



"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)


Non feci mai nulla per meritarmi la beatificazione.
La modestia, mia preziosissima creatura, è sempre stata l'ombra della mia vita, lo sai, ma non potei mai nascondere la mia attitudine, peraltro unica e di natura divina, al volo... e dunque non sarò certo io a sottrarmi a tanta assegnazione, pur conservando, naturale, quell'umiltà che ha sempre contraddistinto il mio basso profilo, indubbiamente maschio e giustamente ambìto.
Grazie, adorabile Bet!:lovelove:
Ultima modifica di Hasselblad; 05-07-12 alle 22:17 Motivo: nulla


Hai ragione Edmond, perchè arzigogolare inutilmente?
La merito, ora sì, e più d'ogni altro, perchè io solo, oltre ogni ragionevole dubbio scientifico, tra i mille dubbi che tanti falsi santi hanno sollevato, io solo posso accreditarmi con certezza matematica, il privilegio assoluto di un fatto riconosciuto da tutti e da sempre... ho le mani bucate!hefico:






Lo so, amado mio, che sei il ritratto dell'umiltà e della modestia, anche troppo! e c'è ben altro che ti aspetta oltre l'aureola: la canzone del nostro appassionato amore composta appositamente per te. :1138:
Hassel –Dove son gli occhi tuoi neri,
e il profilo tuo da Dea,
mi consumo nell'idea
di poterli riveder.
Betel – Sono azzurri ora i miei occhi,
poiché ho lenti a contatto,
ed il naso l'ho rifatto,
deh riconoscimi o mio amor.
Hassel – Più non vedo la tua bocca
piccol bocciolo di rosa
che baciavo voluttuosa.
E il tuo virginale seno
che tenevo in una mano
or mi sembra assai più grande
quattro volte crebbe almeno.
Betel – Oh mi turba quel ricordo
ma son io sempre la stessa
la mia bocca è un po' più grossa
ed il seno mio trabocca.
Mi cambiò il silicone
ma non cambiò la mia passione.
[cantano] Oh, il nostro amor non invecchierà mai
e insieme a lui non invecchieremo noi
anche se non so più chi sono
e non so più chi tu sei.
Betel – Il tuo cuore batte in petto,
del tuo ardore sento il suono
ma non riconosco il tocco
della tua virile mano.
Hassel – Il mio cuore vecchio e stanco
subì un abile trapianto
e la mano non è mia
è sintetica, è una protesi.
Fu recisa in un duello
nel giardin di Fontainebleau
un chirurgo la riattaccò.
Betel – Oh destino sciagurato
così tanto ci ha cambiato.
Aspettando in speme e pianto
anch'io subii un trapianto
E cambiai tre volte sesso,
ma il mio amor per te è lo stesso.
Hassel – Oh destino sciagurato
così tanto ci ha mutato.
Più nasconderlo non posso
ti dirò la verità.
Il tuo amore no, non sono
il tuo amor morì soldato
ma una goccia del suo sangue
fu clonata ed io son nato
copia esatta e replicante
del tuo antico dolce amante.
E l'amore restò uguale
non respingermi anche se
io non son l'originale.
Betel – Questa verità segreta
il mio cuore indora e allieta.
Neanch'io son la tua amata
ma una copia assai riuscita.
Lei la tisi consumò
io polmoni non ne ho.
O mio ben fai ciò che vuoi
con i materiali miei.
Il mio cuore tuo sarà
ai voleri tuoi mi arrendo
io ti giuro fedeltà
ecco il mio telecomando.
[insieme] Il nostro amor non invecchierà mai
e insieme a lui non invecchieremo noi.
[lei inizia a perdere la voce, come se le si scaricasse la pila, come un disco a trentatré giri]
Hassel – Mimì… Violetta… [al pubblico] la pila non le lascia… che poche ore…
Betel – Amore… muoio… mi scarico… maledetti!
Povera vita mia,
ero ancora in garanzia.
con tutto il mio amore, Betel.
Con le ali, al buio e nel silenzio da te io volerei.





