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  1. #21
    La Vengeance
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    Predefinito Re: Da cosa giudicate il valore di un libro di narrativa?

    Citazione Originariamente Scritto da pv. Visualizza Messaggio
    Limitiamoci a questo.
    Ma sai leggere?

    Esiste un "narratore" che non sappia scrivere?
    Anche Lara Cardella scrive bene.

    Quali romanzi ha scritto Saviano?

    E sul fatto che ognuno abbia il suo stile peculiare sono perfettamente d' accordo.
    So leggere. Io.

    Vedi il problema che ti riguarda invece, non è quello relativo alla lettura.
    E' strettamente connesso alla comprensione. Potremmo dire che sarebbe necessario capire ciò che si legge.

    Saviano ha scritto "Gomorra". Dicono sia un romanzo.

    La critica che muovi a Proust è priva di fondamento e dimostra esattamente i limiti enunciati nella mia perplessità sopra esposta e che riguarda il censore pv.
    Dobbiamo comprendere ciò che viene letto. Capire.
    Per farlo è opportuno spogliarsi di quella certa "pomposa esuberanza", di quella alterigia dalla quale sembri ammantato, e tuffarsi nell'abisso in cui lo scrittore desidera accompagnarci.
    Per farlo dobbiamo essere liberi.
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  2. #22
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    Predefinito Re: Da cosa giudicate il valore di un libro di narrativa?

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio
    So leggere. Io.

    La critica che muovi a Proust è priva di fondamento e dimostra esattamente i limiti enunciati nella mia perplessità sopra esposta e che riguarda il censore pv.
    Per farlo è opportuno spogliarsi di quella certa "pomposa esuberanza", di quella alterigia dalla quale sembri ammantato, e tuffarsi nell'abisso in cui lo scrittore desidera accompagnarci.
    Per farlo dobbiamo essere liberi.
    In Proust ti ci tuffi tu.
    E se qua nessun altro ha letto la recherche e' inutile confutare le tue convinzioni.

  3. #23
    Socialdemocrazia Palmiana
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    Predefinito Re: Da cosa giudicate il valore di un libro di narrativa?

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio
    Chiarissimo Monsieur, io amo la Francia. Ho letto i russi ma…amo i francesi.
    La letteratura vittoriana la lascio tutta a Voi.
    …anche se debbo ammettere che la Bronte e la Austin non sono da buttar via.
    azz è vero che sei anglofobo ma restare insensibili di fronte a dickens, doyle, jerome e via dicendo. dai
    a me piace quasi tutta la letteratura ottocentesca e inizio novecentesca in realtà, penso di esser nato nel secolo sbagliato, certo nascendo in quello, magari ero uno straccione
    Ultima modifica di zlais; 09-10-12 alle 22:58
    Il coro del Bunga Bunga:
    Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
    Il giudice: ♪si ♪fa ♪la minore ♪si ♪fa ♪la minore

  4. #24
    La Vengeance
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    Predefinito Re: Da cosa giudicate il valore di un libro di narrativa?

    Citazione Originariamente Scritto da pv. Visualizza Messaggio
    In Proust ti ci tuffi tu.
    E se qua nessun altro ha letto la recherche e' inutile confutare le tue convinzioni.
    All'inizio, ammetto, è stato davvero difficile.
    Poi, entrando nello spirito proustiano, accettando docilmente la sue architetture, il compito è diventato via via meno gravoso e alla fine molto intrigante.
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  5. #25
    La Vengeance
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    Predefinito Re: Da cosa giudicate il valore di un libro di narrativa?

