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  1. #71
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    Predefinito Re: Trovato il bosone di Higgs

    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Verificata come?
    Misurando.
    Mai fatto un po di laboratorio nella tua esperienza scolastica? Mai verificata l'accelarazione di gravità , mai fatto una reazione chimica?
    Con la sporca e riduttiva , filosificamente parlando , misurazione.

  2. #72
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    Predefinito Re: Trovato il bosone di Higgs

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    Misurando.
    Mai fatto un po di laboratorio nella tua esperienza scolastica? Mai verificata l'accelarazione di gravità , mai fatto una reazione chimica?
    Con la sporca e riduttiva , filosificamente parlando , misurazione.
    Bene, una volta che le misure ci hanno fatto ottenere la pancia piena, perché ci vogliamo fermare ad esse?

    Cosa c'è nel resto dell'esperienza che non va bene?
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  3. #73
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    Predefinito Re: Trovato il bosone di Higgs

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    E' proprio leggendo e confrontando ho preso coscienza che lo svincolarsi dalla pretesa filosofica di una risposta completa e coerente nella descrizione della realtà e l'accontentarsi di risposte parziali , anche inconciliabile fra loro , ma sottoposte a verifiche sperimentali è l'unico metodo che conosciamo che dia come frutto una conoscenza incrementale sia come capacità di previsione che come campo di applicazione , metodo che quasi sicuramente rinuncia in partenza alla 'cosiddetta' risposta completa ma che funziona molto bene , come hanno dimostrato i due periodi che conosciamo in cui è stato applicato con continuità.

    Quindi non è la mancanza di curiosità che mi spinge a considerare l'impianto filosofico come una gabbia in cui si devono rinchiudere i modelli previsionali della realtà ma come l'inevitabile 'ambiente' in cui tali modelli previsionali nascono ed in misura minore nell'adozione dei filtri per loro selezione , ma proprio il contrario visto che il più delle volte è proprio il superamento di tale 'ambiente' e dei 'filtri' derivanti necessario alla spiegazione di fenomeni che la teoria precedente non riesce ad esplikcare che conduce ad una proposta di modelli più ampi e precisi.
    Possiedi una concezione distorta della natura dell'indagine filosofica, del suo determinarsi storico e della sua essenza. Perciò è inevitabile che tu debba giudicare impropriamente ciò che impropriamente conosci. Essenzialmente, la filosofia è sorta con l'individuazione di un plesso di principi comuni a tutte le cose, e con l'interrogazione dell'esperienza al fine di accertare la sua capacità di soddisfare autonomamente questo plesso, risultando perciò intelligibile di per sè, o piuttosto rinviando al di là di sé le condizioni di tale intelligibilità. In breve: mediazione dell'esperienza alla luce del primi principi. Con la precisazione che essi non consistono affatto in un filtro pre-ordinato, uno schema pre-costituito, alla luce del quale misurare i dati percettivi, quasi struttura conoscitiva apriorica antecedente il responso dei sensi: ma emergono invece dall'esperienza stessa, sono l'esperienza stessa nel suo articolarsi, un suo predicato necessario, e non un metodo esteriormente sovrapposto ad essa (come ricordava Hegel), del quale si potrebbe sempre mettere in dubbio la corrispondenza. Di modo che è l'esperienza stessa a interrogar sé medesima, a portarsi fuori di sé (o, altrimenti, a contenersi) in assenza delle condizioni che l'hanno generata.

