Capita che io mi faccia delle domande, e confesso che spesso non ho risposte. Non sicure, comunque.
Una delle domande consiste in questo: è accettabile un sistema nel quale viene dichiarata una crisi economica, la necessità di tagliare servizi, di deprimere il livello di vita, fino al punto da dover svendere beni pubblici?
Mi spiego meglio.
Una crisi del genere implica che viene a mancare la ricchezza complessiva della società e la salute del sistema economico.
Ma se la società è impoverita e il sistema economico malato, chi compra (e paga) i beni pubblici in vendita?
Evidentemente ci sono categorie e soggetti che non sono né depressi, né poveri, né malati, e anzi godono di splendida salute.
Riformuliamo quindi la domanda iniziale: è accettabile un sistema nel quale c'è una moltitidine di persone che hanno difficoltà a comprare le scarpe ai figli, ma anche, curiosamente, una massa di denaro disponibile invece per comprare pezzi di territorio, palazzi e aziende di servizi?
Francamente non so darmi una risposta modernamente "liberista".
Volendo essere minimalisti, mi viene da rispondere parafrasando quello che si dice ai tavoli di poker: se a questo punto non abbiamo capito chi è il povero e il coglione, significa che i poveri e i coglioni siamo noi.




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