    Citazione Originariamente Scritto da zlais Visualizza Messaggio
    azz è vero che sei anglofobo ma restare insensibili di fronte a dickens, doyle, jerome e via dicendo. dai
    a me piace quasi tutta la letteratura ottocentesca e inizio novecentesca in realtà, penso di esser nato nel secolo sbagliato, certo nascendo in quello, magari ero uno straccione
    repapelle:
    No, non sono anglofobo zlais. Anzi ammiro molte istituzioni del Regno Unito. Ne condivido lo spirito.
    Anche io penso di avere sbagliato secolo.:giagia: Potremmo dire…"mal comune mezzo gaudio".
    Forse potrei aver vissuto sotto l'Empereur, magari tra i grognard. Un veterano della Vecchia Guardia.
    Oscar Wilde, Dickens, Doyle, e molti altri tra cui la Bronte e la Austin, sono eccellenti esempi della letteratura Inglese e benché siano lontani dallo stile letterario Francese costituiscono pietre miliari della Letteratura Mondiale.
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  6. #26
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    Predefinito Re: Da cosa giudicate il valore di un libro di narrativa?

    Criticare Proust si può, ma occorre farlo, se si vuol essere credibili, da un pulpito imperiale.
    Altrimenti si cade nella solita autotrappola di coloro che criticano Aston Martin e McLaren, standosene comodamente seduti in una FIAT...
    Ultima modifica di Hasselblad; 10-10-12 alle 23:43 Motivo: corsivo

  7. #27
    La Vengeance
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    Predefinito Re: Da cosa giudicate il valore di un libro di narrativa?

    Citazione Originariamente Scritto da Hasselblad Visualizza Messaggio
    Criticare Proust si può, ma occorre farlo, se si vuol essere credibili, da un pulpito imperiale.
    Altrimenti si cade nella solita autotrappola di coloro che criticano Aston Martin e McLaren, standosene comodamente seduti in una FIAT...
    Premetto che non sono d'accordo con i toni d'enfasi di Jacqueline Risset, la quale sostiene che Proust sia stato il più grande scrittore francese poiché, per l'amore che nutro verso di loro, Victor Hugo, Alexandre Dumas e Honorè de Balzac, nell'ordine, illuminano con i loro bagliori i cieli notturni di Francia più di quanto possa l'etoille Marcel.
    Ma non si può elevare una censura nei confronti di Proust, come sostieni opportunamente, se non si è compreso il senso de la "recherche".
    Impresa decisamente non facile.
    Proust si colloca senza ombra di dubbio, nell'empireo dei Grandi Scrittori di Francia, non foss'altro per la sua profondissima indagine psicologica sull'uomo.
    Dal punto di vista stilistico, le difficoltà che incontra l'incauto lettore sono dovute alle complesse forme architettonico-descrittive, costituite da periodi e sottoperiodi di cui egli si serve quali strumenti, per investigare l'animo umano. Una capacità espressiva, quella del buon Marcel, potremmo dire, difficile da eguagliare.
    Proust, per quella sua peculiare capacità di sondare tenacemente negli abissi umani, avrebbe meritato di riposare al Pantheon di Parigi.
    Per altri, ma egualmente apprezzabilissimi motivi letterari, lo avrebbe meritato anche Balzac.
    Entrambi riposano al Père Lachaise. Celeberrimo cimitero di Parigi. Celebrato luogo in cui si incontrano i sepolcri che ospitano dei Grandi del Mondo.

    Jacqueline Risset, Rimbaud e Proust: mondi totali
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 11-10-12 alle 19:45
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  8. #28
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    Predefinito Re: Da cosa giudicate il valore di un libro di narrativa?

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio
    Premetto che non sono d'accordo con i toni d'enfasi di Jacqueline Risset, la quale sostiene che Proust sia stato il più grande scrittore francese poiché, per l'amore che nutro verso di loro, Victor Hugo, Alexandre Dumas e Honorè de Balzac, nell'ordine, illuminano con i loro bagliori i cieli notturni di Francia più di quanto possa l'etoille Marcel.
    Ma non si può elevare una censura nei confronti di Proust, come sostieni opportunamente, se non si è compreso il senso de la "recherche".
    Impresa decisamente non facile.
    Proust si colloca senza ombra di dubbio, nell'empireo dei Grandi Scrittori di Francia, non foss'altro per la sua profondissima indagine psicologica sull'uomo.
    Dal punto di vista stilistico, le difficoltà che incontra l'incauto lettore sono dovute alle complesse forme architettonico-descrittive, costituite da periodi e sottoperiodi di cui egli si serve quali strumenti, per investigare l'animo umano. Una capacità espressiva, quella del buon Marcel, potremmo dire, difficile da eguagliare.
    Proust, per quella sua peculiare capacità di sondare tenacemente negli abissi umani, avrebbe meritato di riposare al Pantheon di Parigi.
    Per altri, ma egualmente apprezzabilissimi motivi letterari, lo avrebbe meritato anche Balzac.
    Entrambi riposano al Père Lachaise. Celeberrimo cimitero di Parigi. Celebrato luogo in cui si incontrano i sepolcri che ospitano dei Grandi del Mondo.

