Pagina 10 di 18 PrimaPrima ... 91011 ... UltimaUltima
Risultati da 91 a 100 di 178

Discussione: Perché vivere?

  1. #91
    Simposiante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    5,287
     Likes dati
    639
     Like avuti
    1,907
    Mentioned
    35 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    ho sempre detto e ripetuto che gli enti passano dall'Essere Non Essere e che quindi mutano qualcosa per rimanere identici nell'Essenza che è l'Essere..e ciò che è perso all'Essere è guadagnato dal Non Essere che non è un nihil absolutum..
    Senti, se il passaggio da una dimensione ad un altra (dall'essere al non-essere) implica il venir meno di qualche positività significante non puoi certo venirmi a dire che ciò che è perso da una parte è guadagnato dall'altra! Se un ente se ne va dall'essere al non-essere tu dici chiaro e tondo che la sua individualità, determinatezza, concretezza diviene pura idealità (cioè che il passaggio dal primo al secondo orizzonte non lo lascia inalterato). Quindi tale individualità specifica, concretezza, determinatezza va completamente persa, visto che non rimane nell'Essere (se ci rimanesse allora l'ente non scomparirebbe, ma del suo scomparire abbiamo esperienza) né nel non-essere (visto che l'ente, in tal caso, è pura idealità, cioè è spogliato dell'accidentale).
    Allora? che fine han fatto questi pezzi persi per strada?
    Dire che nessun positivo significante (nessun non-nihil absolutum) diviene nihil absolutum significa dire che rimane eternamente presso di sé, conservato, cioè che non ha nulla da spartire con l'altro da sè.
    E divenendo una "pura idealità" quel positivo significante che è l'ente diventa altro da sè, proprio perchè l'ente che si porta nel non-essere differisce dall'ente partecipante dell'essere: ecco la diversificazione dell'identico, l'identificazione degli opposti, cioè la contraddizione plateale.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  2. #92
    Simposiante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    5,287
     Likes dati
    639
     Like avuti
    1,907
    Mentioned
    35 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Tutte le filosofie sono lo sviluppo di qualche principio..ed è sulla natura di questi principi che dovrebbe svolgersi quella verifica di validità che porta a scartare o a privilegiare certe concezioni..
    Giusto, è proprio la natura del fondamento (dunque dei principi) che va indagata per giudicare il senso delle varie posizioni. Lo si può ammettere o meno, in base ai propri pregiudizi culturali o alla propria scarsa conoscenza in materia, ma la differenza tra la filosofia greca e tutte le altre discipline, saggezze, esperienze precedenti è proprio la ricerca dell'innegabilità di questi principi. Innegabilità significa che nessuno può permettersi di metterli in dubbio senza automaticamente ritrovarsi ad utilizzarli. Aristotele dice appunto che tutti, nessuno escluso si ritrovano nella verità rispetto a essi, lo vogliano o meno. Qui ci troviamo davanti a una situazione di eccezionale rilevanza storica, perchè si potrà pontificare pure all'infinito sulla meditazione, lo yoga, la realizzazione, ma queste sono esperienze personali quanto un'atto di fede o la volontà di assicurarsi la benevolenza divina con i rituali sacrificali. Questo non significa dire che la fede nel divino o l'unione con il Brahman siano impossibili, ma che tale possibilità o impossibilità non può essere decretata dai medesimi, ma da una sapienza che non può essere smentibile, perchè solo in relazione ad essa il falso e il vero acquisiscono senso.

    Dire che il pensiero ingloba anche la percezione di sé o Atman..è come dire che un televisore ingloba i programmi che vi si svolgono..
    Il pensiero è una struttura ricevente come una TV ..e la realtà di ciò che appare sullo schermo non è determinata dal fatto che qualche apparecchio non sia capace di sintonizzarsi su programmi meno gettonati..tra l'altro la Consapevolezza sarebbe l'equivalente di una TV non sintonizzata su alcun canale..come un cielo senza nuvole..essendo le nuvole i dati d'esperienza e il cielo lo sfondo metafisico in cui si muovono..
    Stai riproponendo quello stesso abbaglio da cui ti avevo messo in guardia: quando tu dici che la Consapevolezza è una tv che non è sintonizzata su alcun canale non intendi certo dire che essa abbia come contenuto il nihil absolutum..come Consapevolezza di Sé (o di qualsiasi altro positivo significare, definito, indefinito, infinito..) è e rimane Consapevolezza dell'essente (cioè di ciò che il pensiero greco comincia a delinare come la totalità dell'opporsi al nihil negativum). Il senso del Pensiero è appunto il manifestarsi del mondo (cioè della totalità del positivo), dunque anche la Consapevolezza, volente o nolente, è e rimane una sfera specifica del Pensiero.

