

Ultima modifica di Regina di Coppe; 08-05-12 alle 10:42
Corpo sano in ambiente sano.
Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.


Interessante constatazione, quella di Regina.
Non si puo' negare che spesso sia cosi'.
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


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Il guru è il come il dito che indica la Luna.
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Ultima modifica di Regina di Coppe; 10-05-12 alle 10:09
Corpo sano in ambiente sano.
Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.




Ultima modifica di Regina di Coppe; 11-05-12 alle 09:47
Corpo sano in ambiente sano.
Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.


Il Vero Maestro guida i nostri passi su una strada che ha gia' percorso.
Per questo bisogna tributarGli amore e devozione.
Gioia e dolore hanno il confine incerto...






Molto bello Euvitt.
Il problema e' arrivarci....non serve...o non basta...il semplice abbandono.
Ho sentito da un lama che i due errori principali della meditazione (resi con due espressioni tibetane che ora non ricordo) sono l'abbandono-assopimento e, all'opposto, il coinvolgimento-distrazione.
C'e' una sorta di equilibrio, in mezzo...una consapevolezza vuota e immensa che, come tu dici, non ha piu' bisogno di passi.
E' buffo e drammatico constatare che, pur intuendolo, si preferisce (parlo per me in primis) inseguire altro....
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


Se non altro questa è un'onesta dichiarazione del proprio stato, ovvero, di ammettere che le nostre capacità non ci permettono di avere questo incontro con la Divinità.Originariamente Scritto da Regina di Coppe
Ma voglio far notare che chi ammette di volere un Maestro, perchè vuole conoscere la Divinità, è nella condizione di chiedere alla Divinità stessa di fargli incontrare un Maestro,
un intermediario, quindi non è proprio vero che la Divinità non si è trovata: se chiediamo qualcosa alla Divinità evidentemente l'abbiamo già trovata.
E' questa la condizione dell'essere umano: vive quel paradosso di chiedere qualcosa che ha GIA'.
Il Guru, il Maestro, è colui che ci porta dall'oscurità alla Luce nella misura in cui realizziamo in noi stessi questa Consapevolezza.
La Consapevolezza è quella di realizzare che ogni essere umano ha un Maestro interiore che non è altro che lo specchio di quello esteriore.
Il Guru diventa un Maestro solo quando NOI realizziamo in noi stessi questa Consapevolezza, non prima.
Prima, questa persona, è un essere umano come un altro.
Questo è il punto più difficile per chi cerca un Maestro: è in attesa del colpo di fulmine; è in attesa di quella parola che lo salverà.
E' come quando questi sposi novantenni, festeggiando le nozze di diamante, dichiarano che quando si sono incontrati sapevano già che sarebbero rimasti insieme per tutta la vita.
Così, quando ho sentito per la prima volta parlare il mio Maestro, la Verità è emersa dal mio cuore e mi ha parlato.
Ed è ancora qui che mi dice che questa non è una condizione di privilegio , di illuminazione , di realizzazione. E' la condizione "normale" che ogni essere umano dovrebbe avere:
quella di essere un tutt' uno la Divinità.
Perchè di fatto noi siamo GIA' un tutt'uno con la Divinità.
Devo precisare che il termine "Divinità", purtroppo per molti è solo un concetto mentale, non è un'esperienza reale.
Scrivere poi che è un'esperienza reale, anche questo non è esatto.
L'acqua ha esperienza del bagnato ?