    Jacqueline Risset, Rimbaud e Proust: mondi totali
    Un'opera come la Recherche, mancava alla letteratura mondiale, e Proust ha colmato magnificamente quello spazio (se proprio non si vuol dire che ha arricchito la biblioteca del sapere, di uno scaffale che prima non c'era).
    Condivido appieno quanto dici, come lo dici e... stappo una bottiglia del mio Bollinger preferito, alla tua salute!

  9. #29
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    Predefinito Re: Da cosa giudicate il valore di un libro di narrativa?

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio

    Jacqueline Risset, quanti ricordi!
    E' stata il mio relatore nella tesi di laurea (in Lingue e Letterature Straniere).
    Persona di elevato spessore culturale, nel fare l'analisi dei vari testi letterari, sapeva comunicare allo studente quel qualcosa in più, che faceva nascere il desiderio di seguirla e di non mancare mai alle sue lezioni.
    Amante di Proust, ma nondimeno della letteratura italiana ed in particolare di Dante di cui ha tradotto, in francese la Divina Commedia.

    Per tornare all'argomento iniziale, pv. dice:
    Citazione Originariamente Scritto da pv. Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda la scrittura, piu' o meno tutti scrivono bene.
    Su questo non sono d'accordo.
    Innanzitutto, bisogna decidere cosa si intende per scrivere bene.
    Se scrivere bene significa saper comporre un periodo, grammaticalmente corretto, allora posso essere d'accordo (e ci mancherebbe...!), ma, secondo me, il "saper scrivere" deve includere qualcosa in più.

    Citazione Originariamente Scritto da pv. Visualizza Messaggio
    Alla fin fine deve lasciare dentro qualcosa, scalfiggere un pezzo di crosta delle nostre sovrastrutture.
    Questo lo condivido, ma non basta una bel racconto, per pervenire ad un simile risultato.
    Ultima modifica di Heidi; 12-10-12 alle 17:57

  10. #30
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    Predefinito Re: Da cosa giudicate il valore di un libro di narrativa?

    Secondo me, oggi, chi scrive un libro di di narrativa, punta soprattutto alla storia e lo stile letterario passa in secondo piano.

    C'è poca ricercatezza dei vocaboli e manca la cura della forma espositiva, il linguaggio, spesso, è povero, simile al racconto che si può fare ad un amico, nella quotidianità, di qualche fatto accadutoci, così, sic et simpliciter.
    Con questo non voglio dire, che la prosa di un libro debba essere forzatamente aulica o sofisticata, perchè rischierebbe di diventare pedante, ma se è vero che "leggendo si impara a scrivere", deve pur esser vero che il libro che leggo, mi deve sorprendere, affascinare anche dal punto di vista stilistico.

    La bella storia mi avvince e mi incatena al romanzo, ma deve anche esserci qualcosa che mi coinvolge dal punto di vista lessicale.
    Quando, in un libro, la buona storia si unisce ad una prosa ben curata e di livello, il piacere che ne deriva, non è circoscritto a conoscere l'epilogo dei fatti, ma c'è anche il desiderio di leggere e rileggere certi periodi, solo per assaporare la musicalità delle parole o la sublimazione di qualche pensiero ben esposto e che ci ha colpito.
    In quel caso si può davvero dire che la lettura diventa "cibo per la mente".

 

 
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