    Qui non c'è alcuno spazio per conoscenze che 'sfuggano al modello', che cioè si pongano oltre a tali principi, in attesa di essere verificate: ipotizzarlo significa ancora continuare a pensare (letteralmente) in base ai meccanismi metodologici della scienza moderna, ossia di un pensiero che non ha alle proprie spalle principi trascendentali, ossia predicati necessariamente di ogni essente (a te l'onere di provare che la razionalità della scienza moderna è in senso escludente, stante la tua arbitraria pretesa di estenderla senza limiti). Non intendo ingenuamente affermare che la storia della filosofia occidentale sia consistita in una progressiva e incrementale appropriazione del sapere, in cui ogni nuova e singola pietra costituisca una verità irrinunciabile. Nel corso del suo svolgimento storico, essa si è 'compromessa' spesso e volentieri con elementi molteplici e variegati della cultura dell'epoca, intrecciandosi con discettazioni magari ragionevoli ma irriducibili a criteri di fondazione assoluta (morale, arte, politica, cosmologia, fisiologia, meteorologia, etc..), o che rimangono in attesa di essa. Solamente in alcuni suoi momenti particolarmente sistematici essa ha avuto la presunzione di una risoluzione totale del sapere (si pensi ai sistemi idealistici), ma ciò non è certo una scusante per chi intende trasmettere di essa un'immagine totalizzante e barocca, pretendendo di ridurre il significato di un movimento millenario ad alcune sue forme episodiche. La verità è che tu hai proiettato sull'intero sviluppo di questo fenomeno un significato che si riduce ad alcune sue manifestazioni che, da un lato non possono pretendere di esaurirne il senso, dall'altro esse stesse (e i loro migliori esponenti) erano state protagoniste di un analogo travisamento. Dopo la necessaria pulizia da fraintendimenti comprensibili storicamente ma non giustificabili teoreticamente, ciò che si deve dire della storia della filosofia è che essa è consistita fondamentalmente nella scoperta di un principio (o plesso di principi), nell'adozione di essi e nel loro sfruttamento costruttivo in senso metafisico, e nel processo di progressiva rigorizzazione di tale impianto sulla base della pressione esercitata da quei principi: ne vien fuori, perciò, necessariamente l'idea di uno sviluppo unitario e coerente, per grandi fasi e cicli. Dove la costruzione metafisica non è affatto un sistema 'chiuso', sordo al vasto assortimento delle possibilità storiche e naturali e al sempre fervido e gravido processo conoscitivo delle medesime: rispetto ad esse nulla da eccepire (è chiaro che la 'questione Severino' è momentaneamente esclusa da questo giro di considerazioni). Il discorso metafisico non esclude affatto un avanzamento della conoscenza: l'analisi dei significati e la deduzione di nuovi risultati possono essere approfonditi indefinitamente. Ciò che non si concede è la possibilità di imbattersi in conoscenze totalmente nuove, ossia tali da rinnegare i principi (le premesse) delle deduzioni a cui ci siamo attualmente arrestati, proprio perchè essi, da ultimo, poggiano su pilastri o protocolli innegabili, stante che son privi di possibili alternative. Si può, cioè, andare in avanti finchè si vuole (e si riesce) ma non si posson (di diritto) negare i risultati raggiunti. Siamo cioè ben lungi da una pretesa hegeliana deduzione delle categorie, intesa come imbrigliamento metastorico definitivo di tutte le possibilità espresse dalla storia dell'uomo, che è poi l'idea bislacca che emerge continuamente dalle tue osservazioni.
    Ultima modifica di Platone; 16-07-12 alle 15:41
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  4. #74
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    Predefinito Re: Trovato il bosone di Higgs

    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Bene, una volta che le misure ci hanno fatto ottenere la pancia piena, perché ci vogliamo fermare ad esse?

    Cosa c'è nel resto dell'esperienza che non va bene?
    Essendo ben lontani dall'avere esaurito il potenziale del metodo scientifico, la pancia è ancora vuota e si può continuare nella iterazione di fare modelli previsionali e testarli , e nel loro parziale campo di applicazione non necessariamente devono essere accettati in base a criteri di completezza e coerenza 'ultima'.