    Cioè...l'Atman o la coscienza si sé esiste anche a prescindere dal nostro pensiero..che la rivela solamente....anzi..è la cosa più semplice che rivela..in quanto non sono necessari complicati scambi neuronali per avere percezione di sé ..è detto che possiamo raggiungere i pià alti vertici della Conoscenza senza saper leggere e scrivere..naturalmente Conoscenza metafisica e non profana..che abbisogna di molteplici dati di esperienza per formarsi..
    Rproponi per la seconda volta l'incomprensione: da un lato dire che la Coscienza di sè possa sussistere a prescindere dal pensiero (secondo l'accezione corretta che tale termine esprime e deve esprimere nella filosofia, cioè come totalità dell'apparire) significa negare che la posizione stessa della Coscienza, dal momento che se è negato il manifestarsi dell'essente nel suo significato più generico allora anche qualcosa come "coscienza" o "consapevolezza" perde totalmente senso (quindi, ancora una volta, non va attribuita arbitrariamente al pensiero l'accezione riduttiva che non ha).
    In secondo luogo perdi di vista il senso stesso della totalità dell'apparire: Cartesio, Kant e l'idealismo colgono a poco a poco, progressivamente, il carattere trascendentale dell'apparire del mondo (del pensiero). Non è cioè che tu possa dire che la totalità dell'apparire sia prodotta da un plesso articolato e sofisticato di neuroni: l'attività neuronale è essa stessa un contenuto della totalità di ciò che appare, l'apparire del mondo non può cioè essere condizionato nella sua attività disvelatrice, avendo alle spalle contenuti che non appaiano, o si ripropone il problema ell'impossibilità della posizione di un contenuto che non-appaia pur apparendo.

    Detto questo..capisco le posizioni della filosofia profana..cioè che si muove esclusivamente nel pensiero senza fondarsi su qualcosa di superiore che la legittimi..come una casa senza fondamenta non edificate perchè non si vedono in quanto sotto il terreno ma che concorrono alla stabilità dell'edificio..
    Forse sarebbe ora che la studiassi adeguatamente, la filosofia profana, per pretendere di disquisirne, se non altro eviteresti di scrivere cose palesemente false, come quando sostieni che il suo fondamento sia il pensiero, continuando a mantenere una concezione erronea e viziata (intellettualistica, mentale) del medesimo. La filosofia occidentale si fonda certo sul pensiero, dove il pensiero però è lo stesso apparire del mondo (cioè l'apertura al rivelarsi del mondo).
    Da questo punto di vista (lo ripeto, non si sa mai che tu lo capisca) pensare che la consapevolezza sia qualcosa di più elevato è una posizione del tutto arbitraria, nella misura in cui essa stessa (come apertura di senso) è possibile solo a partire dal pensiero, cioè ne è solo una individuazione specifica.
    La filosofia Greca porta cioè alla luce il significato più largo del disvelamento dell'essente, rispetto al quale ciò che le filosofie indiane chiamano percezione del Sé non può che essere solo un particolare momento semantico.

    Ecco..il problema è tutto qui...se la filosofia si fonda su solide radici metafisiche ..e intendo intuizioni oggettive e non fedi sentimentalistiche..lo sviluppo logico che ne segue sarà fondato sulla roccia e la filosofia durerà millenni..mentre se si basa solo sulle evidenze mentali..è costruire sulla sabbia..e se dura..è perchè ormai nessuno o pochi si preoccupano della Verità..ma solo delle apparenze..come appunto succede ai nostri giorni..che appunto sono detti dell'Età Oscura..
    Il problema è che bisogna assicurarsi di conoscere adeguatamente ciò di cui si pretende discutere per discuterne, come sto appurando, en passant, in questi ultimi post. Sarebbe il caso di assicurarsi di possedere un bagaglio adeguato per pretendere di esibirsi in questioni comparativistiche tra occidente e oriente che non si sciolgano nel giro di due repliche sotto il caldo sole di luglio.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  3. #93
    Io non esisto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Sono solo frutto della tua immaginazione
    Messaggi
    9,469
     Likes dati
    0
     Like avuti
    88
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da Kremator Visualizza Messaggio
    Ma secondo voi, se uno vive male, dovrebbe continuare a vivere male, o non vivere?
    Sono cavoli suoi; l'importante è che non rompa le palle al prossimo :giagia:
    L'impossibile non esiste :giagia:

  4. #94
    .... .....
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Nel tempo...
    Messaggi
    29,039
     Likes dati
    21
     Like avuti
    2,042
    Mentioned
    67 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Senti, se il passaggio da una dimensione ad un altra (dall'essere al non-essere) implica il venir meno di qualche positività significante non puoi certo venirmi a dire che ciò che è perso da una parte è guadagnato dall'altra! Se un ente se ne va dall'essere al non-essere tu dici chiaro e tondo che la sua individualità, determinatezza, concretezza diviene pura idealità (cioè che il passaggio dal primo al secondo orizzonte non lo lascia inalterato). Quindi tale individualità specifica, concretezza, determinatezza va completamente persa, visto che non rimane nell'Essere (se ci rimanesse allora l'ente non scomparirebbe, ma del suo scomparire abbiamo esperienza) né nel non-essere (visto che l'ente, in tal caso, è pura idealità, cioè è spogliato dell'accidentale).
    Allora? che fine han fatto questi pezzi persi per strada?
    Dire che nessun positivo significante (nessun non-nihil absolutum) diviene nihil absolutum significa dire che rimane eternamente presso di sé, conservato, cioè che non ha nulla da spartire con l'altro da sè.
    E divenendo una "pura idealità" quel positivo significante che è l'ente diventa altro da sè, proprio perchè l'ente che si porta nel non-essere differisce dall'ente partecipante dell'essere: ecco la diversificazione dell'identico, l'identificazione degli opposti, cioè la contraddizione plateale.
    Vedo che insisti a complicare le cose semplici..come d'altronde è il compito della filosofia....confondere le idee tramite l'uso disinvolto delle parole per
    legittimare qualsisi scempiaggine ci passi per la testa
    ..

