Alla piaga dell'evasione fiscale, se ne aggiunge un'altra: quella dei ladri di welfare. Un oceano di false autocertificazioni di basso reddito per accedere a prestazioni pubbliche a prezzi agevolati. A danno delle famiglie realmente bisognose. E nella quasi totale assenza di controlli
Sono gocce in un oceano di imbrogli. Lo studente dell'Università di Padova che usava la Porsche per andare in facoltà e godeva di agevolazioni sulle tasse e sulla mensa. L'imprenditore edile beccato a novembre nei pressi di Roma, anche lui in Porsche, modello Cayenne, che risultava nullatenente, aveva occultato un milione e mezzo e iscritto i figli all'asilo nido senza pagare. I 123 falsi poveri scoperti lo scorso novembre nel Lazio, tra Civitavecchia e Nettuno, fruitori indisturbati di esenzione dal ticket sanitario, buoni scuola e borse di studio. E, più in generale, le 4 mila famiglie che falsamente si autocertificavano come indigenti per godere di agevolazioni sociali, scovate e citate dalla Guardia di Finanza nel suo Rapporto 2011 sugli sprechi della spesa pubblica.
Sono i furbetti dell'Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), il meccanismo che consente ai "ladri di welfare" di sguazzarvi dentro, accanto alle famiglie realmente bisognose.
Ma che povero, quel ricco - l’Espresso




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iaociao:
