.
    La questione è che siamo "ubriachi di libertà",
    ma non della libertà vera, bensì di quella illusoria.
    Elargita senza limiti da chi non vuole farci avere quella reale,
    questa parodia ci ottenebra la mente.
    La subdola schiavitù della libertà è ben più efficace
    della schiavitù diretta cui si è portati a pensare. Pensateci.
    Nei tempi antichi, il mezzo adottato per il controllo della popolazione
    era essenzialmente quello della coercizione, della tortura e della schiavitù (fisica).
    Chiaramente una situazione di questo tipo
    (dove l'uomo è costretto a rendersi conto della miseria in cui si trova)
    porta rapidamente a malcontento generalizzato e insurrezioni popolari.
    Orwell nel descrivere il mondo di 1984, afferma che gli psicocriminali
    vengono eliminati fisicamente solo quando nuovamente concordi con il regime,
    onde evitare la creazione di nuovi martiri.
    Nel nostro mondo, è logico supporre che accada la stessa cosa
    (ed è proprio per quello che Saddam è stato ucciso).
    Ad ogni modo, stiamo lentamente assistendo
    ad una progressiva e generalizzata "liberalizzazione".
    Proprio questo fenomeno è in grado di schiavizzarci
    in modo molto più efficace rispetto al passato.
    Questo perchè non c'è miglior schiavo di chi non sa di esserlo.
    Abbiamo dunque un abuso di beni e di servizi tale da renderci
    così sicuri della nostra "onnipotenza" che non ci rendiamo conto della nostra arroganza.
    Così, nella terra dei ciechi in cui viviamo, gli "uomini con un occhio solo" hanno campo libero.
    Se mi concedete un ulteriore appunto,
    facendo appello a quella che è la saggezza della terra,
    c'è un'espressione che può riassumere tutto questo discorso e cioè "il troppo stroppia".
    Questo a dimostrazione che un'eccessiva dose di controllo
    è tanto dannosa quanto un'eccessiva dose di libertà (volutamente scritta con la lettera minuscola).
    Reflex..Arco Destriero e Attila..
    " l' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
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    pur di legittimare la propria logica."
    Dostoevskij.

 

 
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