    Ma non mi disarmo..prendo esempio da Berlusconi..

    Ora..costuiamo un bicchiere con dell'argilla..e poi trasformiamo questo bicchiere in una bottiglia..
    Dov'è finito il bicchiere..?
    Sappiamo che il nulla non esiste..per cui il bicchiere deve esistere da qualche parte..
    L'argilla è rimasta la stessa pur attraverso i cambiamenti..è rimasta cioè nell'Esistere..mentre il bicchiere è sparito..
    In realtà il bicchiere è tornato in quel Non Essere da cui proveniva prima che modificassi l'argilla dandoli forma..
    Il bicchiere è una possibilità formale..possibilità che passa dall'Essere al Non Essere..a causa del mio potere creativo..
    E' chiaro altresì che le possibilità non avendo esistenza non possono situarsi nell'Essere ma nel Non Essere..che è altro dall'Esistere..ma non quel nulla a cui erroneamente si pensa quando gli oggetti d'esperienza spariscono..
    La bottiglia prima che plasmi l'argilla è una possibilità non realizzata e che realizzo modificando l'argilla del bicchiere ..il quale è solo un supporto come è supporto il corpo ai gesti che compiremo durante la vita..
    Senti..mi sembra di essere stato chiaro..e risponderò solo a critiche pertinenti e non a esposizioni della propria dottrina che non tengono conto di ciò che ho detto in modo limpido..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  5. #95
    .... .....
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Nel tempo...
    Messaggi
    29,039
     Likes dati
    21
     Like avuti
    2,042
    Mentioned
    67 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da silence Visualizza Messaggio
    Quando dico "E' più o meno quello che penso io circa il non limite inteso in senso assoluto. " mi riferisco all'infinito inteso come concetto assoluto ed universale, di cui parlano platone e testadipazzo... Cioè mi riferisco all'inconcepibilità di una dimensione senza limiti di spazio, di tempo, di forma, di materia, di indefinibilità ecc di cui loro dibattono attualmente... Mentre quando dico "In senso relativo invece credo nell'esistenza di qualcosa privo di limiti... Come i numeri..." mi riferisco a qualcosa che non è infinito nel senso assoluto sopra descritto ma infinito relativamente ad alcune qualità... Come i numeri e il giusto esempio della sfera..
    I numeri sono indefiniti perchè si originano dal finito..il numero appunto..e vengono limitati dall'essere numero e non qualche altra cosa..
    e proprio con i numeri si capisce la differenza tra Essere e Non Essere..
    I numeri sono indefiniti..quindi innumerabili..sono la possibilità numerica..che prende vita solo se l'affermo..cioè la conto..
    ma i numeri non contati rimangono in modo indistinto e informale nella possibilità numerica..e non esistono come numeri distinti finché non gli conto..sono cioè nel Non Essere..ed io li traggo alla vita col mio pensarli..
    L'Infinito invece a differenza dell'indefinito è solo metafisico..e noi che siamo nel mondo fisico lo possiamo logicamente teorizzare col pensiero o intuire identificandoci nel Sè..e costituisce ciò un percorso iniziatico che con la mente discorsiva e formale non ha nulla da spartire..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  6. #96
    .... .....
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Nel tempo...
    Messaggi
    29,039
     Likes dati
    21
     Like avuti
    2,042
    Mentioned
    67 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Giusto, è proprio la natura del fondamento (dunque dei principi) che va indagata per giudicare il senso delle varie posizioni. Lo si può ammettere o meno, in base ai propri pregiudizi culturali o alla propria scarsa conoscenza in materia, ma la differenza tra la filosofia greca e tutte le altre discipline, saggezze, esperienze precedenti è proprio la ricerca dell'innegabilità di questi principi. Innegabilità significa che nessuno può permettersi di metterli in dubbio senza automaticamente ritrovarsi ad utilizzarli. Aristotele dice appunto che tutti, nessuno escluso si ritrovano nella verità rispetto a essi, lo vogliano o meno. Qui ci troviamo davanti a una situazione di eccezionale rilevanza storica, perchè si potrà pontificare pure all'infinito sulla meditazione, lo yoga, la realizzazione, ma queste sono esperienze personali quanto un'atto di fede o la volontà di assicurarsi la benevolenza divina con i rituali sacrificali. Questo non significa dire che la fede nel divino o l'unione con il Brahman siano impossibili, ma che tale possibilità o impossibilità non può essere decretata dai medesimi, ma da una sapienza che non può essere smentibile, perchè solo in relazione ad essa il falso e il vero acquisiscono senso.



