
Originariamente Scritto da
Heidi
Secondo me, oggi, chi scrive un libro di di narrativa, punta soprattutto alla storia e lo stile letterario passa in secondo piano.
C'è poca ricercatezza dei vocaboli e manca la cura della forma espositiva, il linguaggio, spesso, è povero, simile al racconto che si può fare ad un amico, nella quotidianità, di qualche fatto accadutoci, così, sic et simpliciter.
Con questo non voglio dire, che la prosa di un libro debba essere forzatamente aulica o sofisticata, perchè rischierebbe di diventare pedante, ma se è vero che "leggendo si impara a scrivere", deve pur esser vero che il libro che leggo, mi deve sorprendere, affascinare anche dal punto di vista stilistico.
La bella storia mi avvince e mi incatena al romanzo, ma deve anche esserci qualcosa che mi coinvolge dal punto di vista lessicale.
Quando, in un libro, la buona storia si unisce ad una prosa ben curata e di livello, il piacere che ne deriva, non è circoscritto a conoscere l'epilogo dei fatti, ma c'è anche il desiderio di leggere e rileggere certi periodi, solo per assaporare la musicalità delle parole o la sublimazione di qualche pensiero ben esposto e che ci ha colpito.
In quel caso si può davvero dire che la lettura diventa "cibo per la mente".