
Originariamente Scritto da
Corda d'oro
Una discussione nuova, tanto per non parlare soltanto di quanti brufoli ha sul culo Grillo o delle gare di rutti al circolino del m5s di Parma.
Qualcuno mi spiega cosa ha intenzione di fare il partito democratico, baluardo del progresso e della coscienza democratica del paese, contro la barbarie populista dell'asse del male Grillo-Berlusconi-Bossi.
Prima domanda, visto che se ne parlava più sotto, qual è la posizione del partito democratico sulla politica estera?
La politica interna è importante, ma in un mondo sempre più globalizzato avere un programma geopolitico serio ed efficace è fondamentale per il benessere e la prosperità economica del paese. Sui rapporti con la Ue credo non ci siano dubbi, ma l'Italia non è solo un paese europeo, ma anche mediterraneo. Una quindicina di anni fa, il governo Prodi, con Lamberto Dini a ministro degli esteri, s'impegnò profondamente a riabilitare la figura di Gheddafi in campo internazionale, costruendo quindi le basi per i rapporti italo-libici del decennio successivi, poi ripresi dal governo Berlusconi, che stipulò il tanto biasimato trattato di amicizia italo-libico, le cui basi erano però state poste dal governo Prodi II. Lo scorso anno, invece, abbiamo assistito ad un cambio di linea, con l'appoggio praticamente totale del centro-sinistra alla ribellione anti-gheddafiana, andando contro gli stessi interessi del paese. Ora che la Libia è andata, come si pone il pd sulla complessa questione mediorientale tra Siria, Iran, Israele e petrolmonarchie del Golfo? Se non ricordo male, il precedente governo Prodi adottò una linea di prudente e realistico quando Israele attaccò le basi Hezbollah in Libano, tanto da attirarsi le critiche dello stato ebraico. Non dimentichiamoci che sia la Siria sia l'Iran sono degli importanti partner commerciali dell'Italia. Si ritornerà quindi al realismo prodiano negli interessi del paese, o si accetteranno supinamente tutte le decisioni imposte dai nostri alleati maggiori?
Seconda questione, diritto di voto agli immigrati. Grillo si è attirato le ire di tutti i pasdaran del progressismo per aver espresso posizioni vicine al concetto dello jus sanguinis, sono volate accuse di nazismo, fascismo, razzismo, etc etc. Ora, fermo restando che lo jus sanguinis è, almeno parzialmente, sancito dall'attuale costituzione, che mi sembra tutt'altro che fascista, qual è la posizione del pd in merito? Come detto da Bersani di recente, verrà introdotto davvero lo jus soli in caso di vittoria del centro-sinistra alle prossime elezioni, o si tratta solo di una sparata di propaganda?
E' davvero necessario introdurre tale principio quando questo non è applicato da nessun altro stato europeo? Sarebbe veramente utile dare la cittadinanza a figli di immigrati che magari non si sentono per nulla italiani, o, addirittura, sanno a malapena la nostra lingua? Quale sarebbe il motivo che dovrebbe spingere un paese a regalare la cittadinanza?
Non tirate in ballo Balotelli vi prego, che tra l'altro non c'entra nulla, visto che si tratta di un bambino adottato e non di un figlio di immigrati. Risposte serie e razionali.
Terzo. Come il pd pensa di riavviare e dare nuova linfa all'economia italiana? Come si pone il pd sulla questione della pressione fiscale? Qual è la posizione sulle liberalizzazioni? Quali iniziative a sostegno delle imprese? Quali a sostegno dei giovani? Come pensa il pd di combattere gli sprechi delle pubbliche amministrazioni?
Quarto e, per il momento ultimo quesito. Qual è il programma del pd per la lotta contro le mafie? Ha intenzione di adottare particolari misure per sconfiggere questo, anzi, questi, cancri che affliggono ormai da decenni la vita sociale, politica ed economica delle penisola?
In questa discussione si parla del pd, non di Grillo, non del trota, non delle mignotte di Berlusconi né dei peli del naso di Feltri.