    Stai riproponendo quello stesso abbaglio da cui ti avevo messo in guardia: quando tu dici che la Consapevolezza è una tv che non è sintonizzata su alcun canale non intendi certo dire che essa abbia come contenuto il nihil absolutum..come Consapevolezza di Sé (o di qualsiasi altro positivo significare, definito, indefinito, infinito..) è e rimane Consapevolezza dell'essente (cioè di ciò che il pensiero greco comincia a delinare come la totalità dell'opporsi al nihil negativum). Il senso del Pensiero è appunto il manifestarsi del mondo (cioè della totalità del positivo), dunque anche la Consapevolezza, volente o nolente, è e rimane una sfera specifica del Pensiero.



    Rproponi per la seconda volta l'incomprensione: da un lato dire che la Coscienza di sè possa sussistere a prescindere dal pensiero (secondo l'accezione corretta che tale termine esprime e deve esprimere nella filosofia, cioè come totalità dell'apparire) significa negare che la posizione stessa della Coscienza, dal momento che se è negato il manifestarsi dell'essente nel suo significato più generico allora anche qualcosa come "coscienza" o "consapevolezza" perde totalmente senso (quindi, ancora una volta, non va attribuita arbitrariamente al pensiero l'accezione riduttiva che non ha).
    In secondo luogo perdi di vista il senso stesso della totalità dell'apparire: Cartesio, Kant e l'idealismo colgono a poco a poco, progressivamente, il carattere trascendentale dell'apparire del mondo (del pensiero). Non è cioè che tu possa dire che la totalità dell'apparire sia prodotta da un plesso articolato e sofisticato di neuroni: l'attività neuronale è essa stessa un contenuto della totalità di ciò che appare, l'apparire del mondo non può cioè essere condizionato nella sua attività disvelatrice, avendo alle spalle contenuti che non appaiano, o si ripropone il problema ell'impossibilità della posizione di un contenuto che non-appaia pur apparendo.



    Forse sarebbe ora che la studiassi adeguatamente, la filosofia profana, per pretendere di disquisirne, se non altro eviteresti di scrivere cose palesemente false, come quando sostieni che il suo fondamento sia il pensiero, continuando a mantenere una concezione erronea e viziata (intellettualistica, mentale) del medesimo. La filosofia occidentale si fonda certo sul pensiero, dove il pensiero però è lo stesso apparire del mondo (cioè l'apertura al rivelarsi del mondo).
    Da questo punto di vista (lo ripeto, non si sa mai che tu lo capisca) pensare che la consapevolezza sia qualcosa di più elevato è una posizione del tutto arbitraria, nella misura in cui essa stessa (come apertura di senso) è possibile solo a partire dal pensiero, cioè ne è solo una individuazione specifica.
    La filosofia Greca porta cioè alla luce il significato più largo del disvelamento dell'essente, rispetto al quale ciò che le filosofie indiane chiamano percezione del Sé non può che essere solo un particolare momento semantico.



    Il problema è che bisogna assicurarsi di conoscere adeguatamente ciò di cui si pretende discutere per discuterne, come sto appurando, en passant, in questi ultimi post. Sarebbe il caso di assicurarsi di possedere un bagaglio adeguato per pretendere di esibirsi in questioni comparativistiche tra occidente e oriente che non si sciolgano nel giro di due repliche sotto il caldo sole di luglio.

    In primis..non mettere troppi argomenti che la mia risposta non può altro che essere sintetica..altrimenti dovrei scrivere un post kilometrico perdendo i punti fondamentali..e affogando nella solita nebbia in cui finiscono i nostri discorsi..

    Pensiero e apparire dell'esistente..questo è il problema..
    Capisco che le parole altisonanti siano fascinose..ma bisogna poi indagarne il senso..

    Allora vedremo che il pensiero o l'apparire del mondo è diviso in due parti..
    un soggettto che pensa e a cui il mondo si disvela..
    Questo soggetto in metafisica realizzativa si chiama Testimone..
    IL Testimone sarebbe il pensiero che pensa se stesso..o il mondo che prende coscienza di sé tramite noi..
    E fin qui c'era arrivato anche l'Idealismo se ben ricordo le mie lezioni all'Università con un allievo di Severino..
    La differenza tra Oriente ed Occidente..è che il Testimone in Occidente è un concetto intellettuale..discorsivo..filosofico..mentre in Oriente e nel pensiero iniziatico è un'esperienza pratica..esistenziale..che va coltivata con opportune tecniche..per non perdere appunto questo Testimone che deve diventare percezione costante e non teorica..
    Potremo parlare ore di concetti e teorie..senza arrivare al quibus..e il quibus è che se coltivi una filosofia diventi mono ideista o fissato.. ..mentre se coltivi il Testimone diventi un Maestro Illuminato..una persona consapevole 24 ore al giorno che ha fuso la sua individualità nell'Essere Puro e poi Oltre..nell'Infinito..
    Quindi..la filosofia che è esercizio di pensiero o del disvelarsi del mondo non è la stessa cosa se questo disvelarsi è solo un fatto cognitivo e non una Via di realizzazione interiore o metafisica..
    Dire come sarai tentato di fare che coltivare il Testimone è un fatto mentale..lo è solo se consideriamo mente o mondo anche la sadhana o le tecniche per liberarsi dalle illusione della mente e stabilizzarsi nel Centro..
    Tra l'altro non ho mai visto filosofi che fanno esercizi di meditazione per capire sempre meglio ciò che pensano per realizzare in vita le proprie concezioni..
    e se facevano ciò qualche millennio fa a noi ci sono giunte le teorie e non le meditazioni..