  5. #75
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    Predefinito Re: Trovato il bosone di Higgs

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Possiedi una concezione distorta della natura dell'indagine filosofica, del suo determinarsi storico e della sua essenza. Perciò è inevitabile che tu debba giudicare impropriamente ciò che impropriamente conosci. Essenzialmente, la filosofia è sorta con l'individuazione di un plesso di principi comuni a tutte le cose, e con l'interrogazione dell'esperienza al fine di accertare la sua capacità di soddisfare autonomamente questo plesso, risultando perciò intelligibile di per sè, o piuttosto rinviando al di là di sé le condizioni di tale intelligibilità. In breve: mediazione dell'esperienza alla luce del primi principi. Con la precisazione che essi non consistono affatto in un filtro pre-ordinato, uno schema pre-costituito, alla luce del quale misurare i dati percettivi, quasi struttura conoscitiva apriorica antecedente il responso dei sensi: ma emergono invece dall'esperienza stessa, sono l'esperienza stessa nel suo articolarsi, un suo predicato necessario, e non un metodo esteriormente sovrapposto ad essa (come ricordava Hegel), del quale si potrebbe sempre mettere in dubbio la corrispondenza. Di modo che è l'esperienza stessa a interrogar sé medesima, a portarsi fuori di sé (o, altrimenti, a contenersi) in assenza delle condizioni che l'hanno generata.

    Qui non c'è alcuno spazio per conoscenze che 'sfuggano al modello', che cioè si pongano oltre a tali principi, in attesa di essere verificate: ipotizzarlo significa ancora continuare a pensare (letteralmente) in base ai meccanismi metodologici della scienza moderna, ossia di un pensiero che non ha alle proprie spalle principi trascendentali, ossia predicati necessariamente di ogni essente (a te l'onere di provare che la razionalità della scienza moderna è in senso escludente, stante la tua arbitraria pretesa di estenderla senza limiti). Non intendo ingenuamente affermare che la storia della filosofia occidentale sia consistita in una progressiva e incrementale appropriazione del sapere, in cui ogni nuova e singola pietra costituisca una verità irrinunciabile. Nel corso del suo svolgimento storico, essa si è 'compromessa' spesso e volentieri con elementi molteplici e variegati della cultura dell'epoca, intrecciandosi con discettazioni magari ragionevoli ma irriducibili a criteri di fondazione assoluta (morale, arte, politica, cosmologia, fisiologia, meteorologia, etc..), o che rimangono in attesa di essa. Solamente in alcuni suoi momenti particolarmente sistematici essa ha avuto la presunzione di una risoluzione totale del sapere (si pensi ai sistemi idealistici), ma ciò non è certo una scusante per chi intende trasmettere di essa un'immagine totalizzante e barocca, pretendendo di ridurre il significato di un movimento millenario ad alcune sue forme episodiche. La verità è che tu hai proiettato sull'intero sviluppo di questo fenomeno un significato che si riduce ad alcune sue manifestazioni che, da un lato non possono pretendere di esaurirne il senso, dall'altro esse stesse (e i loro migliori esponenti) erano state protagoniste di un analogo travisamento. Dopo la necessaria pulizia da fraintendimenti comprensibili storicamente ma non giustificabili teoreticamente, ciò che si deve dire della storia della filosofia è che essa è consistita fondamentalmente nella scoperta di un principio (o plesso di principi), nell'adozione di essi e nel loro sfruttamento costruttivo in senso metafisico, e nel processo di progressiva rigorizzazione di tale impianto sulla base della pressione esercitata da quei principi: ne vien fuori, perciò, necessariamente l'idea di uno sviluppo unitario e coerente, per grandi fasi e cicli. Dove la costruzione metafisica non è affatto un sistema 'chiuso', sordo al vasto assortimento delle possibilità storiche e naturali e al sempre fervido e gravido processo conoscitivo delle medesime: rispetto ad esse nulla da eccepire (è chiaro che la 'questione Severino' è momentaneamente esclusa da questo giro di considerazioni). Il discorso metafisico non esclude affatto un avanzamento della conoscenza: l'analisi dei significati e la deduzione di nuovi risultati possono essere approfonditi indefinitamente. Ciò che non si concede è la possibilità di imbattersi in conoscenze totalmente nuove, ossia tali da rinnegare i principi (le premesse) delle deduzioni a cui ci siamo attualmente arrestati, proprio perchè essi, da ultimo, poggiano su pilastri o protocolli innegabili, stante che son privi di possibili alternative. Si può, cioè, andare in avanti finchè si vuole (e si riesce) ma non si posson (di diritto) negare i risultati raggiunti. Siamo cioè ben lungi da una pretesa hegeliana deduzione delle categorie, intesa come imbrigliamento metastorico definitivo di tutte le possibilità espresse dalla storia dell'uomo, che è poi l'idea bislacca che emerge continuamente dalle tue osservazioni.
    Siamo in trepidante attesa da parte dei filosofi della prossima teoria che renda un tutt'uno coerente quello che attualmente viene esplicitato dalla relatività generale e dalla teoria standard , intrappolati come sono i fisici nel fallimentare o meglio destinato al fallimento metodo basato sulla teorizzazione e verifica(misura) di modelli previsionali.

