
Originariamente Scritto da
Platone
Ho scritto 'relatività', ma avrei potuto scrivere 'fisica', e anzi 'scienza moderna'. I motivi per cui la scienza moderna non solo è ipotetica, ma è falsa, non possono essere compresi dallo 'scienziato': la falsità che la scienza può attribuire alle proprie teorie ha motivazioni essenzialmente differenti da quelle che si possono scorgere in Severino. Anche la falsità che la scienza attribuisce ad esse è originata da false motivazioni. Anche l'errore che essa crede di vedere è cioè visto da un occhio a sua volta errante.
Poi è chiaro che un tipo di sapere come questo ha tutto l'interesse ad accentuare la propria svolta in senso prassistico, pragmaticistico, anti-teoreticistico, stante che la teoria gli si rivolta contro. Il punto è che la verità è una costante dell'essere, ossia un concetto trascendentale, non categoriale, che perciò non può essere marginalizzato. Lo si capirà o prevarrà la logica dell'utile (la vera utilità essendo, in tal caso, proprio il non voler guardare in faccia ciò che va a proprio discapito, ossia la verità?) ?