    Per il resto smettiamolo di offenderci..e parliamo di argomenti ben definiti..
    così tanto per esercitare la mente..che per me sono solo giochini..
    tanto per passare il tempo..
    Essendo l'incontrovertibile e l'innegabile ben al di sopra di quel pensiero o disvelamento che sembra essere la fissa mentale di quelle filosofie che lasciate a se stesse divinizzano il vitello d'oro..
    Per te questo al di sopra si identifica con la fede..ma per me si identifica con certezze oggettive..che a differenza della fede possono essere comprese da chiunque lo voglia fare..ma difficilmente lo si vuole che dovrebbe poi cambiare tutta la concezione del mondo..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  7. #97
    Simposiante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    5,287
     Likes dati
    639
     Like avuti
    1,907
    Mentioned
    35 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Vedo che insisti a complicare le cose semplici..come d'altronde è il compito della filosofia....confondere le idee tramite l'uso disinvolto delle parole per
    legittimare qualsisi scempiaggine ci passi per la testa
    ..

    Ma non mi disarmo..prendo esempio da Berlusconi..

    Ora..costuiamo un bicchiere con dell'argilla..e poi trasformiamo questo bicchiere in una bottiglia..
    Dov'è finito il bicchiere..?
    Sappiamo che il nulla non esiste..per cui il bicchiere deve esistere da qualche parte..
    L'argilla è rimasta la stessa pur attraverso i cambiamenti..è rimasta cioè nell'Esistere..mentre il bicchiere è sparito..
    In realtà il bicchiere è tornato in quel Non Essere da cui proveniva prima che modificassi l'argilla dandoli forma..
    Il bicchiere è una possibilità formale..possibilità che passa dall'Essere al Non Essere..a causa del mio potere creativo..
    E' chiaro altresì che le possibilità non avendo esistenza non possono situarsi nell'Essere ma nel Non Essere..che è altro dall'Esistere..ma non quel nulla a cui erroneamente si pensa quando gli oggetti d'esperienza spariscono..
    La bottiglia prima che plasmi l'argilla è una possibilità non realizzata e che realizzo modificando l'argilla del bicchiere ..il quale è solo un supporto come è supporto il corpo ai gesti che compiremo durante la vita..
    Senti..mi sembra di essere stato chiaro..e risponderò solo a critiche pertinenti e non a esposizioni della propria dottrina che non tengono conto di ciò che ho detto in modo limpido..
    Testadiprazzo, qui non si tratta di dottrine personali ma di conoscere gli strumenti dell'ontologia e i motivi per motivare la contraddittorietà o meno di un passaggio: se poi il modo migliore che hai per difenderti è tirare in ballo le presunte lacune della filosofia (salvo doverti rimangiare puntualmente le parole, una volta che ti si presenta una versione della conoscenza della filosofia un minimo più aggiornata di un bignami amatoriale per dilettanti o di un'nfarinatura da scuola superiore) allora evita proprio di replicare: se la replica è quella che hai prodotto soprastante poi non puoi certo lamentarti che sopraggiungano le critiche.
    Contraddittoria, nel tuo caso, è l'identificazione del non-identico: il bicchiere inizialmente (nell'essere) è sintesi di materia e forma, poi (nel non-essere) non lo è più, perchè la materia se ne sta per conto suo e la forma è isolata da essa e come pura potenzialità. Cioè, in soldoni, prima il bicchiere si impone nella sua concretezza, poi diviene un'idea.
    Il cominciante (avrai il buon senso di comprendere, spero) non è il risultante, non lo è proprio perchè il bicchiere in quanto non-potenziale differisce dal bicchiere in quanto potenziale, cioè sono due identità diverse (sempre che tu riesca a distinguere la differenza tra un bicchiere presente e uno ideale).
    Ma dicendo che l'uno diviene l'altro poni questa contraddittoria identificazione dei non identici, a cui non si può ribadire che prima c'è solo il non-potenziale e in un secondo momento c'è solo il non-potenziale: proprio perchè alla domanda che fine ha fatto il non-potenziale e dove se ne stava inizialmente il potenziale si deve rispondere che l'uno era l'altro e l'altro era l'uno, identificando positivo e negativo.
    Se cioè A diventa B non si può dire che prima si ha solo A e poi solo B, se infatti si ha solo B che fine avrebbe fatto A? si risponde: è B, cioè A=B, il positivo = negativo.
    Questo significa violare il principio d'identità e il principio di non contraddizione, dicendo da un lato che una cosa è altro da sè e dall'altro che allo stesso convengono gli opposti sotto il medesimo rispetto.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  8. #98
    Simposiante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    5,287
     Likes dati
    639
     Like avuti
    1,907
    Mentioned
    35 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    In primis..non mettere troppi argomenti che la mia risposta non può altro che essere sintetica..altrimenti dovrei scrivere un post kilometrico perdendo i punti fondamentali..e affogando nella solita nebbia in cui finiscono i nostri discorsi..