    I principi trascendenti che li guidano e che li hanno fatti arrivare alle attuali vette di conoscenza non potranno tradirli.

    Nell'attesa , suppongo limitata e breve , penso che i fisici anzi gli 'ingegni minuti' tutti procederanno con la loro attuale limitata metodologia incrementando seppur di poco quel poco che hanno ottenuto.

  6. #76
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    Predefinito Re: Trovato il bosone di Higgs

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    Siamo in trepidante attesa da parte dei filosofi della prossima teoria che renda un tutt'uno coerente quello che attualmente viene esplicitato dalla relatività generale e dalla teoria standard , intrappolati come sono i fisici nel fallimentare o meglio destinato al fallimento metodo basato sulla teorizzazione e verifica(misura) di modelli previsionali.

    I principi trascendenti che li guidano e che li hanno fatti arrivare alle attuali vette di conoscenza non potranno tradirli.

    Nell'attesa , suppongo limitata e breve , penso che i fisici anzi gli 'ingegni minuti' tutti procederanno con la loro attuale limitata metodologia incrementando seppur di poco quel poco che hanno ottenuto.
    I filosofi non si occupano di fisica, bensì di metafisica, ma repetita iuvant. Con questo, per altro, non escludo che lo sviluppo dell'indagine metafisica comporti corollari attinenti alla 'fisica': non è necessaria alcuna attesa, inizia a studiare Severino e vale optime - anche perchè lì si mostra chiaramente la falsità della tanto osannata relatività generale e ristretta (con buona pace di chi preferisce l'utile al vero ).
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  7. #77
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    Predefinito Re: Trovato il bosone di Higgs

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    I filosofi non si occupano di fisica, bensì di metafisica, ma repetita iuvant. Con questo, per altro, non escludo che lo sviluppo dell'indagine metafisica comporti corollari attinenti alla 'fisica': non è necessaria alcuna attesa, inizia a studiare Severino e vale optime - anche perchè lì si mostra chiaramente la falsità della tanto osannata relatività generale e ristretta (con buona pace di chi preferisce l'utile al vero ).
    ?
    Io non mi sento italiano,
    ma per fortuna o purtroppo lo sono.

  8. #78
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    Predefinito Re: Trovato il bosone di Higgs

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    ?
    Citazione Originariamente Scritto da Platone
    I filosofi non si occupano di fisica, bensì di metafisica, ma repetita iuvant. Con questo, per altro, non escludo che lo sviluppo dell'indagine metafisica comporti corollari attinenti alla 'fisica': non è necessaria alcuna attesa, inizia a studiare Severino e vale optime - anche perchè lì si mostra chiaramente la falsità della tanto osannata relatività generale e ristretta (con buona pace di chi preferisce l'utile al vero ).
    .
    Ultima modifica di Platone; 16-07-12 alle 16:38
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  9. #79
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    Predefinito Re: Trovato il bosone di Higgs

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    I filosofi non si occupano di fisica, bensì di metafisica, ma repetita iuvant. Con questo, per altro, non escludo che lo sviluppo dell'indagine metafisica comporti corollari attinenti alla 'fisica': non è necessaria alcuna attesa, inizia a studiare Severino e vale optime - anche perchè lì si mostra chiaramente la falsità della tanto osannata relatività generale e ristretta (con buona pace di chi preferisce l'utile al vero ).
    Questo è il tipico esempio di come la scienza non debba utilizzare filtri metafisici.