    Pensiero e apparire dell'esistente..questo è il problema..
    Capisco che le parole altisonanti siano fascinose..ma bisogna poi indagarne il senso..

    Allora vedremo che il pensiero o l'apparire del mondo è diviso in due parti..
    un soggettto che pensa e a cui il mondo si disvela..
    Questo soggetto in metafisica realizzativa si chiama Testimone..
    IL Testimone sarebbe il pensiero che pensa se stesso..o il mondo che prende coscienza di sé tramite noi..
    E fin qui c'era arrivato anche l'Idealismo se ben ricordo le mie lezioni all'Università con un allievo di Severino..
    La differenza tra Oriente ed Occidente..è che il Testimone in Occidente è un concetto intellettuale..discorsivo..filosofico..mentre in Oriente e nel pensiero iniziatico è un'esperienza pratica..esistenziale..che va coltivata con opportune tecniche..per non perdere appunto questo Testimone che deve diventare percezione costante e non teorica..
    Potremo parlare ore di concetti e teorie..senza arrivare al quibus..e il quibus è che se coltivi una filosofia diventi mono ideista o fissato.. ..mentre se coltivi il Testimone diventi un Maestro Illuminato..una persona consapevole 24 ore al giorno che ha fuso la sua individualità nell'Essere Puro e poi Oltre..nell'Infinito..
    Quindi..la filosofia che è esercizio di pensiero o del disvelarsi del mondo non è la stessa cosa se questo disvelarsi è solo un fatto cognitivo e non una Via di realizzazione interiore o metafisica..
    Dire come sarai tentato di fare che coltivare il Testimone è un fatto mentale..lo è solo se consideriamo mente o mondo anche la sadhana o le tecniche per liberarsi dalle illusione della mente e stabilizzarsi nel Centro..
    Tra l'altro non ho mai visto filosofi che fanno esercizi di meditazione per capire sempre meglio ciò che pensano per realizzare in vita le proprie concezioni..
    e se facevano ciò qualche millennio fa a noi ci sono giunte le teorie e non le meditazioni..

    Per il resto smettiamolo di offenderci..e parliamo di argomenti ben definiti..
    così tanto per esercitare la mente..che per me sono solo giochini..
    tanto per passare il tempo..
    Essendo l'incontrovertibile e l'innegabile ben al di sopra di quel pensiero o disvelamento che sembra essere la fissa mentale di quelle filosofie che lasciate a se stesse divinizzano il vitello d'oro..
    Per te questo al di sopra si identifica con la fede..ma per me si identifica con certezze oggettive..che a differenza della fede possono essere comprese da chiunque lo voglia fare..ma difficilmente lo si vuole che dovrebbe poi cambiare tutta la concezione del mondo..
    No, la massima vicinanza del pensiero greco al mondo esoterico è dovuta alle concezioni misteriche del mondo pagano, o per quanto riguarda il periodo romano il farsi avanti dei culti medio-orientali, meditazione in senso stretto direi di no. Qualche mio professore di Venezia evidenziava questa mancanza di questa dimensione spirituale in Occidente, che in Oriente ha acquisito un peso enorme..poi per carità c'è la mistica cristiana, il sufi, la kabbalah, l'Orfismo, i culti misterici e via discorrendo..ma la civiltà occidentale ha alle spalle Aristotele e questo ha contato molto..ha dato una virata perentoria, oscurando totalmente una forma di sapienza e privilegiandone un'altra..vabbé ma questi sono discorsi che poi..considerando che la filosofia oggi è intellettualismo da salotti romani o milanesi..Cacciari, Severino, Reale..son borghesi..come pretendere lo zen dai borghesi..
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  9. #99
    .... .....
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Nel tempo...
    Messaggi
    29,039
     Likes dati
    21
     Like avuti
    2,042
    Mentioned
    67 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Testadiprazzo, qui non si tratta di dottrine personali ma di conoscere gli strumenti dell'ontologia e i motivi per motivare la contraddittorietà o meno di un passaggio: se poi il modo migliore che hai per difenderti è tirare in ballo le presunte lacune della filosofia (salvo doverti rimangiare puntualmente le parole, una volta che ti si presenta una versione della conoscenza della filosofia un minimo più aggiornata di un bignami amatoriale per dilettanti o di un'nfarinatura da scuola superiore) allora evita proprio di replicare: se la replica è quella che hai prodotto soprastante poi non puoi certo lamentarti che sopraggiungano le critiche.
    Contraddittoria, nel tuo caso, è l'identificazione del non-identico: il bicchiere inizialmente (nell'essere) è sintesi di materia e forma, poi (nel non-essere) non lo è più, perchè la materia se ne sta per conto suo e la forma è isolata da essa e come pura potenzialità. Cioè, in soldoni, prima il bicchiere si impone nella sua concretezza, poi diviene un'idea.
    Il cominciante (avrai il buon senso di comprendere, spero) non è il risultante, non lo è proprio perchè il bicchiere in quanto non-potenziale differisce dal bicchiere in quanto potenziale, cioè sono due identità diverse (sempre che tu riesca a distinguere la differenza tra un bicchiere presente e uno ideale).
    Ma dicendo che l'uno diviene l'altro poni questa contraddittoria identificazione dei non identici, a cui non si può ribadire che prima c'è solo il non-potenziale e in un secondo momento c'è solo il non-potenziale: proprio perchè alla domanda che fine ha fatto il non-potenziale e dove se ne stava inizialmente il potenziale si deve rispondere che l'uno era l'altro e l'altro era l'uno, identificando positivo e negativo.
    Se cioè A diventa B non si può dire che prima si ha solo A e poi solo B, se infatti si ha solo B che fine avrebbe fatto A? si risponde: è B, cioè A=B, il positivo = negativo.
    Questo significa violare il principio d'identità e il principio di non contraddizione, dicendo da un lato che una cosa è altro da sè e dall'altro che allo stesso convengono gli opposti sotto il medesimo rispetto.
    Senti..abbandonando gli studi di filosofia molti anni fa..studi universitari e non da Bignami..mi sono dedicato a realtà più concrete e vere..
    realtà che la filosofia occidentale manco si sogna essendo legata ad una Babele di parole multi- significanti che lasciano spazio a qualsiasi interpretazione frutto di personale arbitrio...come ..per fare un esempio identificare il cogito con l'Essere..mentre ne è solo un aspetto secondario..
    opppure identificare l'Essere col Non Essere..per raggiungere il non significato definitivo..
    Ma detto ciò..come risposta alla tua supponenza immotivata rispetto ai meriti..veniamo ad analizzare cosa affermi in modo particolareggiato..che altrimenti come al solito non ci capiamo..


    Contraddittoria, nel tuo caso, è l'identificazione del non-identico
    Di identico qua c'è solo l'Essere..che è Uno e non può mutare perchè nulla muta..ma tutto diviene..cioè..passa dall'Esistere al Non Esistere..che noi chiamiamo impropriamente mutazione..
    Anche l'Essere Puro non esiste..non ha cioè Esistenza perchè quest'ultima è il dispiegarsi dell'Essere nella manifestazione universale....creando così i due poli conosciuti come Yin e Yang..Essenza e Sostanza o Purusha e Prakriti..
    L'Essere è la prima e più importante determinazione del nostro stato di esistenza..è il fondamento del nostro Mondo..e gli enti..per entrare nella nostra esperienza devono possedere l'Essere..che unito alle loro qualificazioni diventa Esistenza..
    Un bicchiere può esistere o non esistere..se possiede l'Essere..esiste..se non lo posiede..non esiste..
    e tra il bicchiere esistente e quello non esistente l'unica differenza è che il primo partecipa dell'Essere mentre il secondo no..e ciò non lo rende maggiore o minore..
    Quindi io non identifico il bicchiere con la bottiglia..ma identifico l'Essere del bicchiere con l'Essere della bottiglia che sono la medesima e identica cosa..
    perchè l'Essere è Uno..mentre gli enti ..sia che esistano o non esistano sono innumerevoli e solo l'Esistenza gli rende individuali e formali..quindi numerabili..un ente che cessa di esistere..diventa possibilità..e come tale anche le sue proprietà non esistendo hanno una natura ben diversa da quelle vivificate dall'Essere..
    Quindi io identifico l'uguale (l'Essere)..e non l'ente..che è diverso..contraddittorio è voler considerare l'Essere non identico a se stesso pur nella molteplicità degli enti..
    ma forse qui si identifica l'Essere del bicchiere e l'Essere della bottiglia come la specificità ..ed è chiaro allora che considerare il bicchiere e la bottiglia prescindendo da ciò che li unifica (l'Esistenza)..ci rivela la loro diversità...diversità apparente in quanto l'argilla è sempre la stessa..
    sono le qualità di cui si riveste che mutano..passano cioè dell'Essere al Non Essere..


    Ma dicendo che l'uno diviene l'altro poni questa contraddittoria identificazione dei non identici, a cui non si può ribadire che prima c'è solo il non-potenziale e in un secondo momento c'è solo il non-potenziale: proprio perchè alla domanda che fine ha fatto il non-potenziale e dove se ne stava inizialmente il potenziale si deve rispondere che l'uno era l'altro e l'altro era l'uno, identificando positivo e negativo.