    Cosa devono fare i fisici abbandonare la teorie einsteniane perchè ripetute 'false' da Severino? , già lo sappiamo che sono 'false' come la meccanica quantistica.

    La scienza non si deve nutrire di 'falso' o di 'vero' , errore del neopositivismo ma solo di fare modelli previsionali verificabili , fregarsene dei Severini finchè le loro argomentazioni non producano una teoria sostitutiva con almeno la stessa 'utilità'(ampiezza e precisione delle previsioni vericabili e verificate).

    Io personalmente sono già rassegnato(?) all'abbandono della ricerca del 'vero' , ma sono convinto(fede o fiducia?) che la strada della verifica di modelli previsionali abbia ancora molto cammino davanti a se e che porti ad una conoscenza sempre più plausibile dei fenomeni che percepiamo.
    Quando ci troveremo di fronte al muro che i metafisici prospettano ne prenderemo atto , ma non possiamo essere vincolati dai loro 'principi' , al massimo condizionati.



    PS:Quindi sono già sul mercato i GPS severiniane ? cossa fanno stabiliscono anche l'esatta posizione di tutti gli fermioni del mio corpo superando le falsità della relatività generale ed inglobando la teoria standard? Quanto costano e dove si trovano oltre nelle facoltà di filosofia?

  10. #80
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    Predefinito Re: Trovato il bosone di Higgs

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    Questo è il tipico esempio di come la scienza non debba utilizzare filtri metafisici.

    Cosa devono fare i fisici abbandonare la teorie einsteniane perchè ripetute 'false' da Severino? , già lo sappiamo che sono 'false' come la meccanica quantistica.

    La scienza non si deve nutrire di 'falso' o di 'vero' , errore del neopositivismo ma solo di fare modelli previsionali verificabili , fregarsene dei Severini finchè le loro argomentazioni non producano una teoria sostitutiva con almeno la stessa 'utilità'(ampiezza e precisione delle previsioni vericabili e verificate).

    Io personalmente sono già rassegnato(?) all'abbandono della ricerca del 'vero' , ma sono convinto(fede o fiducia?) che la strada della verifica di modelli previsionali abbia ancora molto cammino davanti a se e che porti ad una conoscenza sempre più plausibile dei fenomeni che percepiamo.
    Quando ci troveremo di fronte al muro che i metafisici prospettano ne prenderemo atto , ma non possiamo essere vincolati dai loro 'principi' , al massimo condizionati.



    PS:Quindi sono già sul mercato i GPS severiniane ? cossa fanno stabiliscono anche l'esatta posizione di tutti gli fermioni del mio corpo superando le falsità della relatività generale ed inglobando la teoria standard? Quanto costano e dove si trovano oltre nelle facoltà di filosofia?
    Ho scritto 'relatività', ma avrei potuto scrivere 'fisica', e anzi 'scienza moderna'. I motivi per cui la scienza moderna non solo è ipotetica, ma è falsa, non possono essere compresi dallo 'scienziato': la falsità che la scienza può attribuire alle proprie teorie ha motivazioni essenzialmente differenti da quelle che si possono scorgere in Severino. Anche la falsità che la scienza attribuisce ad esse è originata da false motivazioni. Anche l'errore che essa crede di vedere è cioè visto da un occhio a sua volta errante.

    Poi è chiaro che un tipo di sapere come questo ha tutto l'interesse ad accentuare la propria svolta in senso prassistico, pragmaticistico, anti-teoreticistico, stante che la teoria gli si rivolta contro. Il punto è che la verità è una costante dell'essere, ossia un concetto trascendentale, non categoriale, che perciò non può essere marginalizzato. Lo si capirà o prevarrà la logica dell'utile (la vera utilità essendo, in tal caso, proprio il non voler guardare in faccia ciò che va a proprio discapito, ossia la verità?) ?
    Ultima modifica di Platone; 16-07-12 alle 17:12
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

 

 
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