    Il bicchiere non diviene la bottiglia..ma l'argilla scompare come bicchiere e riappare come bottiglia...spogliandosi di certe qualificazioni e rivestendosi di altre..
    E' difficile capirlo..?
    Il bicchiere non si trasforma perchè nulla si trasforma..ma perde all'esistenza certe qualità che vengono sostituite da altre che prima inesistenti diventano esistenti..
    Quindi non c'è nessuna identificazione tra positivo e negativo..tra potenziale e non potenziale..
    c'è semplicemente passaggio tra diverse condizioni di Esistenza....anche se il termine è improprio ma è l'unico che abbiamo nella nostra condizione mondana..


    Se cioè A diventa B non si può dire che prima si ha solo A e poi solo B, se infatti si ha solo B che fine avrebbe fatto A? si risponde: è B, cioè A=B, il positivo = negativo.
    Questo significa violare il principio d'identità e il principio di non contraddizione, dicendo da un lato che una cosa è altro da sè e dall'altro che allo stesso convengono gli opposti sotto il medesimo rispetto


    Rettificando abbiamo allora che Ay diventa Ax..dove A è l'argilla o l'Esistenza che rimane uguale..e y è il bicchiere e x la bottiglia nella loro forma....
    allora y scompare riassorbito dal Non Essere e appare x..che non è y trasformato ma altra cosa che prima non esistente diventa esitente..
    Quindi non violiamo assolutamente nulla..perchè y esistente e y non esistente non sono la medesima cosa ma cose diverse in quanto l'Esistenza è presente nell'uno e assente nell'altro..

    Concludendo mi sembra che l'errore sia non ammettere il Non Essere..come il luogo dove gli enti sono privi dell'Esistenza..e ciò impedisce
    quel passaggio tra Essere e Non Essere che è il fondamento del divenire..
    e ciò genera l'errore di pensare che un ente non possa mutare..in quanto sarebbe contradditorio..visto che non passando al piano del Non Essere rimame con tutte le sue qualità compresa l'Esistenza..
    Il Non Essere poi non è una teoria estemporanea o filosofica..ma è il fondamento del Pensiero Tradizionale..e si rivela come quel Principio da cui deriva l'Essere..come prima qualificazione..importante ma pur sempre limitante..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  10. #100
    .... .....
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Nel tempo...
    Messaggi
    29,039
     Likes dati
    21
     Like avuti
    2,042
    Mentioned
    67 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    No, la massima vicinanza del pensiero greco al mondo esoterico è dovuta alle concezioni misteriche del mondo pagano, o per quanto riguarda il periodo romano il farsi avanti dei culti medio-orientali, meditazione in senso stretto direi di no. Qualche mio professore di Venezia evidenziava questa mancanza di questa dimensione spirituale in Occidente, che in Oriente ha acquisito un peso enorme..poi per carità c'è la mistica cristiana, il sufi, la kabbalah, l'Orfismo, i culti misterici e via discorrendo..ma la civiltà occidentale ha alle spalle Aristotele e questo ha contato molto..ha dato una virata perentoria, oscurando totalmente una forma di sapienza e privilegiandone un'altra..vabbé ma questi sono discorsi che poi..considerando che la filosofia oggi è intellettualismo da salotti romani o milanesi..Cacciari, Severino, Reale..son borghesi..come pretendere lo zen dai borghesi..
    Mentre l'esoterismo era in Oriente la parte superiore della religione..in Occidente il fermarsi della religione all'Essere..e si pensi all'ontologia del roveto ardente....Io sono Colui che è equivalente a dire che l'Essere è l'Essere..ha fatto si che la metafisica oltre l'Essere..non venisse coltivata..
    e la religione olimpica era arrivata a un buon livello di degenerazione se la filosofia come ricera indipendente ha potuto affermarsi..
    Il cristianesimo poi ha diviso la Conoscenza tra fede religiosa e conoscenza profana..aprendo la strada alla massoneria che all'inizio era conoscenza iniziatica ed ortodossa..
    Si sono generate varie fratture che hanno dato origine al mondo moderno..
    dove l'analisi si è sostituita alla sintesi..e l'uomo si è perso..
    Insomma..il pensiero occidentale come lo conosciamo è solo il prodotto di varie rotture di equilibrio..e se non vi sarà una rettificazione..l'esito distrutttivo è assicurato..perchè manca di quel principio ordinatore che è la coscienza di sé..o Essere percepito e non solo pensato..principio che equivalente ad Atman o Anatman..è la roccia che puntella gli uomini nell'Esistenza..mancando il Quale..tutto rovina nell'insignificanza e nel caos..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

 

 
Pagina 10 di 18 PrimaPrima ... 91011 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Perché tagliare le tasse non risolve il caro benzina ma aiuta a vivere meglio
    Di Abbott (POL) nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 30-05-08, 18:55
  2. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 30-05-08, 14:45
  3. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 15-05-07, 21:17
  4. Perche' odiano Israele, perche' Israele deve vivere
    Di hiram nel forum Politica Estera
    Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 03-04-06, 18:46
  5. ma che bel vivere!!!!
    Di vapore nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 25-04-04, 23:30

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito